Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Siamo quasi alla fine (in questo nono episodio avrei voluto approfondire qualcosa in più, ma lo spazio è tiranno). Per che finale optereste? Un finale aperto (58%)

Un’ancora di salvezza ...

Grace terminò il racconto. Sentiva di essersi finalmente liberata di un enorme peso. Vincent se ne stava seduto immobile, con occhi increduli. La tazza di tè tra le sue mani si era ormai completamente raffreddata.

“Non è possibile.”

Le parole sembravano uscire a fatica dalla sua bocca.

“Mi dispiace, Vincent.”

“Mia sorella non può essersi ammazzata!”

“Avrei dovuto dirtelo subito, scusa.”

“Come fai a essere certa che sia stata lei a togliersi la vita?”

“Il messaggio che mi ha lasciato … non ce la faceva più, Vincent. Posso immaginare quanto abbia sofferto per colpa di quello stronzo.”

“Frank?”

“Sì.”

All’improvviso Vincent assunse un’espressione incerta.

“Grace, come fai a sapere che sia stato Frank a violentare mia sorella quella sera? Stavi dormendo quando è tornata a casa e il suo biglietto non racconta nulla di tutto ciò.”

“Come ti ho detto, Evelyne mi aveva lasciato anche un’altra cosa: il suo ultimo sogno artificiale. Immaginavo che potesse essermi d’aiuto per scoprire qualcosa, così lo utilizzai a mia volta. Fu un’esperienza terribile. Evelyne aveva proiettato nel mondo onirico quanto le era accaduto nella realtà. Io mi sentivo impotente, mentre quel bastardo si impossessava del suo corpo. Quando mi svegliai, decisi che quello sarebbe stato anche il mio ultimo sogno artificiale. Mi dispiace, Vincent. Evelyne non avrebbe mai dovuto incontrarmi. Sono stata un fallimento.”

Grace scoppiò a piangere. Kit, al suo fianco, provava a confortarla, leccandole dolcemente una mano.

Vincent scattò in piedi, mosso da una rabbia cieca. La sua voce, carica di odio, esplose nella stanza.

“Avrei dovuto ammazzarlo, quello stronzo! È sua la colpa, solamente sua!”

Afferrò la pistola appoggiata sul tavolino da caffè. Era la prima volta che ne stringeva una in mano. Fu per lui una sensazione nuova, di sicurezza e potere.

“Che vuoi fare?” domandò la ragazza, preoccupata.

“Cerco giustizia, Grace. Per noi e per Evelyne” rispose l’uomo, incamminandosi deciso verso l’uscita.

“Vincent, aspetta! Non fare cazzate! Tu non sei un assassino, come non lo sono io.”

“Frank lo è! È lui ad aver ucciso mia sorella! Non merita di vivere, cazzo!”

“Forse hai ragione, ma noi meritiamo una vita migliore invece. Basta sangue! Basta morti! E soprattutto basta con quei sogni del cazzo! Sono loro ad aver ucciso Evelyne più di ogni altra cosa e ora non voglio rischiare di perdere anche te. Non potrei sopportarlo.”

Vincent si fermò sulla soglia della porta. I suoi occhi, lividi e pesanti, si posarono sulle eleganti scarpe rosse col tacco che aveva donato a Grace. Quelle stesse scarpe che aveva rubato alla Carpa d’Oro a quella ricca signora in abito leopardato. Col suo ghigno beffardo, ora avrebbe sicuramente riso di lui: un uomo in bilico sull’orlo di un precipizio, combattuto tra il desiderio di vendetta e la speranza di rinascita.

“Meritiamo una vita migliore, dici? Tu, probabilmente sì, ma io, no … non credo proprio. Come potrei meritarla? Io, che trascorro le mie giornate alla ricerca di un piacere effimero e che per una dose sono disposto a rubare quello che capita, come quelle belle scarpe. Io, che, senza pietà e senza amore, decido di privare una povera bambina morta del suo braccialetto. Io che non riesco più nemmeno a piangere, perché la verità è che sono morto dentro. Cosa dovrei meritarmi, di preciso?”

“Non sei ancora morto, Vincent! La rabbia, il dolore, il senso di colpa che stai provando ti rendono vivo. Siamo circondati da tanta sofferenza, ma insieme possiamo ripartire da capo. Non per dimenticare il passato, ma per imparare dai nostri errori e concederci una seconda possibilità. Ci aiuteremo e ci sosterremo a vicenda. Sono sicura che Evelyne ne sarebbe orgogliosa.”

“Evelyne” sussurrò Vincent, ricordando l’ultima volta che l’aveva vista in sogno, in tutta la sua fragilità. Quello stesso sogno in cui, per la prima volta, aveva interagito con Frank e Mike e in cui aveva avuto anche un confronto diretto con un riflesso di sé, della sua coscienza. Un sé fermo e muto. Forse era stata proprio quella la sua colpa: si era accorto del progressivo decadimento della sorella, ma non le era stato sufficientemente vicino, tanto da non rendersi conto dell’imminente crollo. Non l’aveva confortata con dolci parole o gesti premurosi.  Era rimasto immobile. E lei si era uccisa.

Dopo tutto quello che era accaduto, poteva davvero permettersi una seconda chance? E Frank? Anche lui ne aveva diritto? Forse Grace aveva ragione; in fondo lo aveva salvato, nonostante le sue menzogne. Forse insieme avrebbero potuto ricominciare da capo. Forse, grazie a lei, sarebbe davvero riuscito a disintossicarsi da quei sogni bastardi. O forse no. Forse l’avrebbe solo delusa. Valeva la pena tentare?

Grace scostò un sottile ciuffo di capelli dalla fronte. I suoi occhi erano dolci e sinceri, la sua voce nuovamente calda e accogliente: “Sarai la mia ancora di salvezza?”

Vincent sollevò lo sguardo verso di lei.

Una lacrima gli solcava lenta il viso.

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142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

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