Il tombino maledetto.

Dove eravamo rimasti?

Che fanno adesso i nostri tre dementi? Restano e fingono di passare dio li per caso e indicano, mentendo, verso dove chi ha rotto lo specchio è scappato. (50%)

CHIAPPALO!

I due ragazzi si guardarono terrorizzati: una voce così profonda, bassa e cupa poteva appartenere solo a un essere dalle dimensioni e dall’aspetto apocalittici.

“Cazzo…” fu tutto ciò che Marco riuscì a formulare-

“Porcaputtana…” fu quello che David ribadì.

“Ok, allora, dobbiamo inventarci qualcosa…. sta arrivando…..” insistette David, con la voce che tremava.

La terra tremava. Cosa erano, passi? A ogni passo la terra tremava. I loro corpi tremavano, dall’interno. Una cosa agghiacciante che non avvevano mai provato. Un terrore cieco e sordo. Un terrore tellurico, quasi.

Si accentuava a ogni passo, a ignudo nuova vibrazione del terreno e dell’aria. Cercavano di vedere se dal vetro rotto della porta si vedeva qualcosa. Una sagoma… e invece il buio copriva ogni cosa là dentro. Solo colpi, tremore, terrore.

All’improvviso David ebbe un lampo: “Rinocestruzzo, corri via e vai a cercare aiuto, presto, non preoccuparti per noi, ce la caveremo”

COLPO-TREMITO

“Suvvia messeri, non abbandonerò certo lorsignori nel momento del disagio” disse accigliato il Rinocestruzzo.

COLPO-TREMITO

COLPO-TREMITO

“VAI! TI DICO VAI! E’ l’unica cosa che può aiutarci: VAI A CERCARE AIUTO!” David stava perdendo la pazienza, Marco guardava i due come si guarda una scena di un documentario sulle marmotte: con distaccato interesse. Il terrore lo aveva paralizzato.

COLPO-TREMITO

COLPO-TREMITO

COLPO-TREMITO

COLPO-TREMITO

E poi silenzio.

Il Rinocestruzzo partì caracollando nella direzione da cui erano venuti. Un vento gelido proveniente dal vetro rotto della porta colpì i ragazzi in faccia.

Silenzio. 

Un silenzio irreale in cui l’unica cosa che i due ragazzi riuscivano a udire era lo scalpiccio dei passi veloci del Rinocestruzzo che si allontanavano, e i loro cuori rimbombargli nelle orecchie.

“Chi è stato?”

La voce era acuta, quasi stridula. Proveniva da dietro di loro. I due ragazzi si voltarono e non videro nessuno. Poteva essere? avevano adesso anche le allucinazioni uditive? Certo trovarsi in questo stato solo per esser andati a buttare la spazzatura pareva eccessivo. Sarebbe stato meglio – pensò Marco – non averne fatto di nulla.

“Ho detto: chi è stato?” 

La vocina acuta insistette. Veniva dal basso, i due abbassarono (appunto) lo sguardo e si trovarono davanti un omino tutto giallo con una testa tonda e lucida, due piccole orecchie a punta e un occhio solo, centrale. Un bellissimo occhio, fra l’altro.

“ALLORA?” si spazientì l’ometto.

“Tu non sei quello del vocione..:” osservò David.

“IO SONO COSA MI PARE.” rispose l’ometto. “Sono il signore del portone che avete sfondato”.

“Non siamo stati noi.” Rispose di getto David.

Marco lo guardò sgranando gli occhi.

“GIOVANE: Ho un vetro rotto e voi due davanti al vetro. Non mi serve essere un detective per capire chi sia stato! NON MI FACCIA PERDERE LA PAZIENZA CHE POI É UN CASINO!” La testa dell’ometto cominciò a vibrare visibilmente e a chiazzarsi di celeste.

“Ma le dico che non siamo stati noi! Ma è fortunato, abbiamo visto il colpevole!” David ormai era lanciato e Marco lo guardava tra il terrorizzato e l’estasiato. 

Dal canto suo l’omino giallo era ormai completamente ciano e la sua testa era gonfiata come un pallone. La bocca si era riempita di denti e delle zampette artigliate gli erano uscite, come fossero corna prensili, da subito sotto le orecchie.

“È scappato da quella parte, se tende l’orecchio, sentirà ancora in lontananza i suoi passi.” e così dicendo David indicò nella direzione in cui si era allontanato il Rinocestruzzo.

Ci fu un attimo di silenzio in cui quello che ormai non era più l’omino giallo ma era un omone con una testa tontissima e grossissima con oltre che ai suoi ormai enormi piedi e grandissime mani anche un paio di micro arti artigliati sotto le orecchie strizzò l’occhio, tese le orecchie e annusò l’aria.

Poi gridò “MALEDETTO” con la vocina che avevano inizialmente sentito i due e a passi pesanti e a grandi falcate si mise a correre in quella direzione.

“Sei scemo?” chiese Marco.

“Non c’è di che!” rispose David “Ora, se hai fino di offendere, io direi che possiamo entrare lì dentro a quel portone e vedere s troviamo un modo per tornarcene a casa.” disse indicando portone da cui era uscito l’omino.

“MA SEI SCEMO?” Marco orma era esasperato ” Ma è buio pesto lì dentro, c’è un aria gelida e ci è appena uscito un aggeggio altro mezzo metro che diventa un ciclope di tre metri!”

“Eh, appunto, il ciclope è andato e noi che dobbiamo fare, tronare indietro?”

“Oppure restiamo e vediamo se ci sono altre aperture, una botola che cazzo ne so, un altro tombino, da qualche parte.” Marco insistette.

E quindi, questi due dementi, che cosa faranno adesso?

  • Cercano inquadrati nel corridoio se ci sono altri modi per andarsene. (0%)
    0
  • Tornano da dove sono venuti, andando dietro all'omino che sta rincorrendo il Rinocestruzzo (ignaro) (33%)
    33
  • Entrano nel portone da cui è uscito l'omino giallo. (67%)
    67
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

28 Commenti

  • Ma dai, povero rinocestruzzo, non son stati molto carini a mandare l’omino giallo nella sua direzione! Magari i due giovani si pentono e lo vanno ad aiutare, perciò voto l’opzione per cui tornano da dove sono venuti, andando dietro all’omino che sta rincorrendo il rinocestruzzo!
    A presto!

  • Ma amo questo racconto! È divertentissimo!
    Meno male che non lo hai ancora concluso, altrimenti probabilmente non lo avrei mai trovato.
    Il luogo in cui si svolge la storia non è precisato, ma mi pare di capire che Davide e Marco (e pure il rinocestruzzo!!) siano toscani, giusto?
    Scelgo l’opzione per cui i tre affrontano l’essere.
    A presto!

  • Ho letto tutti gli episodi di seguito, non c’è nulla meglio di una bella storia surreale per trascorrere il mio pigro pomeriggio di digestione sul divano dei pranzi natalizi 😁
    Bravo! Però non farmi aspettare tre anni per il finale! 😊

  • “Ma sei scemo? Io vado a casa!” è quello che direbbe qualcuno di sensato, ma non si è mai sensati quando si ha il mondo davanti 🙂
    Tutti nel tombino! E di corsa, pure!

    Ci sono degli errori nel capitolo, nulla che renda impossibile la lettura, ma saltano delle lettere qua e là.

    Ciao 🙂

  • Uhm se il tombino è “maledetto”.. vuol dire che purtroppo i due ragazzi lo scopriranno a loro spese? Sciuramente la curiosità stimola ad andare a controllare cosa succede ma a scendere… forse solo 18enni un po’ troppo spavaldi lo potrebbero decidere così.. alla leggera! Vediamo quindi…

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi