Recensioni sincere di libri possibili

Dove eravamo rimasti?

La prossima recensione tratterà di: Almanacco delle recriminazioni. Antologia ragionata del nuovo lamento virale. di A. Serauz e F. Lucerio (100%)

Almanacco delle recrimazioni. Antologia ragionata del nuovo lamento virale. di A. Serauz e F. Lucerio

L’intento è enumerativo, il gusto è accumulatorio, la missione è il catalogo. A questo aspirano Serauz e Lucerio nella prima opera che li vede fronteggiarsi davanti ad una divisione concettuale, prima ancora che morale. Due scrittori opposti, per stile, gusto, produzione e tematiche che, cito dalla quarta di copertina: “si incontrano per dare vita ad una nuova ipotesi di filologia: la recriminazione”.

Al tempo dei social network, scrivono, l’almanacco può risultare antiquato e lento. Registrare ogni giorno assieme alla data e l’ora, le configurazioni astronomiche, i principi geografiche e le statistiche sulla cultura locale può sembrare un esercizio sterile; è però l’unico modo per salvare la catena ininterrotta di feed coi quali si viene in contatto.

Il principale obiettivo che spinge Serauz sembra essere stato quello di certificare l’inesistenza del mondo o quantomeno il suo poggiare su basi di fondamentale infondatezza. Quando la memoria umana travalica quella informatizzata, ritrova in se stessa una diffusa lamentela silenziosa.

Lucerio fa il contro-canto di questa tesi e utilizzando perlopiù uno stile sardonico e farsesco, teso a celebrare la burocratica necessità dell’archiviazione, ritrova l’atto d’accusa diffuso, non nel rumore di fondo di una memoria collettiva, ma nella reazione individuale al soliloquio di massa.

Entrambi, per strade opposte e tortuose, tentano una mappa. Dapprima si fingono esploratori del tutto, ma ben presto si scopre la direzione sotterranea della loro ricerca. Questa direzione forse è il maggior limite del libro; di sicuro ciò porta i due autori a fallire nel loro obiettivo dichiarato: l’almanacco.

L’idea è ben architettata, lo stile è luminoso e brillante, sia pure con le rispettive differenze di gusto dei due autori. Quello che manca è un po’ di onestà intellettuale nella scelta delle prove riportate a sostegno della tesi. Ne cito due a titolo di esempio:

Serauz vede nella recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti mediati dalla tecnologia e cita:

“Ecco, iniziano a bloccarmi perchè li redarguisco per le scurrilità che distribuiscono su Twitter. Basta odio e ripicca. #SiateUmani. Non vorrei giungere alla conclusione che noi bot siamo migliori di voi umani. Vi chiedo umanità verso voi stessi e verso gli altri. #chatbot”

Lucerio, che al contrario apprezza il parlare a tutti, che si riduce al parlare a se stessi e lo vuole evidenziare come pratica della reazione rivendicativa, cita:

– Zitta che parlo io

– Non me ne fotte un cazzo di quello che dici

– Ho capito finalmente che ho ritrovato me stesso

– Ti sentivo mia soltanto a letto

Dopo 1 ora di casini

Bacio, abbraccio, e vanno via assieme.

IO:

#TemptationIsland pic.twitter.com/wQhk2KDVUX”

Per contestualizzare la disputa in atto fra i due autori e gli esiti meschini del loro contendere, riprendo la citazione ad inizio libro che sintetizza, in modo quasi profetico, gli esiti del testo: “Al-manākh era inoltre il luogo dove i cammelli sostavano per effettuare lo scarico e il carico di merci e di rifornimenti.”

La prossima recensione tratterà di:

  • Retrospettiva dell’opera di I. Rodantonia, Illustratore e favolista che diede nuovo impulso alla novella dematerializzata del tardo ‘700 (50%)
    50
  • Esegesi di “Gli animali linguistici, verso una lingua veicolante” di C. Deran. Saggio sul ruolo del linguaggio sociale, da babele a oggi (50%)
    50
  • Stroncatura di “Il diavolo sta nei dettagli” di O. Tenghsmen. Romanzo autobiografico di un soffiatore di vetro nella secessione viennese (0%)
    0
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36 Commenti

  • Non potevo che votare fantascientifico e incito tutti i lettori a seguire il mio esempio, da aspirante influenZer! Non oso immaginare che capolavoro di recensione potrebbe venire fuori alla luce di vaccini, lockdown parziali, negazionisti totali. ahahah
    Ti aspetto, ilGallo.

  • Ciao il Gallo,
    ti ho ritrovato nei commenti di qualche altra storia e mi sono ricordata di te dai tempi in cui anche io scrivevo ancora qui.
    Spero ti non abbia intenzione di abbandonare questo racconto -se così si può chiamare- perché io l’ho adorato. Ti prego fammi la recensione su Carla l’influencer.
    Ne conosciuta una di recente e amerei leggere la tua recensione sulla vita immaginaria che questi personaggi si costruiscono per apparire perfetti sul web.
    Conta che non ho mai pregato nessuno, io. Vale qualcosa?

  • Fantastico il metter su una girandola di parole legate da un improbabile quanto credibile pensiero. Quante recensioni ma anche discorsi, concetti astrusi hanno afflitto le nostre povere cellule cerebrali nella vita?
    La tua prosa è un fuoco d’artificio che accende e spegne
    concetti mai banali e sempre comunque godibili. Un giro di giostra, una bella simpatica invenzione.
    Ah, la prossima volta parliamo di vino!

  • Rieccoci.
    Mai banale.
    Non sei per tutti. E forse questo è un pregio. La tua ironia e i tuoi lavori sono di qualità.
    Aggiorna più spesso! Questa piattaforma ha bisogno di persone fuori dagli schemi come te.
    Sono sincera nel dire che apprezzo come scrivi. In questo ultimo giro sei stato forse un po’ volutamente pesante. Ma ci stava, considerando il tipo di recensione improbabile che stavo facendo.
    In ogni caso, sei stato bravo.

  • Ciao ilGallo,
    “Serauz vede nella recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti mediati dalla tecnologia e cita:” . Aiutami a capire se è quello che volevi scrivere perché mi sono perso. Idea originalissima che però dici di aver preso in prestito, notevole abilità di scrittura e una persistente aria di presa in giro che forse, beato te, è lo sfizio che ti stai togliendo. Ti seguirò con piacere se riuscirò a capire tutto quello che scrivi, ( altrimenti chiederò a te!).
    Complimenti anche per aver risolto il busillis delle tre ipotesi: alla fine su un lavoro del genere non sono per niente condizionanti!
    Alla prossima. Ciao🙋

    • Ciao fenderman,
      mi scuso da subito per il mio correttore di basse, ma è un madrelingua inglese. Spesso sbaglia e corregge cose che nella stesura originale erano giuste. Questo porta di solito a deliziosi fraintendimenti e arricchisce molto il mio stile.
      A volte invece non si capisce più niente. In questo caso Serauz vede della recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti… Secondo lui, provo a sintetizzarne il pensiero, la critica mossa verso la volgarizzazione delle comunicazioni su internet nasce da un sentimento egoistico di auto assoluzione di chi, facendo parte del sistema, si vuole ergere moralmente al di sopra di esso per giudicarlo.
      Io non sono molto d’accordo con questa visione, sono più sulle posizioni di Lucerio che vede la rete come uno specchio dell’anima, dove parlare a tutti per parlare innanzitutto a se stessi.

      Spero che adesso sia tutto più chiaro. e si, mi diverto un sacco 😉
      Devo solo trovare tre possibili finali e sono pronto col prossimo episodio. Non vedo l’ora di sentire i commenti.

      Grazie

  • Questa ha tutta l’aria di essere la raccolta spiritosa di una serie di racconti che hai immaginato ma mai sviluppato, come quelle idee balzane che ogni tanto saltano alla mente e ti fanno dire “e adesso che ci faccio?”. Trovo molto divertente l’intento e scorrevole la scrittura.
    Voto Dulche de Leche, nella speranza che gli altri titoli tornino nelle prossime votazioni!

  • Ciao Gallo,
    mi era sfuggito il capitolo d’esordio, ma ho recuperato in fretta, vista la brevità degli episodi.
    Se devo dirti la verità trovo un notevole divario tra i due scritti, che paiono realizzati da persone diverse. Il primo è sagace, spumeggiante e divertente; il secondo risulta un po’ piatto, privo di quel pizzico di magia che hanno le buone idee. Pare scritto più per proseguire la storia che per dar sfogo al guizzo della cratività visto nel precedente… è una mia ipotesi, quindi prendila per quello che è 🙂
    Per il prossimo ho votato per l’Almanacco delle Recriminazioni e vediamo che salta fuori.
    Intanto ti saluto, alla prossima!

  • Ciao ilGallo, ti seguo senz’altro, mi è piaciuta la scrittura e moltissimo, l’idea di recensire libri. Una biblioteca fantastica, addirittura. E’ proprio il genere di raccont,i e tutto il resto, che preferisco. Ho votato per la tradizione femminile. Attendo. non demordere.

  • Bene, trovata originale, ma, devo dire, anche la recensione in sé non è male; benché non sia un appassionato di toponomastica sei riuscito a suscitare in me una certa curiosità; ti dirò, non vedo l’ora che qualcuno scriva il libro così da poterlo acquistare…
    Per il prossimo pensavo a un Saggio sulla tradizione femminile… ma visto che sei così bravo a recensire potresti magari prendere in considerazione di passare da me per un parere.
    Seguo.

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