Complice la luna

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà la donna dopo aver visto le sue mani insanguinate? Si getterà in mare (67%)

Il tuffo

Con un palpito d’orrore sfregò compulsivamente le mani sui vestiti, ormai umidi, ma il sangue, vischioso, non accennava a sparire, anzi si spargeva sui palmi con maggiore ingordigia.

Una corsa, un salto: l’acqua fredda le penetrò le ossa, le avvolse le gambe, le cinse la vita e si ritrovò supina sulla superficie liscia del mare a galleggiare e a lasciarsi cullare dalle onde, che con materna carezza le avevano lenito il sussulto e la nausea provati alla vista delle sue piccole mani insanguinate. 

Ad un tratto un tremore, inizialmente appena accennato e facilmente controllabile, poi sempre più intenso e acuto, le pervase tutto il corpo di uno spasmo irrefrenabile. Avvicinò le mani, ormai meno rosse, le appoggiò sul petto, il respiro più affannoso, il freddo più pungente e chiuse gli occhi. “ Che bel volto minuto, che bei capelli corvini” pensò, mentre le onde le facevano da giaciglio. “ Che espressione serena! Quali sogni starà facendo?”. E proprio mentre cominciava a provare un po’ di invidia, l’immagine nella sua mente si definì meglio: la donna dai capelli corvini e dall’espressione serena era innaturalmente riversa in una pozza rossa; il gelido pallore era stato confuso con un’ apparente serenità, il sonno eterno con una pace onirica. 

Quell’orribile visione la fece trasalire e provò a ribellarsi a quello stato di incoscienza: cominciò a muovere nervosamente e goffamente braccia e gambe, alzò il busto per guardarsi attorno, un flebile “Aiuto” le uscì dalla bocca. “Più forte” pensò, e da un rauco vagito esso si trasformò in un appello disperato ma affamato di vita. “Aiuto. Più forte. Aiuto. Per favore, qualcuno mi aiuti”. E fu illuminata dalla luce gialla di un faro. “Stia calma. La portiamo subito a bordo” disse una rassicurante voce maschile. Robuste mani le afferarono le braccia, la strinsero, la trasportarono. “Sono qui. Ormai è finita” le sussurrò l’uomo all’orecchio, ma le parve che non fosse che l’inizio.

In pochi attimi si trovò sul ponte della barca della Guardia Costiera, circondata da volti che le sembravano amici, da sorrisi affabili, da abbracci per ristorare le membra spossate.

“Un bagno? A gennaio. A quest’ora?” con tono pacato il capitano aveva deciso di infrangere il silenzio imperante che le si era creato intorno. “A luglio anche lo capire. Qui attorno non c’è acqua più bella” continuò. “Le va di dirci il suo nome?” “Leila” rispose esitante “Penso Leila” “Come pensa?”, continuò comprensivo il capitano. “Sono quasi sicura. Dovrei chiamarmi Leila”.

Cosa succede subito dopo la presa d’atto della stato di confusione della donna?

  • Un membro dell’equipaggio la riconosce (60%)
    60
  • Il capitano continua il suo “interrogatorio” (40%)
    40
  • Il capitano decide di affidarla al commissariato più vicino (0%)
    0

Voti totali: 5

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9 Commenti

  1. ho votato per .. ” un membro… ” perché potrebbe portarci chissà dove, magari dove lei stessa non sa di essere stata….
    Un consiglio: sfrutta le tue 5000 battute , fino all’ultima , se puoi . È la tua storia: non frenarla, sprona la tua fantasia e poi , magari lavori di forbici , ciao🙋

  2. Ciao Sara, apprezzo i capitoli brevi che danno dinamicità alla storia, ma poiché il racconto mi sta prendendo molto, io ne vorrei sempre di più, soprattutto se penso alla tirannia dei pochi caratteri che abbiamo a disposizione, è ovvio che ammiro la tua capacità di sintesi.
    Credo che il Capitano voglia saperne di più su questa misteriosa Leila.
    A presto

  3. Ciao Sara,
    un bell’incipit, un po’ corto, forse.
    Io che non sono granché forte con le virgole, ho notato che la prima frase del tuo racconto ne è completamente sprovvista… scelta mirata?
    Ho scelto che griderà a perdifiato, non mi pare sia molto lucida, magari qualcuno potrebbe soccorrerla e dare inizio al racconto di una bella storia.
    Aspetto il secondo, magari con qualche carattere in più. 🙂
    Alla prossima!

  4. Ciao Sara, incipit breve ma intenso, mi ha catturato a tal punto che seguirò incuriosito il tuo racconto, anche perché il genere che hai scelto mi appassiona.
    Delle tre opzioni sceglierò quella di buttarsi in mare, le altre opzioni sono quasi simili e quindi voto una sorta di consapevolezza nel trovarsi le mani insanguinate.
    A presto e buon lavoro!

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