Sopravvivere alle risposte

Dove eravamo rimasti?

In fiera, aspettando la mamma, Sandra incontrerà... Una persona di cui non sarà felice. (62%)

Simona

«Avvicinatevi signorì…assaggiate sta crema al pistacchio!»

«No grazie, devo ancora pranzare…»

Il venditore di prodotti dolciari era uno dei tanti commercianti presenti in fiera quella mattina, Sandra ne passò in rassegna diversi. I colori dei monili e dell’abbigliamento si perdevano a vista d’occhio, i profumi ed i suoni, invece, aleggiavano nell’aria, armonizzandosi perfettamente con il vociare dei tanti visitatori accorsi da tutto il territorio circostante la città.

Sandra stava apprezzando una borsa Desigual quando intravide, con la coda dell’occhio, una persona. Non poteva esserne certa ma il dubbio bastò a renderla nervosa, si guardò in giro ma la confusione complicò la ricerca.

«Sandra!»

«Mamma!»

L’abbraccio fu molto energico tanto da attirare l’attenzione dei passanti.

«Come sei bella amore…»

«Anche tu mamma, vedo che hai cambiato look!»

«Si, mi ero stancata del taglio lungo…»

«Ti sta molto bene…ma ora andiamo, ti offro un aperitivo…»

«Allora andiamo nel locale di Dario, è un amico.»

«Fai strada tu!»

Le due si avviarono prendendosi sottobraccio.

«Vedo che ti salutano in tanti…» constatò Sandra, mangiando un’oliva.

«E’ il mio lavoro in clinica che agevola i loro sorrisi e le loro cortesie…si è creato un rispetto reciproco del quale sono molto felice…»

«Sei diventata un’istituzione!»

«Non prendermi in giro, Sandra, piuttosto parlami di Davide.»

«E che devo dirti…quando da una strada principale ognuno imbocca sentieri secondari c’è il rischio di perdersi, per poi non riconoscersi più quando ci si ritrova…»

«Caspita Sandra, non ti ricordavo così profonda!»

«Adesso sei tu a prenderti gioco di me, eh mamma?…Piuttosto che facciamo oggi?»

«Prima ci godiamo la fiera e poi ci prepariamo per la Processione di mezzanotte, vedrai che momento suggestivo!…Domani, poi, ti porto a SantaSeverina, dove c’è il Castello Svevo, un vero gioiello d’architettura…»

«Mamma…ti ricordo che la consulente di viaggio sono io!»

«E’ vero, ma da qualcuno dovevi ereditare questa passione, o no?»

Le due donne sorrisero e, uscendo, si avviarono lungo i vicoli agghindati a festa.

Arrivate difronte al palazzo della Provincia, un uomo, che indossava la divisa da guardia giurata, si palesò davanti alle due donne.

«Ciao Simona…come stai?»

«Alberto!…Che ci fai qui!»

«Lo sai che non riesco a stare senza di te…ti prego, torna da me!»

«Ascoltami bene…la diffida ti vieta di starmi vicino…non fare cazzate!»

«Me ne frego della legge…io ti amo!»

«La signora ti ha detto di starle lontana, se non lo farai sarò costretta a chiamare la Polizia!» Intervenne Sandra, posizionandosi davanti alla madre, come scudo.

«Tu che cazzo vuoi…spostati da qui!» Ordinò l’uomo, ritornando a guardare la sua ex.

«Alberto, io non faccio più parte della tua vita…ti scongiuro, vai via adesso…» continuò Simona, implorandolo.

«Solo se tu verrai con me!» Nel pronunciare la frase, l’uomo prese per un braccio Simona per avvicinarla a se, Sandra reagì spingendo Alberto lontano dalla madre.

L’uomo in divisa, con gli occhi pieni d’ira, tirò fuori dalla fondina la sua pistola d’ordinanza puntandola verso le due donne.

«Simona…te lo chiedo per l’ultima volta…vieni via con me!» La mano con la pistola, intanto, tremava.

«Calmati Alberto…non fare pazzie…» disse Simona, ostentando una calma apparente e tendendo la mano verso l’uomo con la speranza di dissuaderlo.

«La mia vita senza di te non ha più senso, amore, tu non immagini quanto io ti ami…»

«Il tuo è un amore malato, Alberto, io ho bisogno di qualcosa di sano e tu non riesci a darmelo…abbassa quell’arma…ora!»

L’uomo ascoltò quelle parole in silenzio, abbassò lo sguardo e poi la pistola, improvvisamente, colto da raptus rialzò il braccio puntando nuovamente l’arma contro la sua ex compagna.

Nel preciso istante dello sparo Sandra si lanciò verso la madre ma il proiettile la colpì ad una spalla. Le urla di Simona, nel vedere la figlia insanguinata, riuscirono a risvegliare le coscienze dei tanti spettatori presenti che reagirono disarmando l’uomo per poi consegnarlo ai carabinieri appena giunti sul luogo.

La corsa in ospedale, il medico che le parlava, la sala operatoria, furono le ultime immagini che Simona ricordò prima di crollare a terra svenuta.

In seguito furono due le donne monitorate, Sandra per il post-intervento, Simona per il collasso avuto.

*

La convalescenza di Sandra proseguiva molto bene, la professione della madre stava agevolando il percorso verso la guarigione.

«Io esco Sandra, vado a fare un po’ di spesa ma tu non fare sforzi…»

«Si ma non preoccuparti, so cavarmela da sola…»

«Adesso si che riconosco mia figlia, brava!»

«Grazie mamma…»

«Sandra…sono io che ringrazio te per avermi salvato la vita…»

Le due si scambiarono un tenero abbraccio, subito dopo Simona uscì.

Sandra tirò fuori dalla sua borsa la pergamena, la srotolò e prese una penna. Appena sotto l’ultima domanda già letta, lei ne aggiunse un’altra, alla quale non avrebbe avuto dubbi sulla risposta.

“Daresti la tua vita per salvare quella della persona che ami?”

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207 Commenti

  • Ciao Alex,

    son tornata a rileggere ciò che mi ero lasciata indietro! Il finale mi è piaciuto moltissimo; complimenti per essere riuscito a terminare un altro racconto! Come stai? Spero meglio dell’ultima volta che ti ho letto su uno dei tuoi commenti!

    Alla prossima!:)

  • Ciao Alexander.

    Non ho fatto in tempo a votare per l’ultimo episodio. Il finale è un po’ tirato per i capelli ma non è colpa tua; è la conseguenza della scelta del pubblico per cui non prenderla come una critica ma come un applauso per aver tirato fuori un finale in linea con quanto è stato deciso.

    Anche la telefonata con la mamma non mi è sembrata naturale, io me la sarei immaginata diversa: con più pause e con le notizie che salgono a galla una per volta. Penso però che non c’era molto spazio per una soluzione del genere.

    La chiusura della trama secondo me è ottima. Hai chiuso il giro, hai dato un senso alla pergamena e alle domande, insomma mi sono sempre chiesto chissà dove volevi andare a parare e devo dire che sono rimasto soddisfatto.

    Grazie e… alla prossima?

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