Il Teatro delle Maschere.

Dove eravamo rimasti?

Cosa vogliamo sapere? Andiamo da questa Nora. (54%)

Potresti sparire?

Sospirai, guardando l’ora dal mio orologio che segnava quasi le sei. Finalmente, era quasi ora di tornare a casa. Onestamente, il rinchiudermi in me stesso mi portò ad avere diversi hobby, tra cui il disegno e la scrittura. La solitudine porta a fare molte cose, e tra queste ammetto che si trova il ridurmi la mente in piccoli pezzettini, ma forse non andava davvero tutto male. E proprio nel momento in cui provai ad essere un po’ più ottimista, qualcuno riuscì a portarmi via anche quel beato momento. 

Sbuffai al sentire una lieve pacca sulla spalla, aspettandomi il professore, il quale era solito farmi i complimenti ed incitarmi a seguire delle strade più professionali. Invece, trovai Nora. 

“Di male in peggio.” pensai brevemente, mentre la scrutai con sdegno. Odiavo le persone che amavano il teatro, perché non riuscivo più ad amarlo io stesso. Egoismo, stupidità? Sì, forse ero vittima di entrambi. 

“Scusami se ti disturbo, mi chiamo Nora!” 

Fu un po’ buffa e sciatta come presentazione. E lei, voleva essere una protagonista del teatro e parlare con sicurezza? Forse dovevo davvero smetterla di guardarla in modo così altezzoso. O comportarmi da stronzo con gli altri, sì. 

“Fa nulla, piacere mio. Ti serve qualcosa?” provai ad essere gentile, ma forse il mio sguardo rigido la mise a disagio. Ecco perché non parlavo con gli altri: era il mio sguardo, non provavo emozione nel conoscerla, quindi perché dover fingere che mi facesse piacere? Non ero in cerca di attenzioni, ma qualcuno dietro di me forse non concordava sui miei modi di fare.

Sentii lo sguardo di mia madre pugnalarmi la schiena. Ero sicuro fosse lei, non si staccava neanche un secondo quando andavo al teatro. Doveva sempre osservare, giudicare. Soprattutto la seconda.

“Beh, ho sentito che sei alquanto famoso qua…” le uscì una breve risata, ancora più goffa della sua presentazione. Fece una breve pausa, per poi animarsi e mostrarmi il suo copione. Era una parte minore, ma alquanto ambita per iniziare.

“Potresti, non so… aiutarmi con questo? Mi dispiace chiedertelo così di botto, però come vedi non sono davvero il massimo della trasparenza e vorrei qualcuno che mi aiutasse a migliorare. Tu mi sembri davvero adatto.” 

Ora, i suoi occhi mi scrutavano attentamente, forse con un barlume di speranza che voleva vedessi, o forse per evidenziare il mio naso leggermente arricciato dal fastidio. La mia risposta? Sparisci. Ma ovviamente, non potevo essere così scortese. In fondo, non mi aveva fatto niente di male, ma pur non avendo niente da fare non ci tenevo affatto a stare con la compagnia di qualcuno, se non di me stesso. 

“Temo che dovrò-” non feci neanche in tempo. Neanche in tempo a rendermi chiaro, che lei si intromise. 

“Sarebbe meraviglioso, potresti finalmente fare una vera e propria parte con una protagonista! Sarebbe splendido vedervi recitare insieme.” disse ad alta voce mia madre.

Oh, sapevo cosa stava facendo. Lo sapeva bene, e al vedere il suo sguardo torvo, capii anche come voleva che andasse. Esattamente come sicuramente pianificò, il mio professore si avvicinò con un atteggiamento interessato. Lo conoscevo bene, quando si trattava di novità impazziva.

Alle volte non mi dispiaceva vedere persone che volessero lasciare tutto come sempre, affatto. Io ero praticamente in quel modo, mentre lui era l’esatto opposto.

“Beh, ciò sarebbe possibile… credo di avere qualcosa conservato!” esclamò di colpo, ed in un batter d’occhio evaporò alla ricerca di chissà quale opera vecchia di migliaia di anni. 

Nora aveva uno sguardo di grande speranza e soddisfazione sul volto, e questo non fece altro che infastidirmi. Aveva seriamente preso la mia risposta -non conclusa- come un sì, quando neanche ho avuto una singola voce in capitolo? Era assurdo, ma non sentivo più il mio sangue ribollire. Non da tempo. 

Era così che andava, sempre. Ero così esausto di tutto che facevo scorrere come se nulla fosse, ma magari, magari questa volta sarebbe andata diversamente. Forse avrei potuto far fare la peggior figura della storia al teatro.

L’idea mi balenò così in fretta nella testa tanto quanto mi scomparve: non intendevo deludere coloro che provavano una passione che io ormai avevo perso. Sospirai afflitto, sentendo mia madre del tutto eccitata iniziare ad organizzare degli incontri.

Il professore tornò con dei copioni, ma la sua aria era alquanto strana, non pareva soddisfatto. Forse, era davvero il mio giorno fortunato.

“Questi copioni sono delle prove. Sto cercando quella dannata opera, ma con il disastro che ho purtroppo non sono riuscito a trovarli in fretta. Però, potrete esercitarvi con questi momentaneamente, e se ci sarà sintonia allora potremo davvero fare qualcosa di concreto!”

Oh, davvero? Mi trattenni dal sospirare per l’ennesima volta, guardando Nora. Mi guardava contenta, e non mi piaceva.

“Potresti sparire?” 

Mi sarebbe piaciuto dirglielo, ma ad un burattino come me certi privilegi come la libertà di parola non sono consentiti. E allora, andiamo avanti con questo show. 

Che cosa farà Leonardo?

  • Avrà una discussione accesa con la madre (0%)
    0
  • Si rifiuterà di dare delle vere e proprie lezioni a Nora, mirando a farla arrendere e non partecipare al progetto (100%)
    100
  • Tratterà male Nora, cercherà di mandarla via. (0%)
    0
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16 Commenti

  1. Vorrei sapere molte cose, ma adesso preferisco che mi parli di Nora. Il resto, tipo informazioni sul fratello e sulla madre, ce le dirai en passant, tenendo bene a mente che cinquantamila caratteri non sono tanti e che bisogna fare delle scelte 😉
    Un inizio molto scorrevole, vediamo dove vorrai portarci.
    Ciao, a presto

  2. Ciao lividsoul, voglio assolutamente sapere perché la madre è così. Forse è un po’ troppo presto e cose fondamentali come questa, verranno alla luce un po’ per volta. Comunque, bene,rapporto difficile, maschere che si devono indossare, un palcoscenico che diventa una prigione. Ce n’è abbastanza per calare noi lettori in un piccolo inferno privato, come ce ne sono tanti e farci provare brividi di rabbia.

  3. Ciao Deborah.

    “provare un provino” Ti è scappato. Leonardo ha un momento di sensibilità femminile nel momento in cui nota troppi particolari nella coda di Nora – a meno che non abbia i capelli lunghi anche lui?

    Io proverei a tirar fuori un po’ di frustrazione, cercando di sapere chi è il fratello.

    Grazie e alla prossima.

  4. Ciao livid, ho apprezzato molto questa storia, nonostante tu prediliga l’horror come genere hai strutturato bene anche una storia di tema rosa
    Non ti sei persa nela descrivere troppo tutto quanto permettendo una lettura fluida e veloce
    E devo dire che hai scritto un ottimo capitolo
    Continua così

  5. Ciao Lividsoul.
    Mi ha colpito molto il tuo incipit.
    Scrivi bene, scorrevole e piacevole. Gli stati d’animo del protagonista mi si sono incollati addosso come colla bostik appena ne ho letto.
    Finalmente mi sento meno strana dopo aver letto la prima parte del capitolo, quella vocina dentro ( e spesse volte fuori) di me, che si chiede il perché di tutto questo, il perché di queste costruzioni, il perché del nostro esistere e del nostro esistere in questo fottutissimo sistema, finalmente l’ho letta anche in te.
    Continua così, graffiante e menefreghista.
    Passa a trovarmi, a presto

    • Ciao Feather! Grazie per i complimenti, apprezzo davvero il fatto che tu ti ritrovi in Leonardo, sarà un personaggio abbastanza interessante nel suo ruolo. Effettivamente volevo condividere anche questa sua sensazione di vuoto e sono contenta di averla fatta percepire a qualcuno, e nulla, in sintesi sono contenta che tu sia passata a leggermi. Alla prossima, e grazie!

  6. Ciao
    il tuo incipit sembra una pagina di un diario. Scorre di pari passo che scorrono le emozioni e i sentimenti del protagonista. Sei Deborah vero? Coraggioso scrivere al maschile.
    Andiamo avanti con Nora, che in qualche modo ha colpito Leonardo. Per la madre e il fratello c’è sempre tempo e nove episodi 🙂

  7. Ciao Lividsoul, è un piacere giocare con un tuo racconto, scrivi bene e coinvolgi il lettore, suscitando curiosità.
    La teatralità del tuo incipit ci ricorda che indossiamo tutti una maschera, solo in pochi riescono a farne a meno, probabilmente questa storia ci aiuterà a capire come toglierla e affrontare la vita con la nostra vera espressione.
    Io inizierei a conoscere il fratello di Leonardo…
    Ci si trova alla prossima scena, buon viaggio!

    • Ciao Alexander! Grazie per essere passato. In verità il teatro era un qualcosa di apparente, solo mentre scrivevo mi son resa conto che poteva davvero essere un aspetto significativo della storia, quindi son particolarmente contenta del fatto che qualcuno abbia notato il concetto delle maschere quotidiane. Alla prossima!

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