40 anni fa

Dove eravamo rimasti?

Che cosa fece Veronika? Tornò in Germania e non si fece viva in attesa che io la cercassi nuovamente. (50%)

Dopo la rottura

Veronika tornò a Berlino, la sua città, due giorni dopo. 

Cominciai ad organizzare il viaggio negli USA. Ma quando già ero pronto per acquistare il biglietto aereo per Miami la mia amica americana mi scrisse comunicandomi che si stava riappacificando con il marito.  Di conseguenza saltò  tutto. 

Ripresi la mia vita di tutti giorni che in quel periodo prevedeva la frequenza in ospedale in regime di volontariato (ricordo che ero laureato in medicina da due anni ma ero in attesa di partecipare a qualche concorso di assunzione).

 Ma nel tempo libero mi resi conto che cominciava a mancarmi Veronica. Dopo circa 10 mesi in cui mi ero abituato a fare l’amore almeno una volta alla settimana  il forzato digiuno si faceva sentire. Devo poi ammettere, per non sembrare troppo materialista, che mi mancava anche la sua dolcezza e apparente ingenuità. Certe volte la lontananza da una persona può essere utile per verificare i propri sentimenti.

 Telefonai alla sua casa di Berlino ma mi risposi la madre. In un pessimo inglese misto a tedesco riuscì a farmi capire che la figlia era tornata in Italia. Oggi sembra difficile immaginarlo ma in un’epoca in cui non c’erano i telefoni cellulari trovare una persona non era facile come oggi. Riuscii con grande difficoltà a ottenere un numero telefonico di Roma senza avere ben capito di chi fosse.

 Mi risposi una signora che senza troppa cortesia mi disse che, sì Veronica era da loro da pochi giorni come ragazza alla pari. Lasciai il mio nome e numero di telefono insieme alla preghiera di farmi richiamare quando possibile. Non ottenni alcuna promessa ma al momento non avevo alternative.

 Dopo un’intera settimana senza notizie di alcun genere provai a richiamare la famiglia italiana presso cui Veronika era impiegata. La persona con cui parlai mi disse che il mio messaggio era stato riferito. Evidentemente era proprio lei che non aveva intenzione di farsi nuovamente viva con me.  Pensai di essermi meritato questa punizione: in fin dei conti ero stato io a comportarmi da stronzo. Ma nei giorni successivi invece di metterci una pietra sopra ricominciai a pensare a lei e ai bei momenti passati insieme.  Ad essere sincero non so se mi mancava più il contatto fisico e il sesso o la tenerezza che talora riuscivamo a scambiarci stando insieme. Probabilmente entrambe. E provai a cambiare tattica: dopo una nuova telefonata alla famiglia seppi che i suoi giorni liberi erano il giovedì e la domenica. 

 Quindi una domenica sera mi appostai in vista del portone del palazzo in cui Veronika seduto nella macchina di mia madre per non essere riconosciuto. Ci volle molta pazienza ma verso le 22:30 vidi un’auto fermarsi davanti al portone ed accostare.

 Grande fu la mia sorpresa quando mi resi conto che non solo da quell’auto scese Veronika dopo aver dato un bacio al guidatore ma soprattutto che l’auto apparteneva al mio amico Franco Moretti, anche lui presente alla famosa festa di Ostia.

 Evitai qualsiasi tipo di scenata o di decisione affrettata. Rimasi fermo e attesi che Veronika entrasse nel portone e che l’auto di Franco ripartisse. Rimasi per parecchio tempo seduto in macchina con il cuore che mi batteva velocemente e una sensazione che comprendeva gelosia, tristezza e rabbia insieme. 

La mattina successiva telefonai a Franco.

”Scusa, ma non la avevi mollata?  mi chiese. 

 “Scusa, ma tu non sei fidanzato? chiesi io.

”Si certo, ma che vuol dire? Una scopata fa sempre bene specialmente quando è facile. E poi, ripeto,  sapevo che vi eravate lasciati quindi non ho fatto un torto a nessuno in realtà.  Guarda che l’anno scorso aveva scelto te solo perché parlavi inglese.  Ora che hai imparato l’italiano non ci sono problemi di lingua… In tutti sensi ha ha “

Questa ultima battuta cattiva mi fece veramente arrabbiare. Attaccai il telefono e decisi di passare alla controffensiva.  In guerra e in amore tutto è lecito e il buon Franco lo aveva applicato per primo. 

 Aspettai pochi giorni e il giovedì successivo mi misi di posta sotto il portone fin dalla prima mattina sapendo che probabilmente Veronika sarebbe uscita di lì a poco.

 In effetti verso le 10 uscì dal portone: indossava una giacca di pelle nera e una gonna bianca un paio di dita sopra il ginocchio che evidenziava le sue lunghe e belle gambe. Quando mi vide si fermò di botto con un’espressione di perplessità ma, pensai, al tempo stesso di piacevole sorpresa. 

“E tu che fai qui? mi chiese.

“Sono qui per scusarmi e per chiederti di tornare con me” fu la mia risposta.

Come reagì Veronika?

  • Continuò a vedere Franco e me al tempo stesso e io accettai (0%)
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  • Rispose “Troppo tardi, hai perso la tua occasione (100%)
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  • Accettò di rimettersi con me (0%)
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9 Commenti

  1. Ho votato per il “Torna in Germania”.
    Penso che fare l’amore e subito dopo dare una brutta notizia sia la peggior cosa da fare, chiunque ne uscirebbe offeso; poi penso sia un comportamento più affine a una 20enne, vediamo!

  2. Salve! L’inizio di questa storia mi piace molto e non vedo l’ora di continuare a leggere. Ho votato per il rimanere a lungo perché ho immaginato che aveste parlato tanto per conoscervi ancora. Chissà, magari c’è stato il cosidetto colpo di fulmine che vi ha permesso di passare una serata migliore dopo la festa. Credo che non ci sia nulla di meglio che chiacchierare a lungo con la persona che si ama, la comunicazione è fondamentale. Ma lo saprò solo leggendo

  3. Ciao e benvenuto in The Incipit,
    è un piacere leggere nuovi autori anche molto validi come te. Davvero un bel incipit e una buona penna. Sarà perché abito vicino alla brutta fontana afflitta dal guaino? ahahah, comunque mi piace e ho votato che non resti ( vivi con i genitori) e torni a casa, ma sappiamo entrambi che almeno il numero di telefono fisso lo avrai preso, no? 😉
    al prossimo episodio.
    (e non ti scoraggiare, i lettori qui sono lenti ma arrivano.)

    • Grazie Aless(andra),
      Un commento già il primo giorno, mi fa piacere. Mi dispiace invece di non avere corretto alcuni refusi dovuti alla scrittura automatica, ne ho trovati almeno tre. Ma non si può più fare editing, ora, mi pare.
      Avrei dovuto e potuto scrivere più e meglio, ma è un inizio in un campo nuovo.
      Sai la cosa buffa é che parto da fatti di vita vissuta e magari può capitare nel sito di entrare nell’effetto sliding door: come sarebbe andato se….
      Vedremo. Intanto grazie per il commento e il voto.
      Ho letto i primi 4 capitoli del tuo Fort Island, domani completo la lettura, mi piace molto!

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