Il Piccolo Sognatore

Dove eravamo rimasti?

Chi incontreranno nel loro viaggio i due protagonisti? Un musicista (71%)

Una nuova scoperta

comincia a scrivere la tua storie…

Dopo essersi preparati Tom e Ettore presero le loro poche cose e si misero nuovamente in cammino.

Ettore era ancora provato e stanco dal giorno precedente, perciò Tom lo prese tra le sue braccia e lo trasportò risalendo il piccolo dirupo.

Il cucciolo grato dell’affetto e dell’aiuto che stava ricevendo diede qualche leccata sulla guancia a Tom.  “Che bello dopo tanto sentirsi di nuovo ben voluti!”

Il giovane era contento, aveva un amico con cui continuare il suo percorso. Anche Ettore era felice perché aveva conosciuto una persona che gli voleva bene e che lo proteggeva, inoltre sapeva che presto avrebbe ritrovato la sua famiglia.

Percorsero parecchi chilometri assieme, e questo gli permise di conoscersi sempre di più. La loro amicizia crebbe, ormai si consideravano una famiglia.

Non fu un viaggio facile, non sempre trovarono gente gentile o disponibile con loro e non sempre trovarono bel tempo, ma a loro non importava perché potevano sempre contare l’uno sull’altro.

Questa nuova amicizia aveva fatto conoscere a Tom un’altra qualità: la FIDUCIA, il fatto che avrebbe fatto sempre di tutto per il suo amico a quattro zampe e anche  il cucciolo avrebbe fatto lo stesso per lui.

Un giorno mentre i due amici percorrevano una strada, sentirono dei suoni che provenivano da lontano, dei suoni particolari che loro non conoscevano. Incuriositi i due protagonisti decisero di dirigersi verso quella melodia.

Dopo aver percorso qualche metro dalla strada principale si accorsero che il suono continuava ad aumentare: erano ormai vicini.

Superata una piccola collinetta videro un uomo che suonava vicino ad un ruscello.

Tom, non conosceva quei suoni, non li aveva mai sentiti, ma quelle note riuscivano a procurargli tantissime emozioni. Così, incuriosito, decise di dirigersi verso il musicista.

Il bambino gli chiese “Cosa fai con quella cosa? E come si chiama quello che sento?”

Il chitarrista fermò le sue dita sulle corde e un po meravigliato gli rispose “Questa è una chitarra, uno strumento musicale, e quello che senti si chiama musica”.

Il bambino allora più incuriosito chiese: “Perché quello che sento mi trasmette gioia e poi malinconia e poi allegria?”

Il chitarrista sorridendo gli rispose “Perché la musica fa questo: ti fa sognare, viaggiare, emozionare. E’ una cosa unica.”

Il bambino non sapendo come funzionasse uno strumento e come si riuscisse a produrre musica chiese se tutti fossero capaci e se potesse anche lui provare a fare uscire tali suoni da quell’oggetto.

Il chitarrista apprezzò tantissimo la curiosità del ragazzo e accettò di insegnargli a suonare.

Dopo avergli spiegato in breve come funzionava lo strumento lo diede al giovane. Accade però qualcosa di particolare: come se fosse la cosa più naturale del mondo, Tom riuscì a suonare, riuscì a trasmettere le emozioni che provava sulla tastiera creando melodie stupende.

Il musicista si commosse, come era possibile che un giovane, perdipiù che non sapeva nulla di musica riuscisse a creare tutto ciò?

Incuriosito gli chiese: “Da dove vieni ragazzo?”

Il giovane un po timidamente rispose: “Non so da dove vengo, non lo ricordo. Non so nemmeno dove sono diretto, quello che so è che sto viaggiando per conoscere meglio le persone e soprattutto le emozioni”

Il chitarrista sorrise dicendo “Mio giovane amico, a me sei riuscito a trasmetterne tante. Non ho mai sentito nulla del genere. Tieni la chitarra, te la regalo, sarà più utile a te che a me”

“Non posso, questa è tua. Come farai tu senza?” rispose Tom.

“Non ti preoccupare ragazzo, ho sempre questa” disse tirando fuori la sua armonica a bocca. Prima di salutarsi il musicista diede un ultimo consiglio: “Continua a trasmettere emozioni”.

Il bambino lo ringraziò e gli promise che avrebbe fatto proprio come gli aveva detto. Dopo questo si salutarono.

Che nuovo incontro faranno i due protagonisti?

  • una bambina dai capelli d'oro (29%)
    29
  • un luogo incantato (0%)
    0
  • un viandante (71%)
    71
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28 Commenti

  1. Buongiorno jack
    La musica che ha un effetto quasi ipnotico ci sta bene in una fiaba. Magari avresti potuto sfruttare l’occasione per fare accadere qualcosa di veramente bizzarro, speciale e inatteso, oltre al fatto che il protagonista si mise a suonare senza sapere niente di musica.
    Due cosucce mi hanno confuso: “Tom” quanti anni può avere? perché ti riferisci a lui ora come un bambino, ora come un ragazzo e un giovane (che fa pensare alla pubertà e/o adolescenza).
    Il musicista stava suonando la chitarra o la tastiera? perché, a un certo punto scrivi: “… riuscì a trasmettere le emozioni che provava sulla “tastiera” creando melodie stupende.
    ciao

    • Buongiorno Maria
      Hai ragione, avrei potuto mettere dei colpi di scena o altro. Grazie per espresso qualche domanda 🙂 Giustamente come mi hai fatto notare non ho mai scritto un età precisa, Ho immaginato Tom come un ragazzino sui 12/13 anni infatti l’ho fatto descrive da Diego come poco più grande di lui e Diego va alle elementari. Comunque potrei chiarirlo un pochino meglio. Grazie. Per quanto riguarda che strumento suona è la chitarra, la tastiera è la parte del manico dove schiacciando i tasti e la corda si emette il suono:).
      Grazie mille Maria

  2. Eccomi Jack.
    Come mi hai chiesto, ti do qualche suggerimento. Mi piacciono molto le fiabe, parlano al bambino(a) che c’è in ognuno di noi. Per questo motivo, nello sviluppo della storia penso sia importante farsi le domande che immaginiamo farebbe un bambino nell’ascoltare il racconto.
    Ho notato alcune ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo (verbi riuscire, sentire, piangere, succedere, Tom – il nome del protagonista…), meglio trovare sinonimi o modi equivalenti di dire la stessa cosa. Leggere a voce alta l’episodio, prima di pubblicare, aiuta a perfezionare il testo.
    Intanto, voto musicista, vediamo cosa t’inventi 🙂

  3. Ciao Jackred,
    Ho adorato il racconto. Mi sembra una versione moderna e realistica del piccolo principe. L’unico difetto (senza offesa) è che purtroppo ci sono degli errorini ma probabilmente sono dovuti al fatto che l’hai scritto di getto. Lo continui per favore? Basta guardare la mia bio per capire che questa è la fiaba adatta a me!!!
    Sara

  4. Ciao Jerry
    mi sono un po’ persa, solo a metà capitolo ho capito che il proseguimento avrebbe riguardato il viaggio fatto da Tom e raccontato da Luca, padre di Diego. Mi aspettavo il jazzista con il sassofono, alla Louis Amstrong 🙁
    Se non ti offendi con qualche suggerimento: qua e là ci sono ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo ( viaggio/avrebbe comportato/piccolo)
    la frase “… sul volto del piccolo si era creato un sorriso enorme” vedi se scorre meglio così: …il volto del piccolo si era aperto in un enorme sorriso.
    voto il cane

    • Ciao Louise
      Grazie mille per i consigli che mi stai dando, li trovo davvero utili. Ho notato anche io dopo aver pubblicato il racconto che qualcosa non andava. Si può correggere? La mia idea sarà farli incontrare durante il loro percorso, dipenderà tutto daille vostre votazioni per come e quando :). Ti ringrazio ancora dei tuoi consigli buona serata.

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