Lucio Senza/tetto.

Dove eravamo rimasti?

Lucio è un personaggio che ha molto da raccontare. Vi piacerebbe sapere qualcosa: riguardo la sua vita passata. (che cosa lo ha portato fino a qui?) (80%)

Le regole del gioco.

Quando ho iniziato a giocare avevo 15 anni. Mio padre faceva lo stesso e in casa lo sapevamo tutti. Sono cresciuto pensando che i soldi potessero andare e venire dalle mani con la stessa velocità di una saponetta che scivola sotto l’acqua mentre uno si lava le mani.

Ho sempre pensato che nella vita, così come per il lavoro, la pausa pranzo, l’amore o un cane, ci fosse spazio anche per il gioco. Pensavo fosse normale, fino a quando non ci siamo ritrovati senza niente: ci siamo giocati pure i soldi per comprare la carta igienica. Vi lascio immaginare come ci si possa sentire ad avere il culo sporco e neanche un pezzo di carta per pulirsi.

Mia madre lavorava quasi 10 ore al giorno e anche questo faceva parte della normalità a cui mi ero abituato. Lavorava tanto, ma per me per essere madre forse aveva preso quel significato: lavorare e non avere mai nessuna domanda da fare. Eppure riuscire a trovare sempre tutte le risposte.

Giocavo. E mio padre non lo sapeva. Ognuno faceva le cose per sé: posseduti dallo stesso veleno, ne abbiamo bevuto per anni da due diversi bicchieri.

Adesso che ci penso, il sapore di quel veleno neanche me lo ricordo. Ricordo solo la tremenda sete e la voglia di continuare a bere.

Mi chiamo Lucio, ho 53 anni, vivo per strada.”

E’ così che riassumo la mia vita quando qualcuno mi chiede di parlare di me. Succede spesso ultimamente perché sono circondato da persone che cercano di fare qualcosa per farmi sentire meglio: darmi da mangiare, pulire i miei vestiti, assicurarsi che io possa avere un paio di occhiali nuovi, le medicine per la pressione, un libro da leggere. Dovrei esserne grato e forse per la maggior parte delle volte lo sono, ma la gratitudine spesso per me si confonde con il senso di sconfitta, la sensazione di non sapermela cavare da solo.

Ed è vero: nella mia solitudine, da solo io non sarei nessuno.

Ho perso la mia vita giocando; l’ho svenduta come fosse qualcosa da cui dovermi liberare senza nemmeno rendermene conto. Forse speravo di riceverne in cambio una migliore.

Non è successo. Perché con il gioco non si vince mai.

**

Mi chiamo Lucio, ho 53 anni, vivo per strada.

Ho iniziato così stamattina quando ho incontrato Cecilia fuori dalla mensa. Ho preso l’autobus prima del solito, sperando che ci fosse anche lei. Avevo voglia di parlarle, senza troppe ragioni.

“Lucio.. che piacere rivederti. Cosa ci fai già qui?”

“Non avevo altro da fare, sai…vivo per strada. Ho pensato di venire qui.”

“Hai fatto bene, ho visto arrivare anche altri ragazzi. Mi sembra di aver visto Gianni di là, se vuoi andare a cercarlo.”

“Io volevo parlare con te.”

Cecilia ha spalancato gli occhi. Io ho fatto un passo indietro. Da dove sono uscite quelle parole?

Ho sbagliato tutto.

“Lucio… dove vai? C’è tempo, torna qui..”

-Io volevo parlare con te- : avrei potuto forse dire frase peggiore? Io non ho niente da dire, non ho mai niente da dire. E adesso mi vergogno.

“Lucio, ma cosa ti prende? Vieni dentro con noi, ci dai una mano ad apparecchiare?”

“Cecilia, sai cosa fa una televisione nel mare?”

….

….

“Va in onda!”

Cecilia sorride e mi allunga una mano.

A volte la vita è molto più semplice di quel che sembra. Forse basta cambiare le regole del gioco.

Il prossimo episodio inizierà con questa frase:

  • Cecilia mi ha fatto un regalo. (83%)
    83
  • Questa notte mi hanno rubato tutto quel poco che ho. (0%)
    0
  • Sono 3 giorni che non incontro Cecilia alle cucine. (17%)
    17
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17 Commenti

  1. (alla parte del veleno da due diversi bicchieri ho tremato: immagine di cristallo)

    Quando dicono che per scrivere ci vuole coraggio… per ballare così dalle barzellette ai temi seri…senza perdere un passo…. mi vieni sempre in mente…. continua così piccola Toss… io sono sempre qui… lo sai <3 bravissima <3

  2. Ho voglia di seguirti Serenamente, con la speranza di ritrovare un riscatto emozionale che faccia del bene al tuo ( e nostro ) Lucio.
    E’ una storia toccante soprattutto per chi, come me, ha compiuto da poco 51 anni e per di più con un lavoro precario. La lettura di alcuni racconti può essere utile per riflettere e caricarsi di coraggio, complimenti!
    Ho votato per il regalo di Cecilia, bisogna sempre avere fiducia in qualcuno…
    Ciao e a presto!

  3. Cecilia mi ha fatto un regalo
    Ciao, serenamente. Parafrasando Lucio: il mio nickname è JAW, ha tre anni e gli piace come scrivi 😀
    Solo una cosa: nella frase “…andare e venire dalle mani con la stessa velocità di una saponetta che scivola sotto l’acqua mentre uno si lava le mani”, l’immagine è molto efficace, ma a mio parere viene appesantita dall’eccesso “didascalico”: avrei omesso il secondo paio di mani 🙂 dal mentre in poi, l’analogia si capisce benissimo lo stesso.
    Ciao, a presto

  4. Ci sono spigoli da limare, è normale…ma una cosa è sicura: sotto uno strato sottile come una velina di nero carbone c’è un piccolo diamante.
    Sai scrivere. E anche questo incipit ne è la conferma.
    Tratti un argomento “noto”… voglio vedere come lo gestisci e quanto ti distaccherai dal banale.

    Ovviamente ti seguo con il cuore gonfio 🙂

  5. Ciao Serenamente,
    ho letto l’altro tuo racconto e sono passata a dare un’occhiata anche a questo.
    La vita di un uomo senza più chiavi di casa da tenere nelle tasche, senza tetto sulla testa e senza più neanche un nome intero è una storia difficile da raccontare, senza cadere nel buonismo o nella commiserazione. Il tuo incipit promette bene, immagino che ci sarà tempo di scoprire come vive oggi, al momento mi piacerebbe sapere cosa lo ha portato fin qui.
    La ragazza nuova potrebbe essere una che presta la sua opera per scontare una condanna ai lavori socialmente utili, magari Lucio potrebbe aiutarla a venir fuori da qualcosa. Non so, è una mia ipotesi.
    Ti saluto e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

  6. Complimenti per la storia, ottime descrizioni e i dialoghi li ho trovati davvero divertenti. La personalità di Lucio è ancora da svelare, ma quel pezzettino che hai lasciato come inizio mi ha incuriosita. Ottima anche l’idea di trattare di questo tema, non da molti trattato, appunto. O magari, non ho letto abbastanza, non lo so. In ogni caso, ti seguo, alla prossima!

    • Ciao lividsoul. E’ vero, credo che questo sia un tema poco trattato. Ma mi ha toccato in prima persona nelle settimane passate e quindi ho deciso di farmi coraggio e provare a raccontare un pezettino di mondo che ho scoperto avvicinandomi in punta di piedi ad un mensa di quartiere.
      Spero possa continuare a piacerti.
      A presto!

  7. Ciao! Ho visto la tua storia e mi ha incuriosito il titolo, ho fatto bene a passare. Mi piace molto il carattere di Lucio, e ho votato per il suo passato, vorrei sapere di più su cosa o chi lo ha portato nelle strade. Bella descrizione e i dialoghi li ho trovati anche divertenti, a dirla tutta. Alla prossima!

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