La rete del Male e del Bene

Dove eravamo rimasti?

Sebastian comunicherà il suo desiderio a Grace, lei cosa farà? Aprirà un buco nella rete per farlo scappare. (75%)

Un buco nella rete

Grace non poteva credere a quello che aveva appena fatto. Non aveva mai rubato in vita sua, e con “mai” intendeva che non aveva neppure provato a sottrarre un dolcetto a suo cugino, che ne riceveva sempre un intero sacchetto per il compleanno. Spesso le era capitato di pesare a cosa sarebbe successo se avesse trasgredito una regola. L’idea di disubbidire ad un ordine, in qualche modo la eccitava e le suscitava una certa impazienza, come se non vedesse l’ora di provarci. Non credeva sarebbe accaduto chissachè, se l’avesse fatto solo per una volta, no? D’altronde Sebastian lo faceva tutti i giorni, saltando la scuola per poterla incontrare il prima possibile, ed era ancora lì, illeso.

La ragazza si corresse mentalmente, sostituendo “illeso” con “vivo”. Il ricordo del segno rosso ancora vivido sulla guancia dell’amico le fece stringere lo stomaco. La possibilità che il padre di Sebastian fosse un tipo del genere non l’aveva neanche minimamente sfiorata. Tra i Puri simili violenze erano inaudite ed era impossibile vederne.

Notando una signora che la osservava, Grace si risistemò lo zaino sulle spalle, a disagio. Percepì le enormi cesoie che rotolavano all’interno della sacca, e lei ebbe l’impressione che, ma mano che il bus si avvicinava alla spiaggia, si facessero sempre più pesanti, e che la massa dei suoi sensi di colpa si sommasse a quella dell’attrezzo.

Cercava di giustificare la propria azione ripetendosi che lei non lo aveva deciso, era stato un riflesso istantaneo, semplicemente aveva sfilato quelle forbici dalla tasca dello zaino di Jean Eisen senza pensarci. Gliele avrebbe riportate il giorno dopo a scuola, dicendogli che per sbaglio erano finite nel suo zainetto insieme ai quaderni scolastici. Se si fosse fermata in quel momento, se avesse chiesto all’autista dell’autobus di lasciarla scendere, sarebbe tornata tranquillamente a casa e non sarebbe successo niente.

Ma lei non ne aveva la minima intenzione. Avrebbe proseguito e sarebbe scesa all’ultima fermata, quella che distava dalla spiaggia solo mezzo chilometro, sarebbe corsa davanti alla rete e avrebbe reso giustizia al suo migliore amico.

***

Sebastian guardò inorridito le cesoie luccicanti che Grace stava estraendo dallo zaino. Erano grandi quasi trenta centimetri e sicuramente, se non facevi attenzione, una o due dita delle tue mani si sarebbero staccate, partendo per un viaggio di non ritorno. Lui non sapeva dove la sua amica le avesse trovate, né se era legale averne un paio (D’altronde ai Puri non era permesso  possedere armi, ma forse in quel caso era un eccezione.), era solo sicuro che non glielo avrebbe lasciato fare. Se lei fosse stata scoperta, e portata nella parte Cattiva dell’isola per un suo misero capriccio, non se lo sarebbe mai perdonato.

Sospirò, esasperato. Quando lei gli aveva detto che gli avrebbe mostrato qualcosa di fantastico, pensava che avrebbe preso un libro nuovo da quello zaino, e non un arma di distruzione.

– Non vorrai usarle, spero.

Il sorriso radioso, quasi terrificante che aveva fino ad un momento prima si spense sul viso di Grace. Sebastian capiva che lei voleva solamente aiutarlo, e si sentì un po’ in colpa per averla delusa in quel modo.

– Non vuoi andartene? Non vorresti essere Buono?- Domandò Grace, con le forbici ancora a mezz’aria, le lame schiuse e già pronte a tagliare.

-Non è questo il punto. Sai che finirai nei guai se qualcuno lo viene a sapere? – Sebastian stava cercando di farla ragionare in ogni modo, anche se quello che Grace aveva detto non era falso, anzi, era il suo più grande desiderio.

– E’ per questo che non lo diremo a nessuno. Il governo non si accorgerà di nulla: forse noteranno la rete spezzata, ma non potranno mai sospettare di noi! Poi…

– Svegliati, Grace! – La rimproverò, lasciandosi cadere sulla sabbia. – Che farai poi? Dovrò pur andare a scuola. Gli insegnanti si accorgeranno che non sono Puro, e non puoi tenermi nascosto in casa. E mio padre poi? Mi verrà sicuramente a cercare.

Lei aprì la bocca, pronta a ribattere, poi la richiuse bruscamente. Rimase in silenzio, forse rendendosi finalmente conto che quello era un sogno impossibile da realizzare, e Sebastian pensò di averla convinta, quando lei ricominciò.

– E se fosse solo per un giorno? So che non è molto ma…- Alzò le spalle.

Sebastian stava per negare, di nuovo, quando si fermò a riflettere. Dopotutto non era una brutta idea. Un giorno solo, avrebbe potuto capire com’è fatto il mondo Puro, senza che nessuno se ne accorgesse. Sì, ovviamente il governo si avrebbe notato la rete, ma se avesse fatto un controllo avrebbe trovato tutti al proprio porto, esattamente come prima. Era pericoloso, certo ma c’era sempre un modo.

– Promettimi che se ci beccheranno, dirai che è colpa mia.

– No!- Sbottò lei. – Non potrei mai farlo!

– E’ la cosa più sensata. A me non possono fare niente, non mi possono spostare in nessun’altra isola. Prometti, oppure non si fa niente.

Grace abbassò il capo, arresa. -Prometto. – E con un solo gesto, tagliò la rete.

Nel prossimo capitolo i due amici verranno scoperti da qualcuno, chi?

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  • Un compagno di scuola di Grace (100%)
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  • I genitori di Grace (0%)
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27 Commenti

  • Ciao Camostilla,
    ho scoperto ora la tua storia e ho deciso di seguirla, mi piace!
    La situazione surreale è intrigante, ma al contempo il significato profondo della lotta tra bene e male è vicino a tutti….
    Sono curiosa di vedere cosa succede!
    A presto allora!

  • Ehi, Cam! (Hai detto che ti piace, quindi approfitto di aver indovinato con i nomignoli, per una volta)
    Non ho molto da commentare e visto che tutti continuano a farti i complimenti credo che sia solo una perdita di tempo dirti che ad ogni capitolo mi lasci spazzata vedendo quanto cavolo sei migliorata in questo ultimo anno e che quando guardo i miei testi mi sento uno schifo in confronto a te. 😛
    Detto questo preferirei non far perdere altro del tuo tempo a leggere i commenti che probabilmente sono tutti barbosamente uguali e ti saluto con il mio solito “Ciao ciao!” da amica fidata. 🙂
    Alla prossima! 😀

  • Ciao Camostilla.

    Ma davvero hai tredici anni? Io a quell’età ancora sognavo di scrivere così bene 😀

    Ho letto Obscurio tutto d’un fiato e adesso sono curioso di scoprire dove ci porterai con questa storia. Si vede che adesso scrivi meglio rispetto all’anno scorso. Hai ancora qualche problema con la revisione del testo (qualche errorino qualche volta ti scappa) ma riesci a gestire molto bene la scrittura.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao Achillu,
      Non sei il primo che mi dice di essere migliorata da quando ho scritto Obscurio, e ho notato anche io che scrivo con molta più facilità. Ovvio che qualche errore mi capiti, ma dato che io non me ne accorgo, spero che tu possa segnalarmeli ogni volta, in modo da non rifarli. 😉
      Grazie a te, ciao!

  • Ciao, Cam… posso chiamarti così? Sai che non sono brava a trovare soprannomi e che il tuo nickname non è molto lungo e ciò complica ulteriormente la cosa… quindi, beh, hai capito…
    Comunque sia, ignorando totalmente le cavolate che scrivo…
    Carino questo capitolo! Non ricordavo quanto tu scrivessi bene, forse Obscurio 2.0 avresti dovuto scriverlo tu…
    Le reazioni dei personaggi sono descritte in modo impeccabile e mi è sembrato di vedere oltre la rete la faccia sconcertata di Sebastian mentre fissa le cesoie tra le mani di Grace.
    Ottimo lavoro! Continua con questo ritmo e non accelerare. Te lo dico per consiglio e per promemoria 😉 .
    Ciao, ci vediamo!

  • ciao Camostilla,
    l’incipit promette bene. Un confine, la convinzione che gli altri, i cattivi, possano essere cattivi. Ci sarà un’amicizia tra i due bambini, immagino, e presumo anche che verrà ostacolata. Vedremo come si svilupperà la storia. Io direi che i sogno dei due sarà quello di lasciare l’isola, perché vedo difficile, vista la divisione netta dei territori, trovare posto in una delle due metà e ancor peggio sarebbe rimanere nella stessa condizione.
    Alla prossima!

  • Il Fantasy mi piace e seguirò la tua storia.
    Il Bene e il Male sono insiti in ognuno di noi, spesso ci capita di fare confusione nell’esprimerli e nel comprenderli.
    Incipit interessante e personaggi che ci daranno grandi soddisfazioni, sotto il profilo emozionale.
    Da curioso quale sono, vorrei visitare l’altra parte dell’isola.
    Alla prossima!
    Ciao

  • Visitare l’altra parte dell’isola, mi sembra ovvio 😉

    Bell’inizio, Grace mi è piaciuta, Sebastian l’approfondiremo nei prossimi capitoli. Ho l’impressione che la divisione tra Buoni e Cattivi ci riserverà qualche sorpresa 😉

    “Beh, è ovvio: voleva sapere come erano fatti i Cattivi.”
    😀 😀 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao bella storia! Bell”inizio e bella idea! Da quando sono su TI mi sto interessando al fantasy, genere che ho sempre sottovalutato tantissimo ed è un peccato perché ne sto scoprendo tante storie appassionanti! Tipo la tua:)

    Io chiamerei i Buoni e i Cattivi in un altro modo; li farei più personalizzati. Buoni e Cattivi ce ne son tanti; pure Vasco mi ha fatto una testa così. Comunque secondo me entrambi son curiosi di visitare l’altra parte dell’isola e sai una cosa? Io pure:)
    Seguo!

    • Ciao, ti ringrazio dei complimenti. 🙂 So che i nomi “Buoni e Cattivi” non sono tanto originali, ma li ho messi giusto per dare meglio l’idea di divisione. L’ispirazione mi è venuta da mio padre che, appunto, quando da piccola chiedevo cose riguardanti la guerra,lui cominciava a cantare a squarciagola la canzone di Vasco Rossi, ripetendomi che nessuno era o buono o cattivo. Così mi è venuta l’idea.
      Grazie ancora, ciao!

  • Ehi, ciao! Ben tormata! Dopo”anni luce”, eh? Ti rendi conto vero che gli anni luce contano una distanza e non un tempo? Una distanza che equivale a 9.500 miliardi di kilometri. Ma forse questo discorso è inutile e io sto facendo, come al solito, la parte della secchiona… okay, la smetto.
    Ma andando alla trama… carina! I Buoni e i Cattivi. Me ne avevi già parlato ma vederlo qui, nero su bianco è stato molto più bello. 😊
    È una storia degna della tua fantasia, questo è certo. Magari se, prima del prossimo capitolo non ci metti “anni luce” leggo volentieri. Sto scherzando! 😜 Sai che ti leggo sempre.
    Ciao, alla prossima!

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