Il Piccolo Sognatore

Dove eravamo rimasti?

Come finirà la storia? Colpo di scena nel mondo reale? (57%)

CONCLUSIONE DI UN VIAGGIO

I due amici erano inseparabili, il loro abbraccio sembrò interminabile, ma alla fine Tom capì che era giunto il momento di lasciarsi.

“Ciao amico mio” disse il ragazzo.

Ettore rimase a piangere e ci volle tutto l’affetto dei suoi familiari per affrontare quel momento, tra di loro era nato un rapporto di fiducia e affetto indissolubile.

Tom cominciò ad incamminarsi. Ettore non riusciva a vedere le lacrime che segnavano il volto del suo amico ma poteva sentire il dolore che provava nel suo cuore, era lo stesso che viveva anche lui.

Il cucciolo aveva trovato finalmente la sua famiglia ma stava lasciando il suo “fratello maggiore”.

Chiuse gli occhi, prese fiato e come aveva fatto tante volte, corse verso il suo giovane amico.

“Tom” urlò il cucciolo “TOM” urlò più forte.

Il giovane musicista si fermò, non voleva farsi vedere piangere, così si asciugò gli occhi con la manica della giacca e si voltò.

Vedendolo, Tom non riuscì a trattenersi, si mise su un ginocchio e aprì le braccia al suo amico.

Quando Ettore gli piombò addosso i due caddero per terra e il giovane non riuscì a trattenere le risate mentre gli veniva leccato il volto.

La famiglia di Ettore cercò in tutti i modi di convincerlo, si erano appena ritrovati ma Ettore sapeva che prima di tornare da loro aveva uno scopo, e doveva seguire Tom. 

I due si allontanarono a la famiglia del cucciolo rimase a guardarli fino a quando, la luce che li accompagnava si perse nel buio della notte

“E poi?” chiese  Diego,

“Questa è tutta un’altra storia mio piccolo sognatore”

“Dai papà, me la racconti” disse implorando il bambino

“Non ora Diego, devi andare a scuola. Magari stasera quando torniamo a casa”.

Diego finì la sua colazione di corsa, si infilò la giacca e diede la mano al papà.

“Che bel bambino, è suo figlio Luca” disse una voce e candida. Era una piccola nonna dolce.

“Esatto, si chiama Diego, saluta piccolo”

“Ciao” rispose il bambino.

“Diego che bel nome, sei davvero carino, mi ricordi tantissimo un mio amico da piccolo”

“Andiamo papà se non mi preparo bene non riuscirò a vincere la partita”

“Ciao Piccolo, ciao Luca”. I due salutarono la nonnina e uscirono dal locale.

Ad un certo punto sentirono una melodia per la strada e Luca disse a Diego di andare a vedere chi la suonasse.

Girarono l’angolo e incontrarono un uomo con una stampella. Gli mancavano una gamba e un braccio ma al loro posto aveva due arti meccanici.

L’uomo guardò Luca e lo salutò sfoggiando un sorriso a Trentadue denti. “Ciao Luca che bello rivederti”

“Anche per me Vince” rispose Luca proseguendo la sua strada. 

 A Diego iniziò a sorgere un pensiero ma lo cacciò via con un leggero scossone del capo.

Arrivati all’angolo di un edificio trovarono un ragazzo a suonare, era davvero bravo tant’è che una folla lo circondava.

“Questa è l’ultima per oggi grazie a tutti” disse il musicista. 

La canzone parlava di un avventura, di esperienze vissute su una strada chiamata VITA e di quante cose uno può imparare percorrendola.

Al termine tutta la folla riunitasi si indirizzò in varie parti tornando alle loro vite ma Luca e Diego, incuriositi, rimasero fermi ad osservarlo.

Il musicista era un ragazzo, sulla quindicina, vestito elegante per la sua età, aveva un paio di pantaloni grigi, camicia bianca e un panciotto e accanto a lui c’era un giovane cane con un collare rosso.

Luca e Diego gli sorrisero ma erano in ritardo avrebbero dovuto tornare all’auto ma improvvisamente una voce richiamò la loro attenzione.

“Ehi piccolo, mi sa che hai perso qualcosa”.

Luca e Diego Guardarono il ragazzo che estrasse da una tasca una macchinina rossa.

Diego sgranò gli occhi riconoscendola subito.

“La mia macchinina” disse stupefatto Diego, “dove l’hai trovata, l’ho cercata ovunque” 

“E’ stato Ettore” disse il ragazzo indicando il cane,  l’ha trovata in un prato”.

“Grazie,” disse il piccolo, “mi chiamo Diego e lui e mio papà, Luca”. “Ciao Diego, Grazie a te.” rispose il il giovane.

Ma come facevi a sapere che era la mia macchinina?” chiese incuriosito Diego

“Diciamo che qualcosa dentro a me me lo ha fatto capire”. Rispose il ragazzo mentre sistemava il suo materiale.

Il giovane con il suo cane iniziarono ad incamminarsi sulla strada. Ad un certo punto il giovane si voltò verso Diego. “Ah io sono Tom, piacere di averti finalmente conosciuto”.

Il pensiero di Diego divenne una realtà, tutto gli era finalmente chiaro. La vecchia signora, lo storpio e ora Tom ed Ettore, guardò suo padre.

Luca abbassò lo sguardo si chinò e gli disse,

“Diego quelle persone che hai visto, erano personaggi che conoscevo, reali, ma prima erano sogni proprio come loro.”

“Sei speciale. Sei un piccolo sognatore. Non fermarti al primo ostacolo  Se vorrai potrai fare lo stesso della tua vita. Non fermarti quando qualcuno ti dirà che una cosa è impossibile perché sei stato capace di rendere l’impossibile realtà.

Diego, guardò verso Tom e Ettore e un sorriso  si allargò sul suo volto mentre una lacrima scendeva. Diego era felice perché sapeva che i suoi amici, finalmente tornavano a casa.

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64 Commenti

    • Ciao Gra

      Finalmente sono riuscito a pubblicare anche L ultimo capitolo di questo mio racconto. Purtroppo tutto quello che sta accadendo mi ha ostacolato ma alla fine c’è l ho fatta. Sono contento che ti sia piaciuto e spero, perché ho un altra idea, che anche il prossimo possa piacerti.

      Un saluto

  • Scusami, hai ragione. Mi dispiace non poterti togliere dalla parità, in realtà ho già votato per lasciarsi e ritrovarsi, poi volevo più tranquillità per commentare e ho finito per dimenticarmene.
    Allora. Proseguo sempre piacevole, riesci a far vedere le scene. Secondo me, senza l’assillo dei caratteri, ci potresti riuscire ancora meglio. Per esempio ho trovato un po’ frettolosa il ritrovo della famiglia in base all’odore e basta. Qualche particolare per rendere la scena più emozionante non avrebbe guastato, ma capisco che non potevi dilungarti causa il blocco della lunghezza.
    Ti segnalo solo questa frase:“Tom sapeva tutto di Ettore, la sua bontà, il suo affetto, adorava la compagnia e il fatto di conoscere nuove persone lo elettrizzava sempre tant’è che a volte non smetteva di correre dalla felicità.“ Il soggetto è Tom, ma credo che quando dici che non smetteva di correre ti volessi riferire a Ettore.
    Stupiscimi con un finale che sono sicura ti verrà bene. È una favola. Una morale è un lieto fine sono d’obbligo. (La morale già c’è, ti tocca solo evidenziarla)

    • Ciao Gra,

      grazie anche del tuo parere e dei tuoi consigli sempre costruttivi. In realtà questo capitolo quando l’ho buttato giù era almeno il 35% più lungo, quindi ho dovuto tagliare e tagliare per potere almeno dare l’idea. Comunque avrei potuto far provare di più al lettore quella situazione.
      Cercherò di seguire il tuo consiglio, cercherò di dare una morale, ance se non so se è quella che hai percepito anche tu 🙂

  • Ciao Jackred. Leggendo il capitolo ho visto un po di errori. Forse avresti potuto rileggerlo un pochino di più prima di pubblicarlo. E’ stato un po meno scorrevole come testo, comunque bello l’incontro tra Ettore e la sua Famiglia. Voto per il colpo di scena. Stupiscimi
    😉

  • Il suo amico Ettore! Mi piace molto l’idea di una trappola in un sogno in un altro sogno… atmosfera decisamente onirica 😉 E mi piace molto che conosciamo il nuovo personaggio attraverso il suo nome e il significato – personalmente credo gli dia fin da subito più sostanza, storia, personalità. Sono curiosa di scoprire a quale energia si riferisce l’uomo.
    A presto! 🙂

    • Ciao Spring,

      Grazie anche a te, sono davvero felice che questa storia stia piacendo così tanto. E’ bello poter fantasticare e sognare anche quando l’età e la vita non te lo permettono più. Tom, in qualche modo, mi sta aiutando a continuare a farlo. Sono contento che anche il Segugio ti sia piaciuto e presto farò uscire anche il prossimo capitolo. Aspetto i tuoi commenti. Ti seguo.

      A presto

  • Bentornato. Con Questo capitolo non ti sei smentito. Mi piace la tua fantasia e il modo in cui la descrivi. Scene semplici e dirette. Come hanno fatto con me la prima volta che ho scritto in questo sito, ti segnalo che sì, affermazione, si scrive con l’accento.
    Lo aiuterà Ettore, senza alcun dubbio. Aspetto con ansia il seguito.
    Se ti va, dai un occhiata al mio profilo

    • Ciao Gra

      Grazie mille, Sono felice che ti sia piaciuto questo capitolo e grazie anche per i consigli che mi date. Mi piace davvero immaginare e raccontare storie, ma per scriverle nella maniera giusta ci vuole esperienza e gente come voi che mi consigliate e mi aiutate a crescere. Ti seguo e ho iniziato a leggere il tuo racconto.Avrei mille domande da farti perché come te ho un racconto (di molte meno pagine del tuo) in un cassetto…..

      • Libero di fare tutte le domande che vuoi. Questo sito nasce per questo e a me ha aiutato davvero molto. Il racconto che ho messo qui è stata la ripresa dopo trent’anni di letargo, da qui sono ripartita e ho deciso di non fermarmi più (anche se sto trascurando the incipit), ma prima o poi ritornerò

    • Grazie Red Dragon

      Sono riuscito a “sfruttare” qualche ora di tempo e ho buttato giù di getto (dopo aver riletto i miei ultimi due capitoli) il nuovo racconto. Grazie per la segnalazione, corro a correggere la mia bozza sul pc.
      Presto uscirà anche il prossimo capitolo, spero che ti piaccia.

      A presto

  • Grazie per avermi ascoltata. Come vedi ho letto il prima possibile.
    Come immaginavo hai continuato con una bella trama, sei riuscito a mettere sia la suspense che la commozione.
    Solo perché questo spazio ha anche lo scopo far migliorare i componimenti per il futuro, ti consiglio di fare un po’ più di attenzione alla punteggiatura.
    Ho votato personaggio pronto ad aiutarlo. Non vedo l’ora di sapere cosa succederà.

  • Ti prego, continua a scrivere, manchi da un po’. Le favole mi piacciono tanto e la tua è l’unica presente in questo sito degna di questo nome.
    Descrivi molto bene e fai immaginare le sensazioni provate.
    Secondo me ci vorrebbe una volta ogni tanto qualcosa che metta un po’ di “tensione”
    Ti seguo e aspetto 🙋🏻‍♀️

  • Buongiorno jack
    La musica che ha un effetto quasi ipnotico ci sta bene in una fiaba. Magari avresti potuto sfruttare l’occasione per fare accadere qualcosa di veramente bizzarro, speciale e inatteso, oltre al fatto che il protagonista si mise a suonare senza sapere niente di musica.
    Due cosucce mi hanno confuso: “Tom” quanti anni può avere? perché ti riferisci a lui ora come un bambino, ora come un ragazzo e un giovane (che fa pensare alla pubertà e/o adolescenza).
    Il musicista stava suonando la chitarra o la tastiera? perché, a un certo punto scrivi: “… riuscì a trasmettere le emozioni che provava sulla “tastiera” creando melodie stupende.
    ciao

    • Buongiorno Maria
      Hai ragione, avrei potuto mettere dei colpi di scena o altro. Grazie per espresso qualche domanda 🙂 Giustamente come mi hai fatto notare non ho mai scritto un età precisa, Ho immaginato Tom come un ragazzino sui 12/13 anni infatti l’ho fatto descrive da Diego come poco più grande di lui e Diego va alle elementari. Comunque potrei chiarirlo un pochino meglio. Grazie. Per quanto riguarda che strumento suona è la chitarra, la tastiera è la parte del manico dove schiacciando i tasti e la corda si emette il suono:).
      Grazie mille Maria

  • Eccomi Jack.
    Come mi hai chiesto, ti do qualche suggerimento. Mi piacciono molto le fiabe, parlano al bambino(a) che c’è in ognuno di noi. Per questo motivo, nello sviluppo della storia penso sia importante farsi le domande che immaginiamo farebbe un bambino nell’ascoltare il racconto.
    Ho notato alcune ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo (verbi riuscire, sentire, piangere, succedere, Tom – il nome del protagonista…), meglio trovare sinonimi o modi equivalenti di dire la stessa cosa. Leggere a voce alta l’episodio, prima di pubblicare, aiuta a perfezionare il testo.
    Intanto, voto musicista, vediamo cosa t’inventi 🙂

  • Ciao Jackred,
    Ho adorato il racconto. Mi sembra una versione moderna e realistica del piccolo principe. L’unico difetto (senza offesa) è che purtroppo ci sono degli errorini ma probabilmente sono dovuti al fatto che l’hai scritto di getto. Lo continui per favore? Basta guardare la mia bio per capire che questa è la fiaba adatta a me!!!
    Sara

  • Ciao Jerry
    mi sono un po’ persa, solo a metà capitolo ho capito che il proseguimento avrebbe riguardato il viaggio fatto da Tom e raccontato da Luca, padre di Diego. Mi aspettavo il jazzista con il sassofono, alla Louis Amstrong 🙁
    Se non ti offendi con qualche suggerimento: qua e là ci sono ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo ( viaggio/avrebbe comportato/piccolo)
    la frase “… sul volto del piccolo si era creato un sorriso enorme” vedi se scorre meglio così: …il volto del piccolo si era aperto in un enorme sorriso.
    voto il cane

    • Ciao Louise
      Grazie mille per i consigli che mi stai dando, li trovo davvero utili. Ho notato anche io dopo aver pubblicato il racconto che qualcosa non andava. Si può correggere? La mia idea sarà farli incontrare durante il loro percorso, dipenderà tutto daille vostre votazioni per come e quando :). Ti ringrazio ancora dei tuoi consigli buona serata.

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