Allora Frank

Dove eravamo rimasti?

Cosa ci sarà nel prossimo capitolo? Cosa è successo nello studio (100%)

Conceptual Continuity

Give me your dirty love, like you might surrender to some dragon in your dreams.

Livia si svegliò lenta, il sole entrava timidamente tra le persiane appena appoggiate. Quella notte non aveva dormito molto bene, un rumore dal pianerottolo l’aveva fatta sobbalzare mettendole una gran paura e lei, come avrebbe fatto tempo addietro, pensò bene di spostarsi dall’altra parte del letto alla francese dipinto di bianco, stavolta, però, non avrebbe trovato lui tra le arricciature delle lenzuola comprate in quel negozietto di quella vietta in quel viaggetto. Matt Berninger fece subito capolino dal morbido profondo del suo letto, riconosceva tutto, la voce, il ritmo, un profumo di cose perse ancora vive nel profondo del suo letto e nel profondo del suo cuore, capperi. Pensò a certe mattine, a quella luce che anche allora entrava esitante dalle persiane e li vedeva abbracciati in una morsa fatale come fossero attaccati da una colla forte e resistente, lui che le dava un bacio sulla fronte.

Cara Livia, ora basta con questa robetta da romanzo rosa di serie zeta venduto solo nelle peggiori edicole di Caracas accanto ai peggiori bar di Caracas, puoi anche alzare il tuo bel sederino e fare qualcosa della tua vita, si disse rinsavendo.

Si preparò il porridge con gran rigore, non fece incastrare semi di lino nei fornelli, non sporcò dappertutto mescolando l’avena ed il latte di soia alla vaniglia senza zuccheri aggiunti. Si mise alla finestra e fece colazione in piedi come conviene a chi ha da pensare.

Vanno le nuvole bianche di latte
Giocano e sono un po’ matte
Vanno le nuvole piste di sogno
Piovono se c’è bisogno
Vanno le nuvole ali del cielo
Sopra c’è il sole ad un pelo
Vanno le nuvole dense di fumo
Sotto ci vive qualcuno
Vanno le nuvole, ma dove vanno?
Soltanto loro lo sanno.

Lei si immaginava come una nuvola, una nuvola a forma di tirannosauro.

***

–  Carlo –

–  Livia –

–  Come stai? –

–  Abbastanza bene, te? Io ho fatto colazione, direi che riesco ancora a sopravvivere egregiamente alle mie notti brave eheh –

–  Assolutamente si  –

–  Non ti ho chiamato solo per questo, volevo chiederti di far restare tra noi il discorso di ieri, non voglio che Luca lo venga a sapere in questo modo, so che puoi capirmi, per lui non sarà affatto una passeggiata accettare questa separazione –

–  Capisco perfettamente, gli ci vorrà un po’ ma capirà, piano piano capirà tutto, non preoccuparti. Sarò muta come un pesce Carlo, anzi, dopo quello che ti ho detto ieri, sarò come un Tyrannosaurus Rex muto, inutile farti notare tutta la fiducia che puoi riporre in questo essere mitologico –

–  Non è mitologico tesoro, è esistito veramente…ma come posso darti torto? – Sorrisi.

La cosa migliore tra quei due era l’ironia sottile con cui riuscivano a dire cose incredibilmente stupide in modo incredibilmente brillante.

La separazione di Carlo e Marta l’aveva lasciata senza parole la sera prima, cosa decisamente insolita, si ammutolì e versò nel bicchiere lucidissimo di Carlo svariati scotch, parlarono di come le cose cambiano, di come si finge che non siano cambiate finché non arriva il momento in cui quella finzione diventa così palese da non poter essere più scansata come un sassolino dal vialetto, così si finisce per dire era da tempo che le cose non andavano e simili, a quel punto non si può far altro che annuire con gli occhi bassi arrabattandosi tra i se me ne fossi accorto prima. Sulla sua pelle Livia aveva imparato che ci si accorge di tutto, dei baci non dati, degli sguardi non sentiti, dei ti amo trasformati in ti voglio bene, delle domeniche più pesanti di svariati chili, ci si accorge di tutto, ma per autoconservazione si sceglie di chiudere uno o due occhi a seconda delle circostanze.

Caro Luca,

che non mi ami più e che stai per sposare un’altra, volevo dirti che alcune stupide canzoni mi fanno pensare ancora a te, che il sorriso del tizio che mi siede di fianco tenendomi la mano davanti ad un ufficiale di stato civile è ancora il tuo, che ho ancora dei confetti tondi ripieni di nocciole e cioccolato al latte nell’ultimo cassetto del comodino lo terrò per me, ma questa mattina in cui non mi basta più pensarmi come un tirannosauro, voglio rimanere vestita solo della mia pelle un po’ più segnata senza averne paura, guardando le mie belle cicatrici da arma da fuoco e mettendoci su un bel po’ di Connettivina, poi scenderò giù, berrò un bicchiere di vino bianco e ingoierò le lacrime, essissì, insieme alla paura di lasciarti andare.

Cosa succede tra Luca e Livia?

  • Luca e Livia si incontrano casualmente (0%)
    0
  • Luca va da Livia distrutto (0%)
    0
  • Luca viene a sapere che Livia era a conoscenza di tutto e va da lei furioso (0%)
    0
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33 Commenti

  1. Episodio molto intenso, evocativo dove il tentativo di rimanere “sobria” intellettualmente della “ultratrentenne” naufraga nella intima presa di coscienza di un abbandono, di un fallimento; e allora “vai col Martini!”.
    Mi piace tanto, non capita spesso di leggere pagine che vorresti aver scritto grazie allora e per favore scrivi un po’ di più. ciao 🌻 P.s.: se hai tempo prova a scorrere la mia storia già conclusa ( e quindi fuori gioco, nella sezione Rosa ) “Anna prima e dopo”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Alla prossima🌻

    • Ciao Ottaviano,
      sono molto contenta che ti sia piaciuto, davvero molto 🙂 volevo trasmettere esattamente questo: intensità 😀 e mi sto gongolando per il tuo “per favore scrivi un po’ di più” eheh
      Passerò da te senza ombra di dubbio! A presto 😉

  2. Cara Violatis, non ho mai letto un ‘rosa’ in vita mia ma ho scoperto quanto può essere bello scrivere di sentimenti e eccomi qua a farlo proprio come te. Guardando in giro ho trovato il tuo racconto e ho scoperto una brava davvero. Scrivere ti viene facile, mi piaci molto. Devi, se vuoi un consiglio, esaurita la ‘fase creativa’, rileggere due o tre volte e scoverai quei piccoli errori formali che macchiano un bel lavoro. Brava ti seguo.

    • Ciao Ottaviano,
      innanzitutto grazie mille, l’espressione “una brava davvero ” mi è piaciuta molto 🙂
      Purtroppo, nonostante rilegga più volte mi capita di saltare qualche erroruccio o disattenzione, il mio occhio si abitua un po’ probabilmente ma sono d’accordo con quello che dici te, gli errori formali macchiano un lavoro ben fatto quindi non ho altra soluzione che avvicinarmi ad n tendente all’infinito (con n=num. di riletture) tenendo il mio occhio più sul pezzo 😉 Grazie ancora e continua a seguirmi. A presto!

  3. Anche se il rosa non è il mio genere, devo dire che questo racconto mi sta piacendo! In particolare ho apprezzato i primi tre capitoli, molto divertenti e scorrevoli, mentre il quarto mi è sembrato un po’ sotto tono, in particolare non ho capito perché la narrazione passa dalla prima alla terza persona. Spero che comunque proseguirai questa storia, visto che ho notato che non è recente 😀

    • Ciao Lorenzo,
      grazie mille, il rosa è un genere complicato, non credo di aver mai comprato libri di narrativa rosa ma quando ero molto giovane ho sfogliato qualche Harmony che mia madre teneva vicino a La Signora delle camelie, ricordo le copertine, non tanto altro 🙂 Il terzo capitolo è diverso è vero, è un po’ più intimo, un po’ più nudo, l’ironia che caratterizza Livia non la protegge più e la rende forse meno leggera e più sentimentale, d’altra parte tutti siamo fatti di mille sentimenti, emozioni e trucchi che tiriamo fuori all’occorrenza e a volte non siamo così bravi da tirare fuori dal cappello esattamente quello che vogliamo. Per quanto riguarda il cambiamento del narratore è vero anche questo, in itinere ho pensato di giocare un po’ sulla questione e cambiare il punto di vista, nei prossimi capitoli magari vi toccherà decidere anche chi sarà la voce narrante 😀 Secondo me potrebbe essere divertente 🙂
      Spero che continuerai a seguirmi, a presto!

  4. Ciao. Ho deciso di dare un occhiata alla tua storia, e dopo averla letta tutta, di seguirti.
    Il terzo capitolo è il mio preferito. Una volta ho letto che si scrive per come si è, quindi immagino che tu sia molto allegra e simpatica, visto come la tua protagonista ha sempre la battuta pronta a ogni situazione.
    Spero che il prossimo capitolo arrivi presto.

  5. Non delle più originali, ma questa storia ha un non so che che mi stuzzica. Sarà l’ironia della protagonista, saranno le reminiscenze del Matrimonio del mio migliore amico… non so, qualcosa mi spinge a seguirla! Voto per Luca che raggiunge Livia, magari rendendosi conto della sua devastazione psicologica o per peggiorare ancora la situazione facendo finire la festa in tragedia 😂 A presto!

    • Ciao Valentina,
      è vero, non è una storia particolarmente originale ma devo essere sincera, sono un amante delle “storie normali” , mi piace raccontare di cose che vive la maggior parte di noi e dire cose che pensa la maggior parte di noi ma che magari si tiene per sé. Mi piace il lato buffo e amaro della vita quotidiana, ci vedo qualcosa di magico 🙂 Grazie mille per la tua opinione e continua a seguirmi, sono curiosa di leggere i tuoi commenti! A presto

      • Spero di non aver dato l’impressione di vedere un difetto nella mancanza di originalità, in realtà sono fermamente convinta che pensare di scrivere cose mai sentite prima sia ormai un miraggio, a contare è il modo in cui lo si fa, lo sguardo che si adotta, la voce con cui le si racconta… tutte cose che tu sfrutti bene 🙂 Ti seguirò senz’altro, a presto!

  6. Ciao
    Appartengo al gruppo di persone che crede alla difficoltà e/o impossibilità di diventare tondo se si nasce quadrato. Comunque, credo fermamente che gli angoli possono essere smussati… 😀
    Vediamo come se la cava la protagonista: Luca raggiunge Livia.

    PS “16 mq di bagno per gli ospiti geniali.”. Come sono questi ospiti “geniali”?

    • Ciao Maria,
      la risposta alla tua domanda meriterebbe un capitolo dedicato 😀
      Riguardo le forme geometriche, in molti pensano che sia impossibile cambiare, mia madre me lo ripete tutti i giorni della mia vita e per ogni uomo della mia vita eheh io confido nel potere delle circostanze, della voglia di migliorare se stessi, dell’istinto di sopravvivenza…e della noia 🙂
      A presto!

  7. Ciao Violatis,
    sono passata a dare una sbirciatina, di solito lo faccio con chi ha la gentilezza di passare a leggermi 🙂
    Spumeggiante e ben calibrato il tuo inizio. Aspetto il seguito. Ho votato per il salvataggio da parte della mamma di Luca.
    Alla prossima!
    p.s. suggerisco a Livia di leggere bene il contratto di 3, di solito prevede un vincolo di almeno 24 mesi. 😉

  8. Ciao
    la digressione sul beige è curiosa. La frase iniziale non l’ho capita bene 🙁
    qualche dettagliuccio 🙂
    ” Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero.” Qualche parola in più ci poteva mostrare cos’ha scoperto su se stessa.
    “ai posti bassi delle mie priorità” suona un po’ strano, forse “agli ultimi posti delle mie priorità” potrebbe essere un’alternativa.
    avanti con la maggioranza, apre la madre di Luca.

    • Hola Louise 🙂
      In generale la spiegazione a quello che ti sembra strano può riassumersi così: non sono state scelte casuali, e mi fa molto piacere che tu abbia colto esattamente i dettagli su cui avevo i tuoi stessi dubbi.
      1.La frase “Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero” non è stata sviluppata perché preferisco che la personalità di Livia e quello che ha scoperto di se stessa venga fuori gradualmente. Dire troppe cose, ora, avrebbe appesantito un po’ il capitolo, a mio parere, e soprattutto non gli avrebbe dato la giusta dimensione.
      2.Invece di “agli ultimi posti delle mie priorità” ho scelto “ai posti bassi delle mie priorità” perché costituisce, anche come suono, un “intoppo” alla linearità del ritmo della storia. Mi spiego meglio : quando si affrontano questi argomenti, e più in senso lato, il genere rosa, è molto semplice diventare noiosi e pesanti (non uso melodrammatici e patetici ehehe), scegliendo invece espressioni più inusuali e meno “lisce”, mettiamola così, si smorza quella fluidità che può risultare un tantino stucchevole e si da movimento al racconto. E’ un genere pericoloso il rosa. Ovviamente anche questo è il mio parere, è tutta una questione di gusti 🙂
      Per quanto riguarda la frase iniziale, che è sempre una citazione di Zappa, voleva mettere in evidenza un’emozione cardine del capitolo (anche il titolo ha la stessa funzione), in questo caso la nostalgia, alte volte, invece, come succede nella prima parte, costituisce un indizio sulla prospettiva da adottare quando si guarda il personaggio di Livia. Insomma, anche quelle non sono messe a caso 🙂
      Grazie mille per le tue osservazioni e al prossimo!!

    • Si si e si Feather 🙂
      Livia rappresenta in maniera più veritiera possibile il nostro io più profondo, a volte buffo e sarcastico, altre rivoluzionario o docile e romantico. Insomma, Livia è ben disegnata nella mia testa e spero che questo possa trasparire, non solo da quello che le succede e dalle sue reazioni, ma dal modo in cui lei racconta la sua storia. Ho allungato un po’ il brodo 🙂 Grazie di essere passata!!!

  9. Ciao Violatis, Livia mi ha catturato!
    La tua piacevole scrittura è impreziosita da una bella colonna sonora, Frank Zappa merita tutto il mio rispetto.
    Credo che la porta verrà aperta dalla madre di Luca, ma non so se per Livia sarà un piacere…
    Ti aspetto fuori dal bagno, allora, buona continuazione!
    A presto!

    • Sono molto contenta!!!
      Frank Zappa è un po’ il fil rouge di questo racconto, la mia Livia collega ogni situazione o emozione che vive a qualcosa che lo riguarda, come hai detto bene te, è la colonna sonora di questo teatrino.Grazie e a presto 😉

  10. Ciao violati!
    Molto interessante la personalità della protagonista, già la adoro!
    Ho votato per restare chiusa in bagno perché le altre due opzioni sembravano scontate, ma da quello che credo di capire, Livia è tutto tranne che scontata.

    Passa a leggere la mia nuova storia se ti va!

    Un saluto. Seguo

    • Grazie Feather,
      Sono contenta che Livia ti piaccia, il mio intento era proprio quello di renderla imprevedibile e spiazzante, vediamo dove mi porta 🙂 in settimana uscirà il prossimo capitolo e passerò da te con molto piacere e con un po’ più di attenzione, ho già dato un’occhiata 😉 a prestissimo!

  11. I dialoghi gli adoro, sono molto belli, vivi, reali e gli apprezzo appieno.

    Un piccolo suggerimento che ti do è quello di dare due tratti in più alle descrizioni delle scene, mi piacerebbe poter respirare anche l’ambiente del racconto, ma è una cosa secondaria.

    Seguo! QUACK!

  12. …ciao! il tuo modo di utilizzare i dialoghi ti porta per mano a rivivere le emozioni dei protagonisti…molto emozionante. grazie…
    …andare, dopo essersi resi conto di esser coinvolti da qualcosa o qualcuno, bisogna andare…a capirlo di più forse a rendere la sensazione più nitida…oppure a comprendere se si ha solo bisogno di un calesse…
    ti seguo…prosegui!!!

    • Grazie Ally,
      sono contenta di averti dato queste emozioni, vedremo se Livia cercherà di fare chiarezza nella solitudine della sua stanzetta o preferirà altro, chi lo sa 🙂 Mi fa molto piacere che tu mi segua, a presto da me e da te 😀

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