Recensioni sincere di libri possibili

Dove eravamo rimasti?

Il capitolo finale tratterà delle storie che non sono state scelte nei capitoli precedenti. Scriverò: Recensioni brevi, tipo queste sui racconti di the incipit. (50%)

Grande Finale, delle storie non recensite

Delle storie non recensite sono stati composti i finali. Chi volesse darsi delle arie da prolifico lettore troverà molto utile questo episodio. 

Dell’ereditarietà del corpo della donna. Saggio sulla tradizione femminile, di A. Serauz

Non ci stupisce che ancora molti giovani guardino alla madre per vedere come sarà la figlia. La strada per un futuro libero dalle imposizioni genetiche e sociali è ancora lunga, ma spezzare queste catene di pregiudizi spetta a noi.

Cartagine e l’assedio dei latini. Romanzo storico di J. Quissedez

Il sale sulle strade, il rumore delle motociclette che se ne vanno. In lontananza il suono di una bachata. Voglio un burrito per cena; è il segno che loro hanno vinto. Cartagine non esiste più.

Il ciclo dell’acqua. Storia, filosofia virile e mappe nautiche per pedalò. Di L. Tancredi

In breve, le differenze di approcci tra il mondo germanico/finnico e il mondo mediterraneo/neolatino, non sono da imputarsi, come qualcuno vuole farci credere, alla differenze climatiche e di conformazione di laghi e coste; ma al diverso suono delle vocali O e U. Questo studio mette la parola fine a questa diatriba, permettendo di procedere allo studio di altre, più importanti, questioni legate al pedalare nell’acqua.

Nuove letture dei vecchi proverbi. Romanzo storico ad uso didascalico di F. Tomperio

Lui sapeva di sapere, ma non trovava le parole per convincere la sua gente. Ad un tratto gli tornò alla mente il primo insegnamento del nonno:. “Zotici e villani discutono con le mani”. Allora gli fu chiaro in quale lingua sarebbe stato compreso.

“Il diavolo sta nei dettagli” di O. Tenghsmen. Romanzo autobiografico di un soffiatore di vetro nella secessione viennese   

Soffiai nella palla di vetro, per modellarla, un’ultima volta. Poi caddi con la canna ancora in mano ma la sfera, incandescente, non si ruppe. Gabriel e il suo avversario rimasero attoniti. Non potevano immaginare che il mio ultimo respiro, e con esso la mia anima, sarebbe rimasta per sempre sulla terra, inafferrabile.

“Facce da galera!” Romanzo di evasione dell’esordiente Claudio Frigeri

Rimasero solo il Nonno e il LaMartora a fissare il cancello che si chiudeva. 

“Così se n’è andato anche quel figlio di puttana. Ci mancherà” disse il La Martora.

“Non ti preoccupare,” rispose il Nonno ”tutti prima o poi ritornano.

Se non se ne vanno per sempre”

“Rosso di sera, bianco secco al mattino. Cromoterapia col vino.” Manuale a cura dell’AIET (ass. italiana enologi terapeuti)

Avete ora imparato che i colori del vino sono infiniti, come infinite le storie che lo accompagnano. Luci diverse, differenti situazioni, rendono molto diversi vini simili. 

Non vi resta che far tesoro dei consigli e provare, provare, provare!

“Gridava forte parole incomprensibili” un cantante e un sogno: l’opera lirica.

Grande fu il suo stupore nel vedere, finalmente, la folla in piedi ad applaudire; tutto il teatro si era alzato per portare omaggio al meraviglioso cantante. Ora sarebbe toccato a lui entrare in scena; avrebbe saputo fare di meglio?

“Novità che esistevano da sempre” Un adolescente si affaccia al mondo con meraviglia, ma il mondo era già a conoscenza di tutto.

“Quindi ho fatto tutta questa strada, per niente?” 

“Non molta, in verità”

“Ma cazzo, io volevo conoscere, sentivo che c’era qualcosa di strano”

“Ora non è più strano”

“Ma anche se non avessi cercato sarebbe stato tutto uguale”

“Uguale si…  ma senza la ricerca”

“Ma la ricerca serve per trovare”

“Oppure la scusa di trovare serve ad iniziare la ricerca?”

Misteri misteriosi. Un saggio, molto saggio, sulla tautologia, scritto dallo scrittore Riccardo Du Carvel.

Così giungemmo alla fine, anche noi, insieme agli altri. Chi arrivò prima e chi arrivò dopo. I primi vennero premiati, gli ultimi vennero ultimati. Era notte ormai, ed era buio. Rincasammo, ciascuno nella propria casa. Ci risvegliammo l’indomani: un nuovo giorno.

Tele cinesi e robot giapponesi. Il grande racconto della tecnologia di massa orientale in un romanzo dell’esordiente Jin Shu

Da lontano vedeva i resti del tubo catodico, i vetri sul tappeto e quella fastidiosa puzza di circuito bruciato. Al diavolo, ormai queste cose non importano più a nessuno. Piegò le gambe dell’esoscheletro e volò nel cielo di Tokyo. Gli odori e i suoni del mercato che avevano coperto la sua vendetta si fecero sempre più lontani fino a scomparire.

I piani alti della cucina. Pensili e Mensole come fuga dalle sinergie decisive.

Riassumendo il dibattito sulla questione: le varie posizioni si polarizzeranno attorno alle due correnti maggioritarie: la verticalità sottrattiva, che prevede di posizionare più in alto ciò che è meno utile o la stratificazione a comparti, che prevede un’organizzazione a matrice orizzontale e verticale. 
Auspico un intervento normativo del legislatore, affinché si faccia chiarezza, una volta per tutte, su dove riporre gli utensili dopo averli lavati.

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68 Commenti

  • Direi che l’esperimento è più che riuscito. E’ vario, divertente e piacevole da leggere. Sarebbe veramente da fare una raccolta di recensioni di libri ipotetici e dei loro finali. Una cosa da tenere sul comodino, da aprire a caso ogni sera prima di addormentarsi con uno spunto, o un sorriso.

  • Davvero complimenti, ilGallo! Bellissimo questo finale, un ottimo esercizio di stile ma evidenzia anche una certa intelligenza nel rendere ironici parecchi passaggi senza rinunciare a una certa introspezione nel porsi quesiti più o meno fondamentali. Tutto l’esperimento è riuscito, ma in particolare ti consiglio vivamente di considerare questo ultimo sui finali come base per un libro vero e proprio da proporre agli editori o da auto-pubblicare, con tanti altri finali. Secondo me ha un suo format interessante d’intrattenimento e un possibile pubblico, perché leggero e di facile lettura (si presterebbe tra l’altro a performance dal vivo). Pensaci. Ciao.

  • Direi le parole conclusive: perché mi diverte l’idea di una recensione che spiffera esattamente il finale di un racconto; perché i finali dicono molto sulla riuscita di un racconto; perché mi piacciono gli insegnamenti che dai nelle varie recensioni e immagino che i finali racchiuderanno parte di tali insegnamenti. Ciao e complimenti anche per queste originali recensioni del capitolo 9, molto divertente l’auto citazione finale. Aspetto i finali.

    • Mi hai dato un bello spunto su come impostare i finali. È la parte che mi risulta più facilmente dimenticabile di una storia. Mi ricordo molti incipit, molte atmosfere, descrizioni, intrecci ecc… ma non c’è verso che mi ricordi i finali di delle storie che leggo/guardo.

      Grazie per i complimenti, spero di leggere qualche commento degli autori citati.

  • Ecco il nuovo episodio,
    I suggerimenti sono stati molto vari e interessanti: chi diceva di recensire il primo in classifica, chi l’ultimo, chi il più commentato, chi una storia chiusa, chi una storia aperta.

    Ho pensato di immaginare l’evoluzione delle storie abbandonate; ne ho selezionate 10, scritte circa un’anno fa, ferme al primo episodio. Spero che questo serva agli autori per riprendere in mano i racconti e smentire le mie recensioni sugli ipotetici capitoli seguenti

    • Grazie mille.
      Ti piacciono due recensioni di libri duplici. Stavo notando che 3 recensioni su 8 sono composte da libri multipli che, in qualche modo, si relazionano tra loro.
      Per la prossima storia sto accarezzando l’idea di recensire un racconto possibile. Come se io scrivessi davvero il capitolo sui gadget e poi lo recensissi, accontentando così tutti i votanti.
      Vedremo cosa succederà da qui a quando mi metterò effettivamente a scrivere il prossimo capitolo.

  • Bellissima l’idea di queste ricette collegate all’oroscopo, collegate alla mitologia, collegate tra loro.
    (A scanso di equivoci, ho ripetuto volutamente la parola collegate.)
    Ho scoperto con sommo orrore che la piattaforma ha azzerato la classifica storica dei racconti più votati presenti sul sito.
    Stavo per suggerirti di recensire la storia più votata di sempre ma non sapendo più quale sia, non posso. Per fortuna mi difendo bene con una buona memoria e ti dico di recensire Shimpu. Ti lascio pure il link: https://theincipit.com/2014/10/shimpu-alessandra-startari/10
    Attendo, fremente di leggere la prossima recensione. A presto!

  • p.s. Se tutti gli autori diranno i propri titoli, quindi mettendoti in crisi su quale scegliere, ti suggerisco in alternativa di recensire l’ultimo in classifica (che dovresti leggere) e chissà che non si scopra così un racconto meritevole di più incipoints.

  • Ciao ilGallo! Molto interessante questa proposta di libri da leggere in coppia 🙂 Può essere sì lo stesso autore, geniale a farsi passare per due persone diverse. Ben fatto e come sempre mi piacciono molto i dettagli più tecnici sui libri recensiti, con tanto di prezzo finale. Beh, come resistere all’idea di ricevere una tua recensione? Non posso che dirti un mio racconto, a tua scelta, non necessariamente l’ultimo in corso. Se poi ci vuoi pure aggiungere un gadget… Al prossimo, ma spero di non attendere troppo tempo :).

  • Anche questo episodio è interessante, soprattutto per il sotto testo.
    Confesso che l’ho letto due volte perché non sono riuscita ad afferrare subito tutte le sfumature.
    Il romanzo scritto dalla prospettiva di un tavolo nella stanza dei bottoni, mi piace. Se le mura parlassero…
    Quanto alle opzioni per la prossima recensione, sono molto indecisa. Mi incuriosisce “I piani alti della cucina ecc…” perché strana e mi sembra di intravedere un potenziale e inaspettato “nonsense”. Anche le altre due sono intriganti.
    Voto per la cucina distratta, chissà se ci metterai dentro anche qualcosa dei piani alti 😀
    ciao e buon we

  • Rieccomi, ilGallo!

    Ho votato per lo scontro tra poteri forti e fortissimi, mi aspetto qualcosa di epico tipo Bilderberg contro la Via Lattea.
    Mi piace il tuo esperimento, è pieno di fantasia e di intelligenza.
    Tra i capitoli, mi sono piaciuti tanto il quarto e il quinto, ma devo dire che hai disseminato dappertutto perle e perline gustose. Devo ammetterlo, ho un po’ il dubbio che la tua scrittura mi piaccia molto perché non mi rassegno ad ammettere con me stesso che non sono in grado di seguire tutti i riferimenti, i rimandi, le disquisizioni filosofiche e storiche onnipresenti.
    Hai l’aria di saperla lunga, e l’impressione è che, in questa sede, tu ci voglia regalare uno scritto davvero gradevole ma che tutto sommato ti viene spontaneo e facile.
    Avercene!

    Ciao, ti auguro un ottimo prosieguo di settimana 😀

    • Grazie per i complimenti,
      permettimi di evidenziare , per chi se ne stia preoccupando, che molti dei riferimenti, deii rimandi, e delle disquisizioni filosofiche e storiche sono, come i racconti, sinceri ma inventati. Anche se devo ammettere che alcuni di questi, rileggendoli un po’ di tempo dopo averli scritti, mi sembrano meno campati per aria e probabilmente meriteranno degli approfondimenti dedicati.
      “Hai l’aria di saperla lunga” è uno dei complimenti più belli che si possono fare ad un pallone gonfiato come me.
      Grazie.

    • Ciao Minollo,
      spero di scrivere il prossimo capitolo più velocemente degli altri, ma è una speranza che ho sempre tradito. Grazie per la fiducia sulla qualità, sper di non deluderti con il prossimo episodio.
      Sul fatto che “van bene tutti” ho in mente una cosa per l’ultimo capitolo che accontenterà tutti, me per primo. Ma non voglio ancora anticipare nulla.

      Ciao e grazie ancora!

  • Non potevo che votare fantascientifico e incito tutti i lettori a seguire il mio esempio, da aspirante influenZer! Non oso immaginare che capolavoro di recensione potrebbe venire fuori alla luce di vaccini, lockdown parziali, negazionisti totali. ahahah
    Ti aspetto, ilGallo.

  • Ciao il Gallo,
    ti ho ritrovato nei commenti di qualche altra storia e mi sono ricordata di te dai tempi in cui anche io scrivevo ancora qui.
    Spero ti non abbia intenzione di abbandonare questo racconto -se così si può chiamare- perché io l’ho adorato. Ti prego fammi la recensione su Carla l’influencer.
    Ne conosciuta una di recente e amerei leggere la tua recensione sulla vita immaginaria che questi personaggi si costruiscono per apparire perfetti sul web.
    Conta che non ho mai pregato nessuno, io. Vale qualcosa?

  • Fantastico il metter su una girandola di parole legate da un improbabile quanto credibile pensiero. Quante recensioni ma anche discorsi, concetti astrusi hanno afflitto le nostre povere cellule cerebrali nella vita?
    La tua prosa è un fuoco d’artificio che accende e spegne
    concetti mai banali e sempre comunque godibili. Un giro di giostra, una bella simpatica invenzione.
    Ah, la prossima volta parliamo di vino!

  • Rieccoci.
    Mai banale.
    Non sei per tutti. E forse questo è un pregio. La tua ironia e i tuoi lavori sono di qualità.
    Aggiorna più spesso! Questa piattaforma ha bisogno di persone fuori dagli schemi come te.
    Sono sincera nel dire che apprezzo come scrivi. In questo ultimo giro sei stato forse un po’ volutamente pesante. Ma ci stava, considerando il tipo di recensione improbabile che stavo facendo.
    In ogni caso, sei stato bravo.

  • Ciao ilGallo,
    “Serauz vede nella recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti mediati dalla tecnologia e cita:” . Aiutami a capire se è quello che volevi scrivere perché mi sono perso. Idea originalissima che però dici di aver preso in prestito, notevole abilità di scrittura e una persistente aria di presa in giro che forse, beato te, è lo sfizio che ti stai togliendo. Ti seguirò con piacere se riuscirò a capire tutto quello che scrivi, ( altrimenti chiederò a te!).
    Complimenti anche per aver risolto il busillis delle tre ipotesi: alla fine su un lavoro del genere non sono per niente condizionanti!
    Alla prossima. Ciao🙋

    • Ciao fenderman,
      mi scuso da subito per il mio correttore di basse, ma è un madrelingua inglese. Spesso sbaglia e corregge cose che nella stesura originale erano giuste. Questo porta di solito a deliziosi fraintendimenti e arricchisce molto il mio stile.
      A volte invece non si capisce più niente. In questo caso Serauz vede della recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti… Secondo lui, provo a sintetizzarne il pensiero, la critica mossa verso la volgarizzazione delle comunicazioni su internet nasce da un sentimento egoistico di auto assoluzione di chi, facendo parte del sistema, si vuole ergere moralmente al di sopra di esso per giudicarlo.
      Io non sono molto d’accordo con questa visione, sono più sulle posizioni di Lucerio che vede la rete come uno specchio dell’anima, dove parlare a tutti per parlare innanzitutto a se stessi.

      Spero che adesso sia tutto più chiaro. e si, mi diverto un sacco 😉
      Devo solo trovare tre possibili finali e sono pronto col prossimo episodio. Non vedo l’ora di sentire i commenti.

      Grazie

  • Questa ha tutta l’aria di essere la raccolta spiritosa di una serie di racconti che hai immaginato ma mai sviluppato, come quelle idee balzane che ogni tanto saltano alla mente e ti fanno dire “e adesso che ci faccio?”. Trovo molto divertente l’intento e scorrevole la scrittura.
    Voto Dulche de Leche, nella speranza che gli altri titoli tornino nelle prossime votazioni!

  • Ciao Gallo,
    mi era sfuggito il capitolo d’esordio, ma ho recuperato in fretta, vista la brevità degli episodi.
    Se devo dirti la verità trovo un notevole divario tra i due scritti, che paiono realizzati da persone diverse. Il primo è sagace, spumeggiante e divertente; il secondo risulta un po’ piatto, privo di quel pizzico di magia che hanno le buone idee. Pare scritto più per proseguire la storia che per dar sfogo al guizzo della cratività visto nel precedente… è una mia ipotesi, quindi prendila per quello che è 🙂
    Per il prossimo ho votato per l’Almanacco delle Recriminazioni e vediamo che salta fuori.
    Intanto ti saluto, alla prossima!

  • Ciao ilGallo, ti seguo senz’altro, mi è piaciuta la scrittura e moltissimo, l’idea di recensire libri. Una biblioteca fantastica, addirittura. E’ proprio il genere di raccont,i e tutto il resto, che preferisco. Ho votato per la tradizione femminile. Attendo. non demordere.

  • Bene, trovata originale, ma, devo dire, anche la recensione in sé non è male; benché non sia un appassionato di toponomastica sei riuscito a suscitare in me una certa curiosità; ti dirò, non vedo l’ora che qualcuno scriva il libro così da poterlo acquistare…
    Per il prossimo pensavo a un Saggio sulla tradizione femminile… ma visto che sei così bravo a recensire potresti magari prendere in considerazione di passare da me per un parere.
    Seguo.

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