Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce Vincent al rifiuto di Yume? Pensa a un posto alternativo dove potersi procurare un sogno (100%)

Il Mercato

“E tu che cazzo hai da guardare?” chiese Vincent con tono aspro alla bella donna che lo fissava. Quella volse lo sguardo altrove. Vincent, turbato, sbuffò ad alta voce, quindi strappò il bracciale di finte perle dalle mani di Yume e lo ripose in tasca; poi si diresse con passo deciso verso l’ingresso.

Si piegò per recuperare le proprie calzature consumate e notò che nella scarpiera era riposto anche un altro paio di scarpe. Erano eleganti, di un rosso lucido e acceso, con un piccolo tacco. Vincent ipotizzò che appartenessero alla donna in abito leopardato. Le afferrò bruscamente. “Stronza, ora te li spacco questi tacchi, così magari ti ritrovi con la faccia per terra e ti levi quel sorriso del cazzo!” Capì però che era un’idea stupida e inutile. “Potrei però prenderle in prestito. Giusto per un po’. Sono sicuro che abbiano un certo valore a differenza di quello stupido braccialetto di plastica.” Un sorriso malizioso si dipinse sul volto di Vincent. I suoi occhi brillavano soddisfatti mentre le sue mani stringevano saldamente il nuovo premio. Scostò la porta scorrevole e uscì dalla Carpa d’Oro.

L’aria fresca del tardo pomeriggio gli gonfiò i polmoni. Respirò profondamente, cercando di schiarirsi le idee. Il desiderio di una dose onirica lo stava divorando. Avrebbe potuto provare a rubare un sogno dalla Carpa d’Oro, ma l’impresa sarebbe stata ardua e non aveva neppure intenzione di ribellarsi a Yume. In fondo voleva bene a quel vecchio dai tratti sereni, che l’aveva trattato sempre con gentilezza.

Vincent pensò ad un’alternativa. Per quanto ne sapesse nessun altro mercante onirico operava nella zona. Tuttavia esisteva una soluzione, di cui era a conoscenza, ma che si rifiutava di prendere in considerazione: il Mercato degli Spacciatori. Nella piazza principale del quartiere degradato era sorta nel tempo una vera e propria compravendita di sogni artificiali usati. Potevano essere di seconda mano, quando andava bene; generalmente però si trattava di dosi consumate già da tre, quattro o più persone diverse. L’idea non allettava particolarmente Vincent, che conosceva i rischi associati all’impiego di prodotti onirici usati. Il Mercato era inoltre frequentato da spacciatori poco affidabili e da clienti folli e violenti. Vincent lo sapeva bene, per sua sfortuna: cinque mesi prima sua sorella Evelyne era stata assassinata in quella piazza. Vincent non aveva idea di chi avesse compiuto quel gesto e per quale ragione; sapeva solo che in qualità di fratello maggiore non era stato in grado di proteggere Evelyne. Ecco perché odiava il Mercato degli Spacciatori e non vi aveva mai messo piede, eccetto che per recuperare il corpo esanime della sorella. Ora però non aveva scelta. Gli serviva assolutamente una dose. Vincent si incamminò così verso il Mercato.

La piazza brulicava di persone: una ragnatela di movimenti e voci confuse che si dissolvevano nella brezza fresca della sera. Vincent avanzava impacciato, guardandosi intorno con sospetto.

“Ehi tu, sei nuovo vero?” una cordiale voce femminile colse la sua attenzione.

“Dici a me?” chiese Vincent, ruotando il capo verso la donna. Era una ragazza dagli occhi chiari e vivaci e dallo sguardo curioso. Seduta comodamente sul bancone di una bancarella, giocherellava con una ciocca di capelli rossi, fuggita dal resto della coda.

“A chi se no?”

“Sì … sono nuovo.”

“Bene, io sono Grace.”

“Ok.”

“Non sei tipo da molte parole vero?” La ragazza lo guardava sorridendo. “Ti serve qualcosa?”

“Una dose onirica, come a tutti immagino.”

“Allora sei fortunato. Si dà il caso che io ne abbia un po’ qui, vedi?” Grace indicò alcuni apparecchi disposti sulla bancarella. Alla vista apparivano identici a quelli conservati da Yume alla Carpa d’Oro. Vincent però sapeva che tutti quei sogni erano già stati vissuti almeno una volta; ciò lo disturbava parecchio.

“Sembri preoccupato” riprese la ragazza. “Qualcosa non va?”

“Non mi fido molto dei sogni di seconda mano. Potrebbero essere alterati e mandarti a puttane il cervello.”

“Puoi fidarti di me però. Ti assicuro che è un’eventualità molto rara.” Quella calda voce lo rassicurava, però Vincent non sembrava del tutto convinto.

“Ascolta, ne ho qui uno che è stato utilizzato solo una volta e da me personalmente. È un sogno di buona fattura e dovrebbe essere ancora praticamente puro. Allora … ti interessa?”

Vincent annuì.

“Cosa hai da offrirmi in cambio?”

Vincent le porse le eleganti scarpe rosse che teneva ancora strette in mano.

Grace lo guardò dubbiosa. “In genere preferisco scambiare i miei prodotti per del denaro o del cibo, non per delle lussuose scarpe da ricchi. Mi piacciono, ma non saprei a chi rivenderle.”

“Perché rivenderle? La ragazza più bella del Mercato merita delle scarpe ugualmente belle.”

Grace ridacchiò. “Sei di poche parole, ma quando apri bocca vedo che sei bravo a comprarti le persone, o a provarci almeno. Che ruffiano.”

“Dico solo la verità.”

Grace si mostrava indifferente, ma le sue guance arrossirono dolcemente.

Vincent utilizza il sogno offertogli da Grace. Che tipo di esperienza onirica vivrà?

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142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

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