40 anni fa

Dove eravamo rimasti?

"E ora?" Come procederà la storia? Da brava e furba ventunenne tedesca rimarrà con il piede in due staffe prima di decidere (100%)

Il tempo delle decisioni

Il mese successivo mise alla prova la mia pazienza. Da un lato ero ansioso di riconquistare Veronika,  dall’altro sapevo che non dovevo avere fretta. Il vecchio adagio sulla gatta frettolosa (o presciolosa, in romanesco) lo conoscevo fin da bambino e lo ritenevo sostanzialmente condivisibile.

D’altro canto sapevo che Franco aveva bruciato le tappe nel periodo trascorso fra il ritorno in Italia della ragazza e la mia prima nuova uscita con lei.

Sicuramente Veronika si stava divertendo. Essere corteggiata da due uomini in contemporanea era certamente una bella botta di autostima.
Quanto al sesso, non so se le piacesse tanto o lo cercasse continuamente, come fanno i maschi; certamente non le dispiaceva. Inoltre era arrivata in Italia non priva di esperienze in quel campo, anzi.

Certo il mio limite in quel periodo era la mancanza di posti dove avere una privacy prolungata. La stanza in albergo era esclusa per semplice mancanza di soldi. Rimaneva la macchina, con tutti i pro e contro del caso.

Franco partiva avvantaggiato, come Veronika mi confermò in seguito: la sua famiglia aveva una casa al mare a Lavinio, a un’ora da Roma. Uno “scannatoio”, praticamente. C’era tutta la differenza del mondo, era come fare a gara fra una Fiat 500 (di allora) e una fuoriserie.

Dopo qualche settimana di questa gara impari mi venne in soccorso la fortuna.

Una mia zia, sorella di mio padre, in vista della pensione ormai vicinissima, aveva affittato un appartamento a Roma, in zona Aurelia dove si sarebbe poi trasferita definitivamente. 

Nei due mesi precedenti il trasloco, in cui lei ancora abitava nelle Marche, lasciò le chiavi al fratello. 

Il mazzo di chiavi era nel cassetto dell’ingresso, a disposizione. Ovviamente ne approfittai, e credo che lì gran parte del distacco che stavo accumulando sia diminuito rapidamente. Avere una casa, con un letto e un bagno, fu fondamentale. Sono quasi certo che mia zia non si accorse mai di nulla. Anche perché proprio in quei due mesi si verificò qualcosa che cambiò tutto.

Che Veronika fosse furba, oltre che intelligente, lo sapevo bene. Ma il suo modo di dirimere i dubbi fra i suoi due corteggiatori fu un capolavoro. 

Una sera, dopo avere fatto l’amore (oggi si direbbe “fatto sesso”), mi chiese: “Che ne dici di un rapporto a tre? Con Franco”.

Pensai di non avere capito bene, ma avevo capito benissimo. Ricordo la mia reazione: brividi ed erezione, subito, alla sola idea. Poi subentrò il raziocinio. Ormai tenevo tanto a quella ragazza e non era più solo una questione di sesso. Sapevo che se realmente fosse avvenuto ciò che proponeva avrebbe perso il mio rispetto. Anzi, già ero deluso, in un certo senso, che avesse fatto quella proposta. A ventun’anni,  in una scena da film porno non la vedevo proprio. O meglio, la vedevo e come, ma mi faceva male. Forse risposi da moralista, forse seguii l’istinto. 

E dissi di no. Sentendomi un po’ come Re Salomone le dissi: “A questo punto puoi rimanere con lui, io rinuncio”.

Capii subito dalla sua reazione che non solo avevo dato la risposta da lei sperata, ma che Franco aveva probabilmente accettato la proposta indecente. Magari era stata una sua idea, chissà.

Il fatto è che Veronika la fece finalmente finita con la doppia relazione e tornò ad essere la mia ragazza, come fino a qualche mese prima.

Non avrei potuto chiedere di meglio.

Veronika avrebbe dovuto rimanere fino al Giugno dell’anno successivo con la famiglia presso cui abitava come ragazza alla pari. Ma ciò non avvenne per due motivi: uno fu che era stata accettata la domanda di iscrizione all’Università in Italia: aveva deciso di rimanere; l’altro motivo fu che uno zio, fratello di mia madre, venne inviato per lavoro all’estero come architetto, per sei mesi. E, conoscendo la nostra situazione, ci lasciò  a disposizione il suo appartamento. Questi zii, così importanti in quel periodo…

Da quel momento la nostra vità ebbe una sterzata di 180 gradi.

I maggiori problemi li ebbe Veronika: la sua domanda di iscrizione alla facoltà di Medicina a Roma non venne accolta per via del numero chiuso per gli studenti stranieri. Le fu detto che aveva due alternative: aspettare un anno per entrare a Medicina o iscriversi fin da subito a un’altra facoltà. Le scelte offerte erano Scienze Biologiche e Veterinaria. Fra le due era sicuramente più attratta dalla seconda. Ma c’era un problema. Le sedi disponibili erano solo a Napoli, Perugia e Pisa.

“Che faccio, Remo?”

“Decidiamo insieme”, le risposi. A proposito, sono io Remo, l’autore di questo resoconto-diario.

Che cosa sceglie Veronika? Ì

  • Sceglie Napoli ma senza frequentare. Qualche viaggio in treno ogni tanto. Per restare vicina Remo (17%)
    17
  • Sceglie Pisa e inizia una vita da pendolare. Problema alloggio da risolvere (50%)
    50
  • Remo la convince a restare a Roma e perdere un anno. “Fai un anno sabbatico, che fretta hai? “ (33%)
    33
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76 Commenti

  • Ciao dottore,
    Mi è parso in questo ultimo episodio che stessi piuttosto malinconicamente scorrendo le pagine di un diario, come se nel frattempo, dopo questo finale sia successo ancora qualcosa… Chissà, probabilmente non lo sapremo mai.
    Ora vuoi scrivere un giallo: bene, lo aspetto, (un giallo è obbligatorio provarlo…)
    Nell’attesa che spero non sia biblica ti saluto e ti ringrazio per la tua storia.? ciao

  • Ciao Dottore@51!

    Bene, complimenti per essere approdato alla decima! Gli alti e bassi sono stati superati, i due hanno una idea sufficientemente aperta del matrimonio per riuscire a ricucire, e questo è un bene, forse significa che dopotutto hanno scelto la persona giusta. Mi è sembrata una storia raccontata durante una sera tra amici, quando l’orario favorisce un po’ di quiete, e i discorsi si fanno a mezza voce, più intimi. Ben fatto!
    Mi chiedo cosa abbia provato Remo mentre riceveva il consiglio “stalle vicino”; io avrei sorriso, e mentalmente gli avrei detto “ma vai a cagare…” (roba molto lombarda ?).
    Ciao alla prossima!

  • E si arriva a un finale/non finale della vita di tutti i giorni.
    Ci sono cose dette e cose non dette, ma alla fine si continua sempre.
    Ho avuto l’impressione che questi ultimi capitoli si siano un po’ intristiti nel registro narrativo.
    Il nostro novello dottore si era presentato energico, pimpante, almeno nella prima parte, per poi ammansirsi.
    Non è una critica, beninteso! Anzi, ho l’impressione che dia un taglio alla storia di “rassegnazione” alla vita di coppia. Ci si abitua tanto all’altro da non avere più la forza di opporvisi, qualsiasi cosa accada.
    Non so, questa è la chiave di lettura che ho trovato in questi ultimi capitoli. Fammi sapere cosa ne pensi 🙂

    Trovi la lettura dell’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/annLD94y0Qk

    Alla prossima storia!

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