Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Ogni mostro ha una debolezza, che garantisca all'eroe un barlume di speranza: quella del nostro Re, da cosa dipende? Da qualcosa che si trova nel suo passato. (50%)

Colui che salvò il mondo.

Posso leggergli nella mente, vedere il loro passto, i loro ricordi. Se riuscissimo a catturarne uno, potrei capire da dove giunge il suo potere, potrei fermarlo una volte per tutte.

Diario di Ela, giorno 46

***

«Farò del mio meglio», il volto del ragazzo era ricolmo di gioia, mentre seguiva i consiglieri all’interno della chiesa.

«Lo sappiamo, è per questo che ti abbiamo scelto.»

Una mano pesante cadde sulla spalla di Viktor, una mano forte che gli trasmise un senso di gratitudine.

Lui era un ragazzo come tanti nel villaggio, senza nulla di speciale, che cercava solo di andare avanti in un mondo decaduto e all’apparenza senza alcuna possibilità, eppure era stato scelto: il consiglio in persona si era riunito e, all’oscuro degli altri, aveva deciso.

«Il dolore, la paura e la rabbia che attanagliano i nostri fratelli e sorelle, non può essere cancellato, ma tu puoi riuscire dove altri hanno fallito.»

Il cammino fu breve, la cisterna sotterranea in cui un tempo raccoglievano l’acqua che defluiva dalla montagna, si trovava a poche centinaia di metri fuori dal centro abitato, l’unico problema erano le torce; il sole non si mostrava ormai da tempo, qualcuno pensava addirittura che mai, una cosa del genere, fosse esistita, l’unica cosa certa era che loro vivevano nella notte là fuori e che solo la luce fosse in grado di tenerli a bada.

In fila indiana, il gruppo si mosse rapido, senza curarsi di ciò che tra gli anfratti distrutti della vecchia città li scrutava; ognuno dei consiglieri, oltre al proprio equipaggiamento, portava con se un dono ben legato sulle spalle, all’interno di un fagotto.

Quando entrarono all’interno della cisterna, il più alto in grado intimò agli altri di fermarsi.

«Sprangate la porta e preparate le corde.»

Non appena anche l’ultimo della fila varcò l’uscio, l’oscurità si riappropriò del mondo alle sue spalle.

«Apri.», sussurrò un voce dall’esterno, era solo un sussurro, poi furono due, poi tre. Un coro di voci, che iniziarono a girare come trottole.

«Non abbiamo abbastanza torce per tornare al villaggio, non ce la faremo mai!»

L’uomo che aveva rassicurato Viktor, fece lo stesso con il suo compagno; loro non ne avrebbero avuto bisogno, una volta compiuto il proprio dovere, sarebbe stato tutto più semplice.

«Ora scendiamo.»

L’uomo bloccò la porta con una spranga e, mentre si apprestava a seguire il resto del gruppo, decise stupidamente di appoggiare un’ultima volta l’orecchio alla parete, voleva sentire, voleva disperatamente sentire.

«Lui non è come voi

All’improvviso, tutto intorno, sull’acciaio della cisterna, un numero indefinito di unghie e artigli, prese a stridere, portando l’orrore sulle loro teste.

Una volta che furono immersi nel vuoto, il tempo perse di significato: da quanto stiamo scendendo? Si chiese Viktor, mentre pregava che il rumore sopra di loro finisse.

Ci volle un po’, ma quando giunsero sul fondo, il suo desiderio venne esaudito, portando alla morte ogni rumore.

«È qui?», chiese Viktor.

«Sì.», risposero in coro gli altri, prima di gettare a terra le proprie torce.

Ci fu un click metallico, poi spiragli luminosi come incendi, mai visti prima, accecarono il ragazzo.

«Dove siete?»

Camminò alcuni metri, vagando alla cieca, quando all’improvviso le sue mani trovarono qualcosa: penzolanti e consumate dalla ruggine, le catene erano lunghe un paio di metri e partivano dalla parete della cisterna, cadendo a terra senza padrone.

Non appena il ragazzo si inginocchiò per controllare meglio, il suo cuore si gelò.

Fredde e maleodoranti, le ossa lo colsero alla sprovvista, obbligandolo a urlare.

«È stato Jacob a farci arrivare sin qui.»

La mano del capo del consiglio cadde di nuovo sulle sue spalle, questa volta con molta più forza.

«Jacob?!»

Incredulo, e finalmente di nuovo dotato della vista, Viktor osservò lo scheletro decomposto ai suoi piedi.

Conosceva Jacob, era stato suo amico… ma che fine aveva fatto? Non se lo ricordava, era scomparso, forse?

Ora di lui rimanevano solamente le ossa delle gambe, ancora imprigionate a terra e il torace, riverso nel centro del pozzo.

Non ci sono le braccia, si stupì, osservando quell’unica mancanza.

«Cosa gli avete fatto?»

«Tutta la rabbia, l’odio, la paura, lui si faceva carico di ogni cosa… impedendo agli altri di infestarci con la loro maledizione. Ma ora lui non c’è più.»

L’uomo si voltò, osservandolo.

«Jacob ti ha scelto. Ora l’onore di salvarci tutti sarà tuo.»

Istintivamente il corpo di Viktor indietreggiò verso le catene, contro la parete.

«Mi avevate detto che avremmo sistemato tutto, che mi avreste aiutato!»

«E sarà così, una volta che il dolore del mondo sarà di nuovo al suo posto, al villaggio tutti potranno essere di nuovo felici. Grazie a te.»

Senza aggiungere altro, i consiglieri estrassero i propri doni, poi la luce morì e il pozzo, ricolmo delle urla di Viktor, conobbe il suo nuovo Re.

***

Quando Ela tolse la mano pulsante dal volto dell’essere che avevano catturato, nella sua mente fu tutto più chiaro. Doveva trovare Viktor, lui era l’origine del Suo potere.

Ora, ditemi: cosa governa il mondo?

  • La rabbia e la vendetta guideranno l'uomo per sempre. Che vi piaccia o meno. (75%)
    75
  • Non c'è nulla da governare, la sofferenza è e rimarrà l'unica costante. (0%)
    0
  • L'amore, la speranza, le seconde occasioni. L'uomo è meglio di così. (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi