Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio Vincent scoprirà finalmente qualcosa sulle ultime settimane di vita di sua sorella? Sì, scoprirà qualcosa, direttamente da Grace (80%)

Amare rivelazioni - parte 1 -

Vincent aprì lentamente gli occhi. Attorno a lui c’era silenzio. Con le mani, ancora sporche di sangue, si massaggiò la testa. Era stanco e tutto indolenzito. Sollevò il capo, lanciando rapide occhiate attorno a sé: una libreria, una piccola stufa, un tavolino da caffè.

“Di nuovo qui” pensò.

Di fronte a lui, sulla poltrona, Kit dormiva profondamente.

“Meglio non svegliare il bestione.”

Vincent si levò in piedi, emettendo un flebile lamento: la caviglia continuava a fargli male. Procedette con cautela verso la porta, quindi si diresse in cucina alla ricerca di Grace. La stanza era deserta.

“Grace?” bisbigliò.

Nessuna risposta.

Attraversò silenziosamente il corridoio fino a raggiungere una porta socchiusa. Si fermò a osservarla.

“Rossa” pensò. “Proprio come quella del sogno.”

Ricostruì nella sua mente la scena sensuale di cui era stato spettatore: due corpi femminili, dalle forme morbide, che si combinavano in un piacevole gioco di incastri.

Si sentiva terribilmente confuso.

Appoggiò una mano sulla porta e la spinse delicatamente.

Grace stava dormendo, rannicchiata sotto le coperte. Aveva l’aspetto di una creatura dolce e indifesa, che celava però molti segreti. Nella camera spoglia, un particolare attirò l’attenzione di Vincent: la fotografia che Grace teneva sul comodino.

Un sussurro malinconico si dissolse dalle labbra dell’uomo: “Evelyne!”

Mentre si avvicinava per afferrare la fotografia, urtò lo spigolo di un armadio con la caviglia dolorante.

“Cazzo!”

Grace si svegliò di soprassalto, estraendo d’istinto la pistola, che, da sotto il cuscino, le emanava sicurezza durante i suoi sonni tormentati. Le ci vollero alcuni secondi per mettere a fuoco il soggetto dinanzi ai suoi occhi.

“Vincent, sei tu! Mi hai spaventata, cazzo!”

“Scusa … dobbiamo parlare.”

“Lo so. Che ne dici però di farti una doccia prima? Sembri uno zombie e puzzi da far schifo.”

Vincent annuì, accennando un sorriso incerto.

“Ti preparo del tè caldo intanto.”

*

“È caldo abbastanza?”

“Sì, grazie.”

“Vuoi dello zucchero o del miele?”

“No.”

“Vorrei delle risposte” pensò.

Grace si sforzava di apparire calma e gentile, ma lo sguardo basso e il volto teso tradivano una certa inquietudine. Era giunto il momento della verità.

“Scusa, Vincent.”

L’uomo alzò gli occhi dalla tazza: Grace, rannicchiata sulla poltrona, accarezzava dolcemente Kit. Ora il tono della sua voce si era fatto molto basso.

“Avrei dovuto dirti tutto fin da subito.”

“Perché non l’hai fatto?”

“Perché mi sentivo in colpa e … non volevo deludere anche te.”

“Perché? Chi hai deluso?”

“Tua sorella.”

“Stavate insieme, giusto?”

Grace non si aspettava quella domanda.

“Me l’ha detto Frank.”

“Frank, quel coglione! Ti ha detto altro?”

“No, ho preferito spappolargli la faccia piuttosto che sentirlo parlare ancora. Sono stati loro, vero?”

“A fare cosa?”

“A uccidere mia sorella, cazzo!”

“No, Vincent. Non l’hanno uccisa loro, però si sono approfittati della sua fragilità. Sono colpevoli, ma lo sono anche io.”

Questa volta Grace non avrebbe pianto, nonostante sentisse gli occhi umidi e la voce incrinata.

“Tutti abbiamo delle colpe, anche io. Ero il suo fratello maggiore ed era mio dovere proteggerla. Invece non sapevo nemmeno che frequentasse il Mercato e che avesse trovato una ragazza. Non me l’ha mai detto. A quanto pare non si fidava di me … l’ho delusa.”

“Certo che si fidava di te, Vincent. Come tutte le ragazze, è normale che avesse dei segreti. Era in gamba e non voleva che ti preoccupassi per lei. Soprattutto ti voleva bene … molto bene.”

“Davvero?”

“Sì, eri come un padre per lei. Lo so, perché mi parlava spesso di te. Inoltre portava sempre con sé una tua fotografia: è per questo che mi è stato facile riconoscerti.”

Vincent rimase in silenzio, pensieroso. La tazza di tè tra le sue mani emanava un calore accogliente.

“Eravate felici insieme?”

“Sì, direi di sì. Stavamo bene insieme. Condividevamo le piccole gioie quotidiane, ma anche i nostri grandi sogni. Eravamo dei punti di riferimento l’una per l’altra. Purtroppo negli ultimi tempi le cose si erano complicate, sia per me che per lei.”

“In che senso?”

“La mia attività al Mercato ebbe dei cali e iniziammo ad avere bisogno di soldi. Ero talmente presa dai miei pensieri che non mi resi nemmeno conto che Evelyne stava cambiando. Ormai sembrava interessata solo a ciò che i sogni potevano offrirle. Non erano più solo un rifugio per lei. Ne era diventata schiava.”

Anche Vincent aveva notato dei cambiamenti nella sorella, prima della sua morte. Ascoltare tutta la verità lo faceva stare ancora male. Restò fermo a lungo, con gli occhi fissi sul tavolino dinanzi a lui, dove Grace aveva appoggiato la sua pistola.

“A cosa pensi?” domandò a un tratto la ragazza.

“No, niente. Mi sono solo reso conto che tu sei l’unica persona che io conosca a possedere una pistola e mia sorella è morta proprio perché qualcuno ha deciso di spararle in testa. Sono sicuro che le due cose non siano collegate però.”

Grace rispose con voce tremante: “Purtroppo, è stata proprio questa pistola ad ucciderla.”

Nel prossimo episodio continueranno le rivelazioni e scopriremo finalmente cosa è accaduto a Evelyne attraverso ...

  • un flashback dal punto di vista di Evelyne (45%)
    45
  • un flashback dal punto di vista di Grace (27%)
    27
  • la continuazione del racconto da parte di Grace (27%)
    27
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142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

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