Il Piccolo Sognatore

Dove eravamo rimasti?

Come si concluderà la storia per Tom? Manterrà la sua promessa e troverà la famiglia di Ettore? (63%)

Finalmente a casa

Le avventure uniscono, e l’affetto aumenta quanto si affrontano difficoltà.

“Tom quanto manca?” chiese il cane “Sono stanco, non facciamo altro che camminare, ci riposiamo qualche ora e poi ripartiamo”

“Non molto, stai tranquillo” rispose il ragazzo “Mi sento che ci siamo quasi”

Tom ed Ettore ormai erano fratelli per la pelle…e pelo. Tom sapeva tutto di Ettore, la sua bontà, il suo affetto, adorava la compagnia e il fatto di conoscere nuove persone lo elettrizzava sempre tant’è che a volte non smetteva di correre dalla felicità.

Quanto adorava correre, era una cosa che faceva sempre quando lasciavano la strada per riposarsi su quei verdi campi.

Era il momento di prendersi una pausa così, ancora una volta, lasciarono la strada per entrare su quei morbidi tappeti.

Fecero qualche passo ed Ettore, come al solito, guardò con aria dolce Tom, come per chiedergli il permesso così da iniziare a correre e rotolarsi.

Tom sorrise e con un semplice “Vai” diede il consenso per far iniziare il suo divertimento.

Anche se esausto Ettore iniziò a correre e a rotolarsi proprio come fanno i bambini.

Tom sorrise,  si tolse la chitarra che portava a tracolla, si sedette e osservò il luogo in cui erano, il suo amico e iniziò a suonare. Uscì una musica malinconica, triste perché aveva capito che la sua meta era portare a casa Ettore.

Come avrebbe fatto senza l’’amico che gli aveva dimostrato affetto, calore, con cui aveva riso, con cui aveva condiviso tante emozioni e a cui doveva la vita. 

Si la vita, Tom non dimenticava il grande gesto di coraggio che aveva fatto, e ora, come gli aveva promesso, avrebbe fatto lo stesso, gli avrebbe ridato la vita che aveva perso.

Ad un certo punto, Ormai stufo di rotolarsi e correre Ettore tornò dal suo amico e sdraiandosi accanto a lui.

“Guarda ho trovato questo, che cos’è?” chiese il cagnolino

“Non lo so, ma ha un bel colore. Mi piace il rosso” rispose Tom infilando l’oggetto nella tasca. “Grazie” 

Il ragazzo adagiò la chitarra e si mise ad accarezzare dolcemente il suo piccolo amico fino a che non si addormentò. Tom ripensò a tutti i momenti passati assieme.

Era quasi il tramonto, ma erano troppo vicini per non poter arrivare a destinazione così Tom  svegliò il cucciolo che si alzò in piedi e poi distese le sue zampe anteriori come in un grande inchino prima di riprendere il cammino.

Non passò molto che la luce del sole calò, il buio a volte fa paura, soprattutto per i più piccoli, così Ettore per trovare il coraggio si avvicinò di più alle gambe di Tom.

Il giovane lo notò e gli venne un’idea, si tolse il guanto che nascondeva la luce della sua mano e la utilizzò come lampada per illuminare il sentiero. Ettore lo ringraziò con un grosso sorriso.

Camminarono ancora per qualche chilometro quando ad un certo punto Ettore sentì nell’aria un odore, un profumo famigliare, qualcosa che non si può dimenticare.

Il cucciolo rimase stupito, si fermò un secondo e poi esclamò “La mia famiglia” iniziando a correre facendosi guidare solo dal suo olfatto.

Corse, lo fece come non aveva mai fatto con le sue piccole e giovani zampe, corse fino a che non vide più figure che facevano lo stesso verso di lui, i suoi genitori e gli altri cuccioli.

“Mamma papà” 

 “Ettore” esclamarono tutti i cani andandogli incontro.

Quando si incontrarono furono feste di gioia per il cucciolo, la sua famiglia finalmente lo aveva ritrovato e poteva riabbracciarlo dopo tanto tempo.

Non era più come quando lo avevano lasciato, era cresciuto, era più forte forse dovuto a tutti i chilometri fatti sulle sue zampe, ma a parte questo era sempre il piccolo Ettore.

“Oh Ettore che gioia vederti, pensavamo che non ti avremmo più rivisto” disse la madre leccandolo tutto.

“Come hai fatto a trovarci” disse il padre imitando la madre.

“Mi ha portato qui il mio amico Tom” rispose Ettore schiacciato dai suoi fratelli e sorelle.

“Chi è Tom” chiese il padre.

Ettore si accorse di aver lasciato il suo compagno di viaggio molto indietro, lo poteva notare dalla luce sul sentiero, quindi decise di raccontare la sua storia alla famiglia.

Finalmente Tom arrivò alla fattoria e fu presentato da Ettore alla sua famiglia. Il cucciolo era davvero felice di fargli vedere dove era nato, gli fece addirittura vedere la sua cuccia.

Tom era felice,  era riuscito a mantenere la sua parola.

Rimasero lì a raccontare assieme tutte le loro avventure .

Naturalmente la parte preferita da tutta la famiglia era quella di  Ettore che salvava Tom da Segugio.

Il più fiero di tutti era il padre “Sei proprio coraggioso come me. Tutto suo padre” Esclamò

“Non sono più un cucciolo papà” rispose Ettore fiero di se stesso.

Tom li guardò. Che bella famiglia, erano tutti felici.

Il giovane sapeva il suo amico al sicuro, quindi, anche se difficile era ora di ripartire.

“Ettore, è ora che io vada” disse  Tom

Il cucciolo cercò in molti modi di fargli capire che poteva restare lì, che non doveva ripartire. Tom gli sorrise anche se dentro era distrutto, si chinò, e diede forse per l’ultima volta, un abbraccio al suo amico fedele.

Come finirà la storia?

  • Colpo di scena nel mondo reale? (50%)
    50
  • Si Lasceranno per poi rincontrarsi? (33%)
    33
  • I due protagonisti Continueranno la loro avventura assieme? (17%)
    17
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59 Commenti

  1. Scusami, hai ragione. Mi dispiace non poterti togliere dalla parità, in realtà ho già votato per lasciarsi e ritrovarsi, poi volevo più tranquillità per commentare e ho finito per dimenticarmene.
    Allora. Proseguo sempre piacevole, riesci a far vedere le scene. Secondo me, senza l’assillo dei caratteri, ci potresti riuscire ancora meglio. Per esempio ho trovato un po’ frettolosa il ritrovo della famiglia in base all’odore e basta. Qualche particolare per rendere la scena più emozionante non avrebbe guastato, ma capisco che non potevi dilungarti causa il blocco della lunghezza.
    Ti segnalo solo questa frase:“Tom sapeva tutto di Ettore, la sua bontà, il suo affetto, adorava la compagnia e il fatto di conoscere nuove persone lo elettrizzava sempre tant’è che a volte non smetteva di correre dalla felicità.“ Il soggetto è Tom, ma credo che quando dici che non smetteva di correre ti volessi riferire a Ettore.
    Stupiscimi con un finale che sono sicura ti verrà bene. È una favola. Una morale è un lieto fine sono d’obbligo. (La morale già c’è, ti tocca solo evidenziarla)

    • Ciao Gra,

      grazie anche del tuo parere e dei tuoi consigli sempre costruttivi. In realtà questo capitolo quando l’ho buttato giù era almeno il 35% più lungo, quindi ho dovuto tagliare e tagliare per potere almeno dare l’idea. Comunque avrei potuto far provare di più al lettore quella situazione.
      Cercherò di seguire il tuo consiglio, cercherò di dare una morale, ance se non so se è quella che hai percepito anche tu 🙂

  2. Ciao Jackred. Leggendo il capitolo ho visto un po di errori. Forse avresti potuto rileggerlo un pochino di più prima di pubblicarlo. E’ stato un po meno scorrevole come testo, comunque bello l’incontro tra Ettore e la sua Famiglia. Voto per il colpo di scena. Stupiscimi
    😉

  3. Il suo amico Ettore! Mi piace molto l’idea di una trappola in un sogno in un altro sogno… atmosfera decisamente onirica 😉 E mi piace molto che conosciamo il nuovo personaggio attraverso il suo nome e il significato – personalmente credo gli dia fin da subito più sostanza, storia, personalità. Sono curiosa di scoprire a quale energia si riferisce l’uomo.
    A presto! 🙂

    • Ciao Spring,

      Grazie anche a te, sono davvero felice che questa storia stia piacendo così tanto. E’ bello poter fantasticare e sognare anche quando l’età e la vita non te lo permettono più. Tom, in qualche modo, mi sta aiutando a continuare a farlo. Sono contento che anche il Segugio ti sia piaciuto e presto farò uscire anche il prossimo capitolo. Aspetto i tuoi commenti. Ti seguo.

      A presto

  4. Bentornato. Con Questo capitolo non ti sei smentito. Mi piace la tua fantasia e il modo in cui la descrivi. Scene semplici e dirette. Come hanno fatto con me la prima volta che ho scritto in questo sito, ti segnalo che sì, affermazione, si scrive con l’accento.
    Lo aiuterà Ettore, senza alcun dubbio. Aspetto con ansia il seguito.
    Se ti va, dai un occhiata al mio profilo

    • Ciao Gra

      Grazie mille, Sono felice che ti sia piaciuto questo capitolo e grazie anche per i consigli che mi date. Mi piace davvero immaginare e raccontare storie, ma per scriverle nella maniera giusta ci vuole esperienza e gente come voi che mi consigliate e mi aiutate a crescere. Ti seguo e ho iniziato a leggere il tuo racconto.Avrei mille domande da farti perché come te ho un racconto (di molte meno pagine del tuo) in un cassetto…..

      • Libero di fare tutte le domande che vuoi. Questo sito nasce per questo e a me ha aiutato davvero molto. Il racconto che ho messo qui è stata la ripresa dopo trent’anni di letargo, da qui sono ripartita e ho deciso di non fermarmi più (anche se sto trascurando the incipit), ma prima o poi ritornerò

    • Grazie Red Dragon

      Sono riuscito a “sfruttare” qualche ora di tempo e ho buttato giù di getto (dopo aver riletto i miei ultimi due capitoli) il nuovo racconto. Grazie per la segnalazione, corro a correggere la mia bozza sul pc.
      Presto uscirà anche il prossimo capitolo, spero che ti piaccia.

      A presto

  5. Grazie per avermi ascoltata. Come vedi ho letto il prima possibile.
    Come immaginavo hai continuato con una bella trama, sei riuscito a mettere sia la suspense che la commozione.
    Solo perché questo spazio ha anche lo scopo far migliorare i componimenti per il futuro, ti consiglio di fare un po’ più di attenzione alla punteggiatura.
    Ho votato personaggio pronto ad aiutarlo. Non vedo l’ora di sapere cosa succederà.

  6. Ti prego, continua a scrivere, manchi da un po’. Le favole mi piacciono tanto e la tua è l’unica presente in questo sito degna di questo nome.
    Descrivi molto bene e fai immaginare le sensazioni provate.
    Secondo me ci vorrebbe una volta ogni tanto qualcosa che metta un po’ di “tensione”
    Ti seguo e aspetto 🙋🏻‍♀️

  7. Buongiorno jack
    La musica che ha un effetto quasi ipnotico ci sta bene in una fiaba. Magari avresti potuto sfruttare l’occasione per fare accadere qualcosa di veramente bizzarro, speciale e inatteso, oltre al fatto che il protagonista si mise a suonare senza sapere niente di musica.
    Due cosucce mi hanno confuso: “Tom” quanti anni può avere? perché ti riferisci a lui ora come un bambino, ora come un ragazzo e un giovane (che fa pensare alla pubertà e/o adolescenza).
    Il musicista stava suonando la chitarra o la tastiera? perché, a un certo punto scrivi: “… riuscì a trasmettere le emozioni che provava sulla “tastiera” creando melodie stupende.
    ciao

    • Buongiorno Maria
      Hai ragione, avrei potuto mettere dei colpi di scena o altro. Grazie per espresso qualche domanda 🙂 Giustamente come mi hai fatto notare non ho mai scritto un età precisa, Ho immaginato Tom come un ragazzino sui 12/13 anni infatti l’ho fatto descrive da Diego come poco più grande di lui e Diego va alle elementari. Comunque potrei chiarirlo un pochino meglio. Grazie. Per quanto riguarda che strumento suona è la chitarra, la tastiera è la parte del manico dove schiacciando i tasti e la corda si emette il suono:).
      Grazie mille Maria

  8. Eccomi Jack.
    Come mi hai chiesto, ti do qualche suggerimento. Mi piacciono molto le fiabe, parlano al bambino(a) che c’è in ognuno di noi. Per questo motivo, nello sviluppo della storia penso sia importante farsi le domande che immaginiamo farebbe un bambino nell’ascoltare il racconto.
    Ho notato alcune ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo (verbi riuscire, sentire, piangere, succedere, Tom – il nome del protagonista…), meglio trovare sinonimi o modi equivalenti di dire la stessa cosa. Leggere a voce alta l’episodio, prima di pubblicare, aiuta a perfezionare il testo.
    Intanto, voto musicista, vediamo cosa t’inventi 🙂

  9. Ciao Jackred,
    Ho adorato il racconto. Mi sembra una versione moderna e realistica del piccolo principe. L’unico difetto (senza offesa) è che purtroppo ci sono degli errorini ma probabilmente sono dovuti al fatto che l’hai scritto di getto. Lo continui per favore? Basta guardare la mia bio per capire che questa è la fiaba adatta a me!!!
    Sara

  10. Ciao Jerry
    mi sono un po’ persa, solo a metà capitolo ho capito che il proseguimento avrebbe riguardato il viaggio fatto da Tom e raccontato da Luca, padre di Diego. Mi aspettavo il jazzista con il sassofono, alla Louis Amstrong 🙁
    Se non ti offendi con qualche suggerimento: qua e là ci sono ripetizioni di termini che tolgono scorrevolezza al testo ( viaggio/avrebbe comportato/piccolo)
    la frase “… sul volto del piccolo si era creato un sorriso enorme” vedi se scorre meglio così: …il volto del piccolo si era aperto in un enorme sorriso.
    voto il cane

    • Ciao Louise
      Grazie mille per i consigli che mi stai dando, li trovo davvero utili. Ho notato anche io dopo aver pubblicato il racconto che qualcosa non andava. Si può correggere? La mia idea sarà farli incontrare durante il loro percorso, dipenderà tutto daille vostre votazioni per come e quando :). Ti ringrazio ancora dei tuoi consigli buona serata.

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