Il Mercato dei Sogni

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio continueranno le rivelazioni e scopriremo finalmente cosa è accaduto a Evelyne attraverso ... un flashback dal punto di vista di Evelyne (45%)

Amare rivelazioni - parte 2 -

Distesa sul divano, Evelyne fissava il soffitto con occhi vuoti. Le capitava spesso ultimamente di perdere la cognizione del tempo. I caldi raggi del sole avevano smesso di filtrare dalla finestra. Ormai doveva essere sera. Al momento era oppressa dall’unico desiderio di rifugiarsi nel mondo onirico. Nei sogni si sentiva accudita.

“Evy, sono tornata!”

Il viso stanco di Grace apparve sul ciglio della porta.

“Stai ancora a dormire?”

“Non sto dormendo” replicò Evelyne con freddezza.

“Ti farebbe bene uscire per una passeggiata.”

“Ora non me la sento. Più tardi, forse.”

Grace annuì con poca convinzione.

“Come è andata invece al Mercato?”

“Ancora male. Nessuno sembra essere interessato a questi ultimi due sogni che mi sono rimasti.”

“Danne uno a me allora.”

“Amore, ne abbiamo già parlato. Non posso. Ci servono soldi e cibo. Troverò nuovi compratori, te lo prometto.”

“Ma io ho bisogno di una dose, Grace.”

“Riutilizzane qualcuna delle ultime che ti ho dato.”

“Sono praticamente tutte scariche o alterate.”

“Di già?”

“Come di già? Sono settimane che non vendi più nulla e sono costretta a tirare avanti con gli stessi sogni!”

“Stai dicendo che è colpa mia? Io tutti i giorni vado a quel Mercato di merda, mentre tu te ne stai qui a non fare un cazzo! Cresci, Evelyne! Vuoi davvero un bel sogno? Trovati un lavoro e procuratelo da sola per una volta!”

Quelle parole la ferirono. Si alzò in piedi: le gambe le tremavano. Il viso magro si contrasse in un’espressione mista di rabbia e dolore. Qualche lacrima amara le solcò le candide guance.

“Va bene!”

Evitando lo sguardo di Grace, si diresse verso l’uscita e se ne andò, sbattendo violentemente la porta alle sue spalle.

*

Si fermò a contemplare il cielo tenebroso che avvolgeva la piazza ormai vuota del Mercato. Era stanca. Aveva girovagato a lungo tra le bancarelle, alla ricerca di un qualunque mercante disposto ad aiutarla. Le sue suppliche però non erano servite. Non aveva soldi né beni da scambiare, eppure non voleva darsi per vinta. Non sapeva se a spronarla maggiormente fosse il reale bisogno di una dose o il desiderio di rivalsa nei confronti di Grace.

Riprese a camminare, accasciandosi però poco dopo su una bancarella ancora aperta. La testa le martellava per il dolore e provava un forte senso di vertigine. Lei le definiva innocue controindicazioni, comuni tra i consumatori di prodotti onirici.

Mi serve un sogno, poi passerà tutto” pensò.

“Tutto bene?”

Evelyne si voltò.

Un ragazzo di bell’aspetto la fissava con interesse.

Si domandò se fosse reale. Ultimamente aveva infatti sofferto anche di allucinazioni occasionali. Trascorrendo troppo tempo nel mondo onirico, i sogni finivano per prendere vita nel mondo reale.

“Ti sei persa, piccola?” riprese il giovane, scostando con un rapido movimento del capo il ciuffo biondo che gli copriva un occhio.

“No, sto cercando un sogno. Mi puoi aiutare?”

“Potrei. Cosa hai da offrire in cambio?”

“Non ho nulla in realtà. Ti ripagherò però. Te lo giuro.”

“Mi dispiace, piccola. Si paga subito.”

“Ti prego. Ti darò quello che vuoi.”

“Beh, un’idea ce l’avrei.”

Il ragazzo le si avvicinò lentamente, cingendole la vita.

“Che ne dici se ci divertiamo un po’?”

Evelyne restò paralizzata, mentre quelle mani avide e sconosciute la denudavano, privandola della sua dignità. Fu sbattuta a terra, dietro la bancarella, senza rispetto. Non riusciva a gridare, né a muoversi.

È solo un brutto sogno” pensò, lasciando che la mente si svuotasse di ogni pensiero, perdendo ancora una volta la cognizione del tempo.

*

“Ma che cazzo, Frank! Non puoi scopare da qualche altra parte? E sbrigati!”

“Ho fatto, Mike. Arrivo!”

Il ragazzo si levò in piedi, gettando a Evelyne un apparecchio metallico.

“Tieni il tuo sogno, puttanella. Te lo sei meritato.”

Evelyne rimase accucciata a terra, nuda. Si sentiva stupida, sporca, violata, ma soprattutto si sentiva sola. Afferrò l’apparecchio e lo indossò. Tuttavia finì per rivivere nel sogno l’esperienza di cui era appena stata vittima. Quell’evento così traumatico era riuscito a invadere il suo mondo onirico.

Fu pervasa da un sentimento di vuoto: il disprezzo verso se stessa era tutto ciò che le rimaneva.

*

Aprì la porta di casa senza far rumore.

Grace, addormentata sul divano, sembrava finalmente in pace.

Evelyne pensò di averle rovinato la vita. Era stata una pessima compagna per Grace e una pessima sorella per Vincent; ma aveva deluso anche se stessa, perdendo il lavoro e diventando un’oniro-dipendente senza speranza, incapace di distinguere la realtà dalla fantasia. Forse aveva ragione quel ragazzo: era solo una puttanella e non valeva più nulla, proprio come la sua vita.

Si diresse silenziosamente in camera da letto e afferrò la pistola nascosta sotto il cuscino della compagna.

Tornata in salotto, accarezzò delicatamente Kit, quindi baciò per l’ultima volta Grace.

Prima di andarsene per sempre, lasciò sul tavolino da caffè l’apparecchio onirico che aveva ricevuto da Frank e un foglietto con poche parole d’addio.

Ora mi aspettano sogni migliori. Scusa per tutto.

Ti amo. Tua, Evy.

Siamo quasi alla fine (in questo nono episodio avrei voluto approfondire qualcosa in più, ma lo spazio è tiranno). Per che finale optereste?

  • Un finale aperto (58%)
    58
  • Un finale drammatico (8%)
    8
  • Un lieto fine (per quanto possibile) (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

142 Commenti

  • Ciao Encio,
    complimenti per il tuo racconto,ben riuscito, che ho seguito con passione fin dal primo capitolo.

    Va bene così, finale aperto, non si sa cosa succederà, ma sappiamo che almeno Vincent e Grace hanno trovato l’uno nell’altra un po’ della loro amata Evelyne, quindi è già qualcosa di buono per loro, per un nuovo inizio. A Frank ci penserà il karma, si spera 🙂

    A presto, spero di leggere ancora qualcosa di tuo!

  • Ciao Encio. Arrivo un po’ in ritardo. Finale buono che mi soddisfa solo a metà. Apprezzo il tentativo di riannodare tutti i fili, ma, ecco, forse mi sarei aspettato qualcosina in più. Non è una vera e propria critica, se le aspettative erano alte è proprio perché il lavoro che hai fatto è più che buono. Ho letto, da qualche parte nei commenti, che vuoi dedicarti un po’ alla lettura prima di riprovarci, è una scelta saggia che non può farti che bene, anche perché theoncipit ruba molto tempo pure a quello.
    Recentemente ho scovato una bancarella che vende libri di fantascienza a prezzi stracciatissimi: ho comprato libri di Dick, Asimov, Whyndam, Matheson, Leiber, Breckett, Farmer e Ballard. Ballard non l’avevo mai letto e, devo dire, è stata un’autentica scoperta (ho appena finito di leggere La.zona del disastro, una raccolta di racconti brevi, te la consiglio).
    Come ti consiglio di provare anche la strada del concorso letterario: c’è n’è uno piuttosto buono per racconti di fantascienza con scadenza il 15.12 prossimo.
    Concorso letterario Riscontri. Cercalo e dai un occhio al bando.

    • Ciao Lou,
      innanzitutto grazie per i tanti consigli che hai saputo offrirmi nel corso di questi dieci episodi. Li ho apprezzati e credo che mi abbiano aiutato a migliorare, almeno un po’ 🙂
      Mi dispiace di non aver soddisfatto appieno le tue aspettative, però meglio averle soddisfatte a metà che non averle soddisfatte affatto 😉 … in futuro spero di potermi rifare e migliorare ancora. Per il momento appunto mi concedo una bella pausa e cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per continuare a leggere i racconti di the incipit e procedere nelle mie (lente) letture di altri romanzi.
      Di fantascienza ho letto in passato e apprezzato moltissimo i lavori di Dick; ora ho appena finito “Guida galattica per autostoppisti”, un fantascientifico sicuramente umoristico, ma ricco di spunti interessanti. Vedrò di recuperare anche gli altri racconti da te suggeriti.
      Grazie ancora, buona giornata!

  • I miei complimenti Encio!
    Un finale che ho atteso con ansia, spesso venivo qui a controllare se mi fossi per caso persa la pubblicazione del capitolo.
    Hai parlato di una storia di dipendenza, e io mi sono ritrovata quasi dipendente dal tuo racconto, scritto con tanta naturalezza e completezza.
    Un finale che lascia libero il pensiero, una possibilità che potrà essere sfruttata o abbandonata.
    Grazie per la bella storia!

    • Ciao Feather,
      grazie a te per avermi voluto accompagnare nell’avventura. Sono felice che la storia ti abbia coinvolto e appassionato. Chiedo perdono se il finale si è fatto attendere così tanto, ma in sti giorni fantasia e tempo scarseggiavano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao encio. Che dire, è un ottima chiusura. Sei cresciuto tantissimo in questo tempo, si vede che c’è stata un’evoluzione nel tuo stile di scrittura. Partendo da un inizio un po’ caotico sei riuscito a riannodare la matassa nel poco spazio a tua disposizione. Mi piace il fatto che si è passati dal cyberpunk nudo e crudo a qualcosa di più intimo e sentimentale. Non è detto che poi tu non possa continuare la storia. E’ stato bello avventurarsi in questo mondo “onirico”. Alla prossima encio.

    • Ciao Yaniv,
      grazie per le belle parole. Sono felice di essere migliorato grazie ai vostri consigli e di essere riuscito a proporvi una storia piacevole. La mia idea era proprio quella di muovermi in una dimensione cyberpunk, in cui ci fosse spazio però anche per i sentimenti e le storie più intime dei personaggi: mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo aspetto 🙂
      Ci rivediamo all’Istituto, buona serata!

  • Un finale di speranza, insomma: il sacrificio di Evelyne potrà servire a salvare le vite perdute della sua partner e di suo fratello. Un po’ di ottimismo in questi futuri ciberpunk non guasta 😀
    Ciao, encio, perdona il ritardo, sono stati giorni complicati.
    Tempo fa ti scrissi che cominciavo ad avere una mia teoria. Be’, ora posso dirti che era abbastanza sbagliata 😀
    Diciamo che immaginavo che Vincent avrebbe incontrato il “fantasma” di Evelyne in un sogno. Ecco, in parte scrivi qualcosa di simile, nella misura in cui Grace scopre cose le hanno fatto dal sogno che lei ha usato, ma io lo immaginavo un po’ diverso 😀
    Te la sei cavata molto bene in questi dieci capitoli, anche se ti confesso che l’impressione è che tu abbia dovuto rivedere i progetti iniziali, in parte perché ti sei accorto in corsa dei pochi caratteri a disposizione, in parte perché noi siamo intervenuti dando suggerimenti o facendo scelte che ti hanno costretto a qualche modifica. Se è così, non preoccuparti, penso succeda a tutti, al primo racconto, o almeno, a me è successo 😀
    Apprezzo moltissimo che tu abbia riannodato tutti i fili, tutti i passaggi che potevano generare “aporie” (scusa, scusa, mia figlia sta studiando filosofia e ha pronunciato con nonchalance questa parolona!): perché Grace conosce il nome di Evelyne, perché sa come è morta nonostante non ci fosse, eccetera; a mio parere è importantissimo rispettare questa coerenza, prevedere i dubbi razionali di chi legge e in qualche modo dar loro risposta.
    In definitiva, bravo, è stato piacevole leggerti e spero che vorrai rimanere da queste parti e metterti ancora alla prova.

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      intanto ti devo ringraziare per tutti i consigli che hai saputo darmi nel corso di questi dieci capitoli: sono stati per me un’ottima fonte di aiuto e miglioramento. Detto ciò, ti ringrazio molto anche per i complimenti, sicuramente graditi 🙂
      Se devo essere sincero, all’inizio un progetto non esisteva neppure; nel senso che ho buttato giù i primi capitoli senza la più pallida idea di che strada far prendere al racconto, poi via via ho cercato di incanalarlo verso una direzione più precisa, rimanendo di fondo però molto flessibile, nel rispetto delle vostre votazioni.
      Sono felice che tu abbia notato i miei sforzi nel riannodare tutti i fili. Più che altro, sono il primo a rimanere perplesso quando in una storia dei dettagli rimangono fuori posto e viene da domandarsi “ma allora come è possibile che …?”, perciò ho cercato di fornire un quadro il più completo e coerente, per quanto mi fosse possibile.
      Mi piacerebbe molto mettermi ancora alla prova, come dicevo però più sotto, penso che per un po’ mi dedicherò solo alla lettura, dato che fantasia e tempo scarseggiano.
      Grazie ancora, buona serata!

  • Ciao Encio,
    finale degno di un bel racconto. Ne ho letto metà ieri, in pausa caffè, e metà stamane, mentre mi preparo la colazione e non ho dimenticato una virgola, di solito devo rileggere; ciò significa che lo hai scritto in maniera semplice ma incisiva. Mi è piaciuto molto questo racconto, le riflessioni, oltre agli ambienti e ai personaggi. Il finale resta aperto e potrebbe dare seguito au una nuova storia, magari con Vincent nei panni di un vendicatore o di un salvatore… chissà.
    Qualsiasi cosa deciderai, sero di ritrovarti presto con un nuovo racconto.
    Ti auguro una buonissima domenica e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      a te devo un grazie speciale, perchè sei stata la mia prima lettrice qui sul sito e mi hai accompagnato fino alla fine di questa avventura. Le tue parole mi fanno molto piacere e sono felice di essere riuscito a coinvolgerti in questo mondo, sì futuristico, ma anche crudo e attuale.
      Come dicevo ad alexander, non credo che questa storia avrà un seguito. Da amante dei finali aperti, penso che questa possa essere una buona chiusura.
      Ci vediamo da kiezarica 😉
      Buona serata!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi