Lucio Senza/tetto.

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo episodio inizierà con una di queste 3 frasi E Lucio dove è finito? (100%)

Combattere?

Cecilia.

Sono arrivata alla mensa con mio padre intorno a mezzogiorno di una mattina al sapore di novità. Nuovi inizi, nuove avventure, nuove idee: tutto aveva lo stesso profumo dei fiori pronti a sbocciare in primavera. E mio padre me lo aveva detto: “Cilia questa mattina sei bella come una rosa“.
Non mi piacciono i complimenti ma per i suoi c’è sempre spazio perchè scaldano il cuore.

Ho cercato Lucio per presentarlo a mio padre. Con lo sguardo ho passato in rassegna tutte le persone in coda per la cosegna del pasto: di Lucio nessuna traccia. Sono entrata e ho visto Marco, uno degli ospiti più fedeli, così ho chiesto a lui:

Hai visto Lucio?”

No, non si fa vedere da qualche giorno..”

E nessuno lo ha cercato?”

Ma tu chi sei ragazzina? Non lo sai che noi non abbiamo nessuno?”

Sono Cecilia. Lucio è un mio amico.

Cazzate.

Deve essere successo qualcosa: sono tutti di cattivo umore e non trovo neppure Davide, il direttore della mensa, che di solito sta sempre sulla porta ad ascoltare i problemi di chi arriva oppure a  frenare le liti di chi ha fame da troppi giorni. 

Vedo mio padre preoccupato; forse non è più sicuro di avermi portata in quell’oasi felice che ho descritto nei giorni passati insieme. Forse si chiede cosa ci possa trovare io qui ma non mi dice niente. Osserva e mi segue nella disperata ricerca di Lucio, quell’uomo brusco che tanto ci tengo a fargli incontrare.

Ormai però ho quasi perso le speranza. Lucio non è ancora arrivato e i pasti stanno per finire. Forse mi sto preoccupando per niente: potrebbe aver cambaito città per qualche giorno o aver trovato qualcuno con cui stare. Eppure mi sembra tutto così strano. Lo conosco da poco, eppure mi sembra già di sapere che da questo posto non se ne andrebbe per nulla al mondo.

Papà oggi Lucio non si vede! Andiamo a pranzo da Anna? Mi ha detto che vuole conoscere mio padre prima di tenermi con lei qualche settimana. Non spaventarla.

Mio padre sorride:

Le dirò che ti piacciono moltissimo le verdure e che il tuo compito preferito è buttare la spazzatura…”

Dai pa’, mi sembri la mamma!

**

Neanche a farlo apposta Anna ci ha cucinato verdure grigliate e pasticcio di zucchine. Inizio a dubitare di mio padre: forse le ha mandato un messaggio prima del nostro arrivo. O forse è il caso di iniziare ad apprezzarle queste verdure. Chi lo sa?

Decido di provare a chiedere a lei:

Anna, prima sono passata dalla mensa e non ho visto Lucio, sai come mai?

Non ti hanno detto niente?

Anna cambia subito espressione. Mi guarda stupita e forse un po’ preoccupata.

Lucio è in ospedale. Lo hanno ricoverato pochi giorni fa per una grave crisi respiratoria. Era alla stazione disteso sopra ad una panchina, una signora lo ha riconosciuto e ha chiamato un’ambulanza..”

Lascio cadere la forchetta nel piatto. Fa un rumore pungente, molto simile alla fitta che sento nello stomaco in questo momento. 

Come…come sta ora? Una crisi respitario dovuta a..?

Vallo a trovare Cecilia, quando finiamo qui passa in ospedale a trovarlo. Gli farà piacere e sarà lui a spiegarti tutto.

Papà, andiamo?

Mio padre guarda Anna imabrazzato. Non abbiamo ancora finito di pranzare e non è educato andarsene via così. Lei sorride e fa cenno di alzarsi: un sorriso dolce e amaro allo stesso tempo. Non  voglio pensare a quello che mi aspetta in ospedale.

Lucio.

Non ho mai scritto niente, ma ora che sono qui in ospedale e non ho niente di meglio da fare ho pensato di scrivere qualcosa sul quaderno che mi ha regalato Cecilia. Ci ho già scritto qualche barzelletta ma non lo riempirò mai tutto solo con quelle.

Quando dicevo di essere solo, forse mi sbagliavo. In questi giorni mi sono venute a trovare tantissime persone: dalla mensa sopratutto. Davide è sempre qui con me, sia a pranzo per aiutarmi a mangiare che la sera per aiutarmi a prendere sonno. Non è facile dormire in questo posto: è troppo bianco e troppo caldo. E poi è una vita che non dormo chiuso in una stanza, mi sembra di soffocare.

Non respiro bene: i miei polmoni hanno deciso di mollare. Quando quella signora mi ha trovato in stazione ho pensato di morire. “MUOIO” mi sono detto e poi ho chiuso gli occhi. Li ho stretti forte e ho cercato di pensare alle cose più belle che avessi mai avuto. Me le sono viste tutte davanti, dalla prima all’ultima.
Poi ho chiesto scusa a due o tre persone, ho stretto gli occhi ancora più forte e mi sono lasciato andare. Ero pronto. Ho pensato “Se la morte arriva io sono pronto”.

Invece è arrivata quella signora e ora sono qui. Respiro a fatica e ho un tumore che mi sta facendo guerra. Era da un po’ che mi sentivo strano, ma non pensavo ci fosse da preoccuparsi… Non so cosa succederà, per ora sono solo stanco.

Scrivo Grazie a Davide su questo diario, così se dovessi andarmene lui potrebbe leggero e sorridere.
Grazie anche a Anna, a Roberta e tutti gli altri della mensa..
Ai miei amici ci penserò quando me ne sarò già andato, che tanto a loro ci pensano anche qui in terra.

E Grazie a Cecilia per questo diario. E per tanto, tanto altro. 

Quando Cecilia arriva in ospedale

  • Davide la invita a restare (0%)
    0
  • Lucio sta scrivendo (100%)
    100
  • Lucio è passato a miglior vita (0%)
    0

Voti totali: 1

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

17 Commenti

  1. (alla parte del veleno da due diversi bicchieri ho tremato: immagine di cristallo)

    Quando dicono che per scrivere ci vuole coraggio… per ballare così dalle barzellette ai temi seri…senza perdere un passo…. mi vieni sempre in mente…. continua così piccola Toss… io sono sempre qui… lo sai <3 bravissima <3

  2. Ho voglia di seguirti Serenamente, con la speranza di ritrovare un riscatto emozionale che faccia del bene al tuo ( e nostro ) Lucio.
    E’ una storia toccante soprattutto per chi, come me, ha compiuto da poco 51 anni e per di più con un lavoro precario. La lettura di alcuni racconti può essere utile per riflettere e caricarsi di coraggio, complimenti!
    Ho votato per il regalo di Cecilia, bisogna sempre avere fiducia in qualcuno…
    Ciao e a presto!

  3. Cecilia mi ha fatto un regalo
    Ciao, serenamente. Parafrasando Lucio: il mio nickname è JAW, ha tre anni e gli piace come scrivi 😀
    Solo una cosa: nella frase “…andare e venire dalle mani con la stessa velocità di una saponetta che scivola sotto l’acqua mentre uno si lava le mani”, l’immagine è molto efficace, ma a mio parere viene appesantita dall’eccesso “didascalico”: avrei omesso il secondo paio di mani 🙂 dal mentre in poi, l’analogia si capisce benissimo lo stesso.
    Ciao, a presto

  4. Ci sono spigoli da limare, è normale…ma una cosa è sicura: sotto uno strato sottile come una velina di nero carbone c’è un piccolo diamante.
    Sai scrivere. E anche questo incipit ne è la conferma.
    Tratti un argomento “noto”… voglio vedere come lo gestisci e quanto ti distaccherai dal banale.

    Ovviamente ti seguo con il cuore gonfio 🙂

  5. Ciao Serenamente,
    ho letto l’altro tuo racconto e sono passata a dare un’occhiata anche a questo.
    La vita di un uomo senza più chiavi di casa da tenere nelle tasche, senza tetto sulla testa e senza più neanche un nome intero è una storia difficile da raccontare, senza cadere nel buonismo o nella commiserazione. Il tuo incipit promette bene, immagino che ci sarà tempo di scoprire come vive oggi, al momento mi piacerebbe sapere cosa lo ha portato fin qui.
    La ragazza nuova potrebbe essere una che presta la sua opera per scontare una condanna ai lavori socialmente utili, magari Lucio potrebbe aiutarla a venir fuori da qualcosa. Non so, è una mia ipotesi.
    Ti saluto e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

  6. Complimenti per la storia, ottime descrizioni e i dialoghi li ho trovati davvero divertenti. La personalità di Lucio è ancora da svelare, ma quel pezzettino che hai lasciato come inizio mi ha incuriosita. Ottima anche l’idea di trattare di questo tema, non da molti trattato, appunto. O magari, non ho letto abbastanza, non lo so. In ogni caso, ti seguo, alla prossima!

    • Ciao lividsoul. E’ vero, credo che questo sia un tema poco trattato. Ma mi ha toccato in prima persona nelle settimane passate e quindi ho deciso di farmi coraggio e provare a raccontare un pezettino di mondo che ho scoperto avvicinandomi in punta di piedi ad un mensa di quartiere.
      Spero possa continuare a piacerti.
      A presto!

  7. Ciao! Ho visto la tua storia e mi ha incuriosito il titolo, ho fatto bene a passare. Mi piace molto il carattere di Lucio, e ho votato per il suo passato, vorrei sapere di più su cosa o chi lo ha portato nelle strade. Bella descrizione e i dialoghi li ho trovati anche divertenti, a dirla tutta. Alla prossima!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi