Lost Soul.

La verità.

L’anima umana a me è parsa sempre come un qualcosa di incorruttibile, irraggiungibile. E anche inesistente.

Ero capace di vederla nelle persone, ma non in me stesso. Non riuscivo a vedere niente al mio interno, se non il vuoto più totale. E’ sempre stato così, anche da bambino, per quanto potessi essere spensierato capivo che c’era un qualcosa di profondamente sbagliato in me. 

Il tempo e la sua crudeltà mi fecero capire quanto era complicato l’essere umano in sè, quanto era corruttibile e spietato, quanto non meritasse tutto ciò che la natura e il mondo in cui viveva offriva. Mi faceva schifo il pensiero di essere parte di una razza che avrei voluto sterminare. Il bene che vedevo non compensava l’odio che cresceva senza interruzione dentro di me, qualcuno riusciva a metterlo in pausa per qualche breve istante, eppure erano sempre capaci di farmi ricredere. 

Era orribile non avere un qualcosa di incorruttibile da proteggere, non poter pensare di fare del bene in un mondo immerso nell’odio e nel male più oscuro. Non trovavo altre prospettive, ma non credo che fosse giusto definirmi “pessimista”. Nemmeno realista, no.

Avevo solo una mia tragica idea del mondo, e miravo ad esserne parte, un protagonista. Un protagonista o antagonista ha il dovere di proteggere un proprio ideale, dopotutto, no? Non era sempre così, ma volevo che fosse quello il mio caso. Volevo estirpare quel male assoluto pur sapendo che sarebbe stato un suicidio, una scelta sbagliata in partenza.

Chi potevo essere io per cambiare il destino altrui, o il destino di un mondo che nemmeno aveva scelto di avere noi come ospiti a lungo termine? Ma c’era di più, io lo sapevo. Ecco perchè lo feci. 

15 omicidi. Non fraintendetemi, erano tutte delle persone orribili, dalla prima all’ultima. Non credevo davvero che a qualcuno potessero mancare, così come a nessuno sarei mancato io. 

Insomma, avevo degli amici un tempo, ma anche loro erano dannatamente sbagliati. Io, invece, ero quello più sbagliato di tutti. Motivo per cui abbandonai loro, e me stesso. 

Sapete, lo realizzai soltanto quando l’ambulanza accelerava al fine di portarmi in ospedale in tempo, solo per salvare la vita ad un criminale come me. Sentivo spesso parlare di me, anche camminando per le strade, mi sentivo quasi un Dio che poteva decidere sul destino altrui.

Però, gli altri si ponevano sempre la tipica domanda: chi è lui per fare questo?

Io ero solo quel qualcuno della propria razza che mirava a sterminarla. Era così tanto difficile da capire? La mia filosofia di vita, e di morte, era incentrata sul fatto che non saremmo mai stati esseri capaci di fare realmente del bene. Non sapevo se il tutto era legato al mio passato travagliato, ma a guardarmi, stavo abbastanza bene. 

Quando la quindicesima vittima mi si ritorse contro nei suoi ultimi istanti di vita e con i vestiti macchiati del mio stesso sangue però, realizzai che non stavo affatto bene. 

Mi chiesi, cosa diamine avevo combinato? Avevo lasciato tutta la mia vita dietro per eliminare quelle altrui, con un obiettivo che mai avrei potuto realizzare. Forse, avrei potuto compensare l’odio e il rancore che mi portavo dentro col bene che avrei potuto fare, ma si sa… una persona difficilmente sa trattare con i tradimenti. 

Quando venne mia madre in lacrime a piangere sui miei vestiti ancora sporchi, non riuscivo a realizzare l’amore che lei provava realmente per me. Un qualcosa di cui io non ero affatto degno, no. Non ne ero degno. 

Allora, allora capii per davvero. Il rancore e l’odio che provavo erano la mia stessa corruzione, il male dell’essere umano. Mi reputavo così tanto avanti, che quando vidi le lacrime sincere di quella donna mi sentii profondamente stupido. Ridicolo. 

Tutto l’odio mi si riversò contro persino in quel momento, la mia anima era andata persa nel momento in cui io avevo deciso di lasciarla andare, e non feci nemmeno a tempo a riprenderla. 

Il destino decise per me la mia pena, quasi come se tutte le vittime si reincarnarono in esso al fine di punirmi con il mio stesso metodo.

Morii quell’11 Settembre, con le lacrime agli occhi e il cuore che batteva sempre più lentamente. E un’anima che non ho mai conosciuto.

Passarono anni da quella notte. Il mondo andò avanti, ma io rimasi ancora là. Speravo nel nulla più totale dopo la morte, ma il mio destino volle ancora ricordarmi quanto poteva far male questa realtà, e così fu.

Vagai per diversi posti nella mia disperata solitudine, rimpiangendo ogni secondo di più quello che decisi di non fare, ovvero relazionarmi con le persone. La comunicazione era fondamentale, ma lo compresi solo osservando gli altri. 

Alla fine però, tornavo sempre in quell’ospedale. Era l’unico posto che mi suggeriva un sentimento più profondo dell’odio, anche se alle volte rimanevo qualche giorno da mia madre. Ogni mattina si svegliava e guardava una mia foto, altri giorni persino gli album fotografici. 

Eliminai i ricordi dalla mente al sentire rumori di catene provenienti dal cancello. Chi mai poteva farmi visita?

Come si relazionerà il fantasma con il gruppo di amici?

  • tenterà di dividerli al fine di ucciderli (0%)
    0
  • tenterà di spaventarli e farli andare via (0%)
    0
  • rimarrà ad osservarli, seguendoli (100%)
    100
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84 Commenti

  • Ciao Deborah.

    Il finale è diverso da come me l’aspettavo. Non posso tirarti le orecchie perché ho fatto anch’io la stessa scelta: ho fatto un salto temporale di un decennio tra il nono e il decimo episodio di Ewan.

    Mi è piaciuto tutto il mondo che hai ricostruito nel tuo salto temporale. Probabilmente avresti dovuto asciugare di più, tenere le informazioni essenziali. Comunque ti faccio i complimenti, la prosa di questo episodio è davvero molto scorrevole e piacevole da leggere.

    Alla prossima.

  • Ciao, lividsoul.
    Un finale aperto e che fa correre più di un brivido lungo la schiena 🙂
    Complimenti per la fatica conclusa, è già un grande traguardo.
    Il commento al decimo capitolo è quello in cui si tirano le somme dell’intera storia, esprimendo un giudizio compiuto. Nel mio caso, diciamo che è un riassunto delle osservazioni che ho fatto nei capitoli precedenti, prendili come consigli per la prossima storia, consigli che mi sforzo di seguire anch’io, non sempre riuscendoci 😀 . Sono sostanzialmente tre:
    – Evita lo stile ricercato, è quasi sempre meglio la prosa semplice e secca. Diretta, efficace, incisiva.
    – Non mettere “troppa a carne al fuoco”, considera che cinquantamila caratteri non sono tanti, screma il più possibile. Spesso ci costruiamo mondi interi, mondi che vorremmo raccontare per filo e per segno. Be’, è sempre preferibile mostrare solo una parte di questi mondi, lasciando immaginare il resto, il “dietro le quinte” che hai immaginato e che ti è servito a costruire una storia coerente.
    – Schematizza, crea una scaletta di ciò che vuoi scrivere. Leggi, rileggi. E dopo aver riletto rileggi ancora. Io rileggo anche decine di volte e lo ritengo un mio grave difetto: Però tu non fare l’errore opposto: leggere due volte, quasi sempre non basta. Rileggi, magari senza esagerare, ma tre o quattro volte a capitolo direi che ci stanno e ti sono di aiuto nell’individuare refusi e parti poco chiare.
    Ecco tutto, questo avevo da dirti.
    Pensi di tornare in pista presto?

    Ciao, buona giornata

    • Ciao Jaw! Ci tengo a ringraziarti per questi consigli, e il punto tre l’ho appreso da voi e lo sto mettendo in atto. ^^ Per i primi due ammetto che ancora faccio fatica, ma hey, ho ancora tante storie da raccontare e la voglia di apprendere dai miei sbagli non mi manca, quindi miro sempre al meglio e mi auguro di farcela. Comunque sì, sono tornata in pista appena adesso con una nuova storia genere Rosa. Grazie mille per le letture e i commenti, e la disponibilità stessa. Buona giornata!

  • Beh, che dire. Sono arrivata alla fine di questo percorso e in primis, ringrazio tutti per il supporto e in particolar modo i consigli che mi sono stati abbastanza utili! Spero di aver migliorato almeno un po’ il mio stile di scrittura nonostante qualche confusione nei capitoli o qualche piccolo errore, in ogni caso credo avrò parecchio tempo per perfezionarlo! Spero di rivedervi in qualche altra avventura, grazie per aver seguito Lost Soul. 🙂

  • Verso i cancelli dell’ospedale.
    Ciao, lividsoul. Non volermene, questo capito mi è sembrato un po’ confusionario: troppe cose, forse, molte idee e molte informazioni che forse avrebbero potuto essere un po’ scremate per consentire una lettura più agevole.
    Ciao, a presto

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