40 anni fa

Dove eravamo rimasti?

Che cosa sceglie Veronika? Ì Sceglie Pisa e inizia una vita da pendolare. Problema alloggio da risolvere (50%)

Mogli e buoi...

I miei problemi erano senz’altro minori. Il principale fu il far digerire ai miei genitori, ma soprattutto a mio padre, il fatto che me ne ero andato di casa per vivere “more uxorio” con una ragazza libera e per di più straniera. 

Scandalo! I miei erano di quelli che non mancavano mai a una messa domenicale. Salvo arrivare regolarmente almeno dieci minuti dopo l’inizio, con mia madre che diceva sorridente: “Tanto fino all’offertorio è ancora buona”. 

E mio padre era uno di quelli che credeva fermamente nel detto popolare “Mogli e buoi dei paesi tuoi”. In più per lui Veronika era una poco di buono, con la sua libertà sessuale e l’addio alla famiglia a vent’anni.

Decidemmo quindi di trasferirci nel piccolissimo appartamento di mio zio in zona Pineta Sacchetti. Anche senza l’approvazione paterna e fuori dalla grazia di Dio, giovani peccatori.

Io mi affrancai dai genitori, a quasi 27 anni, e Veronika salutò, senza rimpianti, la famiglia presso cui era ospitata da cinque mesi in qualità di au pair.

Stavamo benissimo, finalmente senza problemi per il sesso. 

I problemi erano altri: Veronika avrebbe preferito Napoli, per Veterinaria, ma la sconsigliai. Sapevo che due anni prima, durante un viaggio scolastico a Londra del suo Liceo berlinese, era stata rimorchiata con successo da uno studente napoletano, che se l’era portata nella stanza d’albergo mentre i compagni  di scuola erano al British Museum. Poi con quel ragazzo aveva mantenuto contatti epistolari per un anno, me l’aveva detto lei stessa.

Quindi non volli correre rischi: “Guarda che Napoli è una città pericolosa per una ragazza sola. Scippi, furti e chissà che altri rischi potresti correre. Scegli tra Pisa e Perugia”.

La scelta cadde quindi su Pisa, più che altro perché  già ne aveva sentito parlare per via della torre pendente.

Nel frattempo, a dimostrazione che era un anno fortunato, io vinsi il concorso per un posto da assistente medico in un ospedale della provincia romana, a non più di 40 minuti di auto.

Presi servizio ad Aprile; vivevamo insieme da due mesi circa. Iniziò un periodo in cui ci vedevamo solo nel fine settimana. Lei tornava il venerdì pomeriggio, in treno da Pisa per ripartire il lunedì o martedì. Io lavoravo tutte le mattine compreso il sabato, più un pomeriggio alla settimana.

A Pisa Veronika ebbe problemi a trovare una stanza. I pensionati erano tutti occupati dato che aveva iniziato tardi l’anno accademico. Le stanze in appartamenti occupati da ragazze erano impossibili da trovare: ebbe l’impressione di non essere ben accetta dalle colleghe italiane; forse la vedevano come una pericolosa concorrente, non del tutto a torto, visto il suo aspetto fisico.

Sta di fatto che trovò una camera disponibile in un trilocale con due bagni e cucina. Il problema era che i coinquilini erano cinque ragazzi, provenienti da varie parti d’Italia.

Quando mi informò di questo, non ne fui contento.

“Guarda che sembrano  bravi ed educati” mi disse. “Mi trattano con rispetto”.

“Va bene, vediamo come va”. Ed acconsentii un po’  a malincuore alla firma del contratto di locazione.

In effetti Veronika non ebbe problemi. Dai suoi racconti ebbi l’impressione che i cinque ragazzi, quasi tutti studenti provenienti dal mezzogiorno italiano, la trattassero un pò come i sette nani con Biancaneve: ammirazione e rispetto. Lei aveva subito messo in chiaro che era impegnata a Roma e per fortuna tutto andò bene.

I mesi passarono velocemente e arrivò Settembre: finalmente avevo diritto ad una settimana di ferie, maturate lavorando ininterrottamente per cinque mesi.

Optammo per il mare, un villaggio Valtur, molto in voga in quel periodo, a Pollina, in Sicilia.

Fu divertente: ripresi a fare sci nautico, che avevo imparato da adolescente nelle Marche, mentre Veronika prese lezioni di tennis. Giocammo entrambi a pallavolo, che lei aveva praticato anche a Berlino: era pure brava, non solo alta.

E con la pallavolo facemmo amicizia con una coppia di torinesi molto simpatici. Lei era addirittura più alta di Veronika, vicina al metro e ottanta.

Il lato erotico della vacanza fu rappresentato dai topless. Essendo una spiaggia privata, quasi tutte le signore, specialmente le ultraquarantenni, ne approfittavano per ottenere un’abbronzatura quasi integrale, facendo a meno del pezzo superiore del bikini o arrotolando con nonchalance alla vita il costume intero.

Veronika dimostrò di non nutrire alcun complesso, unendosi alle altre. Anche se le donne in topless erano la maggioranza sulla spiaggia della Valtur, vedere la mia ragazza con i seni al sole o mentre si spalmava la crema protettiva su di essi, mi diede una certa eccitazione. E notai gli sguardi degli altri uomini, ammirati, e delle altre donne, un po’ invidiosi.

Ciò mi diede lo spunto per fare a Veronika una proposta che avrebbe potuto aggiungere un po’ di pepe al nostro rapporto.

Che proposta "piccante" fu fatta da Remo a Veronika?

  • Raccontarsi le precedenti esperienze sessuali come foreplay (17%)
    17
  • Wife swapping con la coppia di torinesi (33%)
    33
  • Fotografarla in costume da ... Eva, cioè nuda (50%)
    50
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76 Commenti

  • Ciao dottore,
    Mi è parso in questo ultimo episodio che stessi piuttosto malinconicamente scorrendo le pagine di un diario, come se nel frattempo, dopo questo finale sia successo ancora qualcosa… Chissà, probabilmente non lo sapremo mai.
    Ora vuoi scrivere un giallo: bene, lo aspetto, (un giallo è obbligatorio provarlo…)
    Nell’attesa che spero non sia biblica ti saluto e ti ringrazio per la tua storia.? ciao

  • Ciao Dottore@51!

    Bene, complimenti per essere approdato alla decima! Gli alti e bassi sono stati superati, i due hanno una idea sufficientemente aperta del matrimonio per riuscire a ricucire, e questo è un bene, forse significa che dopotutto hanno scelto la persona giusta. Mi è sembrata una storia raccontata durante una sera tra amici, quando l’orario favorisce un po’ di quiete, e i discorsi si fanno a mezza voce, più intimi. Ben fatto!
    Mi chiedo cosa abbia provato Remo mentre riceveva il consiglio “stalle vicino”; io avrei sorriso, e mentalmente gli avrei detto “ma vai a cagare…” (roba molto lombarda ?).
    Ciao alla prossima!

  • E si arriva a un finale/non finale della vita di tutti i giorni.
    Ci sono cose dette e cose non dette, ma alla fine si continua sempre.
    Ho avuto l’impressione che questi ultimi capitoli si siano un po’ intristiti nel registro narrativo.
    Il nostro novello dottore si era presentato energico, pimpante, almeno nella prima parte, per poi ammansirsi.
    Non è una critica, beninteso! Anzi, ho l’impressione che dia un taglio alla storia di “rassegnazione” alla vita di coppia. Ci si abitua tanto all’altro da non avere più la forza di opporvisi, qualsiasi cosa accada.
    Non so, questa è la chiave di lettura che ho trovato in questi ultimi capitoli. Fammi sapere cosa ne pensi 🙂

    Trovi la lettura dell’ultimo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/annLD94y0Qk

    Alla prossima storia!

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