The Box

Dove eravamo rimasti?

A due minuti dalla fine... Sarah metterà alla prova Elizabeth (50%)

Fidarsi

«Bevila tu» disse Sarah allontanando la bottiglia dalla bocca. La porse a Elizabeth, a una spanna dal suo viso.
La ragazza la guardò sbigottita e arretrò. «Perché?»
Sarah ritrasse la bottiglia. «Come posso fidarmi? Magari vuoi avvelenarmi. Dimostrami che non è così.»
Elizabeth era sempre più perplessa, non riusciva a sostenere lo sguardo di Sarah e lo alternava tra lei e la bottiglia.
«Non voglio avvelenarti. È acqua. Perché dovrei farlo? Sono chiusa qui dentro insieme a te. Non crederai che…»
«In ogni stanza c’era sempre un pericolo» la interruppe. «Qui non ne ho visti. Devo dedurre che l’acqua sia avvelenata, o tu sia il vero pericolo. Forza, bevila. Se è acqua come dici non ti succederà niente.»
A Elizabeth tremavano le mani, era stata messa nell’angolo. Stava fissando il liquido trasparente all’interno della bottiglia: doveva essere acqua. Se lei era certa di non essere il pericolo, come poteva non esserlo Sarah? Erano state messe una contro l’altra e Sarah, per un istinto nascosto, era stata più veloce di lei a dedurlo. Cosa aveva da perdere Elizabeth? E perché? Se fosse morta si sarebbe portata con sé i suoi segreti, come prima di lei avevano fatto gli altri.
Prese la bottiglia dalla mano di Sarah. Tremava di paura. Annusò l’apertura e non notò nulla. Guardò attraverso il foro: era acqua.
«Ti stai sbagliando» disse Elizabeth mentre portava la bottiglietta alle labbra. L’acqua toccò la pelle, penetrò in bocca. Un piccolo sorso. Ingoiò.

Un minuto.

«Ancora un po’» ordinò fredda Sarah, non del tutto convinta.
«È acqua.»
«Bevine ancora, poi mi disseterò io.»
Elizabeth la odiava mentre beveva ancora, Sarah doveva averlo capito dall’occhiata che le aveva tirato l’altra.
«Visto?»
All’improvviso le pareti si mossero, veloci.
«Sta succedendo di nuovo» gridò Sarah accorgendosi del cambiamento. Guardò l’ora e vide che mancava poco meno di un minuto. La porta non si apriva. Invece, in quel momento, questa si spostò lenta verso l’alto. Sarah provò a forzarla ed Elizabeth accorse per darle una mano.
«Non si muove, ce la faremo prima che le parete ci schiaccino?» chiese la ragazza giovane.
«Me lo auguro. È troppo lenta… dobbiamo essere svelte a passare sotto appena ci sarà spazio.»
«Non voglio morire» piagnucolò all’improvviso Elizabeth. «Che ne sarà dei miei genitori?» domandò come se qualcuno stesse ascoltando la sua preghiera.
«Che vuoi dire?» Sarah lasciò la porta per voltarsi verso l’altra.
Elizabeth tirò su con il naso. «Sono malati, hanno bisogno di cure e sono la loro unica figlia.»
Ricominciò a piangere. Le pareti si stringevano sempre più veloci e la porta si era spostata di metà: una di loro poteva passarci.
«Vai! Infilati!» urlò Sarah a Elizabeth. La stava lasciando andare a rischio della propria vita. Ma l’altra non rispondeva, aveva gli occhi lucidi dal pianto, fissi nel vuoto. Era immobile; la bocca semiaperta.
«Elizabeth?» Sarah la toccò per una spalla e la sentì rigida. «Elizabeth?» la scosse senza risposta.
Elizabeth cadde a terra priva di vita. Una delle due pareti la raccolse avvicinandola all’altra.
Non c’era tempo, non c’era spazio. Sarah si infilò nel tunnel nero.

Quelle stanze infernali avevano mietuto l’ennesima vittima, senza logica. Sarah doveva essere di certo frastornata. Forse si stava chiedendo chi fossero state le persone che si era lasciata indietro e… ad un tratto sembrò rendersi conto di qualcosa.
«L’ho uccisa io…» sussurrò nel buio, rannicchiata al margine dell’uscita.
«L’ho uccisa io, sono un’assassina.»
Sarah si lasciò andare in un pianto, complice e vittima di quel perverso gioco fatto di psicologia mortale.
Intanto, alle sue spalle, la stanza stava scomparendo, inghiottita dal pavimento. Il meccanismo era preciso e a scomparsa. Non si poteva ancora vedere, ma c’era una nuova stanza, più grande.

Un nuovo contatore era apparso: cinque minuti.

«C’è qualcuno là?» domandò una voce giovane, maschile.
Si udirono dei passi leggeri avvicinarsi verso il centro dove era rimasta Sarah.
«Chi c’è?» chiese ancora la stessa voce.
L’ennesima flebile luce, bianca, spuntò timida appena sotto il contatore e catturò l’attenzione del giovane.
«C’è qualcun…» inciampò proprio sul corpo di Sarah che solo allora si ridestò dai suoi pensieri e dal pianto, con un urlo di spavento.
Sarah sgattaiolò via, lontana dall’impatto, mentre udiva l’uomo brontolare per la caduta.
«Ehi, chi c’è?» chiese l’uomo non troppo convinto e infastidito.
«Stammi lontano» urlò Sarah.
«Che caratterino. Non so chi tu sia, ma non mi interessa nulla di te. Voglio solo uscire. Ci dev’essere un’uscita, lo so di certo.»
Seguì un silenzio di diversi secondi in cui l’uomo pareva aver ripreso a camminare verso un lato, allontanandosi dalla donna.
«Come lo sai?» chiese diffidente e stizzita.
«Mi hanno portato qui. Non se ne sono accorti, ma ero in uno stato di dormiveglia e riuscivo a capire qualcosa.»
«Li hai visti? Sai dove siamo e perché?»
«Ehi, le domande le faccio io. Sei spuntata dal nulla e mi hai ignorato. Quindi stai lì e lasciami pensare.»

Sembra che il ragazzo sappia qualcosa... Quindi, ora...

  • Scopriremo il passato del ragazzo (0%)
    0
  • Scopriremo il passato di Sarah (0%)
    0
  • Scopriremo qualcosa sulla struttura (0%)
    0

Voti totali: 0

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

32 Commenti

  1. Si fiderà di Elizabeth… anche se secondo me fa male XD questa ragazza sembra più sveglia di Sarah e questa volta rischia di essere lei a rimanere indietro!
    Mi ricorda un po’ Maze Runner, ma non so bene perchè… forse l’assenza dei ricordi.

    • Grazie per l’isservaziom, mi ha fatto riflettere. Per quanto riguarda la luce, sì, c’è abbastanza da vedere un pizzicotto. Lo davo per scontato visto che il meccanismo della luce è ripetuto nelle altre sue stanze. Quando il conteggio è sul finire c’è modo di vedere.
      Però mi sono reso conto che forse il gesto del pizzicotto è troppo forzato. Quindi apporterò delle modifiche sul mio testo, qui non posso. Nulla cambia alla storia, Sarah ci arriva ugualmente alle supposizioni, solo che farà un passaggio in più.

      Grazie ancora 😉

  2. Ciao,
    Mi piace il tuo incipit. Un pò ispirato a Saw, ma originale e tiene col fiato sospeso.
    Ho l’impressione che Elisabeth sappia qualcosa, magari è una complice dei rapitori o ha architettato tutto lei….Un sesto senso mi dice che Sarah non debba fidarsi di lei, per cui ho votato che la metterà alla prova (magari prima di bere l’acqua, magari è avvelenata o altro).

      • No no, per carità niente spoiler 😉.
        Quello che ho scritto nel primo commento è una semplice supposizione anche per spiegare la mia scelta del fatto che Sarah mette alla prova Elisabeth. Però qui ovviamente è la maggioranza che vince nei voti e anche se quello che ho votato io ne fa parte, è l’autore che sceglie il seguito del suo libro, quindi magari le mie riflessioni sono sbagliate 😉.
        Infine non amo gli spoiler, anzi quello che mi piace nei libri come nei film è l’attesa e la sorpresa.

  3. Complimenti! Capitolo molto adrenalinico e veloce; mi è piaciuto ma mi è sembrata, se posso, un po’ forzata la morte di Jacob (Se posso segnalarti hai scritto Jabob in un certo punto). Aspetto di vedere il seguito; ho votato per qualcosa di angosciante sulla nuova persona. Chissà cosa ci aspetterà! Attendo ancora 🙂

    • Grazie per le segnalazioni, sempre apprezzate 😉 Cosa ti è sembrato forzato? Qui non posso correggerlo ma sul mio testo magari una revisione non gli fa male. L’unico problema, se credo di aver capito bene, è che stare in 5000 caratteri non è facile. Dedico due capitoli a stanza e quindi la morte di Jacob potrebbe esser stata troppo veloce e innaturale (?).

      • Figurati, è un piacere. Nel senso, sembrava trovassi ad ogni costo il modo di farlo morire. Cioè, come se fosse, per l’appunto, forzata. Come quando guardi una serie tv e in qualche modo tizio o caio devono farlo morire in 10 minuti di puntata, capito? haha Scusa se non mi spiego bene, non so come comunicarlo a pieno. Sicuramente avrà avuto a che fare con i 5000 caratteri che non ha permesso di particolarizzare ed ha reso il tutto più frettoloso; ecco, questo è ciò che intendevo: frettoloso. Ma posso comprenderlo 🙂

  4. Finalmente! Subito in prima fila. Ho letto il capitolo con una musica straniante di sottofondo che mi ha messo ancora più ansia di quanta non me ne avesse messa il tuo maledetto countdown che funziona sempre. Certo che tu vuoi proprio male a questi poveri uomini intrappolati con Sarah, sono curiosa di vedere cosa può uscire fuori dall’incontro di due donne. Voto per il ricordo importante, è ora di cominciare a capire qualcosa!

  5. Ciao, torno dopo anni sulla piattaforma, sperando di portare a compimento un’opera lasciata in stallo; intanto mi guardo intorno. Sono incappata in te. Concordo con chi ha menzionato The Cube prima di me. Nolan era un personaggio più equilibrato, forse per quello non lo vediamo qui, in fondo ci piacciono gli istintivi (ma chissà cosa ci riserveranno i prossimi capitoli). Attendo. Ti seguo.

  6. Sei la prima storia che leggo e alla quale partecipo. Mi è ancora un po’ confuso il funzionamento del tutto ma sembra molto carino. Riguardo la storia: mi piace; complimenti per com’è scritta. Tieni la giusta suspense e viene voglia di sapere cosa accadrà dopo. Mi aspettavo qualcosa di più “horror” ma chissà ancora come potrà evolversi la storia! Staremo a vedere. Per ora ho votato l’aiuto di Jacob a Sarah. Staremo a vedere 😀

    • Grazie, gentilissima 🙂 felice di rivederti/rileggerti (come avrai notato).
      Attualmente sono in stallo… e il serpente non sta avendo il suo momento di gloria 🙁 speriamo in un voto ben mirato, così mandiamo avanti la baracca.

  7. Ciao Sindaco,
    questo inicipit mi ricorda un po’ Cube e un po’ Saw. Ho votato per l’istinto di Sarah e vediamo che succede nel secondo episodio.
    A un certo punto la ragazza chiede all’uomo: “sei uno di loro?” loro chi? mi sono chiesta. Si sono appena svegliati, in una stanza buia, e lei ha realizzato di essere stata rapita da loro… come se sapesse qualcosa di cui nè io nè tantomeno il povero Nolan siamo a conoscenza, o no? Sono solo considerazioni, fanne ciò che vuoi. 🙂
    Intanto ti saluto e alla prossima!

    • Ciao keziarica e grazie per essere passata. Cube non l’ho visto, mentre Saw ho guardato solo il primo e ammetto che è molto simile seppur l’intento è che prenda un risvolto diverso.
      Sulla tua considerazione ho avuto gli stessi dubbi e fino all’ultimo ero incerto se lasciare o trovare un’altra frase. Però è anche vero che loro due, lì dentro, devono esserci finiti in qualche modo, messi da qualcuno. Sarah deve scegliere se fidarsi o meno di Nolan. E lo stesso vale per lui.
      È la prima esperienza qui e il fatto di stare dentro tot caratteri e non poter fare post editing è piuttosto difficile. Però le sfide mi piacciono e accetto tutti i commenti come spunto di riflessione 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi