Il doblone nero

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Sam? Convince Teuta in qualche altro modo (75%)

Parte quarta

Con uno spintone ben assestato Sam si liberò dalla presa della donna, poi, senza darle il tempo di reagire, tornò sul molo dirigendosi verso il barcaiolo con cui aveva visto parlare Teuta poco prima.
«Quanto vuoi per una barca?»
Il mercante lo guardò stranito: «Non credo tu abbia la stoffa del marinaio, ragazzo.»
«Ti ho chiesto di vendermi una licenza da capitano forse? Voglio solo comprare una delle tue trappole galleggianti!»
In quel momento Teuta comparì alle spalle del giovane e l’uomo commentò: «Scommetto che siete insieme… L’ho già detto alla tua amica, i vostri soldi non bastano!»
«Forse i suoi no, ma che ne dici di questi?» Così dicendo estrasse dalla giacca un sacchettino di monete.
«Con quella somma, puoi scegliere se comprare la prua o lo poppa di una delle mie navi.»
Sam si voltò verso Teuta: «Sono sicuro che basteranno, uniti ai suoi.»
L’uomo fece qualche rapido calcolo e si allontanò borbottando tra sé e sé.
«E adesso?» Chiese il giovane con voce incerta.
«Andremo a Merita. Se non ci saranno imprevisti, dovremmo vedere i faraglioni dell’isola entro qualche crepuscolo.»
«Perché proprio lì?»
«Rubert deve fare approvvigionamenti prima di tornare al Massiccio di Lur, e in questa zona del Mar di Laasur non c’è posto migliore del bazar di Merita.»
«Quell’uomo ha chiaramente detto che se ti rivede ti ammazza.»
«Non mi fa paura e comunque parli un po’ troppo, sai ragazzo?»
«Abbiamo comprato questo veliero insieme, quindi credo sia mio diritto sapere dove siamo diretti e perché. E poi, qualunque cosa tu stia tramando, avrai bisogno di una mano se non vuoi finire a pendere da qualche forca!»
«Nella cabina del capitano c’è la mappa che si dice conduca al tesoro perduto di Rufit, il leggendario pirata.»
«Come pensi di recuperarla?»
«Dovremo intrufolarci nella Mir di nascosto, mentre dormono o sono alla Fine del Mondo a giocare a carte o a sollazzarsi con qualche prostituta. Rubert non ci aspetta, quindi sfrutteremo l’effetto sorpresa.» Da una tasca della propria cintura tirò fuori alcuni piccoli dardi. «La punta di queste frecce è imbevuta di un potente narcotico. Basterà che tu colpisca le sentinelle, a tutto il resto penserò io.»

Il porto di Merita era quasi del tutto deserto. Qualche moribondo si aggirava per il molo, mentre dalle locande provenivano musica, grida e risate. La Mir era ormeggiata sul pontile esterno, dove il fondale era più basso. Sul suo ponte, tre vedette facevano la ronda.
La pirata fece un cenno a Sam e si tuffò in acqua increspandone solo lievemente la superfice. Il ragazzo scese a terra e cominciò a barcollare, calandosi nella parte di un qualunque ubriaco appena uscito da qualche bettola. Appena arrivò abbastanza vicino, estrasse una cerbottana e soffiò il primo proiettile con tutto il fiato che aveva in corpo. La sentinella cadde senza emettere alcun suono. Con la coda dell’occhio, intanto, intravide Teuta risalire lungo le gomene di ancoraggio e capì di dover agire in fretta. Sparò il secondo proiettile colpendo sulla guancia un pirata, il quale emise un suono acuto prima di accasciarsi a terra, attirando l’attenzione del compagno. Preso dal panico all’idea che questi potesse chiamare aiuto, Sam iniziò a cantare cercando di replicare, tra una stonatura e l’altra, lo stridulo guaito della sua vittima. Il diversivo funzionò. Il marinaio si sporse in direzione del molo: «Sparisci da qua, o te ne pentirai!»
Il ragazzo lo guardò, poi scoppiò a ridere e a farsi beffe dell’uomo che, colto dall’ira si precipitò verso la passarella che conduceva alla banchina. Approfittando di quel momento, Sam riprese in mano la cerbottana. Il primo colpo andò a vuoto, ma il secondo andò a segno; il bucaniere barcollò prima di cadere in acqua.
Sam corse sul ponte della Mir giusto in tempo per vedere Teuta intrufolarsi nella zona di sottocoperta, la seguì e, quando la raggiunse, la donna stava forzando con la punta del coltello un cassetto, estraendone poi una mappa consunta e strappata in vari punti.
«Ah eccoti, sei più bravo di quanto pensassi! Forse ti avevo sottovalutato. Ecco la mappa. Purtroppo, non siamo mai riusciti a decifrarla.»
Appena il giovane posò lo sguardo sulla cartina, sbiancò. «Io… io…»
«Cosa ti prende? Dobbiamo andarcene, non abbiamo tempo da perdere!»
Per tutta risposta Sam sfilò dalla propria giubba il frammento di mappa che custodiva gelosamente da quando il padre se n’era andato, lo dispiegò e lo appoggiò sulla scrivania facendolo combaciare perfettamente ad una delle estremità lacerate dell’altra.
«Cosa ci fai con quella?»
«È solo un ricordo di mio padre!»
«Tuo padre? Ma tu… allora sei figlio di Aras Cliffhanger!»
«Conoscevi mio padre? Io so solo che ha lasciato casa nostra e non è mai più tornato. Probabilmente è morto!»
«É vivo invece. È da lui che abbiamo avuto questa mappa. In questo momento è rinchiuso nelle segrete di questo stesso veliero!»
«Di che cosa stai parlando? Se ciò che dici è vero, allora dobbiamo liberarlo!»
«No, dobbiamo andarcene prima che torni Rubert o siamo morti!»

Cosa faranno Sam e Teuta

  • Si divideranno (0%)
    0
  • Cercheranno di liberare Aras Cliffhanger (75%)
    75
  • Lasceranno la Mir per mettersi sulle tracce del tesoro di Rufit (25%)
    25
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23 Commenti

  1. A me è piaciuto molto, l’ho trovato avvincente divertente e parecchio ben scritto. Devo dire che mi hanno incuriosito molto i personaggi e il tuo modo di raccontare, al punto che ho deciso di leggere il tuo libro… Dove lo posso trovare?

    • Ciao e, come sempre, grazie mille per avermi letto e per aver commentato.
      Il doblone nero era già comparso nel capitolo 5 ed era la chiave per leggere la mappa del tesoro, forse era la settimana delle tue ferie.

      Ecco qui l’estratto:
      “Si fermò un istante e si sfilò uno stivale. Lo capovolse e fece saltare via un tacco, ne estrasse un piccolo fagotto e poi aggiunse: «Alla sua morte, le uniche tracce che lasciò furono questo doblone nero e quella mappa.» La moneta, scura e lucida, era forgiata in ossidiana e presentava al suo interno alcuni fori dalla forma irregolare. «Per raggiungere il luogo in cui il tesoro è nascosto, bisogna usarli insieme.»”

      Poi prosegue… 🙂

    • Cioa Red,

      grazie mille per il voto. Per adesso su facebook e instagram sembra esserci una leggera predilezione per fargli svuotare le tasche! 😛 Non è detto comunque che non sia quella la strada più veloce 😉
      Ti auguro buone vacanze. Ci rileggiamo al tuo rientro!

      Ciao, MC

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