L’Istituto

Dove eravamo rimasti?

C'è qualcosa sul letto di Jan. Questo oggetto è... ...una mappa dell'Istituto su cui è stata marcata una località sconosciuta. (62%)

Caccia al tesoro

Jan osservò l’oggetto: era una cartina geografica rappresentante il profilo di un’isola. Dopo averla esaminata attentamente, capì che la carta rappresentava l’isola dell’Istituto. Jan riconobbe la radura dove si ergeva l’edificio principale, le foreste che lo circondavano e i vari rilievi. Con il dito scorse le varie fattezze fisiche. Si ricordò delle uscite fuori porta per esplorare la montagna. Il campeggio sull’altopiano. Le uscite al mare. Fu vicino alla costa che però notò qualcosa fuori posto. Lì dove avrebbe dovuto esserci una scogliera, era segnata una spiaggia. Un enorme cerchio tratteggiato marcava il posto. Ma non era la sola stranezza: in alcuni punti la mappa aveva delle scritte. Toponimi dalla strana natura: Piana infetta, Piana sAcrificata, corridoio del Silenzio. L’Istituto era marcato come lAbirinto di Creta.

La luce era stata spenta da qualche minuto. Il ragazzino aveva usato la torcia, cercando di non farsi scoprire. Fissò la mappa a lungo. Sicuramente era uno scherzo. Ma se non lo fosse stato? Perché qualcuno avrebbe dovuto perdere tempo per realizzare quella cosa? Tra l’altro, troppo ben fatta per essere uno stupido scherzo.

Jan sporse la testa fuori dal letto. Mathias, Erik e Samuel erano già fra le braccia di Morfeo. Tor, Michael, Thomas  e Karl si stavano ancora rigirando fra le lenzuola. Facevano fatica a prendere sonno; erano bambini dopo tutto. Il ragazzino cercò di capire cosa avrebbe dovuto fare. Non poteva permettere che qualche adulto scoprisse la mappa. Però voleva vederci chiaro prima di intraprendere qualsiasi azione. Ci fu un po’ di indecisione, ma alla fine Jan decise. Senza fare il minimo rumore, scese dal letto e si avvicinò a Mathias. Il ragazzo, anche se molto schietto e impaziente con lui, era diventato suo amico da quando entrambi avevano sei anni. Jan non ci mise molto a svegliarlo. L’amico apostrofò con male parole l’altro, cercando di rimettersi a dormire. All’insistere di Jan, Mathias si alzò dal letto.

– Che c’è?

– Devi vedere questo.

Jan porse all’amico la mappa. Dopo un breve sguardo l’altro rispose turbato.

– Se è un altro dei tuoi scherzi ti conviene dirlo subito. Non è divertente.

– Anche io ho pensato ad uno scherzo. L’ho trovata sopra al letto. Ma non vedi quanto è strana? Non sembra fatta da un bambino. Non sembra neanche la scrittura di un bambino.

Mathias iniziò a ragionare. Sì, la scrittura era decisamente diversa da quella del suo amico. Ma ciò non gli tolse tutti i dubbi. Aveva notato anche lui la spiaggia misteriosa. Durante le uscite al mare erano stati molto vicini a quel tratto di costa. Però non aveva notato alcuna spiaggia lì vicino.

– Facciamola vedere anche ad Erik. – propose il ragazzo.

– Perché?

– Perché è il più intelligente fra noi. Saprà dirci subito se è stato qualcuno dei nostri a scriverti questa cosa.

I due si recarono al letto del ragazzo. Svegliarlo fu più difficile. Erik aveva il sonno pesante. Quando vide le facce dei due ragazzi a pochi centimetri dal suo volto capì subito che era successo qualcosa.

– Cosa c’è?

Mathias porse la mappa e Jan gli spiegò quanto accaduto. Erik lesse attentamente.

– La scrittura non appartiene a nessuno di noi. Né da qualcuno della stanza né da fuori. La grafia sembra da adulto. Inoltre c’è un dettaglio particolare…

– Cioè?

– Avete notato che alcune lettere dei nomi sono scritte in maiuscolo? Se le isoliamo dal resto e le anagrammiamo esce una parola.

S – C – A – P – P – A

Jan e Mathias si confrontarono a lungo con Erik per individuare il possibile mittente. Qualcuno avrebbe potuto architettare il tutto per fargli prendere uno spavento, o per cacciarlo nei guai con le custodi. Scartarono entrambe le ipotesi. La mappa era troppo precisa, e nessun burlone avrebbe usato un trucchetto così elaborato con le lettere. Fu dopo un po’ che Erik propose la cosa più semplice per verificare l’autenticità di tutto. Il giorno dopo sarebbero andati in esplorazione verso il luogo segnato sulla mappa. Se la mappa corrispondeva al vero avrebbero ritrovato i confini diversi. Mathias non era per niente d’accordo. Avrebbero solo perso tempo per inseguire un fantasma. Jan però si intromise. Qualcuno gli aveva lasciato quelle cose. Non a qualcun altro. Ripensò agli occhi nel mulino. Confessò agli amici anche quel dettaglio dell’ultima partita a nascondino, confessando che da un po’ di tempo a quella parte una strana inquietudine si era fatta spazio nel suo cuore. L’invito a scappare era un ulteriore tassello del puzzle.

Mathias ed Erik si osservarono in silenzio. Ognuno di loro stava pensando se accettare realmente questo salto nel vuoto o meno. Fu Erik per primo che mise la propria mano sulla spalla di Jan.

– Sì. Io sono con te.

Mathias, riluttante, poggiò anch’egli la sua mano sull’altra spalla.

– Non sono ancora convinto di tutto ciò, ma tentar non nuoce.

Fu deciso. Il giorno seguente, i tre ragazzi sarebbero partiti alla volta della spiaggia segnata sulla mappa.

I ragazzi hanno deciso di esplorare l'isola. La spedizione è pronta.

  • I ragazzi partiranno in esplorazione. Qualcosa andrà storto. Molto storto. (63%)
    63
  • Il reale obiettivo della spedizione viene scoperto. La mappa viene sequestrata e i ragazzi puniti. (0%)
    0
  • I ragazzi partiranno in esplorazione. Raggiunto il luogo, troveranno qualcosa di sconvolgente e inquietante. (38%)
    38
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106 Commenti

  • Buonasera Yaniv, ho votato tradimento. Perchè? A dire il vero, non lo so. hai messo in campo moltissimi elementi ed hai seminato dubbi da vero horrorista, quindi nell’incertezza di tutto, un tradimento ci potrebbe anche stare. Capitolo che a me è piaciuto molto con lo sdoppiamento del labirinto (bunker-mulino) e il deja-vu delle esperienze, ricordi mascherati da visioni. Maschere che svelano altre maschere. Come puoi ben immaginare, lo apprezzo molto.

  • Ciao Yaniv,
    perdonami, ma è passato parecchio tempo e non ricordo benissimo quel che è accaduto in precedenza, ho riletto l’ultimo paragrafo del capitolo precednte e mi pare di capire che, in questo episodio, Jan stia ricordando qualcosa di terribile. Credo sia diventato un aiutante del predatore, accade spesso, mi ci ha fatto pensare il commento di lilbackwood…
    Vorrei scoprire la verità, ho votato questa opzione.
    Alla prossima!

  • Be’, verità, direi.
    Vado matto del momento in cui un personaggio non è più sicuro di nulla 😀
    Lo spaesamento di Jan è ben rappresentato già nella prima parte, per questo, personalmente, avrei evitato di fare una sorta di riepilogo nella seconda parte (Jan cercò di mettere assieme gli indizi che aveva a disposizione…).Forse dipende dal fatto che vuoi essere certo che abbiamo capito tutti i passaggi. Ma sì, non preoccuparti, sei stato chiarissimo, concedi un po’ di fiducia a noi lettori 😀
    Ciao, a presto

  • Ciao Yaniv
    Arrivo oggi al sesto capitolo. Le storie horror mi piacciono parecchio perché sempre intrise di suspence.
    La tua è una storia accattivante che mi costringe a leggerne il seguito.
    Hai reso molto bene le ambientazioni, mi hanno ricordato molteplici temi già affrontati ma che tu hai reso comunque efficaci. La scena del preside è stata intrisa con la giusta dose horror.
    Ho scelto che Jan ricordi tutto il vissuto ma nel momento meno opportuno. Con l’esperienza che ha avuto, ovviamente ci potranno essere conseguenze psichiche.
    A presto.
    Ilaria

  • Sono nuovo su questo blog e mi ritengo un giovanissimo , diciamo che mi sono iscritto grazie a te , il tuo racconto mi ha coinvolto assai e penso di aver intuito un significato nascosto e visto che mi pare nessuno te lo abbia fatto notare te lo scrivo, questa è la mia interpretazione:il racconto parla di una mostruosità che c’entra ben poco con il fantascientifico, la pedofilia , i ricordi confusi,la mano sulla guancia..tutto mi fa pensare che forse (dilagando) il fatto che i protagonisti siano confusi e ricordino poco si ricolleghi alla scena del ” gas “che in realtà è una sorta di droga che il cacciatore usa per compiere i suoi atti osceni .

    • Ciao lilback. Benvenuo su the Incipit. Sono contento che ti sia piaciuto così tanto da portarti a iscriverti, spero che possa vedere un tuo racconto al più presto. Però mi dispiace smontare la tua teoria, ma non c’è un significato nascosto di quel tipo. Ovviamente ognuno è libero di interpretare, ed anzi, mi rende felice il fatto che tu abbia voluto dare questa interpretazione personale alla storia. Però, se avessi voluto trattare di temi pesanti e seri come pedofilia, abusi su minore o quant’altro non lo avrei fatto in questo senso. Cioè, per trattare certe cose bisogna anche dare la giusta dignità ad esse. Almeno penso.

    • Grazie Lou. Sì, alla fine ho approfittato dei capitoli proprio per questo. Non son un fan di quelle storie in cui il cattivo si conosce subito sin dall’inizio (tipo gli odierni film dell’orrore, che già osservi la locandina e sai cosa succederà). Per quanto riguarda Lovecraft, non credo riuscirò mai ad eguagliare il Maestro di Providence. Però mi ha sempre affascinato il suo modo di descrivere l’ignoto e la paura ancestrale di noi uomini per esso. Gli inglesi hanno questo termine “Eldritch” per descrivere ciò che è
      ultraterreno, strano, spettrale o inquietante. Diciamo che io punto ad evocare questo sentimento. Speriamo vada bene.

  • Jan ricorderà poco ma gli farà comodo.
    Ciao, yaniv. Una svolta in puro horror!
    Il tuo mostro mi ricorda da vicino quello ne “Il poliziotto della biblioteca”, un racconto di Stephen King nella raccolta “Quattro dopo mezzanotte”. Se non l’hai letto fallo, penso che ti potrebbe piacere.
    Qualche “d” eufonica di troppo, soprattutto nella parte iniziale, ma per il resto sempre scorrevole.
    Ciao, a presto

    • Grazie jaw. Devo passare dalla biblioteca della mia città, spero di trovarlo. Mi hai incuriosito molto. Sperando che anche la mia non ospiti un “poliziotto” pronto a torturarmi con le mie paure. Appena lo trovo ti avviso 😉

  • Ciao Yaniv,
    capitolo intenso e coinvolgente. La componente horror emerge più del solito, il che mi piace, e l’incontro con
    aspetti più fantastici direi che si adatta bene alla tua storia e alla tua ambientazione. Ho votato perché Jan si ricordi tutto e che questo avrà degli effetti pesanti sulla sua psiche.
    Buona giornata e alla prossima!

  • Buona domenica Yaniv, appena sveglia il tuo racconto mi ha fatto l’effetto di un caffe’ doppio. Bambini morti (peggio, risucchiati come le cozze da un osceno Peside), scenari cupi dove pieta’ pol’e’ morta … almeno l’horror e’ vivo e sta bene. Mi piace questa svolta decisa in direzione quasi fantascientifica con una spruzzata di fiaba alla Grimm (i bimbi mangiati dall’Orco). Naturalmente tutto e’ in divenire e allora voto per Jan che a suo tempo combattera’.

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