The Box

Dove eravamo rimasti?

A cinque minuti dall'ignoto, come affronteranno la situazione? L'istintualità di Sarah la aiuterà a fuggire (50%)

Chiusa una porta, si apre un portone

Cinque minuti.

Sarah, in equilibrio sulla schiena di Nolan, socchiuse gli occhi per ripararsi dalla luce della lampadina. Mise una mano davanti per evitare di finire accecata. Toccò la rete metallica che proteggeva la luce e la sentì calda; ritrasse subito la mano. Osservò il timer e, con la mano libera, cerco qualche cavità o pulsante.
«Niente, non c’è niente qua sopra.» Disse intenzionata a scendere.
Nolan si rialzò assestandosi due colpi sulle ginocchia per ripulirsi dalla presunta polvere, un gesto istintivo.
«Non ci capisco nulla. Non ricordo proprio niente. Più mi sforzo e più mi sembra di brancolare nel buio. Lo stesso buio che c’è tra l’ultimo ricordo e l’attimo in cui mi sono svegliato.»
«Lo stesso vale per me.»

Quattro minuti.

«Ragioniamo» disse Nolan girando a vuoto per la stanza. «Qualcuno ci deve aver portato qui dentro. I motivi ancora non li conosciamo e né io né te ci siamo mai visti. Forse abbiamo qualcosa in comune, ma per scoprirlo potrebbe volerci troppo, più di quanto rimane al contatore, del quale ancora non sappiamo a cosa serva.» Continuava a girare intorno a Sarah che era in mezzo alla stanza.
«Ti fermi?» gli urlò a un certo punto, nervosa. «Mi metti in agitazione.»
«Lo sei già. Siediti e fai dei respiri profondi» le disse indicando una parete.
«Grazie per le tue perle di saggezza.» Andò a sedersi lontano da lui, per quello che poteva.
Nolan la ignorò e continuò a camminare. «La porta non si apre dall’interno. Non ci sono meccanismi. La corrente arriva. E anche l’aria» constatò.
«A dire la verità fa caldo qua dentro» suggerì lei sbottonandosi un bottone del vestito.
Anche Nolan iniziava a sudare più di prima. «Forse non arriva» borbottò.
«Prova con una parola magica, tipo apriti sesamo, ma fai qualcosa, non startene con le mani in mano.»

Tre minuti.

«Apriti, sesamo.» disse Nolan dopo essersi inginocchiato. La porta non si aprì. «Abracadabra.» All’ennesimo fallimento l’uomo guardò la donna che lo stava fissando con aria seccata.
«Ci ho provato» disse mettendosi anche lui seduto con la schiena rivolta alla porta.

Due minuti.

«Ti sei arreso» gli disse, ma lui non rispose puntando davanti a sé, pensieroso.

Due minuti e trenta secondi.

Sarah iniziò a tremare dalla paura. «Quest’attesa è snervante» disse con voce ansimante.

Due minuti.

Si sentiva solo un lieve ronzio provenire dalla luce. Il silenzio si era impadronito della stanza. Nolan sudava e iniziava ad avere la gola secca. Sarah deglutì a fatica, poi cominciò ad esternare la paura attraverso veloci e profondi respiri.

Un minuto.

Un brusio provenne da dietro l’uomo. Tutti e due si voltarono nella direzione della porta che, con lentezza, si stava aprendo. Il timer indicava meno di un minuto. Nolan si abbassò toccando il freddo pavimento con la guancia. Dall’altra parte della piccola porta non si vedeva nulla. Sarah si era avvicinata a lui, di corsa, e attendeva impaziente.
«Cosa si vede?»
«Sembra esserci un’altra stanza. Non passa abbastanza luce.»
«Dobbiamo andarcene da qua» disse portandosi davanti a Nolan per entrare nel piccolo cunicolo.
«Non sappiamo cosa ci aspetta, vado avanti a vedere.»
La fermò prima che si infilasse dentro, ma lei lo fulminò con lo sguardo. «Sempre meglio che stare chiusi qui.»
La lasciò andare e la vide passare sotto la porticina aperta; gattonava a fatica. Sembrò borbottare qualcosa, ma Nolan non riuscì a capire.

Trenta secondi.

All’improvviso qualcosa si mosse. Sembrava che la porta si alzasse. Con un’attenta occhiata, l’uomo capì che era tutta la stanza ad abbassarsi in fretta.
Il timer e la lampada vennero inghiottite in una fessura, prima invisibile, mentre tutto il soffitto riduceva la sua distanza dal pavimento.
Nolan tentò di infilarsi nel tunnel, ma non c’era più spazio per passare. Dall’altra parte udì una voce, quella di Sarah.
«Nolan! Che succede?»
«Non posso più passare! Aiutami!» gridò Nolan prima di rendersi conto che ormai non sarebbe più stato in grado di alzarsi in piedi.
La porta era quasi sparita e con essa anche l’ultima speranza da parte di Sarah, al di là del tunnel.
«Aiuto! Sarah!» Schiacciato a terra, quelle parole uscirono compresse, schiacciate. Come Nolan.

Zero secondi.

Dall’altra parte del tunnel, Sarah si ritrovò al buio. L’unica luce proveniva dalla stanza di prima, ormai sparita. I suoi richiami, urlati, all’indirizzo di Nolan le erano tornati indietro sotto forma di crepitii delle pareti, adesso sparite nel pavimento. Non c’era più nulla davanti a sé; non che potesse vederlo, la luce era di nuovo sparita, con le mani procedeva a vuoto. Il suo senso dell’orientamento le suggeriva di essere in una stanza più grande, ma l’angoscia di quello che era successo a Nolan la distraeva. Continuava a muoversi alla cieca.
Non si era accorta che dietro di lei un nuovo timer aveva appena preso vita.

Nove minuti.

Stava procedendo a gattoni quando a un tratto, Sarah, poggiò la mano su qualcosa. Qualcosa di diverso e morbido. Subito ritrasse la mano spaventata. Non aveva toccato il pavimento.

Che cosa ha toccato Sarah?

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    50
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34 Commenti

  1. Si fiderà di Elizabeth… anche se secondo me fa male XD questa ragazza sembra più sveglia di Sarah e questa volta rischia di essere lei a rimanere indietro!
    Mi ricorda un po’ Maze Runner, ma non so bene perchè… forse l’assenza dei ricordi.

    • Grazie per l’isservaziom, mi ha fatto riflettere. Per quanto riguarda la luce, sì, c’è abbastanza da vedere un pizzicotto. Lo davo per scontato visto che il meccanismo della luce è ripetuto nelle altre sue stanze. Quando il conteggio è sul finire c’è modo di vedere.
      Però mi sono reso conto che forse il gesto del pizzicotto è troppo forzato. Quindi apporterò delle modifiche sul mio testo, qui non posso. Nulla cambia alla storia, Sarah ci arriva ugualmente alle supposizioni, solo che farà un passaggio in più.

      Grazie ancora 😉

  2. Ciao,
    Mi piace il tuo incipit. Un pò ispirato a Saw, ma originale e tiene col fiato sospeso.
    Ho l’impressione che Elisabeth sappia qualcosa, magari è una complice dei rapitori o ha architettato tutto lei….Un sesto senso mi dice che Sarah non debba fidarsi di lei, per cui ho votato che la metterà alla prova (magari prima di bere l’acqua, magari è avvelenata o altro).

      • No no, per carità niente spoiler 😉.
        Quello che ho scritto nel primo commento è una semplice supposizione anche per spiegare la mia scelta del fatto che Sarah mette alla prova Elisabeth. Però qui ovviamente è la maggioranza che vince nei voti e anche se quello che ho votato io ne fa parte, è l’autore che sceglie il seguito del suo libro, quindi magari le mie riflessioni sono sbagliate 😉.
        Infine non amo gli spoiler, anzi quello che mi piace nei libri come nei film è l’attesa e la sorpresa.

  3. Complimenti! Capitolo molto adrenalinico e veloce; mi è piaciuto ma mi è sembrata, se posso, un po’ forzata la morte di Jacob (Se posso segnalarti hai scritto Jabob in un certo punto). Aspetto di vedere il seguito; ho votato per qualcosa di angosciante sulla nuova persona. Chissà cosa ci aspetterà! Attendo ancora 🙂

    • Grazie per le segnalazioni, sempre apprezzate 😉 Cosa ti è sembrato forzato? Qui non posso correggerlo ma sul mio testo magari una revisione non gli fa male. L’unico problema, se credo di aver capito bene, è che stare in 5000 caratteri non è facile. Dedico due capitoli a stanza e quindi la morte di Jacob potrebbe esser stata troppo veloce e innaturale (?).

      • Figurati, è un piacere. Nel senso, sembrava trovassi ad ogni costo il modo di farlo morire. Cioè, come se fosse, per l’appunto, forzata. Come quando guardi una serie tv e in qualche modo tizio o caio devono farlo morire in 10 minuti di puntata, capito? haha Scusa se non mi spiego bene, non so come comunicarlo a pieno. Sicuramente avrà avuto a che fare con i 5000 caratteri che non ha permesso di particolarizzare ed ha reso il tutto più frettoloso; ecco, questo è ciò che intendevo: frettoloso. Ma posso comprenderlo 🙂

  4. Finalmente! Subito in prima fila. Ho letto il capitolo con una musica straniante di sottofondo che mi ha messo ancora più ansia di quanta non me ne avesse messa il tuo maledetto countdown che funziona sempre. Certo che tu vuoi proprio male a questi poveri uomini intrappolati con Sarah, sono curiosa di vedere cosa può uscire fuori dall’incontro di due donne. Voto per il ricordo importante, è ora di cominciare a capire qualcosa!

  5. Ciao, torno dopo anni sulla piattaforma, sperando di portare a compimento un’opera lasciata in stallo; intanto mi guardo intorno. Sono incappata in te. Concordo con chi ha menzionato The Cube prima di me. Nolan era un personaggio più equilibrato, forse per quello non lo vediamo qui, in fondo ci piacciono gli istintivi (ma chissà cosa ci riserveranno i prossimi capitoli). Attendo. Ti seguo.

  6. Sei la prima storia che leggo e alla quale partecipo. Mi è ancora un po’ confuso il funzionamento del tutto ma sembra molto carino. Riguardo la storia: mi piace; complimenti per com’è scritta. Tieni la giusta suspense e viene voglia di sapere cosa accadrà dopo. Mi aspettavo qualcosa di più “horror” ma chissà ancora come potrà evolversi la storia! Staremo a vedere. Per ora ho votato l’aiuto di Jacob a Sarah. Staremo a vedere 😀

    • Grazie, gentilissima 🙂 felice di rivederti/rileggerti (come avrai notato).
      Attualmente sono in stallo… e il serpente non sta avendo il suo momento di gloria 🙁 speriamo in un voto ben mirato, così mandiamo avanti la baracca.

  7. Ciao Sindaco,
    questo inicipit mi ricorda un po’ Cube e un po’ Saw. Ho votato per l’istinto di Sarah e vediamo che succede nel secondo episodio.
    A un certo punto la ragazza chiede all’uomo: “sei uno di loro?” loro chi? mi sono chiesta. Si sono appena svegliati, in una stanza buia, e lei ha realizzato di essere stata rapita da loro… come se sapesse qualcosa di cui nè io nè tantomeno il povero Nolan siamo a conoscenza, o no? Sono solo considerazioni, fanne ciò che vuoi. 🙂
    Intanto ti saluto e alla prossima!

    • Ciao keziarica e grazie per essere passata. Cube non l’ho visto, mentre Saw ho guardato solo il primo e ammetto che è molto simile seppur l’intento è che prenda un risvolto diverso.
      Sulla tua considerazione ho avuto gli stessi dubbi e fino all’ultimo ero incerto se lasciare o trovare un’altra frase. Però è anche vero che loro due, lì dentro, devono esserci finiti in qualche modo, messi da qualcuno. Sarah deve scegliere se fidarsi o meno di Nolan. E lo stesso vale per lui.
      È la prima esperienza qui e il fatto di stare dentro tot caratteri e non poter fare post editing è piuttosto difficile. Però le sfide mi piacciono e accetto tutti i commenti come spunto di riflessione 😉

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