Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio: Flashback dal punto di vista di Grace (71%)

Grace ed Evelyne

Grace se ne restò accucciata a terra, pensierosa. Kit le leccava dolcemente un braccio, quasi volesse lenire la sofferenza che affliggeva l’animo spezzato della sua padrona. Grace lo strinse a sé e assaporò il calore di quell’abbraccio.

“Grazie, Kit. Ora è meglio che sistemi questo casino.”

Grace raccolse i pezzi di vetro e asciugò i resti di gin tonic sul pavimento.

Aveva bisogno di riposare un po’: si lasciò perciò crollare sul letto della sua stanza. La sua attenzione fu richiamata dalla fotografia che teneva sul comodino: il ritratto di due ragazze giovani e sorridenti, Grace ed Evelyne. La sua morte aveva lasciato in lei un vuoto che non era più riuscita a colmare.

Chiuse gli occhi e pensò al giorno in cui la incontrò per la prima volta.

*

Era una limpida giornata primaverile: il Sole proiettava tiepidi raggi sulla sua pelle, mentre la leggera brezza mattutina le soffiava tra i capelli. Grace era pronta per un’altra giornata d’affari al Mercato. Sistemò con cura le sue mercanzie, quindi si sedette comodamente sul bancone della sua bancarella, in attesa che qualcuno si presentasse per una dose. Nella piazza ancora semivuota qualcosa colse il suo interesse: il volto non familiare di una giovane ragazza, dai lunghi capelli neri e dalla corporatura esile. Camminava a passo incerto, guardandosi attorno quasi con timore. Era senza dubbio la prima volta che visitava il Mercato. Grace fu catturata da quell’evidente fragilità e insicurezza. Intenta a contemplare la nuova arrivata, non si accorse dell’uomo che le stava rubando un sogno, finché questo non iniziò a corrersene via con il bottino in mano.

“Brutto stronzo, fermati!”

Grace si gettò all’inseguimento, inciampando però dopo pochi metri e ritrovandosi con la faccia a terra. Il ladro le era ormai sfuggito.

“Ti sei fatta male?”

Grace volse lo sguardo verso quella voce sottile, quasi da bambina. La ragazza dai lunghi capelli neri e gli occhi scuri le porgeva una mano in segno di aiuto. Grace la afferrò per rimettersi in piedi.

“Sto bene, grazie.”

“Chi era quell’uomo?”

“Non ne ho idea. Quel bastardo mi deve un sogno però.”

“Sei una spacciatrice?”

Il tono della ragazza celava timore e curiosità al tempo stesso.

“Vedi, sono venuta qui proprio per una dose. Forse mi puoi dare una mano.”

“Potrei, certo. Hai un documento che testimoni che sei maggiorenne?”

L’espressione sul volto della ragazzina si fece ancora più dubbiosa e preoccupata.

“Sto scherzando.” Riprese Grace, sorridendole amorevolmente.

“Comunque, mi chiamo Grace. Piacere di conoscerti.”

“Evelyne, piacere.”

“Vieni, ti faccio vedere quello che ho. Sappi però che tutto ha un costo.”

I suoi sogni avevano un prezzo abbordabile per Evelyne, che poteva sostenere la spesa grazie ai suoi molteplici lavoretti saltuari. Divenne presto una cliente affezionata e Grace iniziò a offrirle gratuitamente i suoi prodotti onirici, semplicemente perché apprezzava la sua compagnia. Spesso trascorrevano le giornate insieme al Mercato. Evelyne le raccontava delle sue paure e dei suoi desideri: viaggiare e scoprire luoghi lontani e sconosciuti era il suo grande sogno. Lentamente le svelò se stessa e la propria vita, come un fragile fiore che schiude i suoi petali alla tiepida luce del mattino. Grace era diventata il suo Sole: una fonte di calore e una guida verso una realtà nuova.

Spesso Evelyne finiva però per parlare della persona a cui voleva sicuramente più bene al mondo: suo fratello Vincent. Si portava appresso una sua foto, per averlo sempre al suo fianco. Diceva che Vincent era stato il padre che non aveva mai avuto. Sapeva quanto il fratello le volesse bene e quanto cercasse di proteggerla da ogni sorta di pericolo: per questo non le avrebbe mai permesso di frequentare il Mercato. Anche lei però aveva bisogno dei suoi spazi, di fare nuove esperienze e conoscere altre persone.

Grace ed Evelyne diventarono inseparabili e la loro amicizia mutò in qualcosa di più romantico e carnale: in una focosa notte estiva i loro corpi rivelarono la loro nudità e si fusero in un groviglio di piacere unico. Per Grace fu la prima volta con un’altra donna; per Evelyne la prima in assoluto con qualcuno. Ne restò estasiata.

Fu nei mesi a venire che emersero le prime crepe: nuovi spacciatori popolarono il Mercato con offerte più vantaggiose. Si sparse anche la voce che i loro prodotti fossero migliori. La clientela di Grace si ridusse drasticamente.

Qualcosa intanto sembrava divorare Evelyne dall’interno: con il tempo i sogni acquisirono per lei un prezzo diverso, più profondo, che le lacerava direttamente l’animo. Ora appariva più infelice. Rifiutava inoltre ogni sorta di lavoro, cercando rifugio sempre più spesso nei sogni. Più si abbandonava ad essi, più ne percepiva il bisogno opprimente, come una vera e propria droga.

Grace continuava ad amarla e a sentirsi amata, ma provava un terribile senso di colpa: in fin dei conti era stata lei ad iniziarla all’uso di quei sogni artificiali.

Purtroppo la situazione le era sfuggita di mano ed Evelyne, ormai, non c’era più.

Nel prossimo episodio Vincent avrà a che fare con:

  • Yume (25%)
    25
  • Mike e Frank (50%)
    50
  • Grace (25%)
    25
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142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

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