Recensioni sincere di libri possibili

Dove eravamo rimasti?

La prossima recensione tratterà di un romanzo: "È una banale influencer" La storia di Carla, virologa e web star. (75%)

“Una banale influencer” La storia di Carla, virologa e web star

È strano recensire questo libro oggi, alla luce di tutto quello che è successo. L’instant book autobiografico “È una banale influencer”, racconta la storia di Carla, una storia che vede premiato allo stesso tempo l’impegno e la passione del proprio campo di indagine e la voglia di evadere da un percorso già tracciato. 

Spero di non fare spoiler, dovreste già conoscere tutti la storia di Carla; provo a riassumere seguendo il percorso del libro, per chi si fosse preso una pausa negli ultimi mesi. 

Carla è una ragazza del suo tempo, una laurea in biologia, un lavoro vero in un laboratorio vero nella sua Genova, e nonostante ciò: la voglia di diventare un influencer, di essere un modello.
Di aspetto piacevole e di parlantina sciolta, pensava di avere tutte le carte in regola per aggredire il  mondo dei social media e farlo suo. Pensava che che nella sua professione non ci fosse spazio per la divulgazione, che una virologa lavoro laureata da poco avesse poco da dire.

Fin qui l’introduzione, la curva crescente della fama di Carla è ben descritta dai suoi inizi in sordina e dal finale glorioso. Il libro si divide in 9 capitoli, tante quante sono le esperienze, più o meno riuscite, di Carla nel suo approccio al mondo social.

  • Il Dente e il Dolore, L’aperitivo e il raffreddore.
    Carla inizia con un podcast, mentre ancora lavora al laboratorio. Un canale di psicologia dell’inconscio e i rapporti interpersonali che avrà vita breve, solo qualche puntata che servirà a, cito testualmente: “passare a fare sul serio”.
  • Da Monterosso alla Montessori
    Questo passaggio ha significato, per Carla, seguire quella che pensava fosse la sua vera passione: la reporter. Iniziò ad indagare l’istruzione infantile nella sua regione; ma, dopo aver intervistato diversi educatori e aver sfruttato il volano dell’infanzia per raccogliere grandi numeri di like e visualizzazioni, decise che era venuto il momento di passare ad un argomento più controverso e quindi più attrattivo: la politica.
  • Cani da riporto
    Decise di chiudere il blog, che portava avanti in solitaria, per accettare una proposta da parte di un giornale locale. Dopo qualche mese iniziò a stancarsi di notizie scritte per compiacere questo o quel politico. In questo punto si assiste alla parte più ispirata del libro: un dialogo interiore a tre voci, una sorta di dialogo sopra ai massimi sistemi, dove lo scienziato, lo scettico e il razionalista litigano fino ad autoconvincersi che lasciare il giornale e tornare al precariato social fosse la scelta giusta.
  • Il ritorno alla terra
    La scelta giusta si concretizzò in un fotoblog di denuncia degli scempi ecologici nella sua regione. Territori abbandonati, discariche a cielo aperto e le persone che abitavano quei luoghi.
  • Dalle stalle alle stelle
    La bizzarra evoluzione del percorso fotografico la portò ad occuparsi sempre meno di ecologia e sempre più della fede e dei luoghi di culto spontanei. Seguendo gli abitanti dei luoghi che fotografava per denunciare la precaria condizione materiale, scoprì la loro dimensione spirituale.
  • L’effimero mondo della moda
    Una cosa che scoprì molto presto è che i drammi interiori di persone sconosciute, raccontate in modo lieve e discreto, non portano traffico. Le visite al suo blog calarono vertiginosamente e tornò ad essere una signora nessuno.
    Provò a risollevare le sorti col solito vecchio metodo: belle ragazze vestite poco, con la scusa della moda. La cosa sembrò funzionare ma era troppo distante dal suo mondo per durare. Decise di tornare verso la sua amata scienza e alla parola parlata con un podcast sulla cucina.
  • La scienza in Cucina
    Il punto debole di questo podcast fu proprio lo sbilanciamento verso la scienza, a scapito della cucina. Parlava con naturalezza di strumenti di lavoro molto comuni in un laboratorio di ricerca, molto meno in una normale cucina. Anche quel suo vizio di presentare le quantità degli ingredienti in termini di peso atomico con numeri espressi in notazione 10n, per quanto interessante e originale, non gli diede la fama che si aspettava.
  • Quando tutto sembrava perduto
    Carla era decisa ad abbandonare i suoi sogni, a tornare al lavoro di prima. Basta coi social, basta con la divulgazione, basta con la creazione dei contenuti. Bisognava riprendere in mano le provette e il microscopio, quando, all’improvviso…
  • All’improvviso, una pandemia
    Le prime notizie dalla Cina, la confusione di parenti e amici che le chiedevano sempre più informazioni sul virus, sulla diffusione, sulle curve da abbassare e sulle misure da intraprendere. In poco tempo tutti gli insegnamenti dell’anno trascorso a sperimentare si mostrarono utili.

Cosa ci insegna questo libro: Credere nei propri sogni fa sì che l’universo si allinei per esaudirli. Fate attenzione ai vostri sogni.

Prezzo: 22 € edizione con copertina rigida

Editore: In Media(s) Rex.

La prossima recensione tratterà di:

  • Ubi Major. Quando i Poteri Forti si scontrano coi Poteri fortissimi nulla è scontato. Il nuovo romanzo fantascientifico di Duke Machomscky (40%)
    40
  • Misteri misteriosi. Un saggio, molto saggio, sulla tautologia, scritto dallo scrittore Riccardo Du Carvel. (20%)
    20
  • Tele cinesi e robot giapponesi. Il grande racconto della tecnologia di massa orientale in un romanzo dell’esordiente Jin Shu (40%)
    40
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36 Commenti

  • Non potevo che votare fantascientifico e incito tutti i lettori a seguire il mio esempio, da aspirante influenZer! Non oso immaginare che capolavoro di recensione potrebbe venire fuori alla luce di vaccini, lockdown parziali, negazionisti totali. ahahah
    Ti aspetto, ilGallo.

  • Ciao il Gallo,
    ti ho ritrovato nei commenti di qualche altra storia e mi sono ricordata di te dai tempi in cui anche io scrivevo ancora qui.
    Spero ti non abbia intenzione di abbandonare questo racconto -se così si può chiamare- perché io l’ho adorato. Ti prego fammi la recensione su Carla l’influencer.
    Ne conosciuta una di recente e amerei leggere la tua recensione sulla vita immaginaria che questi personaggi si costruiscono per apparire perfetti sul web.
    Conta che non ho mai pregato nessuno, io. Vale qualcosa?

  • Fantastico il metter su una girandola di parole legate da un improbabile quanto credibile pensiero. Quante recensioni ma anche discorsi, concetti astrusi hanno afflitto le nostre povere cellule cerebrali nella vita?
    La tua prosa è un fuoco d’artificio che accende e spegne
    concetti mai banali e sempre comunque godibili. Un giro di giostra, una bella simpatica invenzione.
    Ah, la prossima volta parliamo di vino!

  • Rieccoci.
    Mai banale.
    Non sei per tutti. E forse questo è un pregio. La tua ironia e i tuoi lavori sono di qualità.
    Aggiorna più spesso! Questa piattaforma ha bisogno di persone fuori dagli schemi come te.
    Sono sincera nel dire che apprezzo come scrivi. In questo ultimo giro sei stato forse un po’ volutamente pesante. Ma ci stava, considerando il tipo di recensione improbabile che stavo facendo.
    In ogni caso, sei stato bravo.

  • Ciao ilGallo,
    “Serauz vede nella recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti mediati dalla tecnologia e cita:” . Aiutami a capire se è quello che volevi scrivere perché mi sono perso. Idea originalissima che però dici di aver preso in prestito, notevole abilità di scrittura e una persistente aria di presa in giro che forse, beato te, è lo sfizio che ti stai togliendo. Ti seguirò con piacere se riuscirò a capire tutto quello che scrivi, ( altrimenti chiederò a te!).
    Complimenti anche per aver risolto il busillis delle tre ipotesi: alla fine su un lavoro del genere non sono per niente condizionanti!
    Alla prossima. Ciao🙋

    • Ciao fenderman,
      mi scuso da subito per il mio correttore di basse, ma è un madrelingua inglese. Spesso sbaglia e corregge cose che nella stesura originale erano giuste. Questo porta di solito a deliziosi fraintendimenti e arricchisce molto il mio stile.
      A volte invece non si capisce più niente. In questo caso Serauz vede della recriminazione nell’umanizzazione dei rapporti… Secondo lui, provo a sintetizzarne il pensiero, la critica mossa verso la volgarizzazione delle comunicazioni su internet nasce da un sentimento egoistico di auto assoluzione di chi, facendo parte del sistema, si vuole ergere moralmente al di sopra di esso per giudicarlo.
      Io non sono molto d’accordo con questa visione, sono più sulle posizioni di Lucerio che vede la rete come uno specchio dell’anima, dove parlare a tutti per parlare innanzitutto a se stessi.

      Spero che adesso sia tutto più chiaro. e si, mi diverto un sacco 😉
      Devo solo trovare tre possibili finali e sono pronto col prossimo episodio. Non vedo l’ora di sentire i commenti.

      Grazie

  • Questa ha tutta l’aria di essere la raccolta spiritosa di una serie di racconti che hai immaginato ma mai sviluppato, come quelle idee balzane che ogni tanto saltano alla mente e ti fanno dire “e adesso che ci faccio?”. Trovo molto divertente l’intento e scorrevole la scrittura.
    Voto Dulche de Leche, nella speranza che gli altri titoli tornino nelle prossime votazioni!

  • Ciao Gallo,
    mi era sfuggito il capitolo d’esordio, ma ho recuperato in fretta, vista la brevità degli episodi.
    Se devo dirti la verità trovo un notevole divario tra i due scritti, che paiono realizzati da persone diverse. Il primo è sagace, spumeggiante e divertente; il secondo risulta un po’ piatto, privo di quel pizzico di magia che hanno le buone idee. Pare scritto più per proseguire la storia che per dar sfogo al guizzo della cratività visto nel precedente… è una mia ipotesi, quindi prendila per quello che è 🙂
    Per il prossimo ho votato per l’Almanacco delle Recriminazioni e vediamo che salta fuori.
    Intanto ti saluto, alla prossima!

  • Ciao ilGallo, ti seguo senz’altro, mi è piaciuta la scrittura e moltissimo, l’idea di recensire libri. Una biblioteca fantastica, addirittura. E’ proprio il genere di raccont,i e tutto il resto, che preferisco. Ho votato per la tradizione femminile. Attendo. non demordere.

  • Bene, trovata originale, ma, devo dire, anche la recensione in sé non è male; benché non sia un appassionato di toponomastica sei riuscito a suscitare in me una certa curiosità; ti dirò, non vedo l’ora che qualcuno scriva il libro così da poterlo acquistare…
    Per il prossimo pensavo a un Saggio sulla tradizione femminile… ma visto che sei così bravo a recensire potresti magari prendere in considerazione di passare da me per un parere.
    Seguo.

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