La Locanda dei Mille Fuochi

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno? Affronteranno gli elfi zombie, rischiando le loro vite (60%)

Un duro scontro

“Non c’è tempo per discutere!” gridò il nano scendendo dal caprone.

Prese una freccia dalla faretra e la scoccò contro gli elfi zombie. Poi un’altra e un’altra.

Le sue frecce, per quanto andassero sempre a segno, potevano solo ferire o rallentare gli zombie. Per ucciderli era necessaria la decapitazione, o il fuoco.

Togliendo il suo sguardo di rimprovero dal volto del mago, Amouranth scese da cavallo e corse verso gli elfi.

Affrontarli in sella avrebbe significato la morte di cavallo e cavaliere.

Con una delle sue lame, trafisse il petto del primo elfo zombie che le si avvicinò. Lo tenne a debita distanza mentre lo decapitava con l’altra. La testa cadde e rotolò verso Cumulin, il quale la ignorò, intento com’era a scagliare frecce per coprire l’avanzata di Amouranth.

Dorian gridò in una lingua arcana e, usando la pietra di Fuoco in cima a Kirin come catalizzatore, lanciò un dardo di fuoco che colpì uno degli elfi, bruciandolo, ma altro non fece.

Dorian poteva ancora sentire il peso dello sguardo di Amouranth: prendere il controllo degli zombie avrebbe significato meno rischi e degli alleati, ma si sarebbe indebolito troppo, in vista dello scontro finale, non solo con il drago Albino.

La battaglia volgeva al termine: tre zombie decapitati ed uno bruciato. Solo due rimanevano in piedi.

Dorian non fece niente, lasciando che Amouranth si scagliasse con impeto verso gli ultimi due.

Ma prima di affrontarli, si accorse di essere circondata: i cadaveri decapitati si alzarono da terra, ancora mossi dalle loro teste finite chissà dove.

Cinque zombie le furono ben presto addosso. Le loro fredde dita avvinghiarono il suo corpo, ma l’elfa riuscì a contrastarli a dovere.

Riuscì a gettare due di loro sull’unico corpo ancora in fiamme e con rabbia affrontò gli ultimi tre, mentre molte frecce piovevano su di loro.

Distratto dagli eventi, Cumulin non si accorse che la testa del primo zombie, vicina a lui, iniziò a muoversi. La notò solo quando sentì un morso e un dolore così forte da farlo svenire.

Quando riaprì gli occhi, la prima cosa che vide fu il volto di Amouranth.

“Come ti senti?”

Non aveva idea di cosa fosse successo, ma capì che solo una delle sue gambe gli faceva male.

”Stavo dormendo così bene… perché mi hai svegliato?”

Un sorriso apparve sul volto dell’elfa, rompendo la tensione che lo attraversava.

Cumulin si accorse che il suo corpo giaceva su un materasso.

“Dove sono? E da quanto…”

“Sono passati due giorni – disse l’elfa, con un tono che sembrava accarezzare il nano – abbiamo sconfitto gli zombie e siamo corsi lontano. Per fortuna abbiamo trovato un villaggio dove ci hanno accolti.”

Un uomo alto entrò nella stanza dove riposava il nano.

“Lui è Carion, il sindaco, si è offerto di ospitarci.”

Amouranth accarezzò il volto del nano ed andò nell’altra stanza, dove trovò Dorian, seduto ad un tavolo, intento a lucidare la pietra del Fuoco sul suo bastone Kirin.

Per due giorni l’elfa era stata al capezzale del nano e non aveva parlato con l’umano.

Era giunta l’ora.

Chiuse la porta della stanza e il rumore attirò l’attenzione di Dorian, che si alzò.

“Cosa stai combinando?” quasi gridò.

“Amouranth, di cosa stai parlando?”

“Non mentirmi, Dorian, so tutto di te, ricordatelo. Hai lasciato l’Occhio Cieco perché limitava la tua magia, e ora non hai intenzione di usare i tuoi poteri?”

“Controllare la mente di qualcuno non è facile… sarei rimasto indebolito per giorni se non settimane…”

“Non parlo di quello!” sfoderò un pugnale dalla cintura e lo puntò contro il mago.

“Am…”

“Perché ti sei contenuto durante la battaglia? Avresti potuto incenerirli senza problemi! Perché non hai fatto niente? Cumulin ha perso una gamba!”

Dorian non parlò.

Amouranth sembrava intenzionata ad andare fino in fondo.

Forse era giunta l’ora di dire la verità su quello che aveva visto nel Vuoto.

Già il peso della mutilazione di Cumulin aveva tormentato le ultime notti di Dorian. Sapere avrebbe aiutato gli altri, ma avrebbe anche fermato il piano del mago.

“Cosa succede?” fu Cumulin a parlare, uscendo dalla stanza con una stampella.

“Ho sentito tutto… mi sembra chiaro, no? Usare la magia ti consuma dentro… vuole trattenersi per affrontare il drago” disse.

Dorian fece di sì con la testa.

Amouranth si calmò, ma il dubbio no.

“Cosa facciamo adesso?” disse lei.

“Manteniamo la parola data.”

“Cumulin…”

“Ho perso una gamba e una cena gratis. Ho sacrificato troppo per tornare indietro ora. Insieme siamo imbattibili… e poi non ho bisogno di correre o altro, ho il mio arco che lotta per me.”

“No. Il viaggio è ancora lungo. Potresti arrivare sfinito” Amouranth aveva un atteggiamento molto protettivo verso il nano.

Rimasero in silenzio, finché non fu Carion ad intervenire.

“Scusate, se volete posso portarvi io ad Acquaneve. Abbiamo dei grifoni. Vi risparmierà tre giorni di viaggio.”

“Forse non capite… è senza una gamba e…”

“Forse c’è un’alternativa – interruppe Dorian – potrei rigenerare la gamba… facendola venire dal Vuoto… non sarebbe del tutto sotto controllo, ne proprio una gamba, ma per un po’ potrebbe andare.”

Cosa faranno?

  • Dorian rigenera la gamba (50%)
    50
  • Vanno tutti insieme con i grifoni (50%)
    50
  • Lasciano Cumulin da Carion (0%)
    0

Voti totali: 4

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25 Commenti

  1. Ciao Tommaso,
    con il mio voto ho mandato in pari due opzioni, che però non si escludono a vicenda. Ho optato per i grifoni perché da un lato non credo che Cumulin si lasci abbandonare dal gruppo così facilmente e dall’altro non mi convince troppo l’idea della gamba rigenerata… cioè, presuppongo che per Dorian possa costare una certa energia rigenerarla e visto che non voleva sprecare la sua magia prima con gli zombie, non credo che sia spronato a farlo nemmeno ora.
    Rimango comunque curioso.
    Alla prossima 🙂

  2. Ciao Tommaso,
    come accennato dagli altri lettori il filo del racconto può risultare un po’ difficile in alcuni momenti per la mole di informazioni che il tuo universo sembrerebbe celare. Lo spazio d’altronde è tiranno. Seguire una scaletta molto generale a cui aggiungere via via dettagli fino a quanto consentito credo sia una buona strategia. Man mano che avanzi con gli episodi ci prendi comunque sempre più la mano 🙂
    La storia presenta elementi molto classici (e un po’ già visti) dei fantasy, ma poco male, visto che ci sono anche molti altri spunti interessanti (molto carina la storia dei sette draghi e del drago Albino)… Però gli elfie zombie no, ti prego 😂
    Non credo che Dorian accetti di indebolirsi, perciò direi che i nostri eroi saranno costretti ad affrontare i loro nemici.
    Buona giornata, alla prossima!

  3. *predominasse
    *indietro

    La storia è molto bella, ricorda un po’ il Signore degli Anelli. Si capisce che ci sarebbe tantissimo da dire e da approfondire e forse per questo la lettura risulta un po’ difficile. Voto che scappino, perché mi sembra l’opzione più sensata. Alla prossima 🙂

    • Ciao, nella parte pensata è Dorian che parla con se stesso.
      Purtroppo, siccome ci sono a disposizione solo 5000 caratteri, ho qualche difficoltà ad esprimere al meglio quello che voglio dire (e questo capitolo ne è una dimostrazione).
      Spero che con la pratica riuscirò a rendere i testi più semplice e facili da leggere.
      Ciao.

  4. Io voto la verità! Od almeno mezza 😉

    Sono arrivato al secondo capitolo ma mi sono appassionato.
    Mi piacerebbe sapere qualcosa di più su questo mondo, sugli elfi del deserto e su quelli della prateria. Se hai qualcosa di scritto o lo scriverai dopo la fine della storia, fammelo sapere ^_^

    Ciao 🙂

  5. Ciao Tommaso,
    la tua storia mi ha richiamato tantissimo la struttura dei giochi di ruolo. Una presentazione iniziale molto generale, ma carina: voglio vedere come approfondirai storia e personaggi. Secondo me, il Drago Albino e l’Obulatore enigmatico sono l’opzione più intrigante al momento, perciò voto per loro.
    Ti segnalo due piccolezze che potrebbero esserti sfuggite nel testo:
    un’elfa suona decisamente meglio di una elfa
    il gruppetto si diresse e non si diressero
    Buona serata, alla prossima 🙂

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