Il Mercato dei Sogni

La Carpa d’Oro

Vincent procedeva lentamente, con occhi spenti e sguardo basso, per rifuggire dalla pietosa atmosfera di caos e disperazione che aleggiava tra gli sporchi vicoli e i cadenti edifici della città ormai in rovina. Era stanco e percepiva l’urgente bisogno di una dose fresca. Erano già trascorsi sei giorni dall’ultima visita all’artificiale mondo onirico con le sue premurose cure. Ombre, proiettate da grigi palazzi, oscuravano i duri volti di uomini e donne che, lungo la strada, rivolgevano al vento inutili lamenti. Vincent li ignorava, proseguendo a piccoli passi.

All’improvviso i suoi piedi pesanti urtarono contro qualcosa che bloccava il cammino. Era un corpo: pallido e immobile; il corpo privo di vita di una bambina di otto, massimo nove anni. Lunghe trecce castane si riversavano molli lungo il viso gentile, segnato troppo presto dalla sofferenza. La bocca, semichiusa, appariva secca. Gli occhi azzurrognoli fissavano inermi l’oscurità del cielo. Vincent si fermò ad osservarla, dispiaciuto, ma non riuscì a versare nemmeno una lacrima. Si inginocchiò e le socchiuse dolcemente le palpebre, così che i suoi occhi potessero finalmente trovare pace. La piccola indossava un bracciale di perle bianche. Vincent lo sfilò delicatamente dal polso e lo mise nella tasca dei suoi pantaloni.

“Un’ottima merce di scambio per Yume” pensò. “E’ giunto il momento per una dose di qualità, altro che la solita merda”. Faticosamente Vincent si rialzò e si rimise in cammino, speranzoso. Nessuno sembrava badare a lui o alla bambina. Era diretto alla Carpa d’Oro, l’unico negozio affidabile di sogni artificiali della città.

Lungo il confine tra il quartiere degradato e quello benestante si ergeva la Carpa d’Oro. Yume, il mercante onirico che la presiedeva, aveva scelto quella collocazione per consentire tanto ai ricchi quanto ai poveri di usufruire delle sue mercanzie, mosso non solo da uno spirito tendenzialmente amorevole verso il prossimo, ma anche dalla volontà di ampliare la propria clientela e, di conseguenza, i propri introiti. A differenza degli altri mercanti, Yume offriva infatti sia esperienze oniriche particolarmente elaborate e adattive sia sogni più grezzi ed elementari, barattati o venduti a poco prezzo.

Lo stile del negozio si rifaceva a quello delle tradizionali abitazioni del Giappone, terra natale di Yume, creando un inaspettato contrasto con il grigiore cupo degli edifici circostanti. Lungo le pareti di legno bruno si aprivano piccole finestre, incorniciate da solidi rami di bambù. Sulla facciata principale era stata ricavata, in bassorilievo, una carpa, abbellita da decorazioni in oro. Lanterne, sostenute da semplici travi, emanavano una fievole luce rossastra, che richiamava il colore delle foglie degli aceri che, tutti intorno alla Carpa d’Oro, sembravano avvolgerla in un caldo abbraccio. L’aria profumava di incenso e di pace.

Vincent scostò delicatamente la porta scorrevole del negozio e vi entrò. Si levò le scarpe e le ripose nella scarpiera in legno vicino all’ingresso. Poi si diresse verso la stanza principale. Ogni volta che visitava quel luogo ne rimaneva affascinato. Si fermò a contemplare i lunghi scaffali su cui erano ordinatamente disposti gli ambiti prodotti onirici: si presentavano alla vista come semplici cuffie, composte da numerosi elettrodi da applicare sul capo. Ognuna era collegata a un sofisticato computer, poco più grande di un pugno, in grado di attivare specifici segnali nervosi, generando all’interno del sogno immagini mentali che spaziavano da scenari armoniosi ma poco interattivi a vere e proprie avventure virtuali complesse ed articolate. Per ogni dose onirica era riprodotta a schermo una breve presentazione video di ciò che la stessa avrebbe potuto offrire.

“Buonasera.” La voce di Yume era carica di dolcezza.

“Buonasera” rispose Vincent voltandosi verso l’anziano signore, il cui volto, segnato da rughe espressive e da una lunga barba bianca, effondeva tranquillità.

“Desideri il solito Vincent?”

“Sì … no, cioè desidero qualcosa ma non il solito.”

Yume lo fissò curioso.

“Vedi Yume ho trovato qualcosa.”

“Qualcosa?” domandò il vecchio.

Vincent estrasse dalla tasca il bracciale della bambina. “Penso che questo valga un ottimo sogno. Sono sicuro che qualche ricca signora del quartiere benestante voglia abbellire il suo stupido polso con qualche stupido gioiello.” A pochi passi, una donna di bell’aspetto, con lunghi capelli neri, un vestito leopardato e una collana d’oro al collo, si voltò verso Vincent, rivolgendogli un sorriso beffardo. Yume scrutò attentamente il bracciale.

“Mi dispiace caro, ma questo bracciale non vale nulla. È di plastica.”

“Come? Non è possibile! Quindi cosa puoi darmi?”

“Nulla, a meno che tu non abbia altro da offrirmi Vincent.”

“Ti prego!”

“Mi dispiace Vincent. Anche io ho i miei affari da mantenere. Non posso.”

“Cazzo Yume mi serve una dose! Una sola!”

Yume rimase in silenzio.

“Vaffanculo stronzo!”

La donna con il pregiato abito leopardato continuava a fissarlo, sorridendo beffardamente.

Come reagisce Vincent al rifiuto di Yume?

  • Si ritira sconsolato per strada a chiedere aiuto (0%)
    0
  • Pensa a un posto alternativo dove potersi procurare un sogno (100%)
    100
  • Prova a rubare un sogno dalla Carpa d'Oro (0%)
    0
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142 Commenti

  • Ciao Encio, letti tutti i capitoli e Vincent mi è piaciuto, ora vedremo se Grace darà delle plausibili spiegazioni.
    La storia scorre bene, sia nei dialoghi che nelle azioni, e ti dirò di più, mi ha stuzzicato così tanto che ho dovuto rivedere un film di qualche anno fa, INCEPTION con Leo Di Caprio, so che non centra con la tua storia ma il sogno artefatto di Grace mi è piaciuto ed è stato galeotto.
    Complimenti per la fantasia, lascio che il percorso onirico mi traghetti verso il capitolo successivo.
    A presto!

    • Ciao Alexander,
      grazie della visita e delle belle parole. Sono felice che tu abbia voluto unirti all’avventura, nonostante siano già stati pubblicati sette capitoli. Come ricordo spesso ai miei lettori, sono proprio un esordiente, perciò se avrai consigli o critiche costruttive da offrirmi, saranno accolti sempre con piacere 🙂
      Non posso che essere soddisfatto se con il mio racconto ti ho fatto venire voglia di rividere Inception, un film che adoro … in realtà adoro tutti i film di C. Nolan, anzi te ne consiglio la visione nel caso tu non li abbia già visti (Memento, The prestige, Interstellar giusto per citarne alcuni).
      Intanto ti auguro buona serata; alla prossima!

  • Ciao Encio,
    me lo ero perso questo capitolo, credo. Un altro bel capitolo, movimentato e dettagliato. Ho perfettamente visto la battaglia tra Mike e Vincent, ne ho ascoltatoi dialoghi, ho perceputo la paura di Frank, ho immaginato il Mercato vuoto e silenzioso, solo vento e macerie intorno. Ben fatto!

    Ormai Vincent merita decisamente di scoprire qualcosa di più sulla sua amata sorella e chi se non Grace, a questo punto, puù fornirgli le informazioni necessarie?
    Attendo il prossimo.

    • Ciao Flow,
      sì, con tutti i bravi autori e i buoni racconti che vengono pubblicati è facile perdersi qualche capitolo 🙂
      Grazie per i complimenti! Ora che ci avviciniamo alle battute finali, noi e Vincent potremo finalmente scoprire qualcosa in più 😉
      Alla prossima!

  • Ciao Encio
    Vincent scoprirà qualcosa direttamente da Grace, l’opzione scelta mi sembra la più attinente al filone narrativo.
    A causa della mia latitanza, ho letto tre capitoli di seguito e mi sono piaciuti. Sono molto avventurosi e la trama, secondo il mio punto di vista, è strana ma non per questo meno piacevole. Curiosità per il prossimo episodio.
    Ciao!
    Ilaria

    • Ciao Ilaria,
      sono felice che tu abbia avuto voglia di ripassare e che questi capitoli ti siano piaciuti. L’intenzione di dare un carattere un po’ strano, enigmatico alla trama era nei miei programmi… nei prossimi capitoli le cose dovrebbero chiarirsi abbastanza.
      Buona giornata, alla prossima 🙂

  • Ciao encio , scene d’azione dal principip alla fine, un bel coraggip, perche’ sono difficili. Si rischia di renderle poco credibili o piatte per via delle “coreografie” filmiche ormai prevedibili. Te la sei cavata bene. Jaws e gli altri hanno gia’ fatto valide osservazioni di cui voglio fare tesoro anche io. Ho votato per Grace, ma chissa’ , a presto.

  • Ciao
    Come scrive Lou, non è facile descrivere bene le scene d’azione. Tu Ci hai messo la giusta adrenalina. Secondo me, l’eccessiva ripetizione dei nomi Vincent e Mike, ha appesantito il testo. In alcuni casi potevano essere sostituiti con “lui” o “l’altro”, perché era chiaro che si trattava di loro due.
    …direttamente da Grace

    • Ciao Louise,
      sono felice che anche a te le scene d’azione siano piaciute. Per quanto riguarda la ripetizione dei nomi, devo dire che in effetti ci avevo pensato anche io, però pur di evitare una possibile confusione nel lettore su chi stesse facendo cosa, ho preferito fare affidamento quasi sempre sui nomi propri dei personaggi.
      Grazie comunque del commento e della visita.
      Buona serata, alla prossima!

  • … non direttamente da Grace.
    Capitolo dinamico, ricco di azione, scene rese con efficacia (e non è per niente facile).
    Meno bene i dialoghi che suonano un po’ artefatti (ehi tu leva le mani di dosso, mi ha riportato alla memoria Michael J. Fox nella celebre scena del parcheggio in Ritorno al Futuro).
    Benché una via di mezzo esista, nel caso specifico Jaw ha assolutamente ragione.
    Ciao

  • Scoprirà qualcosa da Grace.
    Ciao, encio. Un capitolo adrenalinico, in cui le fasi concitate della lotta sono rese molto bene.
    Bravo!
    Ho due osservazioni: la frase:
    “Bastardi, siete stati voi ad uccidere Evelyne, vero?”
    Avrei tolto il “vero” finale, o forse non l’avrei messa neppure come domanda ma come esclamazione.
    Poi c’è un’altra cosa, te la scrivo perché mi sembra interessante fartela notare: direi che il punto di vista scelto nell’episodio è la “visione onnisciente”: il tuo narratore vede tutto e sta nella testa di tutti i personaggi. Però c’è qualcosa che un po’ stona e sono le frasi in cui anche il narratore non è sicuro di ciò che racconta:
    Probabilmente si stava domandando…
    L’urto fu tale che l’uomo sembrò perdere i sensi…
    Mike ora sembrava realmente preoccupato…
    Per come la vedo io, ci sono due possibilità: o si adotta il punto di vista di uno dei personaggi (la cosiddetta “visione con”) e allora hanno senso, anzi, sono spesso opportune formule ipotetiche e dubitative, perché siamo nella testa di qualcuno che può solo vedere – più o meno bene – ciò che gli altri fanno e può solo dedurre ciò che pensano. Oppure, se nella narrazione salti dai pensieri di uno ai pensieri dell’altro, non dovresti avere dubbi su ciò che pensa ciascuno, perché appunto sei onnisciente. Altrimenti, stai facendo un mix di “visioni con” saltando da un personaggio all’altro e questo genera confusione.
    Ecco, tutto qui. La curiosità su Evelyne aumenta e devo confessarti che comincio ad avere una mia teoria… vedremo se avrò ragione 😉
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      ti devo ringraziare sinceramente per i commenti che ogni volta mi lasci, che trovo sempre estremamente utili, perchè spesso mi fai notare degli aspetti a cui magari io non penso nemmeno. In questo episodio per esempio non avevo pensato in effetti a un punto di vista specifico, il che però, come ben dici, può creare confusione. Terrò in mente anche questo per i prossimi capitoli.
      Per quanto riguarda la domanda, devo dire che anche io ero indeciso se porla sotto forma di esclamazione … forse stava meglio in effetti.
      Mi fa piacere che le fasi concitate della lotta ti siano sembrate ben rese. In realtà ero molto dubbioso, perchè non avevo mai raccontato prima di scontri diretti, se però mi dici che hai apprezzato sono soddisfatto.
      Anche se non si sanno ancora tanti dettagli, ho cercato via via di aggiungere nuovi indizi, perciò sono felice che tu stia cominciando a costruirti una teoria in mente. Sarei molto curioso al riguardo: quando questa storia sarà finita, se avrai voglia, mi dirai se ci avevi visto bene 😉
      Ti auguro una buona serata, alla prossima!

  • Vincent dovrà vedersela da solo e qualcuno farà una brutta fine.
    Ciao Encio e complimenti per la copertina: è un traguardo importante, ma anche una grande responsabilità per la visibilità che ne deriva.
    Buono. Come hanno detto anche gli altri i miglioramenti ci sono e sono evidenti. Ma visto che qua è un attimo a montarsi la testa oltre a farti i complimenti ti segnalo anche paio di sviste:
    Aria interrogativa, non interrogatoria.
    Volergli svelare, non voler svelargli.
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Lou,
      sono felice che anche tu abbia notato dei miglioramenti. Inoltre mi fa estremamente piacere ricevere complimenti da parte tua, dal momento che io stesso apprezzo molto la tua scritura.
      Per quanto riguarda il montarsi la testa, ti posso assicurare che non è il mio caso; anzi, come ho scritto poco sotto anche a Naomy io per primo mi ritengo un esordiente con poca esperienza, perciò i consigli sono sempre utili e graditi.
      Per quanto riguarda “aria interrogatoria” non mi dà l’impressione di essere un errore. Ti riporto a proposito quello che ho trovato sul sito della Treccani: “Anche sinon., meno com. ma più efficace, di interrogativo, nel sign. più generico: mi lanciò un’occhiata interrogatoria”… dimmi cosa ne pensi.
      Volergli svelare invece sta sicuramente meglio di voler svelargli. Ma, per curiosità, “voler svelargli” ritieni che sia un errore vero e proprio o semplicemente che stia meglio l’alternativa?
      Se avrai voglia di rispondere ai miei dubbi, ti ringrazio 🙂
      Buona serata e alla prossima!

      Ah dimenticavo… naturalmente complimenti anche a te per la bellissima copertina che ora fa da sfondo a Nero Cilentano 😉

      • Certo che ho voglia.
        Allora, intanto scusami perché se parlo di sviste è appena ovvio che tu finisca per credere di aver commesso dei veri e propri errori, ma l’italiano per fortuna o per disgrazia è una lingua complessa e le cose spesso non sono così semplici.
        In entrambi i casi è più opportuno parlare di uso meno comune.
        La frase completa era:
        ‘… non sembrava voler svelargli…’
        Il verbo volere è un verbo servile – come potere – e in questo caso la collocazione del pronome andrebbe sul primo verbo infinito (anche se è ammesso ma non consigliato sul secondo infinito nel caso il servile regga due infiniti).
        Fare una scelta seguendo l’uso comune, a mio parere, è quasi sempre da preferirsi, anche per non complicare inutilmente la vita al lettore e rischiare di distrarlo dalla narrazione.
        Vale anche per interrogativo/interrogatorio, tra i due io avrei scelto interrogativo, proprio perché più comunemente usato.

  • Complimenti per la copertina e soprattutto per il testo! Mi piace molto come scrivi e mi piace il tuo stile. So che non ami molto il genere Rosa, passa dal mio profilo e dai un’occhiata se ti va, mi aiuterai anche a migliorare, data la tua oggettiva esperienza in più.
    Ho votato che Vincent verrà aiutato
    Alla prossima!

  • Ciao encio, anche da me, complimenti per la copertina e naturalmente per la scrittura che scorre molto bene, anche questo già detto, specialmente negli ultimi capitoli. Ho votato per la seconda opzione, meno popolare ma che, secondo me, potrebbe dare una svolta imprevedibile alla trama. Gli imprevisti mi piacciono molto.

  • Ciao encio. Intanto congratulazioni per la copertina 😉 Io credo che Vincent verrà aiutato. Ti devo fare i complimenti anche per lo stile di scrittura. E’ migliorato notevolmente in questi capitoli. Hai sempre mantenuto il tuo stile, però ora è meno confuso e più lineare. Anche la trama sta diventando appassionante: gli intrecci ti permetteranno di costruire un gran finale.
    Buon lavoro e alla prossima 🙂

    • Ciao Yaniv,
      grazie per la visita e per i complimenti, mi fanno piacere 🙂
      Sono molto felice per la copertina, che non mi aspettavo.
      Non sei l’unico che mi ha detto che ci è stato un miglioramento nella scrittura.. Sono estremamente contento di ciò e devo dire che tanto lo devo anche a voi lettori e ai vostri suggerimenti 😉
      Spero che la trama possa continuare a coinvolgerti nei prossimi episodi.
      Buon weekend e alla prossima!

  • Qualcuno lo aiuta.
    Ciao, encio e complimenti per la copertina!
    Allora, il capitolo mi è piaciuto, mi sembra ottimamente strutturato, scorrevole e curato.
    Avevo solo un dubbio di “coerenza”, nella parte in cui Frank risponde troppo facilmente alle molte domande di Vincent, però ci sta, dato che è un po’ stupido (in effetti lo scrivi prima e lo fai ribadire al tuo protagonista dopo). Insomma, bravo e continua così 😀

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie per essere passato e aver lasciato un commento anche questa volta 🙂
      Sono molto felice anche io per la copertina… Non me l’aspettavo proprio.
      I tuoi complimenti mi fanno molto piacere. Spero di continuare a far bene.
      Sì Frank è volutamente pensato come un personaggio “stupido”, che si fa fregare facilmente e che fa tanto il simpaticone per cercare di propinare qualcuno dei suoi prodotti, ma senza troppo successo.
      Grazie ancora, buona serata e alla prossima!

  • Ciao Encio,
    qualcuno giungerà in aiuto a Vincent.
    Siamo al sesto episodio, occorre capire che cosa vuol fare Vincent in questo racconto. Non credo si tratti solo di vendicare la sorella, ci dev’essere qualcosa in più, un altro aspetto che ancora non ci hai svelato…
    Ben scritto, come sempre. Aspetto il settimo e ti auguro un’ottima serata.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,
      grazie del commento. Penso che ora dovrò iniziare a farmi una scaletta mentale su come gestire i prossimi capitoli e quale direzione far prendere a Vincent e agli altri personaggi, perchè in realtà quando ho iniziato il racconto non avevo la più pallida idea di quali sarebbero stati i personaggi e la trama (al di fuori di Vincent e di Yume). Avevo solo in mente l’incipit, mi sembrava carino e l’ho messo giù su carta XD
      Perciò ora devo impegnarmi a chiudere un po’ alla volta tutti i nodi aperti. Delle linee guida più o meno ce l’ho…spero solo di saperle mettere in pratica decentemente per continuare ad appassionarvi.
      Intanto ti ringrazio e ti auguro buona serata 🙂

  • Ciao encio. Vedo una storia che acquista profondità, uno stile che aumenta in sicurezza e controllo. Ti faccio i miei complimenti per questo avanzamento notevole. Il quinto episodio, tuttavia, mi colpisce per la sua duplice velocità. All’inizio il dialogo tra Grace e Evelyne immerge il lettore in uno stato di contemporaneità rispetto all’azione. Poi, nella seconda parte del flashback, l’autore (tu) prende il nastro della storia e aumenta i giri. In quanto lettore, ho fatto fatica a scattare in velocità. Sono immagini molto belle, come quella della fusione dei corpi in un “groviglio di piacere”. Personalmente, avrei preferito una narrazione più lenta, selettiva in termini di scene, e un po’ di tempo in più (narrativamente parlando) per lasciarla decantare nella mia immaginazione. Ad ogni modo, stai facendo un ottimo lavoro. Ti seguo con grande interesse! Continuiamo con Yume!

    • Ciao Okapidog,
      grazie per il passaggio e per il commento, molto gradito.
      Sono davvero contento per i tuoi complimenti sulla profondità della storia e sullo stile più sicuro. Cercherò di continuare sulla buona strada.
      Per quanto riguada il cambio repentino di velocità non posso darti torto: c’è e si vede. Idealmente avrei voluto poter descrivere tutto molto più nel dettaglio, non solo l’incontro tra G. ed E. ma anche tutta la relazione che ne seguiva. Al tempo stesso però mi sono trovato costretto a dover comprimere tutte le informazioni che desideravo nei classici 5000 caratteri massimi (che pure sta volta infatti ho dovuto usare fino all’ultimo). Avrei potuto dedicare due capitoli al flashback, ma come idea non mi sembrava un granchè.
      Buona serata e alla prossima!

  • Ciao Encio. Il personaggio di Grace è davvero un grosso punto interrogativo. La cosa curiosa è che al lettore arriva in maniera diversa da come, forse, lo hai immaginato.
    Indubbiamente pesa anche il fatto che, nel presentarlo, tu non ecceda in facili giudizi morali, limitandoti a raccontare ciò che accade. I sogni, come la droga, danno l’illusione di una comoda via di fuga dalla realtà, ma Evelyn impara a sue spese che la realtà alla fine presenta il conto, ed è un conto salato. Il senso di colpa di Grace appare tardivo e più motivato dall’egoistica perdita di una specie di giocattolo erotico che dal sincero dolore per il crudele destino a cui ha condannato un’anima innocente. Ecco perché mi piacerebbe che insistessi su Grace.

    • Ciao Lou,
      grazie per la tua presenza costante 🙂
      Devo dire che la presentazione di Grace come un personaggio enigmatico, che nasconde dei segreti, era voluta fin da subito. Nella mia mente Grace vuole essere un personaggio grigio, sfumato: “cazzuto” e vivace all’apparenza, ma anche dolce e fragile nel profondo, nonchè combattuto tra il senso di colpa e la voglia di rivalsa. Anche il fatto di non riservare spazio a facili giudizi morali, limitandomi alla narrazione dei fatti, è voluto più che altro per mantenere una certa dose di ambiguità, spronando ogni lettore a maturare così una propria interpretazione e delle proprie ipotesi sugli eventi passati. Resta il fatto, come tu hai ben notato, che la rappresentazione che io ho in mente di Grace sia probabilmente più “romantica” di quanto possa apparire a voi lettori.
      Gli interrogativi aperti sono ancora molti … cercherò di fare del mio meglio per sciogliere via via tutti i nodi.
      Grazie ancora e alla prossima!

      PS: già qualche giorno fa ho letto e votato l’ultimo capitolo del tuo racconto. Non ho più commentato perchè semplicemente, anche sta volta, l’ho trovato ottimamente riuscito e non avevo grandi consigli da darti. Comunque sono sempre tra i tuoi lettori 😉

  • Yume, mi piace il nome.
    Ciao, encio. Una divagazione romantica, insomma, sono importantissime anche quelle. Il capitolo mi è piaciuto, anche se qua e là ho notato dei soggetti non espressi (o espressi “troppo”) che, personalmente, mi inceppavano la lettura. Il soggetto a cui mi riferisco è quasi sempre Grace, e in tutto il “prologo” si potevano sottintendere quasi tutti dopo il primo. Cioè, io li avrei sottintesi, ma è solo una mia opinione. Viceversa, nel periodo successivo scrivi “… proiettava… sulla *sua* tiepida pelle” ma il pronome che espliciti solo dopo. A proposito di possessivi, la mia impressione è che siano parecchi (ne ho contato ventitré) e che qualcuno sia meglio ometterlo.
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie come sempre per l’attenta lettura e per i consigli che mi offri. Effettivamente ora, rileggendo il capitolo, posso dire che avrei potuto evitare alcuni soggetti e alcuni possessivi di troppo. Cercherò di fare attenzione in futuro anche a questo.
      Bello il nome Yume vero? Non so se ti ricordi, comunque Yume è il mercante che compariva già nel primo episodio di questa storia. Ho scelto questo nome per il significato che ha in giapponese…sogno ?

  • Ciao Encio, un altro bel capitolo, complimenti! E questa volta non si è fatto attendere troppo, molto bene!
    Cavolo, la storia lesbica tra Evelyne e Grace non me la aspettavo proprio; un’amicizia a parere mio sarebbe stata sufficiente per rendere tragica la situazione di dipendenza da sogni di Evelyne; d’altronde vedo un’amicizia vera più difficile e più triste da spezzare, rispetto ad una tresca. Comunque. Grace non mi piace; una spacciatrice dal cuore sensibile che gira per il Mercato per vendere dosi e poi collassa sul pavimento in lacrime? Naa, non le credo, non mi fido di lei:)
    Mi piace invece tutto il resto, come sta proseguendo e credo che nel prossimo capitolo Mike e Frank potrebbero essere interessanti!
    Buonanotte, vado anche io a farmi una dose di sogni, anche se ultimamente non sono all’altezza della realtà ;D

    • Ciao Flow,
      grazie come sempre della visita. Questa volta, su tuo consiglio, mi sono impegnato a rispettare i tempi ?
      Ti dirò, fin dall’inizio avevo concepito il personaggio di Grace come bisessuale così come la sua possibile relazione con un’altra ragazza. Di fatto resta un personaggio piuttosto enigmatico… Pensa che proprio per questo è forse il mio personaggio preferito nella storia, ma alla fine è giusto che ogni lettore si crei le proprie “amicizie” e “inimicizie” con i personaggi 🙂 Vedremo se avrà altri segreti da svelare.
      Se vuoi ti passo il contatto di Grace: lei ne ha di sogni interessanti da farti provare, c’è solo il rischio di qualche piccolo effetto collaterale 😉
      Grazie ancora e alla prossima!

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