Dendé

Dove eravamo rimasti?

Come continua la giornata? Non riesce ad aggiornare il Mindware,per colpa di un problema tecnico, cercando di reclamare, si trova perso nella burocrazia. (58%)

disagio o ladeira abaixo

L’automobile scivolava silenziosa per le strade della città, poggiai la testa sul cuscino e chiusi gli occhi. I mille volti della mia persona cominciarono una battaglia per il controllo della mia mente. Il mio corpo, unico e indivisibile, si disfaceva in mille pezzi. Una voce, sovrastando le altre, tentava disperatamente di avvertirmi che tutta questa rincorsa era errata. La ridussi al silenzio.

Pensare fa male. Ti riempie di dubbi, ti dilania. La pluralità della psiche si infrange contro la violenta univocità della realtà. Il mondo pretende che tu agisca –­ e in fretta. Aprii gli occhi e decisi, voglio quel lavoro, voglio tutto.

Il viaggio in automobile era finito, salutai l’autista e mi diressi verso la postazione. Stagliata sul marciapiede rifletteva la luce del sole. Per fortuna da queste parti non c’è fila per questo tipo di servizio. Tutti troppo ricchi per non avere una postazione in casa. Tirai fuori dal portafoglio la carta di riconoscimento e la collocai di fronte al lettore. La porta, benevola, si aprì. Mi sedetti sulla comoda poltroncina. La voce della centralina mi salutò. 

“Salve confratello N.0000718296. Cosa desidera?”

“Effettuare un controllo del mio stato di aggiornamento”

“Esporre la bio-porta, prego”

Esposi il piccolo forellino posto sulla mia nuca, i sensori della postazione lo rilevarono rapidamente.

Un braccio meccanico si estese e vi infilò uno spinotto: ero connesso. Davanti allo schermo apparse la lista dei miei software e lo stato della rispettiva versione. In rosso lampeggiante, il mindware, con a fianco un gentile annuncio “versione software vitale obsoleta”. Avviai la procedura di aggiornamento ad una versione basic per un costo di 1730 Merl.

Chiusi gli occhi, sentii milioni di nanobot, virus geneticamente modificati, risalire le fibre dei miei assoni fin dentro le mie folgoranti sinapsi. Qui avrebbero dovuto iniziare la loro danza orgiastica. Pittori, le cui mani in preda ad un sapiente delirio, ridisegnavano le polarità della mia mente, infondendole nuova linfa e nuova vita. Ma un attimo prima che potessero donarmi nuove memorie e nuove conoscenze, la voce della postazione, ora diventata ostile, esclamò

“Procedura annullata, sono state rilevate delle irregolarità nella carta”

Sentii il piacere del rinnovamento defluire via da me. I nanobot, uscirono rapidi come erano entrati. Il braccio meccanico si staccò, liberando il mio collo.

Nel primo momento incredulità, dopo solo rabbia cieca, questa fottuta macchina aveva trattenuto la mia carta. Perché tutto questo deve succedere a me? Io che tanto ho fatto per meritare quest’occasione. L’ansia torna a battere dentro di me: ancora quella voce mi urla di sfogare la mia rabbia sulla postazione, di prenderla a pugni a calci. “Calmati Dendè”, una voce imperativa mi sussurra da lontano, questo peggiorerebbe la situazione. Tento di respirare a fondo. Una dose di Marzepam entra nel tumultuoso torrente del mio sangue.

Andrò all’ufficcio della banca. Rapido, prenoto una dort. L’attesa sembra infinita, il marzepam non ha più lo stesso effetto. All’inizio era diverso, ogni bolo era un miracolo di fiducia, adesso una sola dose sembra non avere effetto, ma il sistema me ne dà sempre di più.

In un attimo sono già lì, ansimante, i miei occhi offuscati da una luce chiara che entra dalle grandi vetrate che delimitano lo spazio della hall dove mi trovo. Il mio sguardo si posa su uno sguardo ostile e cordiale. Occhi neri e profondi abituati a mandarti a fanculo con gentilezza, capelli neri raccolti all’indietro, un corpo snello fasciato da un elegante tailleur nero.  Area cinica e pratica, qualità molto apprezzate da queste parti. In altri momenti sarei stato affascinato da una donna come lei, ma non oggi. Cercai di condensare la mia assurda mattina in chiare e poche parole. Ne uscirono un torrente, lei con la sua esperienza le evita, risponde nella sua lingua diplomatica “vedo cosa posso fare per lei”, mi chiede il mio codice identificativo e lo inserisce nel database. Da un sorriso languido passa ad una smorfia di sdegno, mi dice “Ah lei è della zona 2”

Questa bella e giovane donna infligge una coltellata nel mio cuore, poi senza pietà, un’altra ancora “In questo ufficio serviamo solo cittadini della zona 1”

“Cosa? Non mi ha sentito, mi aspettano per un colloquio all’Ispen, sa cosa vuol dire?”

“Si, lei un cittadino di zona 2, spera di poter entrare a far parte del nostro mondo”

Infuriato battei la mano sul tavolo, “Un alto dirigente mi aspetta!”

“Si, aspetta lei e altre mille persone, se vuole fare bella figura le consiglio di non fare tardi, in bocca al lupo”

“Lei non ha capito, devo trovare i soldi per aggiornarmi, il mio mindware è obsoleto, non intende? Non posso presentarmi così al colloquio”

“Lo so, basta guardarla per capire che lei appartiene al passato, adesso per favore vada via”

“Io non vado via finché lei non mi ascolta!”

Con un sorriso beffardo sussurra “sicurezza” ad un piccolo microfono. Due energumeni appaiono alle sue spalle.

Cosa succede al nostro impavido eroe dopo l'intervento della sicurezza?

  • raffredda la testa in un bel parco, dove intrattiene un'interessante conversazione con un misterioso vecchietto (67%)
    67
  • oppone resistenza finendo in carcere per un giorno (33%)
    33
  • Messo alla porto, torna tristemente a casa, in zona 2 (0%)
    0

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24 Commenti

  1. Ciao Dezieitores,
    per me finisce in carcere per un giorno e vediamo, magari fa qualche incontro interessante.
    Ho notato ancora qualche ripetizione, ma te lo hanno già segnalato.Molto interessante la simulazione esplicativa di quel che la macchina per l’aggiornamento dovrebbe fare al cervello per aggiornarlo.
    Bene, aspetto il nuovo capitolo, non fare passare troppo tempo 😉
    Alla prossima!

  2. Confesso che alcuni termini non li ho capiti 🙁 ma, nel complesso, il capitolo scorre.
    … corpo snello “fasciato” da un elegante tailleur. Avrei preferito “delineato”.
    Il protagonista mi sembra uno un po’ sanguigno e ostinato, perciò oppone resistenza…
    ciao

    PS sulle ripetizioni evidenziate nei commenti sotto, ho notato “postazione”, “rabbia”, “torrente”

  3. raffredda la testa in un bel parco, dove intrattiene un’interessante conversazione con un misterioso vecchietto. È l’opzione che mi piace di più 🙂

    È passato moltissimo tempo dal primo capitolo. Essendo solo il primo non è tanto un problema, ma far passare così tanto tempo tra un capitolo e l’altro fa perdere un sacco di particolari e dimenticare punti salienti. Per il resto, trovo il capitolo ben fatto.
    ” Occhi neri e profondi abituati a mandarti a fanculo con gentilezza” e questo è il non plus ultra 🙂

    Ciao 🙂

  4. Mi ispira il problema tecnico.
    Il tuo incipit mi è piaciuto: ti hanno già fatto notare refusi e infodump, mi limiterò a confermare che la prima parte è un po’ più pesante e laboriosa: il pezzo nell’auto e lo scambio/riflessioni con e su Chucky mi è piaciuto forse di più. in ogni caso, ho voglia di leggere il seguito 🙂
    Ciao

  5. Ciao dezleitores,
    ho votato per “non riesce ad aggiornare”, sono curiosa di vedere in maniera più approfondita cosa succede a uno che sta ancora nella zona 2 e ha l’odore dell’ansia (una parte che mi è piaciuta!). Mi permetto di entrare nel merito della questione ripetizioni: io un po’ l’ho percepito, ma in maniera molto vaga e poco strutturata; aspetto il seguito!
    Buona scrittura e se ti va passa a trovarmi!

  6. Non riesce ad aggiornare il Mindware,per colpa di un problema tecnico, cercando di reclamare, si trova perso nella burocrazia.

    Ciao! Non so se il proseguio mi piaccia o meno (dipende molto da come si svolgerà la storia) ma proviamo a seguire. Ho trovato molto interessante come il protagonista si rivolge a noi, spiegando le cose e mostrando il suo stato. Come detto da JAW forse ci sono troppe informazioni tutti insieme, tuttavia ho trovato molto bello il modo di esprimere quanto avviene nel mondo attraverso i pensieri del protagonista (non sono un fan del “show don’t tell” sempre e comunque).
    A proposito, attualmente il protagonista mi sta un po’ sugli zebedei, ma c’è ancora tempo per “inquadrarlo” 😉

    Vediamo come prosegue.

    Ciao 🙂

  7. Non riesce ad aggiornare.
    Benvenuto, Carmine. Possiamo chiamarci “colleghi”, visto che su questa piattaforma JAW, a parte un estemporaneo Giallo, ha scritto solo racconti di Fantascienza. L’idea dell’incipit è interessante: avere il software… pardon, il mindware più aggiornato per mantenere una posizione sociale (e finanziaria, immagino) dignitosa… chissà se è questo che ci riserva il futuro?
    Ci sono molti refusi, la maggior parte evitabili. Hai scritto direttamente sulla pagina post di TheIncipit? Perché se passi prima per un programma di scrittura la maggior parte degli errori ti vengono evidenziati.
    Attenzione ai tanti avverbi, in poche righe usi completamente, rapidamente, velocemente. Pesa un po’ ed è evitabile, soprattutto gli ultimi due che tra l’altro sono *sostanzialmente* ( 😀 ) sinonimi.
    Un suggerimento di formattazione: puoi usare anche solo i doppi apici per delimitare le battute, il meno all’inizio è superfluo, mi pare bruttino e soprattutto ti fa spendere preziosi caratteri 😀
    Ho letto lo scambio con Louise, ho intuito che le ripetizioni fossero volute, ma come Louise non ho associato questo a una sorta di “coazione a ripetere” del protagonista. Riallacciandomi all’ultimo consiglio di Louise, devo dire che a mio parere c’è troppo di raccontato, o se preferisci hai raccontato troppo: ci hai raccontato molti dettagli sul mindware, e va bene, ma ci hai anche raccontato della compagnia di automobili elettriche, della situazione obsoleta dell’autista, della presa di aggiornamento nell’ufficio del capoccia e tanto altro.
    L’ho scritto ad altri, lo ripeto a te come lo ripeto a me stesso: è bellissimo che tu immagini un intero mondo complesso nel quale fai vivere e agire i tuoi personaggi, è il fascino della fantascienza, non trovi? Però non devi raccontarci tutto ciò che hai pensato. La tua immaginazione, la costruzione degli ambienti futuristici, deve essere la più completa possibile, ma è estremamente più efficace se rimane “non detta”: deve essere per te un vincolo stringente, ossia i tuoi personaggi e l’ambiente deve evolvere coerentemente con ciò che hai pensato, ma deve apparire per il minimo indispensabile, senza che la evochi o la spieghi. Prendi la Dort: ci interessa davvero sapere che sia elettrica? Forse sì, ma in questo caso puoi farcelo scoprire scrivendo qualcosa tipo “il ronzio elettrico della Dort” eccetera.
    C’è poi tempo per farci sapere esattamente cosa permette l’aggiornamento mindware senza descriverlo nel dettaglio adesso, in una sorta di dialogo col lettore che risulta poco naturale.
    Ad esempio, prima o poi incontrerà la presa, in quel momento pregusterà le nuove “feature” dell’aggiornamento, o gli verranno elencate dal software, quella può essere un’ottima occasione per approfondire.
    Insomma, le informazioni sono quasi sempre più efficaci quando fluiscono naturalmente dall’azione del protagonista, piuttosto che da un dialogo diretto con il lettore. Ti sembra difficile? Lo è!
    Be’, ho più ho meno detto tutto ciò che mi premeva dirti, mi scuso per il commento chilometrico, mi presento spesso così, ma poi mi passa 😀
    Ciao, a preto

    • Ciao jaw!!!
      Hai ragione é molto difficile trasporre in parole tutto il mondo che nasce nella tua testa, il primo impulso sarebbe proprio quello di raccontare e dire il più possibile. Comunque faccio tesoro dei tuoi consigli e la prossima volta cercherò di dire meno e di mostrare di più 😉

  8. Ciao D.
    Ho notato il tuo INCIPIT su storie esordienti e mi sono incuriosita.
    Ho letto il capitolo e, non so perché, mi hai ricordato un po’ il mondo assurdo di Neuromante. Decido dunque di seguire la tua storia.
    Ho scelto la brillante carriera.
    Magari riesci anche tu a trasportare la mia immaginazione in un mondo cyberpunk.
    Staremo a vedere. Buon weekend 😀
    Ilaria

  9. Ciao Dez,
    ti spiace se abbrevio? 🙂
    In genere i racconti di fantascienza, che vengono pubblicati su questa piattaforma, mi piacciono molto, quindi sono venuta a curiosare. Non mi hai lasciata insoddisfatta, tuttavia ho notato, a parte le ripetizioni che ti sono già state segnalate, un paio di refusi: manca una “i” nella frase: “Dall’ologramma davanti ai mie occhi” e “iniziarsi a contorcersi” immagino volessi scrivere “iniziare a contorcersi”.
    Non hai rivelato il prezzo di un buon aggiornamento… ce lo racconterai in seguito?
    Ho trovato molta fantasia, a parte il nome della città, in questo incipit, ti seguo e vediamo che succede.
    Voto per il mancato aggiornamento del mindware, che mi fa venire in mente una sorta di virus spia che indaga le menti dei cittadini, e si perde nella burocrazia…
    Alla prossima!
    p.s. scusa l’ignoranza, ma Software e Mindware sono la stessa cosa?

    • Ciao Keziarica, purtroppo mi sono accorto anche io che ci sono vari errori di battitura, la prossima volta sarò più attento. Nel prossimo capitolo sarà svelato il costo dell’aggiornamento 😉. Comunque mindware richiama ad un software della mente, più che spiare, nella mia idea serve a controllare le persone…

  10. Ciao “Diecilettori”
    Al solito leggo i nuovo incipit anche se appartengono a un genere, in questo caso la fantascienza, che non prediligo.
    E’ presto ancora per capire cos’hai in mente, per ora avanti con “passa il colloquio ecc”.

    PS
    Ho notato alcune ripetizioni che rendono il testo meno scorrevole (aggiornare, aggiornamenti, sistema…)

    • Ciao Louise

      Grazie per il commento,le ripetizioni sono volute per cercare di far passare al lettore due messaggi la sensazione che il flusso di pensiero del protagonista non sia completamente indipendente e l’ ossessività e ripetitività del suo pensiero che si riverbera nel suo linguaggio. Purtroppo mi rendo conto che questo appesantisca il testo. Volevo chiederti un feedback esterno, secondo te, riescono a passare questi due messaggi?

      • Sinceramente no. Opinione personalissima, s’intende.
        Quando c’è un pensiero ossessivo/compulsivo (dunque non indipendente) esso si manifesta nel comportamento, che va mostrato non solo descritto ossia “show don’t tell”. Altrimenti, le ripetizioni vengono evidenziate come refuso.

        • Ti ringrazio per il commento, questo è il primo raccontino che pubblico e sono in cerca soprattutto di consigli. Nel prossimo episodio cercherò di lasciare questa situazione più chiare attraverso le azioni e meno attraverso la ripetizione semantica.

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