Il doblone nero

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo sarà l’ultimo capitolo. Come vorreste che si concluda questa storia? Scrivete il vostro commento, ne sceglierò uno a caso e completerò il racconto. (100%)

Parte sesta

Lo stretto di Oljy, all’estremità orientale del Mar di Laasur, era famoso in tutta Maail per il colore nero delle proprie acque, e la Fossa Furea, al centro dello stesso, ne rappresentava la depressione più profonda. Era credenza diffusa tra gli abitanti di Maail che il mostro che distrusse Ekeroth si fosse risvegliato proprio dalle sue profondità.

Erano trascorsi ormai otto crepuscoli da quando Sam, Aras e Teuta avevano lasciato il porticciolo dell’isola di Merita, e Sam aveva preso l’abitudine di trascorrere il proprio tempo libero osservando la sconfinata bellezza di quei luoghi a lui ancora sconosciuti.

Man mano che lo snello sciabecco scivolava su quelle nere acque, avvicinandosi all’imboccatura dello stretto di Oljy, il mare, tutto sommato calmo, si colorava di soffici creste bianche e una corrente sempre più vigorosa sosteneva l’andatura dell’imbarcazione. In lontananza poche nubi rigavano il cielo, altrimenti limpido e chiaro.

Nonostante le onde fossero facilmente domabili, i tre marinai restavano concentrati, scandagliando l’orizzonte e assicurandosi che le vele si offrissero al vento in tutta la loro superfice.

La voce di Aras ruppe il silenzio: «Ti ricordi le storie che ti raccontavo per farti addormentare, ragazzo?»

«Son talmente tante lune che manchi da casa, che a malapena riesco a riconoscere la tua voce! Come mai non sei più tornato?»

«Un uomo può tentare in ogni modo di reprimere ciò che è veramente, e io sono un avventuriero, un pirata! Avevo promesso a tua madre che avrei abbandonato questa vita una volta che fossi nato tu, ma quando ho trovato questa mappa…»

«E la mamma? Non ti interessa sapere cosa ne sia stato di lei?»

«Mya era una donna forte di spirito, ma debole nel corpo. Se fosse ancora viva non avrebbe mai lasciato che ti cacciassi in questo guaio. Il fatto che tu sia qui davanti a me mi dice tutto quello che mi serve sapere.»

Una smorfia di rabbia e disapprovazione si dipinse sul volto di Sam: «Tutte le tue storie, tutte le tue parole, tutta la tua vita sono sempre state una menzogna. Non te n’è mai importato nulla di noi.»

Aras lasciò che il rancore del figlio gli scivolasse addosso: «Quei racconti non sono menzogne, figliolo. Possono forse essere leggende, ma alla base di ognuna di quelle vicende c’è un fondo di verità.»

Teuta restava in disparte, tenendo la barra del timone con mano ferma ed ignorando la discussione tra i due uomini.

«In questi abissi, nel cuore della Fossa Furea, dimora la più terribile creatura che sia mai vissuta. Nessuno sa esattamente di cosa si tratti, poiché chiunque l’abbia mai incontrata non è sopravvissuto per poterlo raccontare.»

«Piantala con queste fesserie. Non sono più un ragazzino!»

Il pirata ignorò quelle proteste e incalzò: «Alcuni credono si tratti del Kraken, altri addirittura farneticano che possa essere Scilla, l’unica cosa certa è che quando quel mostro si sveglia è assetato di sangue.»

Il piccolo veliero scivolava placido tra le nere acque dello stretto di Oljy. Le vivaci onde che avevano accompagnato la navigazione fino a quel momento erano andate via via scemando, lasciando il posto ad uno specchio piatto come un lago di montagna. Il vento soffiava in maniera dolce e costante. L’unico rumore che i tre corsari udivano era quello dell’imbarcazione che frangeva i flutti con andatura sicura.

All’improvviso, un colpo secco fece sussultare lo sciabecco. Il mare intorno a loro cominciò a ribollire, colorandosi di sfumature bianche come piccoli denti affilati.

Sam si voltò verso il padre: «Cosa sta succedendo?»

Che cosa sta accadendo?

  • Un enorme gorgo si è aperto e li sta trascinando nelle profondità della Fossa Furea (100%)
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  • Il mostro Scilla attacca lo sciabecco (0%)
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  • Il Kraken emerge dagli abissi (0%)
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23 Commenti

  1. A me è piaciuto molto, l’ho trovato avvincente divertente e parecchio ben scritto. Devo dire che mi hanno incuriosito molto i personaggi e il tuo modo di raccontare, al punto che ho deciso di leggere il tuo libro… Dove lo posso trovare?

    • Ciao e, come sempre, grazie mille per avermi letto e per aver commentato.
      Il doblone nero era già comparso nel capitolo 5 ed era la chiave per leggere la mappa del tesoro, forse era la settimana delle tue ferie.

      Ecco qui l’estratto:
      “Si fermò un istante e si sfilò uno stivale. Lo capovolse e fece saltare via un tacco, ne estrasse un piccolo fagotto e poi aggiunse: «Alla sua morte, le uniche tracce che lasciò furono questo doblone nero e quella mappa.» La moneta, scura e lucida, era forgiata in ossidiana e presentava al suo interno alcuni fori dalla forma irregolare. «Per raggiungere il luogo in cui il tesoro è nascosto, bisogna usarli insieme.»”

      Poi prosegue… 🙂

    • Cioa Red,

      grazie mille per il voto. Per adesso su facebook e instagram sembra esserci una leggera predilezione per fargli svuotare le tasche! 😛 Non è detto comunque che non sia quella la strada più veloce 😉
      Ti auguro buone vacanze. Ci rileggiamo al tuo rientro!

      Ciao, MC

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