Allora Frank

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede tra Luca e Livia? Luca viene a sapere che Livia era a conoscenza di tutto e va da lei furioso (100%)

The Man from Utopia

This is the story of a man who lived in utopia
This is the story of a man who lived in utopia
He was a funny little fella with feet just like I showed ya

Well, he had a girl, her name was Mary Lou
Well, he had a girl, her name was Mary Lou
She did everything for him that she could do

Beh, nel cervello della trentasettenne Livia suonava Distant Axis di Matt Berninger, essì, proprio lui. Non era un caso né che fosse lui né che fosse quella la canzone. Il loro ultimo concerto insieme era stato quello dei National, lei l’aveva obbligato ad accompagnarla, lui l’aveva accontentata dopo svariati tentativi di fuga. Fu un bel concerto, non si dissero molto sulla strada del ritorno, lei si ricordava soprattutto di questo.

Mentre sceglieva cosa mettersi – gonna blu, gonna a fiori, gonna nera? Gonna nera SI, va d’accordo con il mio umore, potrei mettere quelle scarpe con il batuffolo SI, mi piacciono così tanto, mi daranno un po’ di vita, stamattina ho l’aria di una scappata di casa, il batuffolo distrarrà dalle mie occhiaie – si diceva ancora in un evidente stato confusionale.

Quella mattina Livia avrebbe scelto la sua nuova assistente visto che l’ adorata Giulia, per le amiche Gigi come il cartone animato, aveva deciso di prendersi un anno sabbatico per seguire il suo nuovo fidanzato fotografo e documentarista. Livia avrebbe dato fondo ai suoi risparmi destinati ai sandali con fiocco alla caviglia della nuova collezione di Louboutin pur di vedere l’espressione della sua amica tutte rouches e open toe attraversare ruscelli in scarpe da trekking senza un minimo di beach waves, se non quelle date dal 90% di umidità di Tutunendo, Colombia. Qualche giorno prima le aveva lasciato sulla scrivania un report sulle precipitazioni annue degli ultimi dieci anni di quella regione insieme a diverse immagini che evidenziavano la grande quantità di verde che avrebbe trovato al suo arrivo.

Giusto per prepararla, diceva.

Quando arrivò in ufficio si ritrovò con una decina di ragazze poco più che ventenni da colloquiare, non le piaceva molto questa cosa, avrebbe affidato questo compito a Gigi ma, ahimè, la sua amica si era fatta intortare dal primo anno di amore tutto passione e promesse, novellina.

Fece un sorriso di circostanza e disse:

– Cominciamo tra una mezz’oretta ragazze, se volete prendere un caffè fatelo ora, non vi consiglio la macchinetta di questo piano, andate nel bar di fronte, il caffè è ottimo e il barista è carino, è fidanzato quindi concentratevi su quello che mi verrete a raccontare, a tra poco.

– Livia, una chiamata per te – la interruppe una voce dall’altra stanza.

– Arrivo…chi è? – aggiunse sottovoce.

– E’ Luca.

– Si? – rispose vaga.

– Livia ciao.

– Luca, dimmi – disse aggiustandosi la voce

– Volevo chiederti se sei libera nel pomeriggio, magari passo da te in ufficio e prendiamo un caffè insieme.

Livia restò in silenzio qualche secondo picchiettando nervosamente i polpastrelli sulla scrivania e pensando a quello che NON AVREBBE dovuto dire se si fossero visti e a quello che, invece, AVREBBE dovuto dire. Aveva già attentato alla sua dignità, era il caso di vuotare il sacco dimostrando almeno un velo di maturità nell’affrontare emozioni e sentimenti scomodi. Gli adulti pare facciano così.

– Un caffè…va bene, ho dei colloqui da fare quindi diciamo…. per le 18, per te può andar bene?

– Perfetto, sarò da te alle 18.

Perfetto. Si.

– Tamara, puoi chiamare la prima ragazza, cominciamo – si riaggiustò la voce.

– Ragazze buongiorno a tutte, cominciamo con Matilde Ferri –

– Eccomi, buongiorno – disse la ragazza con un sottile nervosismo nella voce.

– Allora Matilde, raccontami un po’ di te, i tuoi studi, quello che hai fatto, i tuoi progetti, voglio capire che tipo sei –

Cosa dice Luca a Livia durante il loro incontro?

  • Luca non fa riferimento a niente in particolare aspettando che sia Livia a parlare (0%)
    0
  • Luca le racconta della separazione dei genitori (100%)
    100
  • Vuole parlarle di quello che è successo alla festa (0%)
    0
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35 Commenti

  1. Episodio molto intenso, evocativo dove il tentativo di rimanere “sobria” intellettualmente della “ultratrentenne” naufraga nella intima presa di coscienza di un abbandono, di un fallimento; e allora “vai col Martini!”.
    Mi piace tanto, non capita spesso di leggere pagine che vorresti aver scritto grazie allora e per favore scrivi un po’ di più. ciao 🌻 P.s.: se hai tempo prova a scorrere la mia storia già conclusa ( e quindi fuori gioco, nella sezione Rosa ) “Anna prima e dopo”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Alla prossima🌻

    • Ciao Ottaviano,
      sono molto contenta che ti sia piaciuto, davvero molto 🙂 volevo trasmettere esattamente questo: intensità 😀 e mi sto gongolando per il tuo “per favore scrivi un po’ di più” eheh
      Passerò da te senza ombra di dubbio! A presto 😉

  2. Cara Violatis, non ho mai letto un ‘rosa’ in vita mia ma ho scoperto quanto può essere bello scrivere di sentimenti e eccomi qua a farlo proprio come te. Guardando in giro ho trovato il tuo racconto e ho scoperto una brava davvero. Scrivere ti viene facile, mi piaci molto. Devi, se vuoi un consiglio, esaurita la ‘fase creativa’, rileggere due o tre volte e scoverai quei piccoli errori formali che macchiano un bel lavoro. Brava ti seguo.

    • Ciao Ottaviano,
      innanzitutto grazie mille, l’espressione “una brava davvero ” mi è piaciuta molto 🙂
      Purtroppo, nonostante rilegga più volte mi capita di saltare qualche erroruccio o disattenzione, il mio occhio si abitua un po’ probabilmente ma sono d’accordo con quello che dici te, gli errori formali macchiano un lavoro ben fatto quindi non ho altra soluzione che avvicinarmi ad n tendente all’infinito (con n=num. di riletture) tenendo il mio occhio più sul pezzo 😉 Grazie ancora e continua a seguirmi. A presto!

  3. Anche se il rosa non è il mio genere, devo dire che questo racconto mi sta piacendo! In particolare ho apprezzato i primi tre capitoli, molto divertenti e scorrevoli, mentre il quarto mi è sembrato un po’ sotto tono, in particolare non ho capito perché la narrazione passa dalla prima alla terza persona. Spero che comunque proseguirai questa storia, visto che ho notato che non è recente 😀

    • Ciao Lorenzo,
      grazie mille, il rosa è un genere complicato, non credo di aver mai comprato libri di narrativa rosa ma quando ero molto giovane ho sfogliato qualche Harmony che mia madre teneva vicino a La Signora delle camelie, ricordo le copertine, non tanto altro 🙂 Il terzo capitolo è diverso è vero, è un po’ più intimo, un po’ più nudo, l’ironia che caratterizza Livia non la protegge più e la rende forse meno leggera e più sentimentale, d’altra parte tutti siamo fatti di mille sentimenti, emozioni e trucchi che tiriamo fuori all’occorrenza e a volte non siamo così bravi da tirare fuori dal cappello esattamente quello che vogliamo. Per quanto riguarda il cambiamento del narratore è vero anche questo, in itinere ho pensato di giocare un po’ sulla questione e cambiare il punto di vista, nei prossimi capitoli magari vi toccherà decidere anche chi sarà la voce narrante 😀 Secondo me potrebbe essere divertente 🙂
      Spero che continuerai a seguirmi, a presto!

  4. Ciao. Ho deciso di dare un occhiata alla tua storia, e dopo averla letta tutta, di seguirti.
    Il terzo capitolo è il mio preferito. Una volta ho letto che si scrive per come si è, quindi immagino che tu sia molto allegra e simpatica, visto come la tua protagonista ha sempre la battuta pronta a ogni situazione.
    Spero che il prossimo capitolo arrivi presto.

  5. Non delle più originali, ma questa storia ha un non so che che mi stuzzica. Sarà l’ironia della protagonista, saranno le reminiscenze del Matrimonio del mio migliore amico… non so, qualcosa mi spinge a seguirla! Voto per Luca che raggiunge Livia, magari rendendosi conto della sua devastazione psicologica o per peggiorare ancora la situazione facendo finire la festa in tragedia 😂 A presto!

    • Ciao Valentina,
      è vero, non è una storia particolarmente originale ma devo essere sincera, sono un amante delle “storie normali” , mi piace raccontare di cose che vive la maggior parte di noi e dire cose che pensa la maggior parte di noi ma che magari si tiene per sé. Mi piace il lato buffo e amaro della vita quotidiana, ci vedo qualcosa di magico 🙂 Grazie mille per la tua opinione e continua a seguirmi, sono curiosa di leggere i tuoi commenti! A presto

      • Spero di non aver dato l’impressione di vedere un difetto nella mancanza di originalità, in realtà sono fermamente convinta che pensare di scrivere cose mai sentite prima sia ormai un miraggio, a contare è il modo in cui lo si fa, lo sguardo che si adotta, la voce con cui le si racconta… tutte cose che tu sfrutti bene 🙂 Ti seguirò senz’altro, a presto!

  6. Ciao
    Appartengo al gruppo di persone che crede alla difficoltà e/o impossibilità di diventare tondo se si nasce quadrato. Comunque, credo fermamente che gli angoli possono essere smussati… 😀
    Vediamo come se la cava la protagonista: Luca raggiunge Livia.

    PS “16 mq di bagno per gli ospiti geniali.”. Come sono questi ospiti “geniali”?

    • Ciao Maria,
      la risposta alla tua domanda meriterebbe un capitolo dedicato 😀
      Riguardo le forme geometriche, in molti pensano che sia impossibile cambiare, mia madre me lo ripete tutti i giorni della mia vita e per ogni uomo della mia vita eheh io confido nel potere delle circostanze, della voglia di migliorare se stessi, dell’istinto di sopravvivenza…e della noia 🙂
      A presto!

  7. Ciao Violatis,
    sono passata a dare una sbirciatina, di solito lo faccio con chi ha la gentilezza di passare a leggermi 🙂
    Spumeggiante e ben calibrato il tuo inizio. Aspetto il seguito. Ho votato per il salvataggio da parte della mamma di Luca.
    Alla prossima!
    p.s. suggerisco a Livia di leggere bene il contratto di 3, di solito prevede un vincolo di almeno 24 mesi. 😉

  8. Ciao
    la digressione sul beige è curiosa. La frase iniziale non l’ho capita bene 🙁
    qualche dettagliuccio 🙂
    ” Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero.” Qualche parola in più ci poteva mostrare cos’ha scoperto su se stessa.
    “ai posti bassi delle mie priorità” suona un po’ strano, forse “agli ultimi posti delle mie priorità” potrebbe essere un’alternativa.
    avanti con la maggioranza, apre la madre di Luca.

    • Hola Louise 🙂
      In generale la spiegazione a quello che ti sembra strano può riassumersi così: non sono state scelte casuali, e mi fa molto piacere che tu abbia colto esattamente i dettagli su cui avevo i tuoi stessi dubbi.
      1.La frase “Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero” non è stata sviluppata perché preferisco che la personalità di Livia e quello che ha scoperto di se stessa venga fuori gradualmente. Dire troppe cose, ora, avrebbe appesantito un po’ il capitolo, a mio parere, e soprattutto non gli avrebbe dato la giusta dimensione.
      2.Invece di “agli ultimi posti delle mie priorità” ho scelto “ai posti bassi delle mie priorità” perché costituisce, anche come suono, un “intoppo” alla linearità del ritmo della storia. Mi spiego meglio : quando si affrontano questi argomenti, e più in senso lato, il genere rosa, è molto semplice diventare noiosi e pesanti (non uso melodrammatici e patetici ehehe), scegliendo invece espressioni più inusuali e meno “lisce”, mettiamola così, si smorza quella fluidità che può risultare un tantino stucchevole e si da movimento al racconto. E’ un genere pericoloso il rosa. Ovviamente anche questo è il mio parere, è tutta una questione di gusti 🙂
      Per quanto riguarda la frase iniziale, che è sempre una citazione di Zappa, voleva mettere in evidenza un’emozione cardine del capitolo (anche il titolo ha la stessa funzione), in questo caso la nostalgia, alte volte, invece, come succede nella prima parte, costituisce un indizio sulla prospettiva da adottare quando si guarda il personaggio di Livia. Insomma, anche quelle non sono messe a caso 🙂
      Grazie mille per le tue osservazioni e al prossimo!!

    • Si si e si Feather 🙂
      Livia rappresenta in maniera più veritiera possibile il nostro io più profondo, a volte buffo e sarcastico, altre rivoluzionario o docile e romantico. Insomma, Livia è ben disegnata nella mia testa e spero che questo possa trasparire, non solo da quello che le succede e dalle sue reazioni, ma dal modo in cui lei racconta la sua storia. Ho allungato un po’ il brodo 🙂 Grazie di essere passata!!!

  9. Ciao Violatis, Livia mi ha catturato!
    La tua piacevole scrittura è impreziosita da una bella colonna sonora, Frank Zappa merita tutto il mio rispetto.
    Credo che la porta verrà aperta dalla madre di Luca, ma non so se per Livia sarà un piacere…
    Ti aspetto fuori dal bagno, allora, buona continuazione!
    A presto!

    • Sono molto contenta!!!
      Frank Zappa è un po’ il fil rouge di questo racconto, la mia Livia collega ogni situazione o emozione che vive a qualcosa che lo riguarda, come hai detto bene te, è la colonna sonora di questo teatrino.Grazie e a presto 😉

  10. Ciao violati!
    Molto interessante la personalità della protagonista, già la adoro!
    Ho votato per restare chiusa in bagno perché le altre due opzioni sembravano scontate, ma da quello che credo di capire, Livia è tutto tranne che scontata.

    Passa a leggere la mia nuova storia se ti va!

    Un saluto. Seguo

    • Grazie Feather,
      Sono contenta che Livia ti piaccia, il mio intento era proprio quello di renderla imprevedibile e spiazzante, vediamo dove mi porta 🙂 in settimana uscirà il prossimo capitolo e passerò da te con molto piacere e con un po’ più di attenzione, ho già dato un’occhiata 😉 a prestissimo!

  11. I dialoghi gli adoro, sono molto belli, vivi, reali e gli apprezzo appieno.

    Un piccolo suggerimento che ti do è quello di dare due tratti in più alle descrizioni delle scene, mi piacerebbe poter respirare anche l’ambiente del racconto, ma è una cosa secondaria.

    Seguo! QUACK!

  12. …ciao! il tuo modo di utilizzare i dialoghi ti porta per mano a rivivere le emozioni dei protagonisti…molto emozionante. grazie…
    …andare, dopo essersi resi conto di esser coinvolti da qualcosa o qualcuno, bisogna andare…a capirlo di più forse a rendere la sensazione più nitida…oppure a comprendere se si ha solo bisogno di un calesse…
    ti seguo…prosegui!!!

    • Grazie Ally,
      sono contenta di averti dato queste emozioni, vedremo se Livia cercherà di fare chiarezza nella solitudine della sua stanzetta o preferirà altro, chi lo sa 🙂 Mi fa molto piacere che tu mi segua, a presto da me e da te 😀

  13. Lucia Cucullo ha detto:

    ho letto solo oggi tutti gli episodi, complimenti , scorrono veloci e ti incuriosiscono sempre di più , vicino al camino con della tisana calda è il top ! 🙂

  14. Ottaviano ha detto:

    Episodio molto intenso, evocativo dove il tentativo di rimanere “sobria” intellettualmente della “ultratrentenne” naufraga nella intima presa di coscienza di un abbandono, di un fallimento; e allora “vai col Martini!”.
    Mi piace tanto, non capita spesso di leggere pagine che vorresti aver scritto grazie allora e per favore scrivi un po’ di più. ciao 🌻 P.s.: se hai tempo prova a scorrere la mia storia già conclusa ( e quindi fuori gioco, nella sezione Rosa ) “Anna prima e dopo”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Alla prossima🌻

    • violatis ha detto:

      Ciao Ottaviano,
      sono molto contenta che ti sia piaciuto, davvero molto 🙂 volevo trasmettere esattamente questo: intensità 😀 e mi sto gongolando per il tuo “per favore scrivi un po’ di più” eheh
      Passerò da te senza ombra di dubbio! A presto 😉

  15. Ottaviano ha detto:

    Cara Violatis, non ho mai letto un ‘rosa’ in vita mia ma ho scoperto quanto può essere bello scrivere di sentimenti e eccomi qua a farlo proprio come te. Guardando in giro ho trovato il tuo racconto e ho scoperto una brava davvero. Scrivere ti viene facile, mi piaci molto. Devi, se vuoi un consiglio, esaurita la ‘fase creativa’, rileggere due o tre volte e scoverai quei piccoli errori formali che macchiano un bel lavoro. Brava ti seguo.

    • violatis ha detto:

      Ciao Ottaviano,
      innanzitutto grazie mille, l’espressione “una brava davvero ” mi è piaciuta molto 🙂
      Purtroppo, nonostante rilegga più volte mi capita di saltare qualche erroruccio o disattenzione, il mio occhio si abitua un po’ probabilmente ma sono d’accordo con quello che dici te, gli errori formali macchiano un lavoro ben fatto quindi non ho altra soluzione che avvicinarmi ad n tendente all’infinito (con n=num. di riletture) tenendo il mio occhio più sul pezzo 😉 Grazie ancora e continua a seguirmi. A presto!

  16. Lorenzo ha detto:

    Anche se il rosa non è il mio genere, devo dire che questo racconto mi sta piacendo! In particolare ho apprezzato i primi tre capitoli, molto divertenti e scorrevoli, mentre il quarto mi è sembrato un po’ sotto tono, in particolare non ho capito perché la narrazione passa dalla prima alla terza persona. Spero che comunque proseguirai questa storia, visto che ho notato che non è recente 😀

    • violatis ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      grazie mille, il rosa è un genere complicato, non credo di aver mai comprato libri di narrativa rosa ma quando ero molto giovane ho sfogliato qualche Harmony che mia madre teneva vicino a La Signora delle camelie, ricordo le copertine, non tanto altro 🙂 Il terzo capitolo è diverso è vero, è un po’ più intimo, un po’ più nudo, l’ironia che caratterizza Livia non la protegge più e la rende forse meno leggera e più sentimentale, d’altra parte tutti siamo fatti di mille sentimenti, emozioni e trucchi che tiriamo fuori all’occorrenza e a volte non siamo così bravi da tirare fuori dal cappello esattamente quello che vogliamo. Per quanto riguarda il cambiamento del narratore è vero anche questo, in itinere ho pensato di giocare un po’ sulla questione e cambiare il punto di vista, nei prossimi capitoli magari vi toccherà decidere anche chi sarà la voce narrante 😀 Secondo me potrebbe essere divertente 🙂
      Spero che continuerai a seguirmi, a presto!

  17. Gra ha detto:

    Ciao. Ho deciso di dare un occhiata alla tua storia, e dopo averla letta tutta, di seguirti.
    Il terzo capitolo è il mio preferito. Una volta ho letto che si scrive per come si è, quindi immagino che tu sia molto allegra e simpatica, visto come la tua protagonista ha sempre la battuta pronta a ogni situazione.
    Spero che il prossimo capitolo arrivi presto.

  18. Valentina ha detto:

    Non delle più originali, ma questa storia ha un non so che che mi stuzzica. Sarà l’ironia della protagonista, saranno le reminiscenze del Matrimonio del mio migliore amico… non so, qualcosa mi spinge a seguirla! Voto per Luca che raggiunge Livia, magari rendendosi conto della sua devastazione psicologica o per peggiorare ancora la situazione facendo finire la festa in tragedia 😂 A presto!

    • violatis ha detto:

      Ciao Valentina,
      è vero, non è una storia particolarmente originale ma devo essere sincera, sono un amante delle “storie normali” , mi piace raccontare di cose che vive la maggior parte di noi e dire cose che pensa la maggior parte di noi ma che magari si tiene per sé. Mi piace il lato buffo e amaro della vita quotidiana, ci vedo qualcosa di magico 🙂 Grazie mille per la tua opinione e continua a seguirmi, sono curiosa di leggere i tuoi commenti! A presto

      • Valentina ha detto:

        Spero di non aver dato l’impressione di vedere un difetto nella mancanza di originalità, in realtà sono fermamente convinta che pensare di scrivere cose mai sentite prima sia ormai un miraggio, a contare è il modo in cui lo si fa, lo sguardo che si adotta, la voce con cui le si racconta… tutte cose che tu sfrutti bene 🙂 Ti seguirò senz’altro, a presto!

  19. maria algures ha detto:

    Ciao
    Appartengo al gruppo di persone che crede alla difficoltà e/o impossibilità di diventare tondo se si nasce quadrato. Comunque, credo fermamente che gli angoli possono essere smussati… 😀
    Vediamo come se la cava la protagonista: Luca raggiunge Livia.

    PS “16 mq di bagno per gli ospiti geniali.”. Come sono questi ospiti “geniali”?

    • violatis ha detto:

      Ciao Maria,
      la risposta alla tua domanda meriterebbe un capitolo dedicato 😀
      Riguardo le forme geometriche, in molti pensano che sia impossibile cambiare, mia madre me lo ripete tutti i giorni della mia vita e per ogni uomo della mia vita eheh io confido nel potere delle circostanze, della voglia di migliorare se stessi, dell’istinto di sopravvivenza…e della noia 🙂
      A presto!

  20. Allegra_Dubois ha detto:

    Ciao Violatis,
    sono passata a dare una sbirciatina, di solito lo faccio con chi ha la gentilezza di passare a leggermi 🙂
    Spumeggiante e ben calibrato il tuo inizio. Aspetto il seguito. Ho votato per il salvataggio da parte della mamma di Luca.
    Alla prossima!
    p.s. suggerisco a Livia di leggere bene il contratto di 3, di solito prevede un vincolo di almeno 24 mesi. 😉

  21. Louise ha detto:

    Ciao
    la digressione sul beige è curiosa. La frase iniziale non l’ho capita bene 🙁
    qualche dettagliuccio 🙂
    ” Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero.” Qualche parola in più ci poteva mostrare cos’ha scoperto su se stessa.
    “ai posti bassi delle mie priorità” suona un po’ strano, forse “agli ultimi posti delle mie priorità” potrebbe essere un’alternativa.
    avanti con la maggioranza, apre la madre di Luca.

    • violatis ha detto:

      Hola Louise 🙂
      In generale la spiegazione a quello che ti sembra strano può riassumersi così: non sono state scelte casuali, e mi fa molto piacere che tu abbia colto esattamente i dettagli su cui avevo i tuoi stessi dubbi.
      1.La frase “Ero stata molto infelice prima di scoprire com’ero” non è stata sviluppata perché preferisco che la personalità di Livia e quello che ha scoperto di se stessa venga fuori gradualmente. Dire troppe cose, ora, avrebbe appesantito un po’ il capitolo, a mio parere, e soprattutto non gli avrebbe dato la giusta dimensione.
      2.Invece di “agli ultimi posti delle mie priorità” ho scelto “ai posti bassi delle mie priorità” perché costituisce, anche come suono, un “intoppo” alla linearità del ritmo della storia. Mi spiego meglio : quando si affrontano questi argomenti, e più in senso lato, il genere rosa, è molto semplice diventare noiosi e pesanti (non uso melodrammatici e patetici ehehe), scegliendo invece espressioni più inusuali e meno “lisce”, mettiamola così, si smorza quella fluidità che può risultare un tantino stucchevole e si da movimento al racconto. E’ un genere pericoloso il rosa. Ovviamente anche questo è il mio parere, è tutta una questione di gusti 🙂
      Per quanto riguarda la frase iniziale, che è sempre una citazione di Zappa, voleva mettere in evidenza un’emozione cardine del capitolo (anche il titolo ha la stessa funzione), in questo caso la nostalgia, alte volte, invece, come succede nella prima parte, costituisce un indizio sulla prospettiva da adottare quando si guarda il personaggio di Livia. Insomma, anche quelle non sono messe a caso 🙂
      Grazie mille per le tue osservazioni e al prossimo!!

  22. Feather ha detto:

    Eccoci!
    Capitolo molto ben scritto anche questo, Livia è tutte noi!
    Ho votato che la aiuti la madre di Luca, chissà che si lasci scappare qualche commento malinconico!!

    Ti aspetto, a presto

    • violatis ha detto:

      Si si e si Feather 🙂
      Livia rappresenta in maniera più veritiera possibile il nostro io più profondo, a volte buffo e sarcastico, altre rivoluzionario o docile e romantico. Insomma, Livia è ben disegnata nella mia testa e spero che questo possa trasparire, non solo da quello che le succede e dalle sue reazioni, ma dal modo in cui lei racconta la sua storia. Ho allungato un po’ il brodo 🙂 Grazie di essere passata!!!

  23. alexander ha detto:

    Ciao Violatis, Livia mi ha catturato!
    La tua piacevole scrittura è impreziosita da una bella colonna sonora, Frank Zappa merita tutto il mio rispetto.
    Credo che la porta verrà aperta dalla madre di Luca, ma non so se per Livia sarà un piacere…
    Ti aspetto fuori dal bagno, allora, buona continuazione!
    A presto!

    • violatis ha detto:

      Sono molto contenta!!!
      Frank Zappa è un po’ il fil rouge di questo racconto, la mia Livia collega ogni situazione o emozione che vive a qualcosa che lo riguarda, come hai detto bene te, è la colonna sonora di questo teatrino.Grazie e a presto 😉

  24. Feather ha detto:

    Ciao violati!
    Molto interessante la personalità della protagonista, già la adoro!
    Ho votato per restare chiusa in bagno perché le altre due opzioni sembravano scontate, ma da quello che credo di capire, Livia è tutto tranne che scontata.

    Passa a leggere la mia nuova storia se ti va!

    Un saluto. Seguo

    • violatis ha detto:

      Grazie Feather,
      Sono contenta che Livia ti piaccia, il mio intento era proprio quello di renderla imprevedibile e spiazzante, vediamo dove mi porta 🙂 in settimana uscirà il prossimo capitolo e passerò da te con molto piacere e con un po’ più di attenzione, ho già dato un’occhiata 😉 a prestissimo!

  25. lividsoul ha detto:

    Voto per il rimanere chiusa in bagno. Sarebbe la stessa cosa che farei io. Il primo capitolo mi ha ispirato davvero tanta curiosità, non vedo l’ora di leggere il prossimo! Ti seguo!

  26. @dottore51 ha detto:

    Mi piace l’ironia e i dialoghi sono realistici e ben scritti. Ti seguirò con curiosità…
    Opzione nuova conoscenza, inevitabile per me…

  27. Louise ha detto:

    Ciao Violatis
    Del tuo incipit mi sono piaciute le pennellate d’ironia. Per la trama, non mi pronuncio, per ora.
    Chiusa in bagno, degli imprevisti ci possono sempre essere.

  28. Oca_Loca ha detto:

    I dialoghi gli adoro, sono molto belli, vivi, reali e gli apprezzo appieno.

    Un piccolo suggerimento che ti do è quello di dare due tratti in più alle descrizioni delle scene, mi piacerebbe poter respirare anche l’ambiente del racconto, ma è una cosa secondaria.

    Seguo! QUACK!

  29. Ally ha detto:

    …ciao! il tuo modo di utilizzare i dialoghi ti porta per mano a rivivere le emozioni dei protagonisti…molto emozionante. grazie…
    …andare, dopo essersi resi conto di esser coinvolti da qualcosa o qualcuno, bisogna andare…a capirlo di più forse a rendere la sensazione più nitida…oppure a comprendere se si ha solo bisogno di un calesse…
    ti seguo…prosegui!!!

    • violatis ha detto:

      Grazie Ally,
      sono contenta di averti dato queste emozioni, vedremo se Livia cercherà di fare chiarezza nella solitudine della sua stanzetta o preferirà altro, chi lo sa 🙂 Mi fa molto piacere che tu mi segua, a presto da me e da te 😀

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