COLOR DI CAN FUGGENTE

Dove eravamo rimasti?

Scegliete una lettera per il prossimo capitolo: A, B o C? Che? Non va bene? D'accordo, allora scegliete dove si svolge il prossimo capitolo. Sul sagrato di una chiesa. (54%)

Mogano

I punti me li hanno tolti, è rimasta una cicatrice che la ricrescita dei capelli ha già in gran parte coperto. La mia ferita, insomma, si è rimarginata. Il dolore di Carmen, invece, è ancora una piaga aperta. Se non altro, oggi potrà seppellire il marito, forse solo da oggi comincerà la sua lenta guarigione.
Sono dovuto uscire dalla chiesa, troppo incenso, troppa gente. Sto guardando le case riflesse sul vetro brunito del carro funebre parcheggiato sul sagrato, quando una voce alle mie spalle mi interpella: «Maresciallo Trudu!».
Mi volto e accenno un sorriso al collega: anche lui in divisa, tiene stretta tra baffi e pizzetto una sigaretta accesa. Un motivo di più per starmi sulle palle.
«Oh, maresciallo Marongiu! Buongiorno. Come vanno le indagini, in quel di Dolianova?», gli domando, nella speranza di ottenere qualcosa di utile da un incontro così spiacevole.
Sputa il fumo nella mia direzione, dovrei incazzarmi, invece ne aspiro avidamente l’aroma.
«Sa che sarebbe poco professionale parlarne», mi risponde ammiccando.
«Ha ragione, maresciallo», concordo, «So anche con quanta dedizione vi state spendendo e sono certo che presto risolverete il caso. Comunque, se aveste bisogno di aiuto, la mia offerta è sempre valida».
Lui stringe gli occhi a fessura: «A proposito di professionalità, sa cos’hanno trovato i RIS sul luogo del delitto?».
«Dove?».
«Nello spiazzo sterrato, Trudu!».
So che, se fosse dipeso da te, non ci sarebbe stato nessun luogo del delitto. E  comunque mi hai appena confermato che il sangue sotto la carcassa è quello di Mario, imbecille.
Lui prosegue: «Il suo DNA. Lo sapeva?».
«Be’, Marongiu, le contaminazioni accidentali capitano, per questo consegniamo campioni del nostro sangue. Forse a lei non l’hanno chiesto?», testa di cazzo che non ti muovi neanche a calci in culo dalla tua merdosa scrivania.
«Sì, sì», risponde, «ma vede, è strano l’oggetto su cui l’hanno trovato: una minuscola vite». Mi guarda con disprezzo. «Come la spiega?».
Medito di colpirlo con un diretto al volto e scippargli la sigaretta.
«La ferita mi sanguinava ancora».
«Ah, sì, la ferita. Che si è procurato contaminando la prima scena del crimine. Sì.», fa lui, «Quindi… vediamo… una goccia del suo sangue è caduta a terra e la sfortuna ha voluto che centrasse…», avvicina indice a pollice, «una vite di un paio di millimetri».
«Ha qualche altra idea?», gli domando, nel momento stesso in cui capisco al di là di ogni dubbio da dove proviene la vite e perché è sporca del mio sangue. Spero che non legga la vergogna nei miei occhi.
«Io penso», dice lui, «che lei abbia raccolto la vite da terra con le mani sporche, Trudu. Che il sangue provenga dalla ferita lo dice lei, chissà se è vero». Lo lascio parlare, mi merito la gogna, anche se non da uno come lui: «Poi, non ritenendola importante, l’ha buttata via».
Fa una smorfia: «E così ha distrutto una prova».
«Cazzate», rispondo, non gli dirò mai cosa è successo.
Mi godo il suo sguardo sconcertato: «Co… me?», balbetta.
«Mi offra una sigaretta».
Un applauso dall’interno della chiesa suggerisce che la messa sta terminando.
Prendo la sigaretta che mi porge, me la faccio accendere e lo ignoro fino a che non si dilegua.
Diego esce tra i primi, mi raggiunge, indica la morte che mi fuma in bocca: «Marescia’, e la regola del “dopo le ventuno”?».
«Oggi no, Diego».
Aggrotta la fronte, si limita a mettersi accanto a me senza aggiungere una sillaba.
Qualche minuto dopo, la bara esce portata da quattro giovani, la salutiamo sull’attenti fino a che la cassa in mogano scivola dentro il carro funebre.
Carmen ha seguito il feretro, ha suo figlio in braccio. Avrà due anni, si abbracciano l’un l’altra, in un certo senso lui la protegge dall’orda di estranei che preme per manifestare condoglianze il cui unico scopo è mostrarle al resto di una comunità a sua volta impegnata a mostrarsi dolente.
Carmen ci vede, si avvicina a noi. Ha gli occhi lucidi, ma non piange.
Negli occhi spalancati del bimbo leggo più curiosità che paura. Sono bellissimi: alla luce tersa del giorno, risplendono di verde brillante e pagliuzze dorate. Incantevoli.
Carmen armeggia per tenerlo con un solo braccio, riesce a liberare la mano sinistra e me la porge. Io le stringo le dita dentro il mio pugno.
«Grazie di tutto», mi dice. Gliela leggo in faccia, la riconoscenza, e capisco che mi ha perdonato, tutto è passato, non sono più il bambino orribile che ha conosciuto e lei sa che è grazie a me se forse suo marito potrà avere giustizia. In quel momento le lacrime mi confondono la vista. E lei, per fortuna ignara del fatto che sto piangendo perché conscio di averle fatto l’ennesimo torto, lei mi posa la mano sulla guancia.
«Grazie», ripete. Stringe la mano anche a Diego e si allontana.
Diego la segue con lo sguardo, io gli do una pacca sul braccio.
«Maresciallo…», dice.
«Andiamo, Pistis. Torniamo in caserma. Ti spiego perché, a causa mia, un assassino potrebbe rimanere impunito».
Lui non si volta neanche: «Maresciallo», ripete come fosse in trance, «anch’io devo dirle una cosa».

Nel prossimo capitolo Diego e il maresciallo ragioneranno insieme ed avranno due intuizioni che li porteranno a un passo dalla verità.

  • Diego e il maresciallo avranno ciascuno un'ottima intuizione. (91%)
    91
  • Due intuizioni giuste su due arriveranno da Diego. (9%)
    9
  • Due intuizioni giuste su due arriveranno dal maresciallo. (0%)
    0
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266 Commenti

    • Non rammaricarti, Anita, perché il fatto che tu abbia letto la mia storia già conclusa e ti sia piaciuta abbastanza da farmelo sapere è per me moto più importante di qualche punticino 🙂 , mi fa piacere e mi inorgoglisce. Perciò, grazie, davvero.
      JAW scriverà ancora, forse tornerà al suo genere d’elezione, la fantascienza, ma non so bene quando.
      Ciao, grazie ancora, a presto

  • Buonasera Jaw, finale che non delude. Era difficile ma tu ci sei riuscito. La copertina ad honorem te la diamo noi, affezionati seguaci. Leggo con gioia che le tue letture e i commenti continueranno e io credo che prima o poi il demone della scrittura ti riacchiapperà di brutto. Come sai, comincia tutto con una certa storia che non dà pace e chiede di essere scritta. Bravo e a presto!

    • Cactus, la copertina che mi regali ce l’ho davanti agli occhi, è bellissima e mi piace moltissimo, te lo assicuro, è la più bella che abbia ricevuto su questo sito! Grazie, grazie di cuore!
      Sì, JAW aleggerà, magari con meno costanza, ma io sarò qui intorno. E, comunque, scriverò.
      Grazie ancora di tutto!
      Ciao, a presto

  • Il finale mi è piaciuto. Torna tutto.
    Sui cinquemila inutile ripetersi. Anche se mi ha colpito molto quello che hai scritto in risposta al mio ultimo (prima di questo) commento. Anche a me capita spesso di pensare che meno è meglio e che se avessi più spazio a disposizione probabilmente farei peggio.
    Non tutte le vittime meritano pietà. Non soltanto vero, ma anche piuttosto frequente.
    Ho letto che ti prenderai una pausa.
    Se dovessi trovare il tempo per un racconto breve c’è un interessante concorso in corso (cerca concorso riscontri letterari, 7 sezioni, tra cui Crime e Fantascienza, limite massimo 18.000 caratteri, scadenza 15 dicembre).
    Io ci provo… magari ci ritroviamo in antologia insieme.
    Ciao.

    • Grazie, Lou. Ti ringrazio per questo e per tutti i commenti che mi hai voluto regalare, sempre interessanti, lucidi, precisi. Grazie davvero, mi hanno aiutato parecchio. Non penso che farò concorsi, sto cercando di convincermi che devo impegnarmi per qualcosa di più lungo e devo riuscire a partire. Lo prendo come un allenamento, nell’intimo sono convinto che la mia dimensione sia il racconto breve, ma diamine, anche chi corre i cinquemila metri si allena su distanze molto più lunghe, no? Se non proprio con maratone, almeno con le mezze! Be’, il mio spirito è questo, vediamo se arrivo al ventesimo chilometro o se mi arrendo prima.
      E comunque grazie della segnalazione, sappi che considererei un onore finire in antologia con te.
      Ciao, grazie di tutto e a presto, spero

    • Grazie, Ilaria! Ma sì, l’ho scritto anche a qualcun altro: la copertina mi avrebbe fatto molto piacere, ma altre volte l’ho avuta quando meno me l’aspettavo, quindi mi va benissimo così. L’importante è che a voi lettori, almeno alla maggior parte di voi, la storia sia piaciuta. Non so se JAW tornerà presto, ma è bellissimo sapere che qualcuno lo attende 🙂
      Grazie di tutto!
      Ciao, a Presto

    • Feather, grazie infinite, sono contento che questa storia ti abbia soddisfatto, credimi, non davo affatto per scontato di non deludervi. Mi fa molto piacere, come mi lusinga il fatto che tu attenda un’altra storia di JAW . Per la verità non so se e quando scriverà di nuovo. In ogni caso, aleggerò qua intorno, quindi aspettati le mie solite incursioni piene di consigli non richiesti 😀
      Grazie per avermi accompagnato fin qui,

      Ciao, a presto

  • Concludendo….
    questo finale mi piace, per quanto mi riguarda mi chiarisce dei punti. In generale è stato un bel racconto, secondo me le idee c’erano e c’era pure il modo di scriverle, non so per quale motivo Jaw sia passato al giallo dalla fantascienza, ma fossi in te non tornerei indietro, anzi…
    Alla prossima, quando vorrai!

    • Grazie, MrsRiso! Il passaggio è stato piuttosto estemporaneo, e ti devo confessare che questo giallo mi ha lasciato la marcata sensazione di avere struttura, pregi e difetti di tutte le storie di fantascienza che ho scritto. Però mi ha divertito scriverla e sono moderatamente soddisfatto del risultato.
      Quanto a tornare indietro, non so che strada prendere e a dirti la verità non sono poi così convinto che una strada ci sia 🙂
      Grazie di tutto!

      Ciao, a presto

  • Ciao Jaw, mi scuso per il ritardo ma non mi sono arrivate le ultime due notifiche, ho scoperto per caso il racconto concluso perché non l’ho trovato tra quelli in corso.
    Un finale molto amaro ma purtroppo contemporaneo.
    Ho letto alcuni commenti dove ostenti un tuo desiderio di pausa di riflessione, se dovesse capitare ti farà ritornare sicuramente più vulcanico di prima, comunque non allontanarti troppo, le tue osservazioni sono molto preziose.
    A presto

    • Ciao, Alexander. Non scusarti, non è il caso, a me fa piacere che tu sia tornato leggermi e a lasciarmi un commento conclusivo.
      Non so se, quando e come JAW tornerà, ma vi ammorberà comunque di commenti prolissi, te lo prometto 😀
      Ciao, grazie di tutto, a presto

  • Un buon racconto e un buon finale, anche se i cinquemila caratteri sono stati tiranni. Non mi aspettavo né mi sarebbe piaciuto uno spiegone finale, però comunque hai dovuto mettere tanta roba in poco spazio.
    Il giallo ti si addice.

    • Grazie, Napo! Mi fa tanto piacere che tu abbia apprezzato.
      Dici che mi si addice il giallo? Boh, a essere onesto, inizio a pensare che non mi si addica alcun genere 😀
      Però, fino a che troverò soddisfazione a scrivere, lo farò.
      Grazie di avermi accompagnato sin qui.
      Ciao, a presto

    • Ciao, Louise.
      Grazie dei complimenti.
      Non so se e quando JAW scriverà ancora, né ho idea del genere. Questa stessa storia origina da un’idea completamente diversa, che stavo sviluppando per il genere fantascienza. Ma del resto, tre giorni prima di pubblicare l’incipit, a chi me l’avesse chiesto, avrei detto che JAW non avrebbe pubblicato nulla, a breve 😀
      Grazie di tutto,

      Ciao, a presto

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