Il ragazzo con la cravatta stretta

Dove eravamo rimasti?

Cosa troverà scritto nella pagina del libro? Al mio angelo per i tuoi 18, mamma. (75%)

Un passo alla volta

Lessi la dedica in prima pagina. Rimasi per un istante tra l’attonito e il dispiaciuto. Quel libro doveva avere un grande valore affettivo per Angelica. Lo riposi con cura tra i miei averi, al sicuro nel grande zaino che conteneva i pochi effetti personali che mi avevano seguito tra quei monti. Mi sdraiai in tenda e rimasi immobile ad ascoltare il fluire del fiume a pochi metri dal mio nido. Era giunto il momento di prendere una decisione sul mio futuro. La stagione estiva volgeva al termine e l’incontro con Angelica mi aveva turbato nel profondo. A quel tempo ero restio a seguire gli impulsi istintivi che urlavano dal profondo ed ero solito affidarmi al caso per le decisioni più difficili. Ero stanco di quella mancanza di polso e decisi che non sarei più stato così, come se il proprio carattere si potesse cambiare semplicemente schioccando le dita. Per prendere una decisione simile mi sarebbe servito tempo, e qualcosa di diverso, di nuovo e, perché no, di mistico.
Mancavano pochi giorni alla chiusura della stagione, i turisti erano diminuiti rendendo il grande prato costellato di aree pic-nic, una landa desolata. Chiesi un giorno di riposo per intraprendere un cammino. Camminare mi portava sempre a profonde riflessioni. Era un dono innato, un passatempo che mi accompagnava fin da bambino, camminare e riflettere. Anche durante il periodo del lavoro d’ufficio, trascorrevo infinite pause pranzo a passeggiare per le città in cui lavoravo, cercando risposte tra viali alberati e tubi di scappamento, senza mai trovarle.
Alle cinque di mattina avevo lo zaino in spalla e gli scarponcini, gentile concessione della guida alpina Santiago, ai piedi. Un passo dopo l’altro raggiunsi il sentiero che portava al rifugio ai piedi della grande montagna, che chiudeva la valle a nord. Non più di quattro ore di cammino mi separavano dalla meta.
Era la fine di agosto, ma nuvole minacciose e una fredda brezza fecero precipitare le temperature. Il clima di quella regione mi meravigliava in continuazione, si passava dalle maniche corte alla giacca a vento nel giro di qualche ora.
Indossai la felpa e sollevai il cappuccio. Mi strinsi nelle spalle in cerca di calore, mentre il respiro divenne corto, rivelando un leggero affanno. Camminavo incurante della fatica, alla ricerca di una sensazione che mi facesse sentire vivo, in sintonia con la realtà. Il panorama scorreva lento e monotono. Cercai di concentrarmi sul futuro e su come poterlo affrontare al meglio. Mi sarei dovuto cercare una nuova occupazione o avrei vissuto di espedienti ancora per qualche tempo? Mi sarei lasciato trascinare dagli eventi ancora una volta? Mi sedetti su una grande roccia, alle mie spalle un piccolo torrente gorgogliava indifferente. Estrassi il quaderno degli appunti e scrissi una poesia. Sfogliai le pagine per ripercorrere i pensieri di quel periodo. Il volto di Angelica, tratteggiato tra le briciole, mi annebbiò la mente. Mangiai una mela e ripresi a camminare. Non incontrai nessuno lungo il tragitto, la giornata non era l’ideale per un’escursione.
Raggiunsi il rifugio con grande ritardo sulla tabella di marcia. Le nuvole si erano caricate di un plumbeo grigiore e le prime gocce d’acqua trasportate dal vento tintinnavano sulla beola del tetto della baita. Dal camino fuoriusciva una cortina di fumo grigiastro che nutriva la spessa nebbia che rapidamente invadeva la vallata. Non potevo rientrare alla base con quel clima. Il giardino che circondava la baita era sormontato da una piccola collina. Raggiunsi la cima e cercai di intravedere tra le nuvole la vetta della grande montagna. Cosa dovevo fare? Cercare Angelica per riconsegnarle il libro o abbandonarlo in quel luogo vicino a Dio? Tornare mesto a casa e cercare una nuova occupazione o tirare a campare?
Fu una decisione difficile, ma come spesso accade nella vita, la ritenni inevitabile, quasi naturale. Scesi dalla collina ed entrai nella baita, dove avrei passato la notte, dopo una polenta concia e un bombardino. Il mattino seguente avrei ripreso la strada verso la civiltà con una nuova consapevolezza nel cuore. Determinato e sereno, almeno era quello che speravo.    

Dopo la lunga riflessione, cosa farà il protagonista?

  • Continuerà a vivere di espedienti in cerca di nuove avventure (0%)
    0
  • Tornerà a casa e cercherà un nuovo lavoro (0%)
    0
  • Cercherà Angelica ovunque si trovi per restituirle il libro perduto (100%)
    100
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49 Commenti

  1. Non sono d’ accordo nel pensare che le buone azioni devono per forza avere un costo…comunque mancano ancora quattro puntate e sarebbe troppo mieloso incontrare Angelica che sbatte i residui del caffé alla Cimbali, suspanciaci ancora un po’ con Mariuccia.

  2. Buongiorno Alberto e Buon Anno
    “Marco Gump” cerca Angelica per restituire il libro, d’altronde, l’ha detto lui di essersi stancato delle sue indecisioni; anche se… quasi per rimandare l’azione di cambiamento, ammette anche uno stimulo di tipo mistico – che può non arrivare mai – 🙂

  3. Quanta suspense…. Bravo! Ovviamente la curiosità è tanta ma raccontato così, poco alla volta, crea ancora più aspettativa, speriamo riesca a ritrovare Angelica o chissà cos’altro ti inventerai… Attendo il quinto, ti lascio immaginare cosa posso aver votato!

  4. Ciao Alberto,
    mi sono persa un capitolo, poco male: l’ho letto ora 🙂
    Mi è piaciuta la virata del secondo, un po’ meno la planata del terzo. Trovo che si sia saputo troppo di “capelli dorati” in poche righe, avrei preferito scoprirlo un po’ per volta e mi pare anche strano che una ragazza appena incontrata riveli tanto di sè a uno sconosciuto.
    Detto questo, ho votato per il biglietto della mamma.
    Alla prossima e Buon Natale!

  5. Ciao
    Sicuramente gli spazi che hai introdotto in questo episodio gli danno più respiro.
    Pare che il protagonista abbia avuto il “colpo di fulmine”. Ci hai dato tante informazioni, tutte insieme, sulla ragazza… secondo me, sarebbe stato più interessante scoprirle un po’ per volta, attraverso pensieri e azioni, altrimenti può sembrare un “elenco”, tipo lista della spesa 🙂
    Non ho capito bene questa frase “Mi guardarono titubanti, mentre capelli dorati, controllò la veridicità della mia affermazione.”, “capelli dorati” è la ragazza?
    al prossimo

  6. Buongiorno Alberto
    Il titolo del tuo racconto mi aveva incuriosito, così avevo letto il tuo ibreve ncipit senza commentare.
    Il secondo capitolo è interessante e scorre molto bene; frasi corte dentro un testo denso (andare a capo lo potrebbe alleggerire)
    Vediamo dove ci vuoi portare… ho votato Cile.

  7. Ciao Cappy, incipit che lascia aperte parecchie porte e spiragli sullo sviluppo… Credo che in quella lettera ci siano le dimissioni, così che il protagonista possa partire da zero, a “scrivere” una nuova vita, dove tutto è votato alla passione e alla libertà.

    Spero di essermi spiegato 🙂

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