Sopravvivere alle risposte

Dove eravamo rimasti?

La pergamena, con la prossima domanda chiederà per cosa ti batti più accanitamente nella vita. Sandra cosa sceglierà? L'amore. (50%)

Tiramisù

Dentro l’Aeroporto di Fiumicino Sandra stava concludendo l’operazione di check-in.

Prima di avviarsi al gate d’imbarco, inviò al fratello un sms comunicandogli sia l’ora di partenza da Roma che quella di arrivo a Sidney

Una volta salita a bordo attese che il Comandante della Qantas Airline augurasse a tutti i passeggeri un buon viaggio. In seguito tirò fuori, dal piccolo bagaglio a mano, la sua pergamena arrotolata. Le tante ore di volo la incentivarono a leggere un’altra delle poche domande rimaste.

“Per che cosa ti batteresti più accanitamente nella vita?”

Sandra impiegò qualche istante prima di rispondere, poi si convinse che per un sentimento forte come l’amore sarebbe valsa la pena battersi.

Le vennero in mente tante istantanee di vita vissuta ma si soffermò su una in particolare, quella in cui, insieme alla madre, si riscaldava davanti ad un caminetto acceso e scoppiettante. Sandra, all’epoca, poteva avere circa quindici anni.

 *

«Cos’hai tesoro?…Sei così silenziosa…»

«Niente mamma…»

«Non è vero, Sandra, qualcosa ti turba…»

«Ti ho detto che non ho niente!»

«Scusami amore…ma è nella mia natura preoccuparmi di te…»

«Scusami tu mamma…tanto lo so che non mi lascerai in pace!»

«Tu sai quanto io sia democratica, vero? Ognuno, qui, può fare quello che vuole!» Affermò la donna, strizzando l’occhio verso la figlia.

Anche se rassegnata, la piccola Sandra sorrise.

«Ascolta!…Che ne dici di preparare un dolce?»

«Si mamma, ho voglia di tiramisù!»

«Brava! E’ proprio quello di cui abbiamo bisogno…forza iniziamo!»

Madre e figlia cominciarono ad armeggiare utensili ed ingredienti.

«Si chiama Cristian…» esordì Sandra, mentre frustava il mascarpone con la panna.

«E chi è?» s’informò la madre, durante la bagna dei savoiardi nel caffè, felice che la figlia avesse rotto il silenzio.

«E’ un ragazzo del quarto liceo…»

«E che ha fatto?»

«Mi ha dichiarato il suo amore ma ci prova anche con le altre ragazze della scuola…»

«Ma state insieme?»

«Non lo so!»

«Vedi Sandra, l’amore è anche questo, confusione totale!»

«Ma cos’è l’amore secondo te?»

«E’ quella sensazione di vuoto che, partendo dallo stomaco, arriva fino al cuore, rendendogli accelerati i battiti; il respiro poi, diventando più affannato, rende difficile l’uscita delle poche parole che un innamorato riesce a pronunciare…»

«Detta così sembra una malattia, però!»

«Non a caso si usa l’espressione “mal d’amore”, ma credimi, è la migliore malattia che ci possa capitare!»

«Allora tu e papà siete malati?»

«Si, e abbiamo lottato tanto per non guarire, pensa che se ci fossimo curati, tu e Luca non sareste mai arrivati!»

Sandra guardò la madre con occhi felici e l’abbracciò.

 *

«Signorina, gradisce qualcosa da bere?» Il tono gentile dell’hostess riportò Sandra nel suo volo verso l’Australia.

«Si grazie…vorrei un po’ d’acqua, per favore…» sentì di averne bisogno dopo il bel ricordo della madre.

Il pensiero, poi, andò a Davide e si rese conto che con lui stava accumulando troppi silenzi. Si rammaricò nel constatare che stavano diventando rare le volte che riuscivano a guardarsi negli occhi. Sandra ammise a se stessa che non sarebbe più riuscita ad immaginare con lui un percorso condiviso, fine stesso del loro rapporto di coppia.

L’aereo arrivò all’aeroporto Au-Rose Bay di Sidney, in orario.

Una volta uscita in strada, il telefonino le squillò.

«Sorellina, dove sei?»

«Sono fuori dall’aeroporto, tu dove sei, io non ti vedo…»

«Io si, invece, guarda a destra…»

«Ti ho visto fratellone, arrivo!»

L’abbraccio fu energico ed emozionante. La prima a mostrare commozione fu Sandra, Luca subì volentieri il contagio. Entrambi avevano gli occhi lucidi.

«Ora spostiamoci da qui, sorellina! Ho pensato di mangiare prima qualcosa e poi facciamo un giro, ti va?» disse Luca, facendo salire in macchina la sorella.

«Ottimo! Con te come accompagnatore trascorrerò una bella giornata…sai, ne avevo proprio bisogno…»

Luca accarezzò teneramente il viso della sorella.

I due pranzarono in uno dei ristoranti della Sidney Tower, fu l’uomo a prendere il discorso.

«Ho sentito mamma l’altro giorno, tu sei ancora arrabbiata con lei?»

«Luca, tu sai come la penso a riguardo, nostra madre ha fatto una scelta e io ho fatto la mia, ora è un po’ che non ci parliamo…»

«E’ vero, ma era anche giusto che la mamma si rifacesse una vita dopo la morte di papà, o no?»

«Certo, ma credo fermamente che non sia giusto per lei continuare a subire violenze sia fisiche che psicologiche da parte di un perfetto sconosciuto che si arroga il diritto di definirsi “compagno di vita” di nostra madre!»

«…Hai ragione…» ammise Luca, abbassando lo sguardo e serrando i pugni.

A chi faresti l'ultima telefonata, sapendo di morire? Sandra sceglierà di farla a...

  • ...Luca. (12%)
    12
  • ...Davide. (6%)
    6
  • ...sua madre. (82%)
    82
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207 Commenti

  • Ciao Alex,

    son tornata a rileggere ciò che mi ero lasciata indietro! Il finale mi è piaciuto moltissimo; complimenti per essere riuscito a terminare un altro racconto! Come stai? Spero meglio dell’ultima volta che ti ho letto su uno dei tuoi commenti!

    Alla prossima!:)

  • Ciao Alexander.

    Non ho fatto in tempo a votare per l’ultimo episodio. Il finale è un po’ tirato per i capelli ma non è colpa tua; è la conseguenza della scelta del pubblico per cui non prenderla come una critica ma come un applauso per aver tirato fuori un finale in linea con quanto è stato deciso.

    Anche la telefonata con la mamma non mi è sembrata naturale, io me la sarei immaginata diversa: con più pause e con le notizie che salgono a galla una per volta. Penso però che non c’era molto spazio per una soluzione del genere.

    La chiusura della trama secondo me è ottima. Hai chiuso il giro, hai dato un senso alla pergamena e alle domande, insomma mi sono sempre chiesto chissà dove volevi andare a parare e devo dire che sono rimasto soddisfatto.

    Grazie e… alla prossima?

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