Recensioni sincere di libri possibili

Incrocio Toponomastico

L’ultimo libro di Tommaso de Laluz non è il suo capolavoro. Non tocca le vette liriche della raccolta poetiche: “Fiori d’arancio su letto di morte”, né la schietta fredezza di: “Guscio annoiato”. Uno scrittore esperto come lui, anche in un’opera meno ispirata, riesce a regalarci un po’ della sua leggerezza.

Incrocio Toponomastico è la storia di Livio e delle sue ossessioni, è la storia di una città che vuole cambiare ma che, allo stesso tempo, vuole rimanere quella di sempre. Il classico paradigma del nuovo che vuole sostituirsi allo status quo viene qui ribaltato con un nuovo che si rivela più vecchio dell’antico.

L’incipit è memorabile e ci inquadra, in poche righe, il mondo in cui saremo per le successive, ahimè poche, pagine: “Livio era un esperto di legislatura cartografica, ma la sua vera passione era la toponomastica. Credeva che in ogni via, in ogni piazza, vivesse un po’ dello spirito di chi vi era ricordato. Mai avrebbe pensato che, proprio quel giorno, avrebbe incotrato Giovanni dalle Bande Nere…”

In poche righe ci dice tutto: il genere legal, la toponomastica come gancio tra il verosimile e il fantastico, il luogo, Milano, e il tempo, oggi, del racconto.

L’incontro poi col cavaliere rinascimentale è al contempo malinconico e spassoso. Lo spaesamento di di Livio nel vedere confermate le sue teorie e nel dover relazionarsi con un genius loci in carne ossa formano un delizioso contrasto col pragmatismo milanese di Giovanni. Il capitano infatti dà per scontata la faccenda degli abitanti toponomastici, tutta la sua attenzione è rivolta alle beghe burocratiche per impedire lo sfratto di Matilde Viscontini  “…che tanto fece per la carboneria, per il risorgimento e per la stessa, amata, Milano, che ora vuole dimenticarla…”.

Il fatto che nessuno conosca chi dovrà prendere il posto della patriota aggiunge una certa dose di ansia annoiata, da pomeriggio d’agosto, che ha però lo svantaggio di non fornire un vero antagonista alla storia.

Questo è in effetti il più grosso punto debole del libro. Una carrellata di incontri con personaggi più o meno famosi, in un inedito ordine geografico, dalla periferia sud ovest di Milano, fino ad arrivare al centro, senza un vero motivo.

Consigliato a chi, come Livio, nutre un grande amore per la Toponomastica.

La prossima recensione tratterà di:

  • Dulche de Leche, romanzo noire ambiantato nella notte di Bogotà. Dell’esordiente Hans Gribess (45%)
    45
  • Dell'ereditarietà del corpo della donna. Saggio sulla tradizione femminile di A. Serauz (27%)
    27
  • Cartagine e l’assedio dei Latini. Romanzo storico di J. Quissedez (27%)
    27
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68 Commenti

  • Direi che l’esperimento è più che riuscito. E’ vario, divertente e piacevole da leggere. Sarebbe veramente da fare una raccolta di recensioni di libri ipotetici e dei loro finali. Una cosa da tenere sul comodino, da aprire a caso ogni sera prima di addormentarsi con uno spunto, o un sorriso.

  • Davvero complimenti, ilGallo! Bellissimo questo finale, un ottimo esercizio di stile ma evidenzia anche una certa intelligenza nel rendere ironici parecchi passaggi senza rinunciare a una certa introspezione nel porsi quesiti più o meno fondamentali. Tutto l’esperimento è riuscito, ma in particolare ti consiglio vivamente di considerare questo ultimo sui finali come base per un libro vero e proprio da proporre agli editori o da auto-pubblicare, con tanti altri finali. Secondo me ha un suo format interessante d’intrattenimento e un possibile pubblico, perché leggero e di facile lettura (si presterebbe tra l’altro a performance dal vivo). Pensaci. Ciao.

    • Grazie mille per i complimenti.
      Sei arrivata giusto in tempo per l’ultimo capitolo, che sarà il più bello 😉
      Per non parlare delle prossime storie che, iniziando senza pretese di grandezza, diventeranno sempre più avvincenti ed entusiasmanti fino a diventare dei futuri classici.

  • Direi le parole conclusive: perché mi diverte l’idea di una recensione che spiffera esattamente il finale di un racconto; perché i finali dicono molto sulla riuscita di un racconto; perché mi piacciono gli insegnamenti che dai nelle varie recensioni e immagino che i finali racchiuderanno parte di tali insegnamenti. Ciao e complimenti anche per queste originali recensioni del capitolo 9, molto divertente l’auto citazione finale. Aspetto i finali.

    • Mi hai dato un bello spunto su come impostare i finali. È la parte che mi risulta più facilmente dimenticabile di una storia. Mi ricordo molti incipit, molte atmosfere, descrizioni, intrecci ecc… ma non c’è verso che mi ricordi i finali di delle storie che leggo/guardo.

      Grazie per i complimenti, spero di leggere qualche commento degli autori citati.

  • Ecco il nuovo episodio,
    I suggerimenti sono stati molto vari e interessanti: chi diceva di recensire il primo in classifica, chi l’ultimo, chi il più commentato, chi una storia chiusa, chi una storia aperta.

    Ho pensato di immaginare l’evoluzione delle storie abbandonate; ne ho selezionate 10, scritte circa un’anno fa, ferme al primo episodio. Spero che questo serva agli autori per riprendere in mano i racconti e smentire le mie recensioni sugli ipotetici capitoli seguenti

    • Grazie mille.
      Ti piacciono due recensioni di libri duplici. Stavo notando che 3 recensioni su 8 sono composte da libri multipli che, in qualche modo, si relazionano tra loro.
      Per la prossima storia sto accarezzando l’idea di recensire un racconto possibile. Come se io scrivessi davvero il capitolo sui gadget e poi lo recensissi, accontentando così tutti i votanti.
      Vedremo cosa succederà da qui a quando mi metterò effettivamente a scrivere il prossimo capitolo.

  • Bellissima l’idea di queste ricette collegate all’oroscopo, collegate alla mitologia, collegate tra loro.
    (A scanso di equivoci, ho ripetuto volutamente la parola collegate.)
    Ho scoperto con sommo orrore che la piattaforma ha azzerato la classifica storica dei racconti più votati presenti sul sito.
    Stavo per suggerirti di recensire la storia più votata di sempre ma non sapendo più quale sia, non posso. Per fortuna mi difendo bene con una buona memoria e ti dico di recensire Shimpu. Ti lascio pure il link: https://theincipit.com/2014/10/shimpu-alessandra-startari/10
    Attendo, fremente di leggere la prossima recensione. A presto!

    • Grazie per l’uso frequente di parole collegate.
      In verità, da fonti certe, so che la classifica non è stata azzerata, ma solo limitata nel tempo. Non ricordo se erano mesi o anni dalla chiusura della storia.
      Potrebbe essere carino avere un’area per le storie che hanno fatto la storia del sito.
      Che ne dite?

  • Ciao ilGallo! Molto interessante questa proposta di libri da leggere in coppia 🙂 Può essere sì lo stesso autore, geniale a farsi passare per due persone diverse. Ben fatto e come sempre mi piacciono molto i dettagli più tecnici sui libri recensiti, con tanto di prezzo finale. Beh, come resistere all’idea di ricevere una tua recensione? Non posso che dirti un mio racconto, a tua scelta, non necessariamente l’ultimo in corso. Se poi ci vuoi pure aggiungere un gadget… Al prossimo, ma spero di non attendere troppo tempo :).

  • Anche questo episodio è interessante, soprattutto per il sotto testo.
    Confesso che l’ho letto due volte perché non sono riuscita ad afferrare subito tutte le sfumature.
    Il romanzo scritto dalla prospettiva di un tavolo nella stanza dei bottoni, mi piace. Se le mura parlassero…
    Quanto alle opzioni per la prossima recensione, sono molto indecisa. Mi incuriosisce “I piani alti della cucina ecc…” perché strana e mi sembra di intravedere un potenziale e inaspettato “nonsense”. Anche le altre due sono intriganti.
    Voto per la cucina distratta, chissà se ci metterai dentro anche qualcosa dei piani alti 😀
    ciao e buon we

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