The Box

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio... Sarah avrà un primo ricordo importante (75%)

Prima supposizioni

«È vero quello che dici?» chiese la donna dopo aver visto il contatore sulla parete. «Siamo chiuse qua dentro, perché? Mi sono appena svegliata e non so dove mi trovo.»
«Te l’ho detto» rispose Sarah stizzita, avvicinandosi all’altra. «È accaduto anche con tutti noi, prima di te.»
La solita luce fioca permise alle due donne di vedere i rispettivi profili.
«Dobbiamo stare in guardia,» continuò Sarah, «nella stanza di prima c’era un serpente. Non appena ci sarà un po’ più di luce cercheremo una porta, c’è di sicuro, e dovremo stare pronte a scappare.»
Sarah si stava guardando attorno aguzzando la vista. Mosse dei passi verso la più vicina parete e vide che anche l’altra s’incamminò verso di lei.
«Come ti chiami?» chiese ritrovando un po’ di calma apparente.
«Elizabeth. Ti va di raccontarmi cos’è accaduto? Mi sembri scossa e nervosa.»
«Cercherò di farti un breve riassunto.»
Sarah si sedette con la schiena al muro mentre il timer proseguiva il suo conto alla rovescia e la luce iniziava ad aumentare.
«Mi sono svegliata in una prima stanza, molto più piccola di questa, assieme a un uomo. Era buio e c’era un timer proprio come questo qui sopra.» Indicò con la mano in alto a loro due. Anche Elizabeth si era messa a sedere al suo fianco.
«Non c’era via d’uscita, poi, a un minuto dallo scadere del tempo, la porta si è aperta. Mi sono fiondata subito, ma Nolan è rimasto indietro, schiacciato dalle pareti. È stato… terribile!» la voce iniziò a tremarle.
«Anche nella seconda stanza c’era un uomo. E un serpente. Lui ha provato a ucciderlo, ci è riuscito, ma deve esser stato morso. Quando le pareti hanno iniziato a restringersi è rimasto indietro. Se l’avessi aiutato un secondo di più sarei morta pure io. Non-non mi capacito di cosa stia accadendo…»
Sarah iniziò ad avere un attacco di panico e l’altra donna non sembrava ancora accorgersene, forse intenta a pensare a quanto aveva appena appreso.
«È… non ho parole… come può accadere tutto ciò senza che noi possiamo ricordare come siamo arrivati qui?» constatò, infatti.
Sarah ansimava sempre più forte. Stava andando in iperventilazione.
«Che ti succede?» si voltò Elizabeth, ora preoccupata, udendo quei respiri veloci.
Sarah non rispose, oscillò appena e cadde priva di sensi.

Quattro minuti.

Sarah sognò. O quanto meno ebbe delle visioni. Confuse, poco nitide, per nulla rivelatorie.
Sognò se stessa, a fine lavoro. Spogliatasi dai panni da dirigente, si era accoccolata sul divano, sotto una coperta alla ricerca del caldo. Davanti a lei una televisione accesa, su un invisibile canale. Attorno udiva un chiacchiericcio confuso, sormontato da risate e da una musica per nulla rilassante, di tensione.
Sognò ancora. In qualche modo sapeva che quelle parole udite nella precedente visione si erano trasformate in parole scritte su carta. Diversi fogli erano posizionati di fronte a lei su di un tavolo. A fianco c’era una penna che Sarah aveva preso in mano. Tremava ma era eccitata. Si guardò in giro e quando pose di nuovo gli occhi sul foglio, aveva già firmato.
Sognò un’ultima cosa, forse la più chiara e angosciante che avrebbe ricordato al suo risveglio. Sognò di trovarsi distesa sopra un lettino; attorno a lei stavano in piedi diverse persone indistinte che la controllavano, forse erano medici. Ad un tratto sentì un pizzicore al braccio. Le stavano iniettando qualcosa. Udì il suo nome in un’eco lontana, ma non vide nulla e si fece buio.

Quando Sarah riaprì gli occhi doveva essere ancora intontita. Elizabeth la stava chiamando scuotendola leggermente.
«Finalmente ti sei ripresa. Ho avuto paura non ti svegliassi più.» Elizabeth l’aiuto a sedersi.
La stanza era illuminata dall’unica lampada al muro e appariva come tutte le altre. Una manica del suo vestito era stata arrotolata e vide il braccio arrossato.
«Ti ho pizzicato io, speravo potesse aiutarti a svegliarti» si giustificò l’altra in imbarazzo.
Sarah guardò meglio il suo braccio e notò che c’era qualcos’altro di strano. Aveva il segno di una puntura.
«Non volevo, scusa…» disse ancora Elizabeth ora che non poteva negare di averlo visto pure lei.
Sarah si affrettò a tirarsi giù la manica.
«Non è come pensi. Ho avuto delle visioni mentre ero priva di sensi… Credo di esser stata drogata. Solo… non ricordo dove e da chi. Ho sognato altre cose ma erano poco chiare.»
Le due ragazze si guardarono attorno.
«Tieni» disse Elizabeth porgendole una bottiglietta di acqua. «Ne hai bisogno. Mancano pochi minuti e la porta è proprio qui dietro a noi, ben mimetizzata» la indicò spostandosi dal posto in cui si erano sedute prima. Infatti la porta apparve nascosta tra il muro, riconoscibile solo dai segni sul perimetro.
Sarah vide per la prima volta Elizabeth, una ragazza giovane dai capelli lunghi e neri. Aveva un naso piccolino e delle labbra sottili. Dai vestiti che indossava poteva azzardare che potesse essere una persona curata, oltre che di bella presenza.
«Grazie.»
Aprì la bottiglietta, alzò la testa, e se la portò alle labbra.

Due minuti.

A due minuti dalla fine...

  • Non accadrà nulla perché scopriranno un mistero (25%)
    25
  • Sarah metterà alla prova Elizabeth (50%)
    50
  • Sarah si fiderà di Elizabeth (25%)
    25
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34 Commenti

  1. Si fiderà di Elizabeth… anche se secondo me fa male XD questa ragazza sembra più sveglia di Sarah e questa volta rischia di essere lei a rimanere indietro!
    Mi ricorda un po’ Maze Runner, ma non so bene perchè… forse l’assenza dei ricordi.

    • Grazie per l’isservaziom, mi ha fatto riflettere. Per quanto riguarda la luce, sì, c’è abbastanza da vedere un pizzicotto. Lo davo per scontato visto che il meccanismo della luce è ripetuto nelle altre sue stanze. Quando il conteggio è sul finire c’è modo di vedere.
      Però mi sono reso conto che forse il gesto del pizzicotto è troppo forzato. Quindi apporterò delle modifiche sul mio testo, qui non posso. Nulla cambia alla storia, Sarah ci arriva ugualmente alle supposizioni, solo che farà un passaggio in più.

      Grazie ancora 😉

  2. Ciao,
    Mi piace il tuo incipit. Un pò ispirato a Saw, ma originale e tiene col fiato sospeso.
    Ho l’impressione che Elisabeth sappia qualcosa, magari è una complice dei rapitori o ha architettato tutto lei….Un sesto senso mi dice che Sarah non debba fidarsi di lei, per cui ho votato che la metterà alla prova (magari prima di bere l’acqua, magari è avvelenata o altro).

      • No no, per carità niente spoiler 😉.
        Quello che ho scritto nel primo commento è una semplice supposizione anche per spiegare la mia scelta del fatto che Sarah mette alla prova Elisabeth. Però qui ovviamente è la maggioranza che vince nei voti e anche se quello che ho votato io ne fa parte, è l’autore che sceglie il seguito del suo libro, quindi magari le mie riflessioni sono sbagliate 😉.
        Infine non amo gli spoiler, anzi quello che mi piace nei libri come nei film è l’attesa e la sorpresa.

  3. Complimenti! Capitolo molto adrenalinico e veloce; mi è piaciuto ma mi è sembrata, se posso, un po’ forzata la morte di Jacob (Se posso segnalarti hai scritto Jabob in un certo punto). Aspetto di vedere il seguito; ho votato per qualcosa di angosciante sulla nuova persona. Chissà cosa ci aspetterà! Attendo ancora 🙂

    • Grazie per le segnalazioni, sempre apprezzate 😉 Cosa ti è sembrato forzato? Qui non posso correggerlo ma sul mio testo magari una revisione non gli fa male. L’unico problema, se credo di aver capito bene, è che stare in 5000 caratteri non è facile. Dedico due capitoli a stanza e quindi la morte di Jacob potrebbe esser stata troppo veloce e innaturale (?).

      • Figurati, è un piacere. Nel senso, sembrava trovassi ad ogni costo il modo di farlo morire. Cioè, come se fosse, per l’appunto, forzata. Come quando guardi una serie tv e in qualche modo tizio o caio devono farlo morire in 10 minuti di puntata, capito? haha Scusa se non mi spiego bene, non so come comunicarlo a pieno. Sicuramente avrà avuto a che fare con i 5000 caratteri che non ha permesso di particolarizzare ed ha reso il tutto più frettoloso; ecco, questo è ciò che intendevo: frettoloso. Ma posso comprenderlo 🙂

  4. Finalmente! Subito in prima fila. Ho letto il capitolo con una musica straniante di sottofondo che mi ha messo ancora più ansia di quanta non me ne avesse messa il tuo maledetto countdown che funziona sempre. Certo che tu vuoi proprio male a questi poveri uomini intrappolati con Sarah, sono curiosa di vedere cosa può uscire fuori dall’incontro di due donne. Voto per il ricordo importante, è ora di cominciare a capire qualcosa!

  5. Ciao, torno dopo anni sulla piattaforma, sperando di portare a compimento un’opera lasciata in stallo; intanto mi guardo intorno. Sono incappata in te. Concordo con chi ha menzionato The Cube prima di me. Nolan era un personaggio più equilibrato, forse per quello non lo vediamo qui, in fondo ci piacciono gli istintivi (ma chissà cosa ci riserveranno i prossimi capitoli). Attendo. Ti seguo.

  6. Sei la prima storia che leggo e alla quale partecipo. Mi è ancora un po’ confuso il funzionamento del tutto ma sembra molto carino. Riguardo la storia: mi piace; complimenti per com’è scritta. Tieni la giusta suspense e viene voglia di sapere cosa accadrà dopo. Mi aspettavo qualcosa di più “horror” ma chissà ancora come potrà evolversi la storia! Staremo a vedere. Per ora ho votato l’aiuto di Jacob a Sarah. Staremo a vedere 😀

    • Grazie, gentilissima 🙂 felice di rivederti/rileggerti (come avrai notato).
      Attualmente sono in stallo… e il serpente non sta avendo il suo momento di gloria 🙁 speriamo in un voto ben mirato, così mandiamo avanti la baracca.

  7. Ciao Sindaco,
    questo inicipit mi ricorda un po’ Cube e un po’ Saw. Ho votato per l’istinto di Sarah e vediamo che succede nel secondo episodio.
    A un certo punto la ragazza chiede all’uomo: “sei uno di loro?” loro chi? mi sono chiesta. Si sono appena svegliati, in una stanza buia, e lei ha realizzato di essere stata rapita da loro… come se sapesse qualcosa di cui nè io nè tantomeno il povero Nolan siamo a conoscenza, o no? Sono solo considerazioni, fanne ciò che vuoi. 🙂
    Intanto ti saluto e alla prossima!

    • Ciao keziarica e grazie per essere passata. Cube non l’ho visto, mentre Saw ho guardato solo il primo e ammetto che è molto simile seppur l’intento è che prenda un risvolto diverso.
      Sulla tua considerazione ho avuto gli stessi dubbi e fino all’ultimo ero incerto se lasciare o trovare un’altra frase. Però è anche vero che loro due, lì dentro, devono esserci finiti in qualche modo, messi da qualcuno. Sarah deve scegliere se fidarsi o meno di Nolan. E lo stesso vale per lui.
      È la prima esperienza qui e il fatto di stare dentro tot caratteri e non poter fare post editing è piuttosto difficile. Però le sfide mi piacciono e accetto tutti i commenti come spunto di riflessione 😉

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