Non sono solo storie

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederĂ  ad Alessio? Luis confida ad Alessio un segreto molto intimo (100%)

UN PICCOLO PENSIERO

Ora dentro di me le sensazioni si alternavano, da una parte, le preoccupazioni che prima mi tormentavano, in parte non avevano più senso si esistere, non mi sarei dovuto giustificare con  Alina per la macchia, e questo fu un vero sollievo, mi stavo dirigendo da Luis e non avrei dovuto inventare nessuna sorpresa.

Dall’altra, però, la mano che poco prima mi accarezzò, non potevo non considerala, volevo quella mano, volevo, quella donna! La desideravo. Nel suo sguardo vidi la passione, vidi ciò che lei voleva e non era una mia fantasia. Era reale.

Non sentivo sensi di colpa, non mi impensierivo per suo marito e, cosa che mi stranì ancora di più, non avevo sentivo di aver tradito mia moglie.

Scesi le scale, questa volta senza timori.

Luis era in piedi di spalle e sistemava le bottiglie, da me portate, notai che in quel gesto ci metteva passione, è un amante del buon vino e come tale sa benissimo che la conservazione è fondamentale per non rovinarlo e per esaltare gli aromi e il gusto.

In una parete della cantina, aveva realizzato uno spazio dove sistemarle nel modo giusto. Una serie di mattoni forati sistemati con un’inclinazione tale che il vino contenuto nella bottiglia tenesse sempre il tappo umido.

Esteticamente molto bello da vedere e molto funzionale, come lo era la cantina tutta.

UmiditĂ  e temperatura controllata, luci soffuse, una vera sciccheria. Il mio sogno che si avverava.

Era da un anno circa che insieme si era deciso di creare un angolo tutto nostro dove dedicarci alla nostra passione. L’idea è nata una sera mentre si sorseggiava un buon passito di Pantelleria; cinque vini per regione per un totale di cento etichette diverse selezionate per tipologia diversa.

Mi occupo io di procurare il vino, per lavoro girò tutto lo stivale e facendo parte di un’associazione nazionale sommelier so sempre come reperire ottimi prodotti, naturalmente la scelta si fa insieme.

Ogni primo sabato del mese ci si incontra per una cena a base di prodotti tipici e vini della regione scelta, una parte del vino va ad arricchire l’assortimento, ma la maggior parte va ad arricchire i nostri sensi, con nostri, intendo anche delle nostre consorti, pure loro sono delle amanti del buon vino. Quella sera era il turno della Lombardia. Mamma mia che terra, che cibo, che cultura e che vini.

  • «Eccomi Luis, scusa il ritardo, non trovavo il kit.»
  • «Quale kit?» Rispose.

Glielo mostrai, appena lo vide gli piacque molto.

  • «Questo è un piccolo pensiero per te.»
  • «Ma, non dovevi!» Mi abbraccio. Come sempre esagerando con la stretta.
  • «Su dai, dobbiamo far decantare il vino! La cena è pronta.» aggiunse dandomi una pacca sulla spalla.

Si opzionò per un Piccolo Principe del 2000 della Cantina Cabanon, base Barbera, oltre Po’ Pavese. Una vera perla.

Luis prese due decanters e con molta maestria e soddisfazione, versò il contenuto al loro interno, dopo aver aperto le bottiglie con il suo nuovo cavatappi.

  • «Lasciamo che il tempo faccia il suo dovere.» Disse.

Ora ero totalmente rilassato, la situazione si era tranquillizzata, i problemi risolti e quel senso di eccitazione e desiderio che mi stimolava. La vita è strana pensai.

«Alessio, anche io ho un pensiero per te.» Mentre lo diceva si diresse verso la porta situata nella parte destra del ambiente, non avevo mai visto quella stanza, non sapevo cosa ci fosse dentro e la cosa mi incuriosiva parecchio.

Era un piccola porta antica, a due ante, con un lucchetto a chiuderla.

Vedendola così non dava l’idea che potesse custodire oggetti di valore, ho sempre pensato che fosse un ripostiglio.

Aperto il lucchetto entrò dentro e dopo qualche istante, senza nemmeno accendere le luci, riuscì con un pacchetto in mano.

  • «Per te e Alina.» disse, sorridendo.

Presi il pacchetto, sembrava contenesse un a rivista o un libro, pensai che ci avesse regalato un periodico di qui li avevo parlato tanto e non ci badai piĂą di tanto.

Lo ringraziai.

  • «Ti chiedo solo una cosa, lo devi aprire stanotte, quando sei solo con tua moglie. E’ una sorpresa per entrambi. Ok?»
  • «Va bene.» Gli risposi. La cosa mi incuriosì, ma accettai senza remore.

Si sentirono dei passi percorrere la scala, mi girai per capire chi fosse. Era Marta che veniva ad avvisarci che la cena era pronta. La fissai. Mi fissò.

Era abbagliante, bella, quel tubino stretto mi stimolava. Si girò e risalì, ancheggiando come solo lei sa fare, non potevo esimermi dal guardare quel culo statuario, non mi interessò avere il marito affianco, sentivo il bisogno fisico di seguirlo, stava diventando una fissazione per me. Lo dovevo fare mio. Lo volevo mio.

Da quale punto di vista continua la storia?

  • Nessuno dei due (0%)
    0
  • Quello di Marta (100%)
    100
  • Quello di Alina (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

11 Commenti

  • Ciao Sardus
    Capitolo audace!
    Ben descritta l’eccitazione e la situazione.
    Ho trovato un tanti o esagerato i fiumi tra le cosce, mi chiedo quando questa si trovi in un amplesso, potrebbe inondare la stanza.
    Ma quello è un mio parere e probabilmente limitato dalla mia esperienza che, in autoerotismo non è mai arrivato ai fiumi.
    Per tutto il resto scrivi bene!
    A presto

  • A sto punto direi : Incuriosita scruta il contenuto del cesto della biancheria.
    Il quadro inizia a schiarirsi e la storia si fa più intrigante del solito, con la rivelazione di Alina. 🙂
    Ottimo stile di narrazione, asciutto ed essenziale, priva di fronzoli vari che potrebbero rendere noiosa la lettura.
    Ok avanti tutta

  • Salve sarduSpater, ho letto tutto d’un fiato i due capitoli….
    e devo, in considerazione della futura cena, che l’ antipasto non è male.
    Mi sembra che il ritmo e la tensione sia quella giusta.
    Mi aspetto i prossimi capitoli infuocati… 🙂
    Voto ovviamente per l’imbarazzo e l’eccitazione.
    Ciao ti seguo

  • Ciao Sardspater
    Benvenuto!
    Ho scelto il punto di vista di Alina al presente, dato che principalmente hai usato quello.
    Come primo Incipit non è male, la storia sembra interessante, scrittura abbastanza scorrevole, ma è un buon inizio.
    Ti consiglio di stare attento ai periodi troppo lunghi, a volte un bel punto serve per spezzare, e recuperare l’attenzione del lettore, altrimenti viene persa.
    Attento ovviamente alle sviste, ma purtroppo capitano a tutti!
    E ultima cosa importante, cerca di non cambiare troppo i tempi verbali dal presente al passato remoto, cerca sempre di seguire una linea costante nei verbi, per quanto sia possibile ovviamente.
    Ti seguo, passa a leggermi se ti va

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi