Non sono solo storie

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Alessio? Si sistema, rientra in casa e affronta Marta (80%)

UN ECCITANTE SORPRESA

Erano passati appena cinque ed ero, ancora, li fermo davanti alla mia Porche Cayenne nera con in mano il kit per il vino, senza mutande, con i pantaloni sporchi di sperma, lo sguardo fisso nel vuoto e, soprattutto, una nuova, grandiosa figura di merda da aggiungere al mio già nutrito palmares.

Cinque minuti che mi sembrarono interminabili, cinque minuti che non ho mai dimenticato; ero frastornato dal susseguirsi di pensieri che solo la mente di un malato poteva partorire, dovevo affrontare Alina e le sue domande sulla macchia, dovevo portare il kit in cantina da Luis che mi aspettava e trovare una scusa plausibile per il ritardo ma, soprattutto, mi sarei dovuto inventare qualcosa che sorprendesse i miei amici, ormai l’avevo detto.

Alzai gli occhi al cielo come per chiedere consiglio, non so neanche io a quale angelo, e per tutta risposta sentii sul viso due bei goccioloni d’acqua. Perfetto, stava anche piovendo. Ringraziai per la risposta e con molta fretta, quella che solo un temporale improvviso ti può dare, presi il trolley dal baule e usandolo a modo di ombrello poggiandolo sulla testa, mi diressi verso l’uscio di casa.

Feci per aprire, ma un istante prima di abbassare la maniglia, il mio corpo, come se mi volesse tutelare, si immobilizzò.

  • «Cazzo devo affrontare Marta e il suo sorrisino beffardo» -. Pensai.

Neanche il tempo di metabolizzare, in un nano secondo, con i miei neuroni battuti sul tempo, senti la maniglia scendere e la porta tirare. Era lei! Davanti a me. Marta.

  • «Dai, dai, dallo a me il trolley.»
  • «Accomodati.» Disse prendendomi dalla testa l’ombrello improvvisato.

Vi diresse verso la cucina e girandosi mi fece segno con la mano di seguirla.

Non so perché, ma quel suo gesto, mi rassicurò, pensai che probabilmente non mi aveva visto, che fosse stata solo una mia impressione e che la serata poteva continuare senza avere addosso quella terribile sensazione di imbarazzo. Qualcuno, la su, mi aveva ascoltato, forse li avevo fatto pena.

La segui.

Al centro della stanza, un tavolo in cristallo, enorme, con un basamento ricavato da un tronco di ulivo secolare circondato da sedie, sempre ricavate dallo stesso albero, poggiate su uno spettacolare pavimento in ardesia, originale, risalente a due secoli fa.

Pareti in pietra a vista e un arredamento molto semplice, realizzato con pezzi di scarto e frutto della fantasia e delle mani d’oro di Taz, questo il suo nomignolo.

Ero fermo li come mummificato, lei poggiato il trolley in angolo, mi si avvicinò e con modo soave, accarezzandomi il viso, mi sussurrò, con le sue labbra quasi a contatto con il mio orecchio, e con una voce talmente sensuale che mi sembrò angelica:

  • «Ti ho visto sai? Mi hai fatto bagnare…»

E soffiandomi leggermente dentro:

  • «Ho voglia di te. Mi hai fatto sentire donna.»

Cosa stava succedendo!

La sua mano, lentamente dal mio viso scivolò lungo il torace per infilarsi nei pantaloni, sentì la sua mano avvolgere il mio cazzo, con una stretta delicata ma decisa afferrarlo e scappellarlo:

  • «Si sta meglio senza mutande, vero?»

Arcando leggermente indietro il bacino, annui, emettendo un piccolo gemito di piacere.

Sfilò dolcemente la mano la portò a contatto con il naso. Socchiuse gli occhi e inspirò.

Il contrasto di emozioni che mi pervadeva lasciò in un attimo spazio all’eccitazione. Ero basito, incredulo e inerme, ma dentro di me desiderai quella donna.

Il suo sguardo era più chiaro, comunicava più di tante parole, inspirando socchiuse gli occhi, vidi il suo corpo tremare, sentivo la sua voglia. L’odore del mio sesso sembrò, quasi l’avesse stordita. Rimase così per qualche secondo e poi mi disse:

  • «Hai una macchia sui pantaloni, non vorrai che Alina si accorga? Ci penso io a te. Birbantello.»

Mi prese per mano per portarmi vicino al piano di lavoro della cucina. Impugnò il contenitore con la salsa che poco prima mi stimolò, con un dito ne recuperò un po’ e lo avvicinò alla mia bocca.

Istintivamente afferrai il suo dito e lo infilai nella mia bocca, con una leggera pressione della lingua e chiudendo leggermente le labbra, lo sfilai.

Era buonissima! Un pesto particolarmente delicato con sentori di rosmarino e miele, ebbi un ‘esplosione di sapori in bocca che a chiudere gli occhi mi sembra ancora di sentire.

«Afrodisiaco!» Esclamai, con voce e intensità che sembrava quella di un bambino intento a gustarsi il primo cucchiaio di una confezione vergine di nutella. Sorrise.

Intinse nuovamente il dito nel contenitore e mentre mentalmente ero pronto a una nuova esplosione di gusto, mi strofino parte di quel nettare sulla macchia, dicendomi:

  • «Ad Alina diremmo che ti sei sporcato per colpa mia, uno schizzo di pesto ti è arrivato addosso mentre lo stavo preparando. Ok?»

Annui e sorrisi. Quella Donna era un genio!

  • «Su ora vai da Luis che ti sta aspettando, non vorremmo mica bere il vino senza prima farlo decantare?» Fu la sua risposta dirigendosi verso il corridoio.

La fissai per un attimo mentre si allontanava sculettando, e ripensai al suo culo nudo. La volevo.

Cosa succederà ad Alessio?

  • Nulla di tutto ciò (0%)
    0
  • Luis confida ad Alessio un segreto molto intimo (100%)
    100
  • Luis scoprendo la sua eccitazione per la moglie si arrabia (0%)
    0
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11 Commenti

  1. Ciao Sardus
    Capitolo audace!
    Ben descritta l’eccitazione e la situazione.
    Ho trovato un tanti o esagerato i fiumi tra le cosce, mi chiedo quando questa si trovi in un amplesso, potrebbe inondare la stanza.
    Ma quello è un mio parere e probabilmente limitato dalla mia esperienza che, in autoerotismo non è mai arrivato ai fiumi.
    Per tutto il resto scrivi bene!
    A presto

  2. A sto punto direi : Incuriosita scruta il contenuto del cesto della biancheria.
    Il quadro inizia a schiarirsi e la storia si fa più intrigante del solito, con la rivelazione di Alina. 🙂
    Ottimo stile di narrazione, asciutto ed essenziale, priva di fronzoli vari che potrebbero rendere noiosa la lettura.
    Ok avanti tutta

  3. Salve sarduSpater, ho letto tutto d’un fiato i due capitoli….
    e devo, in considerazione della futura cena, che l’ antipasto non è male.
    Mi sembra che il ritmo e la tensione sia quella giusta.
    Mi aspetto i prossimi capitoli infuocati… 🙂
    Voto ovviamente per l’imbarazzo e l’eccitazione.
    Ciao ti seguo

  4. Ciao Sardspater
    Benvenuto!
    Ho scelto il punto di vista di Alina al presente, dato che principalmente hai usato quello.
    Come primo Incipit non è male, la storia sembra interessante, scrittura abbastanza scorrevole, ma è un buon inizio.
    Ti consiglio di stare attento ai periodi troppo lunghi, a volte un bel punto serve per spezzare, e recuperare l’attenzione del lettore, altrimenti viene persa.
    Attento ovviamente alle sviste, ma purtroppo capitano a tutti!
    E ultima cosa importante, cerca di non cambiare troppo i tempi verbali dal presente al passato remoto, cerca sempre di seguire una linea costante nei verbi, per quanto sia possibile ovviamente.
    Ti seguo, passa a leggermi se ti va

  5. Intro.verso ha detto:

    Ciao!
    Ho letto tutti gli episodi e sono contento che tu abbia pubblicato questo episodio a distanza di molto tempo. Mi piace molto il ritmo della narrazione e lo svilupparsi degli eventi. Sono molto curioso di leggere il seguito!

  6. Alex Sanmarco ha detto:

    Entra in scena Marta…

    Ma hai cambiato voce narrante…

  7. Feather ha detto:

    Ciao Sardus
    Capitolo audace!
    Ben descritta l’eccitazione e la situazione.
    Ho trovato un tanti o esagerato i fiumi tra le cosce, mi chiedo quando questa si trovi in un amplesso, potrebbe inondare la stanza.
    Ma quello è un mio parere e probabilmente limitato dalla mia esperienza che, in autoerotismo non è mai arrivato ai fiumi.
    Per tutto il resto scrivi bene!
    A presto

  8. Alex Sanmarco ha detto:

    Calma sarduSpater 🙂

    Se posso permettermi… ti consiglio di intervallare la pubblicazione dei capitoli, distanziandoli di qualche giorno. Così dai la possibilità anche agli altri autori di leggerli e di seguirti.

  9. Alex Sanmarco ha detto:

    A sto punto direi : Incuriosita scruta il contenuto del cesto della biancheria.
    Il quadro inizia a schiarirsi e la storia si fa più intrigante del solito, con la rivelazione di Alina. 🙂
    Ottimo stile di narrazione, asciutto ed essenziale, priva di fronzoli vari che potrebbero rendere noiosa la lettura.
    Ok avanti tutta

  10. Alex Sanmarco ha detto:

    Salve sarduSpater, ho letto tutto d’un fiato i due capitoli….
    e devo, in considerazione della futura cena, che l’ antipasto non è male.
    Mi sembra che il ritmo e la tensione sia quella giusta.
    Mi aspetto i prossimi capitoli infuocati… 🙂
    Voto ovviamente per l’imbarazzo e l’eccitazione.
    Ciao ti seguo

  11. Feather ha detto:

    Ciao Sardspater
    Benvenuto!
    Ho scelto il punto di vista di Alina al presente, dato che principalmente hai usato quello.
    Come primo Incipit non è male, la storia sembra interessante, scrittura abbastanza scorrevole, ma è un buon inizio.
    Ti consiglio di stare attento ai periodi troppo lunghi, a volte un bel punto serve per spezzare, e recuperare l’attenzione del lettore, altrimenti viene persa.
    Attento ovviamente alle sviste, ma purtroppo capitano a tutti!
    E ultima cosa importante, cerca di non cambiare troppo i tempi verbali dal presente al passato remoto, cerca sempre di seguire una linea costante nei verbi, per quanto sia possibile ovviamente.
    Ti seguo, passa a leggermi se ti va

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