Un legame nel cielo

Dove eravamo rimasti?

Vista la mia assenza infinita, troverete un riassunto nei commenti. Adesso torniamo da Shedir e Trevor, mentre nel capitolo successivo... Stear svelerà parte della verità a Deneb e Audrey (100%)

Nell’ufficio dell’ufficiale di polizia

Avevo iniziato a perdere le speranze di trovarlo, in mezzo a tutto quel caos anche girare per la città di Buenos Aires era impossibile. Se la polizia, schierata in tutti gli angoli della città, non aveva ancora individuato i due Rescued, come avremmo potuto riuscirci noi? 

Mi lasciai cadere su una panchina all’uscita dell’aeroporto, sconcertata… Mi sentivo terribilmente impotente, eppure doveva esserci una soluzione: dopo tutta quella strada, non potevo arrendermi così…

Con le mani nei capelli, guardai Trevor, seduto accanto a me, la fronte corrugata che celava un groviglio di pensieri simili ai miei. Osservai le piccole rughe di espressione che evidenziavano la sua concentrazione, le labbra strette e il ciuffo corvino che, ribelle, continuava a ricadergli davanti agli occhi scuri. D’un tratto vidi il suo sguardo volgersi in un lampo verso il mio, la fronte si distese e uno scintillio euforico illuminò il suo volto, addolcendo i suoi lineamenti marcati:

“È una pazzia, ma credo sia l’unica soluzione…”

Lo guardai pendendo dalle sue labbra, aggrappandomi con forza a quell’unica speranza:

“Accetterei qualunque folle idea al momento.”

“Perché non hai ancora sentito la mia…”

Il suo sorriso si distese ancora di più, mentre si sistemava il ciuffo di capelli, spostandolo indietro:

“Sono il figlio del capo degli ASR degli Stati Uniti, e Deneb è proprio originario di New York. Potrei mostrare i miei documenti alla polizia, e spiegare che sono qui in vece di mio padre per sovrintendere le ricerche; siamo in possesso di una documentazione a cui pochi possono accedere, questo dovrebbe convincerli.”

Era geniale, come avevo fatto a non pensarci?

“Sovrintendendo le ricerche, se lo trovassero saremmo i primi a venirne a conoscenza. Potremmo andare sul luogo e portarlo con noi…”

“Esatto, l’unico problema sarebbe mio padre, se venisse a saperlo…”

“Potremmo chiedere di rimanere in incognito, dicendo che per ragioni di sicurezza tuo padre ci ha consigliato di mantenere segreta la nostra identità alla stampa.”

Trevor sollevò un sopracciglio e arricciò il naso in un sorriso complice:

“Abbiamo ufficialmente un piano.”

Cercammo l’ufficio della polizia più vicino e, dopo un ultimo sguardo, ci addentrammo nel palazzo, il cuore che accelerava a ogni passo.

“Buongiorno, vorremmo parlare con un ufficiale della polizia di Stato.”

Trevor mostrò i documenti, immediatamente la segretaria si alzò e tornò quasi subito seguita da un uomo sulla sessantina in uniforme, il portamento sicuro, gli occhiali dalla montatura sottile, dietro cui due occhi vigili ci squadrarono dalla testa ai piedi. 

“Sono molto impegnato, se siete qui per altre testimonianze riguardo ai Rescued dovrete aspettare, i miei colleghi sono tutti occupati ad ascoltare altri veri o falsi testimoni in cerca di ricompense.”

“No, veramente siamo venuti qui da New York per un altro motivo.”

Quando Trevor gli mostrò i documenti, l’ufficiale ci accompagnò nel suo ufficio, dove iniziammo la messa in scena: io ero una sua collaboratrice e lui era stato inviato in segreto dal padre per sovrintendere le ricerche. 

Inizialmente dubbioso, l’ufficiale ci fece alcune domande sull’organizzazione della polizia e degli archivi per verificare la nostra identità. Trevor rispose senza problemi, era a conoscenza di molti dettagli di cui io non avevo mai sentito parlare. Alla fine si convinse che stavamo dicendo la verità e ci mise al corrente delle ultime novità: quasi tutte le testimonianze si erano rivelate infondate, ma le pattuglie stavano perlustrando ogni sbocco delle principali reti autostradali in uscita dalla città, e le fotografie dei due Rescued tempestavano la rete: si stava facendo tutto il possibile per trovarli. 

Chiedemmo di rimanere aggiornati su ogni dettaglio, ci furono mostrati i documenti relativi all’altra Rescued in fuga, una giovane ragazza di nome Audrey, anche lei fuggita da Falkland. Proprio mentre Trevor stava riconsegnando la documentazione, squillò il telefono dell’ufficio. L’ufficiale si alzò in fretta e rispose prontamente, rimanendo in ascolto, poi fece alcune brevi domande:

“Ne siete sicuri? Presso quale pattuglia? Arrivo subito.”

Riattaccò la cornetta e ci guardò, soddisfatto:

“Sembra abbiano trovato una testimonianza interessante, forse li abbiamo trovati.”

Lo seguimmo nella sua auto con il fiato sospeso, grazie alle sirene accese riuscimmo ad attraversare in fretta la città, e ben presto arrivammo all’indirizzo che ci era stato indicato.

Ora torniamo da Deneb e Audrey, poi Shedir e Trevor...

  • Incontreranno più ostacoli del previsto. (0%)
    0
  • Saranno aiutati da Stear, che troverà una soluzione inaspettata. (100%)
    100
  • Riusciranno a fuggire con Deneb e Audrey. (0%)
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39 Commenti

  1. Deneb e Shedir sono i due protagonisti e narratori del racconto, fratello e sorella, costretti a separarsi alla nascita di lui. Shedir aveva solo otto anni, ma ricorda molto bene quando suo fratello era stato portato via, un’ingiustizia che lo Stato continua a perpetuare verso molti altri bambini, che le ha impedito di crescere insieme a lui e di avere l’infanzia spensierata che i suoi genitori avrebbero desiderato per entrambi.

    Deneb è cresciuto a Falkland, ben lontano dal luogo in cui vive la sua famiglia, New York. Ha sempre saputo di essere un “Rescued”, salvato alla nascita, insieme a molti altri bambini, da terre lontane nelle quali le condizioni climatiche e l’inquinamento rendono impossibile la vita. La società in cui vive è volta a recuperare l’equilibrio con la natura e il rispetto di essa, e continua a salvare altri Rescued, attraverso spedizioni periodiche in questi luoghi. Al compimento dei suoi diciott’anni Deneb riceve una collana che era stata trovata cucita nei suoi vestiti di neonato, al cui interno trova una foto della sua famiglia, scoprendo di avere una sorella.
    Il desiderio di sapere se sono ancora vivi e la speranza di poterli salvare prevalgono sulla paura, portandolo a intraprendere un viaggio insieme alla sua migliore amica, Audrey, alla ricerca della sua famiglia, in quel mondo di cemento ormai distrutto dall’inquinamento.

    Nel frattempo anche Shedir stringe tra le mani la stessa collana, ripensando a suo fratello e sognando di poterlo rivedere. Conosce un ragazzo affascinante e sensibile, Trevor, per poi scoprire che lavora per lo Stato, archiviando i dati di quei bambini separati dalle loro famiglie. Delusa, riversa su di lui le emozioni e l’odio celato per quella società ingiusta, e alla fine Trevor cambia atteggiamento, proponendosi di aiutarla a recuperare i dati di Deneb dall’archivio. Proprio durante quest’impresa, quando ormai hanno i documenti tra le mani, una notizia inizia a tempestare i telegiornali: due Rescued sono fuggiti e sono ricercati, c’è una consistente ricompensa per chi li consegnerà. La foto dei ragazzi, avvistati all’aeroporto di Buenos Aires, è ovunque, e Shedir la confronta coi documenti: non ci sono dubbi, quello è suo fratello.
    Shedir e Trevor partono immediatamente per Buenos Aires, dove si trovano Deneb e Audrey, che nel frattempo sono stati nascosti da uno strano personaggio, Stear. Questo scienziato li porta con sé al dipartimento di fisica, dove vive sotto la protezione di un professore. Rivela loro di essere un Rescued, fuggito anche lui molto tempo prima, e di lavorare sotto copertura come ricercatore presso l’università. Desidera aiutarli, e mente al professore dicendogli di aver bisogno dell’aiuto di quei ragazzi per un’importante ricerca scientifica che sta portando avanti.
    Nel frattempo anche il padre di Deneb e Shedir viene colpito dalla notizia, e ripercorre con la mente quei difficili anni che la sua famiglia ha dovuto affrontare…

  2. Dopo quasi due anni, mi sono decisa a continuare questa storia, perché credo abbia ancora qualcosa da raccontare. Non ho scusanti, mi dispiace terribilmente per essere mancata sulla piattaforma da così tanto tempo… In questi anni ho pubblicato diverse storie su Wattpad, ampliando anche quelle che avevo scritto grazie al vostro prezioso contributo qui su TheIncipit, e ci tenevo a ringraziare ognuno di voi, perché siete parte attiva di questi racconti, che senza di voi non avrebbero mai potuto prendere vita.
    Se desiderate curiosare sul mio profilo Wattpad ne sarei immensamente felice, potete trovarmi come @NaomiDreamer.
    Per quanto riguarda questa storia, ci tenevo a scusarmi con ognuno di voi, perché l’ho lasciata in sospeso un tempo infinito, e io stessa ho dovuto rileggerla dall’inizio per ritrovare il filo, quindi se non vorrete riprendere in mano il racconto dopo due anni avete tutta la mia comprensione, penso che come lettrice farei altrettanto io stessa.
    Se invece siete lettori perseveranti e coraggiosi, e vi accingete all’impresa, riservo per voi un grazie speciale che non so esprimere a parole, e per aiutarvi a orientarvi scrivo un riassunto delle vicende che precedono quest’ultimo capitolo.

  3. Buongiorno Nao,
    Scusa il terrificante ritardo 😓
    Il capito è molto bello come sempre e adoro il personaggio di stear ne vorrei avere uno sempre con me nascosto in tasca ahah.
    Riconoscere i voti sarà più difficile del previsto…
    grazie per la bella lettura e buona giornata 🌹😘

    • Auri, se tu eri in terrificante ritardo io sono arrivata un’era geologica dopo, ma volevo comunque ringraziarti… Anche io vorrei avere uno Stear in tasca, grazie per le tue parole sempre incoraggianti! Perdonami per aver abbandonato la storia…
      Un abbraccio!

  4. Rieccomi, Naomi. Ho votato per il problema imprevisto.
    Ah ah, tra sperare nella bontà del collega e intortarlo con promesse di lauti guadagni il professore ha scelto la seconda strada… chissà perché? 😀
    Bel capitolo, ben strutturato, scorrevole. C’è qualche refuso (la declinazione va al femminile se usi il “lei”, “menomale” scritto attaccato, non ero del tutto sicuro che non fosse accettato, ma non l’ho trovato nei dizionari… almeno quelli online 😜
    Piccolezze, comunque.
    Brava!
    Ciao, ti auguro una settimana piena di… progetti fruttuosi 😀

    • Caro Erri, ho ripensato tanto a te e alle tue fiabe sorprendenti in questi anni, ai consigli preziosi che mi hai dato nel mio percorso… Non immagini quanto mi siano stati di aiuto, e nemmeno quanti sorrisi e quante risate mi hai donato con le tue storie… Mi hai fatto tornare bambina ogni volta, e non potrò mai ringraziarti abbastanza per questo.
      Dopo due anni ci tenevo a dirtelo, grazie e mille volte ancora grazie, per tutto quanto!
      Ti auguro un fine settimana straordinario e una vita splendente come l’infanzia…

  5. Ciao, Naomi.
    Mi stupisco sempre dei tuoi dialoghi fluidi e precisi. Come fai? 🙂
    La cosa si fa interessante! Da ambedue le parti le cose si complicano. I due destini dei fratelli continuano a sfiorarsi, sebbene siano ancora lungi dall’unirsi.
    Stear si unisce alla ricerca con inaspettato entusiasmo, vedremo che cosa si inventerà per aiutare i due ragazzi. 😛
    Entrano in atto le nuove tecnologie? Diamo una sbirciata al futuro? Non vedo l’ora! 😀
    Continua così, continua a imprimermi immagini e colori nella testa, continua a farmi sognare. 🙂
    Ciao, Naomi! Buona serata!

    • Carissima Fior, che bello rileggere il tuo commento, anche se a due anni di distanza… Non sai quanto mi dispiace avervi abbandonato per così tanto tempo! Averti fatto sognare con le mie parole è una soddisfazione immensa, un sogno che si avvera, perdona il gioco di parole. Sei sempre stata una delle mie lettrici preferite, con la tua frizzante allegria e la tua euforia incoraggiante. Grazie di cuore per ogni tuo commento, per ogni parola, per ogni sorriso che mi hai regalato.
      Un abbraccio!

  6. Ciao Naomi
    sarà più complicato del previsto è l’opzione che ho scelto, così come sarà più complicato del previsto seguire la tua storia visto i tempi lunghi di pubblicazione 🙂 si perde il filo…
    Un dettaglio “ci salteremo fuori.”, forse volevi dire ne verremo fuori?

    • Ciao Louise, ti rispondo con due anni di ritardo, e sorrido leggendo il tuo commento riguardo ai tempi lunghi di pubblicazione, perché stavolta mi sono proprio superata… So di avervi abbandonato, e mi dispiace moltissimo. Comunque ti ringrazio tantissimo per i tuoi commenti, e per aver seguito la storia fino a qui nonostante tutto… Grazie per il tuo prezioso contributo!

    • Ciao Red, ci tenevo a scusarmi con te, perché so di aver abbandonato la piattaforma per molto tempo, mentre tu non l’hai mai fatto. Non so se vorrai riprendere tra le mani questa storia, ma ti ringrazio per il sostegno che hai sempre dato ai miei racconti. I tuoi commenti sono sempre stati apprezzatissimi, grazie di cuore per tutto, anche se con immenso ritardo…

    • Ciao Elena, so che non ha più molto senso rispondere a un commento che probabilmente non ricordi neppure di aver scritto… Ma con su anni di ritardo, ci tenevo comunque a ringraziarti… Sei stata sempre gentilissima, e mi dispiace tanto di aver abbandonato questa storia per così tanto tempo… Grazie di cuore per tutto!

  7. Ciao Nao eccomi arrivata!
    Capitolo molto bello come sempre, pur essendo un momento in cui è difficile stare nei caratteri per tutti gli avvenimenti che devi tenere sotto controllo, ci riesci sempre e aggiungi il tuo tocco personale con le descrizioni.
    Cosa votare? Capitolo dal punto di vista della madre! Sono curiosa 😉
    A presto con il prossimo capitolo🌹

  8. Rieccomi, Naomi! Ho votato per il punto di vista del padre, ma devo confessarti che l’ho fatto soprattutto per evitarti il pareggio che avrei causato votando “prospettive alternate”. In ogni caso, sarà molto istruttivo per te e interessante per noi vederti alle prese con un terzo punto di vista 🙂
    Dunque Shedir si avvicina al fratello, finalmente. È buono l’escamotage che usi per farci scoprire qualcosa di più sulla sua famiglia, la domanda di Trevor serve per introdurre in modo naturale alcune le informazioni che approfondiscono la descrizione dei protagonisti.
    Non ti sei facilitata la vita scegliendo protagonisti giovanissimi, perché non sono del tutto autonomi, è più difficile per loro prendere decisioni, spostarsi (appunto, Shedir dovrebbe avvisare la mamma 🙂 ). Per Deneb e Audrey hai potuto mostrarci la fuga, è stato più facile. Uno dei motivi per cui la letteratura per ragazzi pullula di orfani è appunto la necessità di farli muovere in autonomia, senza troppe figure autoritarie intorno che decidono per loro, ci avevi mai pensato?
    Il capitolo è accurato, molto pulito, si vede che c’è tanto lavoro dietro, quindi brava!
    Ciao, ti auguro un weekend un sacco divertente, con un divertimento grande così! Lo vedi? No? No, certo, che non lo vedi! Allora te lo descrivo: è grande e colorato quanto Buenos Aires 😀 😀

    • Buongiorno Erri,
      inizio con lo scusarmi con te per non aver commentato il tuo penultimo capitolo, lo avevo letto giorni e giorni fa, senza trovare il tempo di scriverti per dirti quanto mi aveva coinvolto; la lettura era stata davvero meravigliosa… Arriverò il prima possibile a recuperare l’ultimo episodio pubblicato, e spero di sdebitarmi in qualche modo! 😅
      Grazie per il tuo commento costruttivo, mi fa piacere sapere che trovi i collegamenti tra le varie parti logici e naturali. In realtà introdurre l’argomento “genitori” con la domanda di Trevor è solamente un escamotage per collegarmi al possibile capitolo dal punto di vista di uno dei due… Shedir, stando ai miei conti (aveva otto anni quando hanno portato via Deneb, che ora ne ha diciotto), dovrebbe avere ventisei anni, e si è da poco trasferita a vivere da sola (tutte cose che si deducono dai primi capitoli, che anche io ricordo non perfettamente). In teoria quindi poteva anche non sentirsi in dovere di riferire ogni suo spostamento ai genitori, ma, avendo un legame stretto con loro, sicuramente qualche senso di colpa è più che lecito…
      La tua riflessione sul perché di così tanti orfani nella narrativa per ragazzi mi ha aperto un mondo: avevo sempre pensato che questa scelta fosse unicamente dovuta al desiderio di aiutare e far sentire più compresi i bambini senza uno o entrambi i genitori…
      Grazie di tutto, a presto Erri!

  9. Ciao, Naomi.
    Rieccomi!
    La verità è che solo adesso mi accorgo della tua nuova storia, spero potrai perdonare la mia sbadataggine! 😛
    Ripartiamo con la favolosa avventura di Daneb e Shedir, fratelli decisi più che mai rincontrarsi! Questo inizio mi è piaciuto, il tuo stile è semplice e scorrevole, ma le descrizioni romantiche non mancano mai. 😉 Ottimo lavoro!
    Spero di leggere presto il tuo nuovo capitolo, ora che mi hai fatto ritornare la voglia di sapere come va a finire questo racconto incredibile!
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata! 🙂

    • Cara Fior, che bello ritrovare i tuoi meravigliosi commenti! Mi sono mancati… Già alla prima parola ti avevo perdonata!😆😝
      Sono contenta la storia continui a piacerti, spero di non annoiarti e di non deluderti in futuro… Grazie davvero per tutto quello che mi dici, mi incoraggi sempre moltissimo!
      Buona giornata! ☺️

  10. Ciao Naomi
    mi ha sorpreso la tua risposta al mio commento precedente. E’ passato un bel po’ di tempo e pensavo avessi “abandonato” il racconto.
    Il capitolo scorre bene. Una curiosità: da quale aeroporto sono partiti, che sono riusciti ad imbarcarsi per un volo oltre oceano last minute, senza bagagli ? 🙂
    ho votato il p.o.v. del padre.
    Ps se ti piaciono le fiabe, ti aspetto.

    • Ciao Louise, innanzi tutto complimenti per la copertina e il successo raggiunto! Ho iniziato a leggere la tua fiaba (credo di essere arrivata al sesto capitolo, se non sbaglio) e ho apprezzato il tuo stile fresco e scorrevole, semplice e molto adatto al genere. Mi dispiace soltanto di aver intrapreso la lettura ora che la storia si è già conclusa, ma terminerò sicuramente gli ultimi capitoli, perché voglio scoprire come va a finire. 😆
      Tornando al tuo commento, non abbandonerei mai una mia storia, ma purtroppo ho pochissimo tempo da dedicare alla scrittura, e così procedo piuttosto a rilento… (sotterra la testa sotto la sabbia e diventa rosso peperone)😬
      Sono terribile in quanto a tempismo, e sto peggiorando sempre di più… Quindi grazie per non aver abbandonato la lettura, nonostante tutto.
      Per il dubbio sull’aeroporto, ho controllato prima di scrivere il capitolo e ce ne sono ben cinque a New York, quindi non so quale sia stata la loro scelta… Però penso che, se uno è disposto a spendere qualunque cifra, due posti liberi si trovino sempre… Forse è una scena da film e in effetti dovrei cercare di essere più realistica… In effetti ho sempre pensato di entrare in un aeroporto, andare da una hostess e chiedere un biglietto per il primo aereo in partenza, è uno dei miei sogni mai realizzati e irrealizzabili, ma in cui mi perdo con la fantasia😊

      • Curiosa l’idea della partenza last minute, all’avventura (più di una volta l’ho avuta anch’io ma con qualche treno di lunga percorrenza) 🙂
        Riguardo alla mia storia, grazie per la lettura e per i complimenti.
        Alla fine, se ti va, mi farebbe sapere la tua opinione globale.

    • Sono contenta ti continui a piacere la prospettiva alternata, in realtà ero molto indecisa sulla domanda di fine capitolo… Non sapevo se un cambiamento ulteriore di narratore avrebbe messo solo più confusione, ma poi ho pensato che essendo ancora al secondo capitolo avrei potuto tentare l’esperimento, così ho lasciato a voi la scelta 😉
      Spero di migliorare nelle pause, ma ormai non dico più niente visto che poi ogni volta mi smentisco 😬
      Grazie di tutto, alla prossima!

  11. Ciao Naomi
    Non ho letto la prima parte ma, immagino, che l’avventura prosegua da sé.
    Un suggerimento da lettrice, la frase:
    “Spostai lo sguardo su Audrey: era elettrizzata, un abbozzo di sorriso mostrava il suo entusiasmo, mitigato da un po’ di insicurezza; cercava di nasconderla, ma la vedevo riflessa nella presa stretta delle sue mani sulla portiera, come a cercare un appoggio per quel vortice intricato di emozioni.”

    forse potrebbe scorrere meglio così:
    “Spostai lo sguardo su Audrey: era elettrizzata. Un abbozzo di sorriso mostrava il suo entusiasmo, mitigato da un po’ di insicurezza. Non riusciva a nasconderla, perché le sue mani stringevano stretto la portiera, come a cercare un appoggio per quel vortice intricato di emozioni.”
    dice la verità, non è capace di mentire.

    • Ciao Louise, è meraviglioso avere una nuova lettrice così attenta ai dettagli, e scusami per il ritardo terribile con cui rispondo ai tuoi preziosi consigli!
      Spero la seconda parte della storia potrà risultare comprensibile anche per chi non ha letto la prima, ma ti prego di avvisarmi se qualcosa ti sembrerà poco chiaro, così potrò farti recuperare qualche punto fondamentale senza farti perdere troppo tempo!
      Grazie per il tuo consiglio, davvero apprezzatissimo! Ne farò tesoro in futuro, cercando di essere meno confusionaria nei miei periodi, hai proprio ragione! Grazie per esserti presa il tempo di riflettere sulla frase e di renderla più chiara, ti sono infinitamente grata…

      P.S. Se decidessi di leggere il secondo capitolo fammi un fischio che ti spiego un piccolo dettaglio sul ciondolo che tira fuori Shedir, visto che è collegato alla prima parte… 🙂

  12. Eccomi qui, Naomi! Ho votato per la mezza bugia, è l’opzione che mi diverte di più.
    Sono arrivato qui leggendo la tua risposta al mio ultimo commento alla prima parte della storia. Risposta che mi ero perso del tutto perché gli amministratori del sito non sono mai riusciti ad abilitarmi le notifiche 🙁
    Intanto, grazie per la tua risposta, spendi parole bellissime che mi fanno davvero piacere.
    Poi, parliamo di questo incipit. Mi piace, lo trovo veramente ben fatto e scorrevole. È pulito e ben strutturato, direi che hai fatto un ottimo lavoro.
    Insomma, brava!
    Ciao, ti auguro un’ottima serata e ti faccio i migliori auguri per questa nuova avventura 😉

    • Erri, scusami ancora una volta!! Ma che dico? ormai non ho più scuse…
      Grazie per il tuo commento bellissimo, mi ha reso felicissima! Sono contentissima l’incipit ti sia sembrato più coeso e scorrevole, era il mio obiettivo… Spero di non essermi smentita con il capitolo appena pubblicato, e di poter continuare a migliorare in futuro, grazie alle tue perle di saggezza!
      Arrivo da te al più presto, non immagi il mio entusiasmo quando mi è arrivata la mail della pubblicazione del tuo incipit! Non vedo l’ora di assaporarne la lettura, grazie per non aver smesso di scrivere! 😀

    • Ciao Beatrice, wow! Ho dovuto rileggere i libri tuo commento perché mi sembrava impossibile: non avrei mai creduto che qualche lettore si prendesse il tempo di leggere tutta la prima parte, e questo mi rende davvero felicissima, perché evidentemente questo primo capitolo ti ha incuriosita!
      Un grazie speciale e sincero, anche se in tremendo ritardo… E complimenti per la tua foto, è meravigliosa! 😀

    • Ciao Patty, sono davvero felicissima di avere una nuova lettrice come te, positiva e incoraggiante!
      Grazie per il tuo commento e per il tuo augurio, scusami per il mio imperdonabile ritardo… Ormai sono un caso perso, non riesco a pubblicare con regolarità e mi dimentico di rispondere…
      Grazie per la pazienza, spero potrai continuare la lettura, nonostante tutto, anche se non me lo merito… Buona domenica! 🙂

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