Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà l'atteggiamento di Vincent nei confronti di Grace? Rabbia (75%)

Un doloroso risveglio

Vincent spalancò gli occhi. Respirava affannosamente, con la fronte madida di sudore e la bocca secca. Era sdraiato su una superficie calda e morbida; la testa, abbandonata su un cuscino sgualcito, gli doleva lievemente. Si diede uno slancio con schiena e braccia, rimanendo in posizione seduta su quel piccolo divano che lo ospitava. Poi si levò la cuffia con gli elettrodi, gettandola a terra bruscamente. Era confuso.

Un pungente aroma di limone gli inebriava le narici.

“Dove diavolo sono finito?” pensò, mentre esplorava con lo sguardo quella stanza modesta, ma accogliente. Una libreria quasi vuota e una piccola stufa a legna appoggiavano a uno dei muri laterali. Al centro, sopra un soffice tappeto color beige, un tavolino da caffè separava il divano da una poltrona bianca. Un cagnolone nero ve ne stava comodamente accucciato. Sbatteva la coda a ritmo, mentre fissava Vincent con occhi curiosi.

“E tu, che hai da guardare?”

Quello rispose abbaiando gravemente.

“Kit, smettila!”

Il volto di Grace emerse da una porta.

“Ehi, sei sveglio allora! Dormito bene?”

Vincent rimase in silenzio, mentre i dolci lineamenti della ragazza scomparivano di nuovo oltre la parete.

“Sappi che mi devi un favore. Se non fosse stato per me e per la mia generosa ospitalità avresti dovuto passare la notte da solo al Mercato, sotto l’effetto di una dose onirica. Probabilmente ora ti ritroveresti con la faccia spappolata in seguito a qualche rissa o, perché no, magari con un uccello in culo visto quanti pervertiti girano per il Mercato alla ricerca di un buco.”

Vincent sentì Grace ridacchiare da sola nella stanza accanto.

Poco dopo la ragazza ricomparve sulla soglia del salotto: scalza e in pigiama manteneva la stessa bellezza e sensualità che Vincent aveva potuto apprezzare nel sogno. Grace stringeva ora nelle mani due bicchieri.

“Gin tonic?” domandò con la sua abituale voce calda, porgendo il cocktail a Vincent, che tuttavia non proferì alcuna parola.

“Sempre molto loquace, vedo. È andato bene il sogno?”

“Bene?”

Vincent sogghignò irritato.

“Mi prendi per il culo, vero? Il tuo maledetto sogno mi ha fottuto il cervello.”

L’espressione sul volto di Grace mutò rapidamente. Sembrava perplessa.

“Perché? Cosa hai visto? Doveva essere un normalissimo sogno.”

“Normalissimo, certo. Peccato che a me non sembrasse normale per un cazzo! Ho visto molte cose e ti assicuro che è stata una merda: un incubo, direi.”

“Mi dispiace, davvero.”

“Lo sapevo che non dovevo fidarmi di te.”

Gli occhi azzurri di Grace si inumidirono di lacrime: lente e pesanti iniziarono ad abbandonarsi sulle guance come gocce di rugiada dopo una fredda notte di inverno.

La sua voce si fece rotta, incerta.

“L’unico mio desiderio era quello di esserti d’aiuto, te lo giuro. Solo io avevo utilizzato prima quella dose e funzionava correttamente. Non ti avrei mai esposto ad un sogno alterato. Perché avrei dovuto farlo?”

“Non ne ho idea. Dimmelo tu!”

Grace si sforzava di contenere le lacrime, senza successo. Non le piaceva mostrarsi fragile.

“Il sogno che ti ho dato era stato progettato come qualunque altro. Un bel salone, della musica tranquilla, qualche stanza secondaria dove fare e dire quello che più si desidera. Perciò se hai visto qualcosa di strano o inaspettato è perché tu volevi vederlo.”

“Che io volevo vedere? O che tu volevi che io vedessi?”

“Cosa vuoi dire?”

Il volto di Vincent diventò aspro e la sua voce esplose in una domanda concisa.

“Chi sono Mike e Frank?”

Attimi muti invasero la stanza.

“Perché?”

“Perché erano nel mio cazzo di sogno, ecco perché! E c’eri pure tu, sai? Oh sì che c’eri: sorseggiavi del gin tonic in pace e poco dopo te ne stavi in piedi, faccia a faccia con quei due stronzi, puntandogli una pistola addosso. Chi sei, un cazzo di assassino? Ti pare che questo sia un normalissimo sogno? Merda!”

“Vincent, ti prego. Calmati. Qualcosa è andato storto a quanto pare. Non volevo.”

“Come hai detto?”

“Ho solo detto di calmarti.”

“No, aspetta! Come fai a conoscere il mio nome? Non ti ho mai detto come mi chiamo.”

Vincent si sentì ingannato. Furioso, balzò in piedi, scattando verso Grace e afferrandola per i polsi. I due bicchieri che la ragazza teneva in mano caddero a terra frantumandosi. Vincent strinse la presa, sbattendo la ragazza contro il muro. Urla di dolore e di paura tagliarono l’aria.

“Chi sei? Cosa vuoi da …?

Vincent non fece a tempo a terminare la domanda: Kit saltò dalla poltrona verso di lui, afferrandogli con un morso deciso la caviglia. Vincent allentò la stretta su Grace, che si lasciò cadere al suolo dolorante. Ora era l’uomo a gridare per la sofferenza. Grace ordinò al cane di mollare la presa, strattonandolo verso di sé, finché Vincent fu in grado di divincolarsi.

“Vaffanculo a te e al tuo stupido cane! Non è finita qui, stronza!”

Vincent si allontanò zoppicando. Si voltò un’ultima volta verso Grace, rannicchiata a terra come una bambina indifesa; poi se ne andò sbattendo la porta.

Grace, sola, pronunciò al vento poche parole sommesse: “Non sei come lei, Vincent.”

Nel prossimo episodio:

  • Continuazione della storia dal punto di vista di Vincent (14%)
    14
  • Flashback dal punto di vista di Evelyne (14%)
    14
  • Flashback dal punto di vista di Grace (71%)
    71
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142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

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