Le ali della farfalla

Dove eravamo rimasti?

cosa dovrei fare di fronte ad una situazione simile? Ragionare, il giorno dopo le parlerò e forse potrò scoprire qualcosa in più. (83%)

Foglio 2

Uscì di corsa per chiedere spiegazioni, ma di lei nemmeno l’ombra. Feci per rientrare, ma il vento mi fece finire un foglio sul volto -che diamine è?- pensai prendendo il pezzo di carta. Era una fotocopia del continuo della mia pagina, stropicciata e probabilmente buttata -non sono stato l’unico?- pensai guardandomi intorno in cerca di altri fogli. Sembrava essere normale il suo volersi far conoscere come scrittrice facendo volantinaggio, ma la sua storia era diversa dai normali campioni che si distribuiscono, più cupo e in un certo senso più familiare. preso dalla curiosità decisi di leggere il secondo pezzo.

Crescendo si iniziano a provare nuovi sentimenti, rancore, odio, disgusto e dolore.

Ci sono luoghi in cui ti dovrebbero accompagnare durante un brutto momento della tua vita, ma quel luogo è servito solo per forgiare le prime maschere.

La bambina si ritrovò in un luogo sconosciuto, tra sconosciuti e governata da regole sconosciute.

L’organizzazione era ben precisa, dormire composti nei letti, senza muoversi, senza fare nulla, dormire solo.

Mangiare il cibo che ti danno, anche se è una disgustosa zuppa di pesce con qualche spina ancora dentro.

Ubbidire e non dare problemi, a meno che non si voglia ricevere un trattamento alquanto spiacevole durante il bagnetto serale. Una di quelle spugne dure che vengono sfregate sulle morbide chiappette di un bambino, alquanto brutale non credi?

Accettare le punizioni, per quanto lunghe o dolorose. Qualcosa che rimase impresso nella memoria di quella bambina che oggi è una donna è la classica punizione di stare con le braccia alzate contro il muro, stancante ma viene applicata di solito per massimo 20 minuti, ma quella sera non fu tanto fortunata.

Una bambina ha bisogno di sfogare l’immaginazione e senza giochi da poter portare a letto le sue mani diventano degli omini perfetti per le sue avventure immaginarie, avventure che finirono presto. Richiamata per essere stata beccata a divertirsi invece che rimanere immobile nel letto le venne imposta la punizione delle braccia alzate, il problema è che se la sono dimenticata nell’angolo con le mani contro il muro.

La responsabile crollò sul divano letto e alla piccola rimase solo inventarsi qualcosa. Assicurata di non essere scoperta si accucciò sui cuscini del divano rimasti per terra e passò così la sua notte.

Non voglio si pensi che tutto è stato orribile, le belle esperienze ci sono state.

Escursioni magnifiche nei boschi lì vicino, raccogliere i frutti di bosco, respirare aria pura e aperta, vedere il verde delle piante e non il grigio delle pareti.

Ha persino imparato a giocare con l’aquilone, dietro un vecchio cantiere.

Ha conosciuto il mondo ospedaliero e la paura degli aghi la superò subito, dopo che ti fanno punture sulle piccole dita per giorni ti ci abitui.

Fare massaggi rilassanti, vedere il mare e la sabbia bianca, fare un piccolo falò sul quale cucinare delle piccole salsicce, giocare a scacchi, lavare i calzini, fare il letto, usare un videoregistratore, badare ai più piccoli, andare in bici senza rotelle, arrampicarsi, giocare con la neve.

Tutto ciò che impari è ciò che ti porterai dentro per sempre, ma qualcosa mancava, due persone da amare e un luogo da chiamare casa. Tra le tante esperienze quindi venne fatto anche un esperimento.

La bambina venne vestita coi suoi panni migliori, mentre gli altri si coricavano per la notte. -perché ho questi vestiti buoni?- chiese innocente -perche ti dobbiamo buttare via- le rispose la responsabile del giorno. Per quanto la logica le dicesse che era una battuta, la paura le invase la mente e un pianto iniziò incontrollato. Era già stata rifiutata una volta senza aver fatto nulla di male, nulla avrebbe potuto negare la possibilità che ricapitasse.

-hey calmati, stavo scherzando, ti porto a casa con me- disse a bassa voce per non farsi sentire da nessuno. Gli occhi della bimba brillarono dalla gioia e si lanciò nella sua nuova avventura.

Passò una settimana a chiamare un tutore col nome di mamma, fu l’esperienza che le permise di riscoprire vecchie emozioni e la voglia di essere parte di una vera famiglia.

Quando la larva è da sola, la pioggia inizia a cadere creando nuove sensazioni e le prime ferite.

Finito il mio turno corsi a casa e cercai le parole della pagina nella linea di ricerca, mi usci un nickname e mi si spalancò davanti un quantitativo di opere davvero basso, ma che già a dare una prima occhiata era tuto interessante. Passai la serata a leggere le sue e le altre opere fino a crollare esausto sul PC dopo una giornata di lavoro  piena.

Quella non fu sicuramente una nottata tranquilla. Preso dall’angoscia e spaventato dagli strani incubi riguardanti la storia della ragazza del bar, mi svegliai e spalancati gli occhi mi trovai davanti il foglio -chi è questa bambina?- pensai preoccupato.

Come dovrei comportarmi con lei?

  • Dovrei lasciarla in pace, godermi il suo scritto come tutti coloro che prendono uno dei suoi volantini. Non c'è nulla per cui preoccuparsi. (25%)
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  • Aspetterò il giorno dopo, dovrei leggere il resto dei capitoli per fare delle teorie. Se davvero vuole che io legga tornerà nel bar. (75%)
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  • Ho il suo nick, potrei fare delle ricerche piuttosto che fare domande invasive direttamente a lei. (0%)
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4 Commenti

  1. Ciao pokepony.
    Ho letto il tuo episodio e la trama è particolare, interessante.
    Ho votato che le parli il giorno dopo, vediamo come va avanti.
    Un piccolo consiglio: stai attenta alle piccole sviste di grammatica (soprattutto gli accenti)

    Un saluto

    Passa a trovarmi

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