Recensioni sincere di libri possibili

Dove eravamo rimasti?

La prossima recensione tratterà di: Ubi Major. Quando i Poteri Forti si scontrano coi Poteri fortissimi nulla è scontato. Il nuovo romanzo fantascientifico di Duke Machomscky (44%)

Ubi Major. Quando i Poteri Forti si scontrano coi Poteri fortissimi nulla è scontato.

Il nuovo romanzo fantascientifico di Duke Machomscky è il seguito ideale del suo primo saggio breve sui prezzi al dettaglio nella grande distribuzione: “3×2 = Ciò che compri dice ciò che 6”. Purtroppo non ha avuto la fortuna commerciale che avrebbe meritato, confermando così l’assunto del saggio stesso.

Come può un romanzo essere il seguito di un saggio? Non certo in un senso narrativo; quello che viene anticipato nel saggio e sviluppato nel romanzo sono le teorie dei rapporti di scala e delle soggettivazioni degli oggetti di sfondo.

La trama di questo romanzo è a suo modo classica: si parte da una situazione iniziale confortante:  il nostro mondo, nella nostra epoca. Non ci sono guerre, non ci sono pandemie, tutto fila liscio finché accade l’evento scatenante: i rettiliani si palesano. Nel bel mezzo di Central Park si mostrano e fanno il primo annuncio. Sono discendenti da un’antica razza aliena che ha colonizzato il mondo e ha donato alle scimmie antropomorfe il dono dell’intelligenza e del fuoco. Ora sono nei posti di comando della terra ed hanno deciso che è il momento giusto per rivendicare quello che gli spetta di diritto.

Panico tra gli umani e ingresso nel mondo fantastico

In questo punto ho avvertito la più profonda inquietudine. Un salto temporale ci porta a molti anni dopo la rivelazione. I Rettiliani ora governano la terra ma, dal momento che la governavano anche prima, il sistema di potere è esattamente identico a quello che conosciamo. C’è una differenza di razza oltre che di classe, ma sostanzialmente i poveri continuano a fare i poveri e i ricchi continuano a fare i ricchi. 

Come nel ciclo dell’eterno ritorno, un altro salto temporale, ci porta a molti anni dopo la rivelazione. Iniziano a serpeggiare teorie secondo le quali tutto sarebbe stato creato dai mammiferiani, un’antica razza aliena che ha colonizzato il mondo secoli prima, donando la conoscenza a i rettiliani.

In questi ultimi capitoli si allude ad un finale che non vorrei rovinarvi. Vi dico solo che si incomincia a descrivere il pianeta in modi molto diversi da quelli a cui siamo abituati.

Cosa rende questo romanzo, dalla trama banale, un classico senza tempo, che non esito a mettere nella mia lista dei 5 romanzi più sconvolgenti di questi anni 2000? 

Come al solito non è il cosa, ma il come si racconta una storia che fa la differenza. 

Machomscky, nella prefazione, ci racconta il percorso di creazione della struttura del romanzo. Dice che avrebbe potuto legare i salti temporali in molti modi diversi: 

  • Raccontando un viaggiatore su una macchina del tempo, ma sa benissimo che questo renderebbe tutto troppo complicato, si potrebbero creare incoerenze logico-temporali;
  • Immaginando una razza rettiliana longeva abbastanza da essere presente in tutte le epoche. Il protagonista avrebbe potuto essere stato bambino nel primo periodo, adulto nel secondo, e anziano verso il finale. Sarebbe stata una bella metafora dell’evoluzione mitologica nelle diverse fasi di sviluppo di una società. 
  • Poteva usare il sempre valido espediente dell’autore onnisciente. La storia sarebbe stata raccontata, in uno stile distaccato da un punto di vista esterno, quasi fosse una cronaca degli eventi. Qui Machomscky riscrive una pagina del romanzo in questo stile, dando prova della sua bravura ma facendoci capire del perchè anche questa opzione sia stata scartata.

È stato usato invece un piccolo espediente narrativo: Machomscky decide di raccontare tutto questo dal punto di vista di un oggetto di poco conto, come una tazza, una penna, o una sedia.
Sempre nella prefazione, l’autore elenca tutti gli oggetti immaginati come soggetti narranti della storia e il perché non sono stati scelti. Vale la pena leggerlo per entrare appieno nella realizzazione pratica della teoria della soggettivazione delle figure di sfondo, di cui è permeata tutta l’opera di Machomscky.

L’oggetto scelto sarà un tavolo; non un tavolo qualunque ma il tavolo dell’ufficio presidenziale di quello che potrebbe essere un equivalente dell’ONU, molto allargata e molto coesa.

Di tutto quello che succede fuori da quella stanza non ci è dato di sapere nulla. Ma tanto basta per scrivere un romanzo capace di emozionare e far riflettere allo stesso tempo. 

La soggettivazione delle figure di sfondo attua un rovesciamento di prospettiva che, messo in rapporto con la scala referente, ribalta le figure in primo piano relegandole all’ultima fila. Un evangelico “gli ultimi saranno i primi” che si attorciglia su se stesso scambiando i ruoli all’infinito.

Cosa ci insegna questo libro: Se anche i complotti fossero veri non farebbe alcuna differenza. Prezzo: 7.9 € edizione e-book
Editore: Ray of Sugar

La prossima recensione tratterà di un libro di cucina:

  • I piani alti della cucina. Pensili e Mensole come fuga dalle sinergie decisive. (0%)
    0
  • Le ricette dell’oroscopo, allegato alla rivista di astrologia “Ascolta un Orione” (50%)
    50
  • La cucina distratta, 100 trucchi per rimediare agli orrori in cucina. (50%)
    50
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68 Commenti

  • Direi che l’esperimento è più che riuscito. E’ vario, divertente e piacevole da leggere. Sarebbe veramente da fare una raccolta di recensioni di libri ipotetici e dei loro finali. Una cosa da tenere sul comodino, da aprire a caso ogni sera prima di addormentarsi con uno spunto, o un sorriso.

  • Davvero complimenti, ilGallo! Bellissimo questo finale, un ottimo esercizio di stile ma evidenzia anche una certa intelligenza nel rendere ironici parecchi passaggi senza rinunciare a una certa introspezione nel porsi quesiti più o meno fondamentali. Tutto l’esperimento è riuscito, ma in particolare ti consiglio vivamente di considerare questo ultimo sui finali come base per un libro vero e proprio da proporre agli editori o da auto-pubblicare, con tanti altri finali. Secondo me ha un suo format interessante d’intrattenimento e un possibile pubblico, perché leggero e di facile lettura (si presterebbe tra l’altro a performance dal vivo). Pensaci. Ciao.

  • Direi le parole conclusive: perché mi diverte l’idea di una recensione che spiffera esattamente il finale di un racconto; perché i finali dicono molto sulla riuscita di un racconto; perché mi piacciono gli insegnamenti che dai nelle varie recensioni e immagino che i finali racchiuderanno parte di tali insegnamenti. Ciao e complimenti anche per queste originali recensioni del capitolo 9, molto divertente l’auto citazione finale. Aspetto i finali.

    • Mi hai dato un bello spunto su come impostare i finali. È la parte che mi risulta più facilmente dimenticabile di una storia. Mi ricordo molti incipit, molte atmosfere, descrizioni, intrecci ecc… ma non c’è verso che mi ricordi i finali di delle storie che leggo/guardo.

      Grazie per i complimenti, spero di leggere qualche commento degli autori citati.

  • Ecco il nuovo episodio,
    I suggerimenti sono stati molto vari e interessanti: chi diceva di recensire il primo in classifica, chi l’ultimo, chi il più commentato, chi una storia chiusa, chi una storia aperta.

    Ho pensato di immaginare l’evoluzione delle storie abbandonate; ne ho selezionate 10, scritte circa un’anno fa, ferme al primo episodio. Spero che questo serva agli autori per riprendere in mano i racconti e smentire le mie recensioni sugli ipotetici capitoli seguenti

    • Grazie mille.
      Ti piacciono due recensioni di libri duplici. Stavo notando che 3 recensioni su 8 sono composte da libri multipli che, in qualche modo, si relazionano tra loro.
      Per la prossima storia sto accarezzando l’idea di recensire un racconto possibile. Come se io scrivessi davvero il capitolo sui gadget e poi lo recensissi, accontentando così tutti i votanti.
      Vedremo cosa succederà da qui a quando mi metterò effettivamente a scrivere il prossimo capitolo.

  • Bellissima l’idea di queste ricette collegate all’oroscopo, collegate alla mitologia, collegate tra loro.
    (A scanso di equivoci, ho ripetuto volutamente la parola collegate.)
    Ho scoperto con sommo orrore che la piattaforma ha azzerato la classifica storica dei racconti più votati presenti sul sito.
    Stavo per suggerirti di recensire la storia più votata di sempre ma non sapendo più quale sia, non posso. Per fortuna mi difendo bene con una buona memoria e ti dico di recensire Shimpu. Ti lascio pure il link: https://theincipit.com/2014/10/shimpu-alessandra-startari/10
    Attendo, fremente di leggere la prossima recensione. A presto!

  • Ciao ilGallo! Molto interessante questa proposta di libri da leggere in coppia 🙂 Può essere sì lo stesso autore, geniale a farsi passare per due persone diverse. Ben fatto e come sempre mi piacciono molto i dettagli più tecnici sui libri recensiti, con tanto di prezzo finale. Beh, come resistere all’idea di ricevere una tua recensione? Non posso che dirti un mio racconto, a tua scelta, non necessariamente l’ultimo in corso. Se poi ci vuoi pure aggiungere un gadget… Al prossimo, ma spero di non attendere troppo tempo :).

  • Anche questo episodio è interessante, soprattutto per il sotto testo.
    Confesso che l’ho letto due volte perché non sono riuscita ad afferrare subito tutte le sfumature.
    Il romanzo scritto dalla prospettiva di un tavolo nella stanza dei bottoni, mi piace. Se le mura parlassero…
    Quanto alle opzioni per la prossima recensione, sono molto indecisa. Mi incuriosisce “I piani alti della cucina ecc…” perché strana e mi sembra di intravedere un potenziale e inaspettato “nonsense”. Anche le altre due sono intriganti.
    Voto per la cucina distratta, chissà se ci metterai dentro anche qualcosa dei piani alti 😀
    ciao e buon we

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