Quello che non si vede II

Dove eravamo rimasti?

Nel tragitto verso il castello Il generale diceva sul serio. (75%)

Un ruscello

Tao apprese la mattina seguente che il generale non stava affatto scherzando: il tragitto dall’accampamento fino al castello, sito ad una regione di distanza, lo avrebbe fatto camminando sulle sue gambe.

Aveva guardato sgomento gli uomini del generale che smantellavano l’accampamento provvisorio della sera prima, quasi fosse in uno stato di trance tanto era lo sconcerto di ciò che doveva avvenire. Iniziò a sfregarsi le gambe, avvertendo la prematura sensazione di orticaria salire dai piedi fino alle ginocchia.

Come avrebbe potuto camminare per tutta quella distanza senza svenire?

Si, il generale lo aveva fatto mangiare nell’ultimo periodo, e la sua corporatura era un poco più ristabilita rispetto a qualche tempo prima; ma fare tutta quella strada…non era umanamente possibile. Avvertì le lacrime pungere gli occhi, e si sforzò di non farle scendere. Non avrebbe sopportato l’ennesimo rimprovero.

Una volta che tutti i soldati furono pronti a partire, a Tao venne legata una spessa corda ai polsi, annodata alle briglie del cavallo del generale.

Senza una sola parola, e senza guardarlo, il generale intraprese la strada di ritorno. Poco dietro di loro Xia assisteva sgomenta alla scena, conscia di non poter fare nulla per impedirlo; sperava solo che Wang avesse un minimo di cuore e si fermasse ogni tanto per dare respiro al ragazzo.
Incespicando nel terreno aspro e bruno della brughiera polverosa, a volte trascinando le gambe, a volte traballando dalla stanchezza, Tao si trascinò per un primo lungo tratto di strada, incredulo di se stesso. In tutta onestà era convinto di svenire parecchi chilometri prima, ma la stanchezza iniziò a farsi sentire nel pomeriggio inoltrato, quando il generale decise di aumentare l’andatura per raggiungere il prima possibile la meta e guadagnare preziose ore di luce.

Fù in seguito a questa brusca ripresa che Tao iniziò a vacillare. Avvertiva una strana sensazione di smarrimento: come se gli occhi non fossero più attaccati alle cornee ma liberi di ruotare dentro l’orbita, facendo apparire l’orizzonte sfocato e ondulato.
Guardando a terra la situazione non migliorava: a tratti il terreno si avvicinava paurosamente per poi confondersi con il cielo in un moto oscillatorio circolare. Oltre a questo, da qualche metro la gamba sinistra gli faceva un gran male, e avvertiva una sensazione di intorpidimento nell’arto. Non ne poteva davvero più.
-Generale rallentate il passo, il ragazzo non ce la fa più- Uno degli ufficiali si era accostato al generale, ed aveva avuto l’ardire di contestare qualcosa di puramente inutile.
Il generale si fermò di colpo e con lui tutti i suoi uomini, compresi i loro respiri. Tao andò a sbattere contro il fianco del cavallo. Wang si voltò verso l’ufficiale.
-Non osare intrometterti in un mio ordine- puntò lo sguardo tagliente sull’ufficiale, che annuì subito, inclinando la testa in segno di remissione. -E’ uno schiavo, non ha bisogno della vostra misericordia!- Alzò la voce, in modo che il rimprovero potesse essere colto in maniera plateale. Si voltò appena verso Tao, incrostato di terra e fango. Lo scrutò per qualche istante e notò il rigonfiamento della coscia del ragazzo contro il tessuto della tunica. Incurante, riprese il tragitto. 

L’arrivo in una radura adiacente ad un piccolo corso d’acqua avvenne più tardi, mentre il sole spariva dentro le guglie appuntite delle montagne ormai distanti. Non appena fu slegato, Tao si lasciò cadere per terra. La nausea ed il bruciore di stomaco erano tornati rinvigoriti, ed ora gli sembrava di non avvertire nemmeno più la gamba sinistra. Terrorizzato si trascinò fin sopra ad un masso posto di fianco al ruscello, alzando piano la tunica, come se temesse di vedere troppo presto cosa gli provocava quella sensazione. 

Il sentimento di smarrimento che lo pervase alla vista della sua gamba fu più forte della paura delle percosse. Lanciò un grido quasi disperato. L’ufficiale che gli aveva curato le costole si fece avanti, afferrandogli saldamente la spalla. 

-Che diavolo hai da urlare?!- Il tono aspro lasciò spazio ad un lungo silenzio non appena scorse la gamba di Tao, subito dopo aver visto gli occhi del ragazzo pieni di lacrime. Chinandosi per essere alla sua altezza gli distese la gamba, sfilandogli a fatica lo stivale da tanto era gonfio il polpaccio. Il gonfiore era partito dalla caviglia ed era risalito fino a metà coscia, probabilmente una slogatura trascurata. 

-Ragazzo…cerca di stare fermo- Gli afferrò il piede, facendo torsione verso l’esterno, nel tentativo di allentare il trauma subito dai nervi in quel punto. Tao trasalì all’istante, ritraendo la gamba. 

L’ufficiale gliela riportò in posizione e gli parlò con tono severo. 

-Da quanto ho capito è meno grave di quello che sembra, ma tu devi stare fermo e lasciarmi fare accidenti!- Mentre parlava torse di colpo la caviglia a Tao, che lanciò un urlo fi dolore per poi accasciarsi contro un masso. -Sai che non dovrei nemmeno curarmi di te?- continuò l’ufficile. 

L'ufficiale

  • L'ufficiale non dirà a nessuno delle condizioni di Tao, fregandosene. (0%)
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  • L'ufficiale avvertirà Wang delle condizioni di Tao. (0%)
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  • L'ufficiale chiederà supporto anche a Xia per aiutare il ragazzo. (100%)
    100
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18 Commenti

  • Ciao Elena.

    Wang pare tenere molto alle apparenze, quindi penso che l’ufficiale non lo coinvolgerà. Nemmeno se ne fregherà. L’unica opzione che mi resta è che coinvolga Xia.

    La marcia di Tao è dolorosa e direi che traspare dalle parole che usi. Vediamo come procederà dopo il ruscello.

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao Elena
    la faticosa marcia prosegue 🙂 .
    Nella frase “…avvertendo la prematura sensazione di orticaria ” si potrebbe dire ” cominciando ad avvertire un formicolio…”, in quanto l’orticaria è generalmente una reazione allergica.
    Xia interverrà per aiutare il ragazzo.

    PS ci starebbe bene anche un bell’ imprevisto per “ridimensionare il Generale” 🙂

  • Ciao Elena
    Qui non ho mai niente nel genere storico e ho voluto sbirciare la tua storia.
    Il nome “Tao” mi piace, è molto evocativo, e spero che porti saggezza al ragazzo, perché il suo padrone non ne dimostra molta 🙂
    Nei due capitoli ho notato alcune ripetizioni che appesantiscono il testo, per esempio:
    passandosi la mano tra i capell, Si passò una mano sul viso; ingoiò a vuoto, deglutì a vuoto.
    La frase “e imboccando l’uscita della tenda” poteva scorrere meglio semplicemente così: “e uscì”. A proposito, da dov’è spuntata la tenda? C’era già quando sono arrivati alla radura?
    avanti con …non lo farà camminare, perché sebbene sia uno schiavo, al generale serve vivo e vegeto.

    • Grazie mille del tuo commento Louise!! Concordo con tutti gli accorgimenti che mi hai dato, e per quanto riguarda la tenda pensavo fosse sottointeso che era stato realizzato l’accampamento per la notte. Ma probabilmente avrei dovuto descriverlo, hai ragione. Grazie ancora 🙂

  • Ciao Elena.

    Le scene le trovo forse un po’ troppo teatrali (è il mio gusto personale, eh? niente di oggettivo). Wang ha un comportamento strano. Per equilibrare la sua buona disposizione nei confronti di Tao in questo episodio direi che la mia risposta preferita è “diceva sul serio”.

    Io sono l’ultima persona al mondo a notare le ripetizioni, quindi non le ho notate 😀

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao a tutti. Devo dire che rileggendo il testo mi rendo conto di aver fatto alcune ripetizioni (troppe!). Mi scuso per questi errori, ma mentre scrivevo il secondo capitolo il sito si è “riavviato” da solo per ben due volte, ed entrambe le volte avevo già superato i quattromila caratteri. In definitiva l’ho riscritto tre volte, e mi rincresce molto di non essere riuscita a riproporre la prima stesura di questo secondo capitolo, scritta molto meglio. Purtroppo non riesco mai a ricalcare le stesse parole seppur nello stesso capitolo e con le stesse idee di svolgimento. Prometto di rifarmi nel terzo capitolo.
    😉

    • Ciao Elena.

      Come suggerimento per le prossime volte: scrivi l’episodio su un file di Word o di Open Office, o anche su un file del Blocco Note. Così puoi scrivere e correggere tutte le volte che vuoi. Il blocco note non ha un conteggio dei caratteri, ma Word e Open Office sì e puoi tenere sotto controllo cosa stai scrivendo. Se usi il blocco note, ti consiglio il sito contacaratteri.it: copi e incolli il testo et voilà, il conteggio è fatto.

      Quando sei soddisfatta di quello che hai scritto, apri THe iNCIPIT e fai copia-e-incolla di quello che hai già salvato nel tuo file 🙂

      Corro a leggere il nuovo episodio.

      • Hai perfettamente ragione. Solitamente scrivo di getto, ed il più delle volte il risultato della stesura al primo colpo è soddisfacente. Tutta la prima parte del racconto è stata scritta in quella maniera, (“Quello che non si vede 1”), e come dicevo anche questa volta la prima stesura era di gran lunga migliore. Da quando ho avuto quel problemino col sito…adoro blocco note;)

  • Buonaseta Elena, eccomi. Giustamente, prosegui il tuo racconto. Le trame storiche hanno bisogno di spazio. Dunque, tenendo conto che il generale e’ un uomo duro, se fossiWang non lo disturberei. Me la caverei da solo, raccogliendo qualche erba e preparandomi una pozione
    Chissa’ cosa potrebbe succedere se si allontanasse dall’accampamento. Ti seguo!

  • Ciao,
    ho letto il tuo incipit e mi sembra interessante. Di solito non leggo il genere storico perché è un po’ lontano dai miei gusti personali ma ho voluto dare una sbirciatina ugualmente.
    Hai scritto in maniera scorrevole e questo mi basta per seguire la storia.
    Scelgo che il generale aiuterà Tao. Dopotutto gli serve come schiavo, no?
    Ciao alla prossima
    Ilaria in

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