Il tombino maledetto.

Dove eravamo rimasti?

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, si dice. Davide e Marco che fanno? Si fidano, montano in groppa e vediamo che succede. (100%)

Parola d’ordine.

In effetti non è che avessero molte alternative. Più che fidarsi dovevano affidarsi allo strano essere, che almeno da parte sua pareva avere le idee chiare sul da farsi.

Montarono uno in groppa e l’altro sulla testa, aggrappandosi alle piume o al corno e chiusero gli occhi.

Il Rinocestruzzo disse «Ok, conto fino a tre e poi saltiamo» e tutti e due risposero ok con voce tremolante. Era una buona idea? Davide se lo stava chiedendo

UNO

e se ci fosse stato un altro modo più sicuro? Se solo avesse avuto il tempo porca miseria e invece era tutto ancora una volta troppo di corse

DUE

e saltarono.

«CHE FINE HA FATTO IL TRE????» urlò inviperito Marco «Maledetto uccellaio che fine ha fatto il treeeeeeeeee….—-»

Caddero in un buio senza fondo finché il Rinocestruzzo parve poggiare su qualcosa, poi un balzello, poi di nuovo fermi, poi ancora un salto e così via, mano a mano andando verso il basso – ma neanche troppo – fino a che cominciarono in lontananza a vedere un piccolo lumino.

Mano a mano che avanzavano a saltelli il lumino pareva un po’ ingrandirsi. Forse un’uscita? Un pertugio luminoso in quel dedalo oscuro di cose non visibili. Uno spiraglio in fondo a quello strano dopo cena che doveva essere un aperitivo e invece si era trasformato in una partita di Dungeons & Dragons sotto effetto di allucinogeni?

Forse sì, forse era una via d’uscita.

E invece no, si trovarono davanti un piccolo essere barbuto, con un elmo con le corna, uno scudo  e una lanterna bluastra posta montata su una alabarda che teneva issata a mo’ di lancia.

Nel vederli arrivare non fece una grinza e «Parola d’ordine» fu tutto ciò che ebbe da dirgli.

«Parola d’ordine?» gli fece eco Davide girandosi verso il Rinocestruzzo.

«Così pare. Forza, ditegliela» rispose loro il Rinocestruzzo.

«Ma come “ditegliela”. Chi ce l’ha detta a noi la parola d’ordine? E poi per andare dove? Non ci sono porte, non ci sono finestre o angoli da girare.» Rispose Davide.

«Miscredente» fu il laconico commento della guardia «Parola d’ordine o non si va da nessuna parte. Il fatto che tu non veda qualcosa non vuol dire che non ci sia.»

«Wooooo, fermi tutti, è arrivato Osho… Senti, fenomeno, io volevo solo buttare la spazzatura e sono caduto in questa puntata di Ai confini della realtà. Quindi starei calmo.» Disse Davide. «Non so quale sia la tua parola d’ordine.» 

«Sforzati» fu la risposta.

Davide si girò verso Marco e il Rinocestruzzo «Idee?»

il Rinocestruzzo disse: «Cercate di ricordare se vi è stata data una parola d’ordine”

Marco disse «Picchiamolo selvaggiamente e andiamo oltre.»

Diavide disse «Tiriamo a indovinare.»

Cosa faranno i nostri eroi?

  • Tirano ad indovinare (100%)
    100
  • Lo picchiano selvaggiamente e cercano di andare oltre (0%)
    0
  • Cercano di ricordare se gli è stata data una parola d'ordine (0%)
    0
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17 Commenti

  1. “Ma sei scemo? Io vado a casa!” è quello che direbbe qualcuno di sensato, ma non si è mai sensati quando si ha il mondo davanti 🙂
    Tutti nel tombino! E di corsa, pure!

    Ci sono degli errori nel capitolo, nulla che renda impossibile la lettura, ma saltano delle lettere qua e là.

    Ciao 🙂

  2. Uhm se il tombino è “maledetto”.. vuol dire che purtroppo i due ragazzi lo scopriranno a loro spese? Sciuramente la curiosità stimola ad andare a controllare cosa succede ma a scendere… forse solo 18enni un po’ troppo spavaldi lo potrebbero decidere così.. alla leggera! Vediamo quindi…

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