40 anni fa

Dove eravamo rimasti?

Come reagì Veronika? Continuò a vedere Franco e me al tempo stesso e io accettai (60%)

RITROVARSI

”Hai una grande faccia tosta. Con che coraggio torni da me dopo il modo in cui mi hai lasciata? E la tua americana? Ti ha già mollato anche lei?” fu la risposta di Veronika al mio timido tentativo di riavvicinamento.

“Hai ragione, mi sono comportato da stronzo. Scusa”.

“Ci devo pensare. Certamente non ti scuso qui sul marciapiedi. Devo andare all’università. Al limite puoi accompagnarmi in macchina. Così non devo prendere l’autobus”.

“E magari intanto parliamo un po’. Ok, vieni che il mio maggiolino è qui dietro”.

“Hai ancora quella? Grigio topo?” chiese sorridendo, per la prima volta da quando ci eravamo incontrati.

“Sì. Ne ha viste di cose fra di noi, eh…?” dissi, cercando di fare leva sui ricordi dell’anno precedente, sperando che anche per lei fossero piacevoli.

Il tragitto fino alla Sapienza durò meno di mezz’ora, e parlammo del più e del meno come se non fosse successo niente.

“Allora ci vediamo?” le chiesi mentre scendeva dalla mia auto.

“Ti faccio sapere. Stasera esco con Franco”.

Giornata rovinata, pensai. 

Ma lei fece pochi passi verso il cancello laterale del campus, poi tornò indietro e , con un sorriso malizioso, mi disse: “OK, dopodomani sera puoi invitarmi a cena fuori”.

Il primo passo era fatto. Ora toccava veramente darsi da fare.

Dovevo innanzitutto scoprire come aveva fatto Franco a mettersi in contatto con lei. E visto che quella sera sarebbero usciti insieme, tanto valeva tagliare la testa al toro fin da subito.

Dopo i soliti convenevoli telefonici un po’ ipocriti da parte di entrambi, tanto era evidente il motivo della chiamata, venni al dunque: “Toglimi una curiosità, Franco. Come sei riuscito a trovare Veronika. Era tornata a Berlino”.

“Ti dò una notizia che non ti farà piacere, caro. Mi ha cercato lei appena tornata in Italia”.

“E come ha fatto? Aveva il tuo numero?”

“Certo, che ti credi? La sera di Ostia mi hai fregato solo perché parlavi inglese e io no. Ma in un anno a Roma ha imparato un bel po’ di Italiano. E quando è tornata mi ha cercato e trovato. Devo dire che sono stato sorpreso. All’inizio della telefonata non avevo neppure capito chi fosse, dopo un anno dalla festa di Ostia”.

“OK, grazie, volevo sapere solo questo”.

“Sei sicuro?”

“Che vuoi dire?”

Sei sicuro che volevi sapere solo questo? Per esempio non vuoi sapere se me la sono scopata?”

“Beh, già che ci siamo puoi dirmelo”.

“Forse sì, forse no. E stasera ci rivediamo. Ciao, caro”.

Rimasi come un fesso, con lo sguardo sulla cornetta telefonica,  dopo che il mio ormai ex amico aveva attaccato.

Quella serata la passai in modo nervoso e irritato, facendo zapping fra i canali della TV senza trovare qualcosa che mi interessasse davvero. Provai ad andare a letto prima di mezzanotte ma ci misi comunque parecchio ad addormentarmi in un sonno senza sogni.

La mattina, a mente fredda, mi domandai se chiamare subito Veronika prima che uscisse. Ma decisi che sarebbe stata una mossa sbagliata. Dovevo avere pazienza e aspettare l’uscita per la cena fuori del giorno dopo.

La andai a prendere alle 20 in punto. Ho sempre tenuto alla puntualità, in questo frangente in particolare. Veronika no. 

Mi fece aspettare quasi venti minuti, ma quando la vidi mi guardai bene dal protestare: non ricordo cos’altro indossasse, ma ho ancora negli occhi la minigonna parecchie dita sopra il ginocchio abbinata a scarpe con i tacchi. Le sue gambe erano splendide,

Quando si sedette in macchina le cosce si scoprirono di un bel pezzo e fu difficile per me concentrarmi sulla guida. Per fortuna il ristorante dove avevo prenotato era vicino.

Dopo un brindisi con un frizzantino bianco offerto dalla casa feci la fatidica domanda: “Allora, come va con Franco?”

Allora, come va con Franco?

  • "Bene, è simpatico e ci sa fare. Meglio di te, devo ammettere" (80%)
    80
  • "Probabilmente mi metterò con lui. Sono qui stasera per dirti addio definitivamente" (0%)
    0
  • "Che ti importa? Pensa a stasera e non a lui" (20%)
    20
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76 Commenti

  • Ciao dottore,
    Mi è parso in questo ultimo episodio che stessi piuttosto malinconicamente scorrendo le pagine di un diario, come se nel frattempo, dopo questo finale sia successo ancora qualcosa… Chissà, probabilmente non lo sapremo mai.
    Ora vuoi scrivere un giallo: bene, lo aspetto, (un giallo è obbligatorio provarlo…)
    Nell’attesa che spero non sia biblica ti saluto e ti ringrazio per la tua storia.? ciao

  • Ciao Dottore@51!

    Bene, complimenti per essere approdato alla decima! Gli alti e bassi sono stati superati, i due hanno una idea sufficientemente aperta del matrimonio per riuscire a ricucire, e questo è un bene, forse significa che dopotutto hanno scelto la persona giusta. Mi è sembrata una storia raccontata durante una sera tra amici, quando l’orario favorisce un po’ di quiete, e i discorsi si fanno a mezza voce, più intimi. Ben fatto!
    Mi chiedo cosa abbia provato Remo mentre riceveva il consiglio “stalle vicino”; io avrei sorriso, e mentalmente gli avrei detto “ma vai a cagare…” (roba molto lombarda ?).
    Ciao alla prossima!

  • E si arriva a un finale/non finale della vita di tutti i giorni.
    Ci sono cose dette e cose non dette, ma alla fine si continua sempre.
    Ho avuto l’impressione che questi ultimi capitoli si siano un po’ intristiti nel registro narrativo.
    Il nostro novello dottore si era presentato energico, pimpante, almeno nella prima parte, per poi ammansirsi.
    Non è una critica, beninteso! Anzi, ho l’impressione che dia un taglio alla storia di “rassegnazione” alla vita di coppia. Ci si abitua tanto all’altro da non avere più la forza di opporvisi, qualsiasi cosa accada.
    Non so, questa è la chiave di lettura che ho trovato in questi ultimi capitoli. Fammi sapere cosa ne pensi 🙂

    Trovi la lettura dell’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/annLD94y0Qk

    Alla prossima storia!

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