Recensioni sincere di libri possibili

Dove eravamo rimasti?

La prossima recensione tratterà di: Esegesi di “Gli animali linguistici, verso una lingua veicolante” di C. Deran. Saggio sul ruolo del linguaggio sociale, da babele a oggi (50%)

Esegesi di “Gli animali linguistici, verso una lingua veicolante” di C. Deran. Saggio sul ruolo del linguaggio sociale, da babele a oggi - Retrospettiva dell’opera di I. Rodantonia, Illustratore e favolista che diede nuovo impulso alla novella dematerializzata del tardo ‘700

Per la prima volta mi trovo a recensire e quindi a ragionare su un caso editoriale inusuale, dunque molto interessante.

In uscita allegata al quotidiano OMISSIS, un volume formato due libri, apparentemente senza connessione alcuna: una saggio sul linguaggio e la retrospettiva di un illustratore del tardo ‘700.

Darò conto delle due opere singolarmente, ma quello che mi interessa maggiormente è indagare i motivi di questa giustapposizione.

Iniziamo dunque con ordine: il libro del Deran, “Gli animali linguistici, verso una lingua veicolante”, è ormai un classico, sebbene molti studiosi mettano in guardia dalla sua volontà di spiegare tutti i fenomeni secondo uno schema base della comunicazione che si pone in contrasto con la teoria di Marshall McLuhan. Uno schema al contempo semplice e sconcertante, tratta il linguaggio come un’entità animale che ha necessità e bisogni tipici dell’animale: nutrirsi, dormire, ripararsi, riprodursi.

Questa metafora gli consente di affermare che: “l’animale linguistico affolla la sua tana di metafore per cibarsi del significato e perpetuare il significante.”

Una lettura senz’altro stimolante, con il pregio di avere scarsi legami con il reale.

La retrospettiva del Rodantonia, illustratore, ci offre per la prima volta una visione complessiva della sua sterminata produzione. Complessiva in senso non enumerativo ma didascalico. I curatori Mark e Juls Schneller, nel loro lavoro di raccolta, hanno riscontrato una corrispondenza tra le varie opere, posizionando le tavole una vicino all’altra si sono accorti che ognuna andava a comporre un frammento di un’illustrazione più grande che le comprendeva e le giustificava tutte. Come se, in vita sua, Rodantonia non avesse fatto altro che lavorare ad una sola, unica immagine di quel regno della fantasia dove accadono le storie che racconta quando assume il ruolo di narratore.

Ha dello stupefacente, data la quantità e la diversità della sua sterminata produzione, il modo in cui abbia saputo piegare i bisogni dei diversi clienti che si sono serviti del suo lavoro di illustratore e grafico per comporre questo affresco del suo proprio regno delle favole.

Ma veniamo dunque a noi, editore. Qual è il significato di questa giustapposizione?

Non credo che derivi da logiche commerciali, la fama dei due autori non è tale da giustificare un affollamento di pubblico. L’unico motivo è trovare un senso nella giustapposizione.

Mi viene in mente un episodio di tanti anni fa, quando mi capitò tra le mani, un segnalibro. Su di esso era stampato uno dei 100 piccoli romanzi fiume delle centurie di Manganelli. Notai che il romanzo iniziava e terminava con tre puntini di sospensione, come a suggerire di leggerlo subito dopo e subito prima le pagine tra cui era inserito.

L’operazione banale e urlata di giustapposizione servì allora a farmi riflettere su quanto quello che leggiamo e viviamo influisce sul godimento e sulla comprensione di quanto stiamo leggendo e vivendo.

Nell’ansia di capire quale legame ci fosse tra i due scritti continuavo a saltare dall’uno all’altro, finendo inevitabilmente per influenzare il ragionamento linguistico con i regni della fantasia immaginata e le illustrazioni i poster e i logotipi per l’industria siderurgica finivano inevitabilmente per trasformarsi in animali verbali, a volte schivi, altre volte rapaci.

Vi consiglio dunque di contaminare queste letture con altre e con altri sogni di vita come il fatto curioso della morte di Rodantonia, tuttora avvolta nel mistero. 

Si dice che, ossessionato dalle formiche che infestavano la sua casa, prese a seguirle per scovare il formicaio e risolvere il problema una volta per tutte. Nel seguire la fila ordinata degli insetti andò così in là che non seppe tornare più indietro. Il suo corpo non fu più ritrovato, chissà che il luogo della sua scomparsa non sia indicato nella mappa che ha disegnato per tutta la vita?

La prossima recensione tratterà di:

  • “Facce da galera!” Romanzo di evasione dell’esordiente Claudio Frigeri. (25%)
    25
  • “Rosso di sera, bianco secco al mattino. Cromoterapia col vino.” Manuale a cura dell’AIET (ass. italiana enologi terapeuti) (25%)
    25
  • “La congiura di Catilina e software correlati.” Manuale utente a cura di Hap Lee (50%)
    50
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24 Commenti

  1. Fantastico il metter su una girandola di parole legate da un improbabile quanto credibile pensiero. Quante recensioni ma anche discorsi, concetti astrusi hanno afflitto le nostre povere cellule cerebrali nella vita?
    La tua prosa è un fuoco d’artificio che accende e spegne
    concetti mai banali e sempre comunque godibili. Un giro di giostra, una bella simpatica invenzione.
    Ah, la prossima volta parliamo di vino!

  2. Rieccoci.
    Mai banale.
    Non sei per tutti. E forse questo è un pregio. La tua ironia e i tuoi lavori sono di qualità.
    Aggiorna più spesso! Questa piattaforma ha bisogno di persone fuori dagli schemi come te.
    Sono sincera nel dire che apprezzo come scrivi. In questo ultimo giro sei stato forse un po’ volutamente pesante. Ma ci stava, considerando il tipo di recensione improbabile che stavo facendo.
    In ogni caso, sei stato bravo.

  3. Ciao ilGallo,
    “Serauz vede nella recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti mediati dalla tecnologia e cita:” . Aiutami a capire se è quello che volevi scrivere perché mi sono perso. Idea originalissima che però dici di aver preso in prestito, notevole abilità di scrittura e una persistente aria di presa in giro che forse, beato te, è lo sfizio che ti stai togliendo. Ti seguirò con piacere se riuscirò a capire tutto quello che scrivi, ( altrimenti chiederò a te!).
    Complimenti anche per aver risolto il busillis delle tre ipotesi: alla fine su un lavoro del genere non sono per niente condizionanti!
    Alla prossima. Ciao🙋

    • Ciao fenderman,
      mi scuso da subito per il mio correttore di basse, ma è un madrelingua inglese. Spesso sbaglia e corregge cose che nella stesura originale erano giuste. Questo porta di solito a deliziosi fraintendimenti e arricchisce molto il mio stile.
      A volte invece non si capisce più niente. In questo caso Serauz vede della recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti… Secondo lui, provo a sintetizzarne il pensiero, la critica mossa verso la volgarizzazione delle comunicazioni su internet nasce da un sentimento egoistico di auto assoluzione di chi, facendo parte del sistema, si vuole ergere moralmente al di sopra di esso per giudicarlo.
      Io non sono molto d’accordo con questa visione, sono più sulle posizioni di Lucerio che vede la rete come uno specchio dell’anima, dove parlare a tutti per parlare innanzitutto a se stessi.

      Spero che adesso sia tutto più chiaro. e si, mi diverto un sacco 😉
      Devo solo trovare tre possibili finali e sono pronto col prossimo episodio. Non vedo l’ora di sentire i commenti.

      Grazie

  4. Questa ha tutta l’aria di essere la raccolta spiritosa di una serie di racconti che hai immaginato ma mai sviluppato, come quelle idee balzane che ogni tanto saltano alla mente e ti fanno dire “e adesso che ci faccio?”. Trovo molto divertente l’intento e scorrevole la scrittura.
    Voto Dulche de Leche, nella speranza che gli altri titoli tornino nelle prossime votazioni!

  5. Ciao Gallo,
    mi era sfuggito il capitolo d’esordio, ma ho recuperato in fretta, vista la brevità degli episodi.
    Se devo dirti la verità trovo un notevole divario tra i due scritti, che paiono realizzati da persone diverse. Il primo è sagace, spumeggiante e divertente; il secondo risulta un po’ piatto, privo di quel pizzico di magia che hanno le buone idee. Pare scritto più per proseguire la storia che per dar sfogo al guizzo della cratività visto nel precedente… è una mia ipotesi, quindi prendila per quello che è 🙂
    Per il prossimo ho votato per l’Almanacco delle Recriminazioni e vediamo che salta fuori.
    Intanto ti saluto, alla prossima!

  6. Ciao ilGallo, ti seguo senz’altro, mi è piaciuta la scrittura e moltissimo, l’idea di recensire libri. Una biblioteca fantastica, addirittura. E’ proprio il genere di raccont,i e tutto il resto, che preferisco. Ho votato per la tradizione femminile. Attendo. non demordere.

  7. Bene, trovata originale, ma, devo dire, anche la recensione in sé non è male; benché non sia un appassionato di toponomastica sei riuscito a suscitare in me una certa curiosità; ti dirò, non vedo l’ora che qualcuno scriva il libro così da poterlo acquistare…
    Per il prossimo pensavo a un Saggio sulla tradizione femminile… ma visto che sei così bravo a recensire potresti magari prendere in considerazione di passare da me per un parere.
    Seguo.

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