Il ragazzo con la cravatta stretta

Dove eravamo rimasti?

Dopo la lunga riflessione, cosa farà il protagonista? Cercherà Angelica ovunque si trovi per restituirle il libro perduto (100%)

CarBlaBla

Con le idee chiare mi sentivo finalmente leggero. Sul sedile passeggero dell’auto di Natalia, osservavo perplesso lo schermo del mio smartphone.
“Natalia, sei sicura che questo CarBlaBla funzioni sul serio?”
“Ma certo! Vedrai che in poche ore sarai a Firenze”
L’appuntamento con Paco, il ragazzo con cui avrei condiviso il viaggio, era alle 09.00 in punto in Stazione Centrale. Natalia si era gentilmente offerta di accompagnarmi e aveva insistito perché utilizzassi quel servizio low cost e smart anziché un convenzionale treno. Mi lasciai convincere a malincuore.
Salutai Natalia con un caloroso abbraccio, pensando per un attimo a quale futuro mi sarebbe aspettato se avessi accettato di accompagnarla in Cile.
“Trova la tua bella!”, disse sorridendo, mentre saliva in auto prima di dileguarsi nel traffico milanese.  
Rimasi solo con il mio pesante zaino sulle spalle e un velo di tristezza nel cuore.
Paco era in ritardo, si comincia bene, pensai. Alle 9.35, quando stavo per comprare un biglietto del treno, una sgangherata Seicento degli anni ’80 si arrestò a qualche metro da me. Una spessa nube di fumo bianco mi avvolse mentre tossendo, scorsi un ragazzo neopatentato che mi faceva dei cenni con la mano. Cosa diamine cercava di dirmi?
“Apri la portiera, da dentro è rotta!”, disse sgolandosi.
“Non potevi aprire il finestrino?” dissi, mentre aprì la portiera.
“Cazzo Zio, sei intelligente! Non ci avevo pensato”
Fui tentato di abbandonarlo a se stesso, ma pensai che forse quel ragazzo avesse più bisogno di assistenza di quanto ne avessi io.
“Sei sicuro che questa carretta riesca ad arrivare fino a Firenze?”
“Mio padre ci ha fatto due volte il giro del mondo negli anni ’90, con questa ti porto sulla luna”, disse mentre lanciava il mio zaino tra una moltitudine di pacchi nei sedili posteriori. Quando ebbe finito, mi porse la mano.
“Sono Paco, molto piacere. Andiamo! Siamo già in ritardo”
Non per colpa mia, pensai. Salii in macchina scostando brick di thè freddo e cartacce di barrette al cioccolato. Osservai Paco mentre a fatica torceva il volante sprovvisto di servosterzo nel traffico indiavolato di Milano. Era molto giovane, poco più che maggiorenne e aveva l’aria di un ragazzino spaesato e studioso. Gli occhi piccoli erano nascosti da occhiali spessi, mentre una folta capigliatura afro e la carnagione olivastra gli donavano un tocco esotico.
Appena fummo in tangenziale, mi prodigai a intavolare un discorso.
“Come mai vai a Firenze?”, dissi senza troppa convinzione. La domanda non era delle migliori ma Paco non mi avrebbe certo trovato da dire.
“Che cazzo di domanda è Zio? Sei in macchina con uno che conosci da venti minuti e non ci giri nemmeno un po’ intorno?”
“Intorno a cosa, scusa?”
“Ma sì dai, le domande di rito: cosa studi? Che fai nella vita? Cose così”
Sinceramente non avevo alcun interesse per quelle informazioni ma cercai di mantenere la calma, anni di clienti pretenziosi mi avevano temprato.
“Ok, scusa, vuoi che ricominciamo?”
Scoppiò a ridere
“Ma va Zio, ti prendevo per il culo! Cazzo mene!”
Cercai di soffocare un impulso omicida ma non feci in tempo a proferire parola
“Zio, tienimi un secondo il volante che devo fare su”
“Devi fare cosa?”
“Mi devo fare una siga, reggi sto volante”
Disse abbandonando la presa a cento all’ora nella corsia di sorpasso. Afferrai il volante ed ebbi un nuovo istinto omicida.
“Ma ti pare il caso?”
“Ne vuoi una anche tu?”
“Non fumo, ma non potevi fermarti per farti una sigaretta?”
“No Zio, non possiamo fare tardi, devo consegnare quei pacchi il prima possibile”
“Cosa contengono?”
“Nulla, tranqui! Però dovremo fare una piccola deviazione in zona Pisticci”
“Questo non era negli accordi”, dissi mentre cercavo a fatica di mantenere la macchina entro la corsia.
“Questione di qualche minuto, non fare il rompiballe”
La situazione era surreale. Rimasi qualche istante in silenzio, mentre si accese la sigaretta e riprese il volante. Stavo per chiedergli gentilmente di fermarsi alla prima piazzola di sosta, quando la situazione degenerò.
“Zio, ti ho detto una cazzata, non mi sono fatto una siga”
“Partiamo dall’inizio Paco, non sono tuo Zio, mi chiamo Marco”
“Zio, ma quanto sei vecchio? Rilassati un po’ e fatti due tiri” sorrise, porgendomi la canna.
“Non fumo”, risposi stizzito prima che la situazione precipitasse ulteriormente
“Calmati, è maria di prima qualità, con questa vedrai che il mondo ti sembrerà più amichevole”
Stavo per mettergli le mani attorno al collo per strozzarlo, quando alle nostre spalle una volante della stradale accese lampeggianti e sirena, intimandoci di accostare. Paco lanciò goffamente la canna dal finestrino, prima di sterzare rischiando un tamponamento a catena. Rimasi impietrito e terrorizzato.

Cosa contengono i pacchi trasportati da Paco?

  • Peluches (65%)
    65
  • Armi (18%)
    18
  • Droga (18%)
    18
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49 Commenti

  1. Non sono d’ accordo nel pensare che le buone azioni devono per forza avere un costo…comunque mancano ancora quattro puntate e sarebbe troppo mieloso incontrare Angelica che sbatte i residui del caffé alla Cimbali, suspanciaci ancora un po’ con Mariuccia.

  2. Buongiorno Alberto e Buon Anno
    “Marco Gump” cerca Angelica per restituire il libro, d’altronde, l’ha detto lui di essersi stancato delle sue indecisioni; anche se… quasi per rimandare l’azione di cambiamento, ammette anche uno stimulo di tipo mistico – che può non arrivare mai – 🙂

  3. Quanta suspense…. Bravo! Ovviamente la curiosità è tanta ma raccontato così, poco alla volta, crea ancora più aspettativa, speriamo riesca a ritrovare Angelica o chissà cos’altro ti inventerai… Attendo il quinto, ti lascio immaginare cosa posso aver votato!

  4. Ciao Alberto,
    mi sono persa un capitolo, poco male: l’ho letto ora 🙂
    Mi è piaciuta la virata del secondo, un po’ meno la planata del terzo. Trovo che si sia saputo troppo di “capelli dorati” in poche righe, avrei preferito scoprirlo un po’ per volta e mi pare anche strano che una ragazza appena incontrata riveli tanto di sè a uno sconosciuto.
    Detto questo, ho votato per il biglietto della mamma.
    Alla prossima e Buon Natale!

  5. Ciao
    Sicuramente gli spazi che hai introdotto in questo episodio gli danno più respiro.
    Pare che il protagonista abbia avuto il “colpo di fulmine”. Ci hai dato tante informazioni, tutte insieme, sulla ragazza… secondo me, sarebbe stato più interessante scoprirle un po’ per volta, attraverso pensieri e azioni, altrimenti può sembrare un “elenco”, tipo lista della spesa 🙂
    Non ho capito bene questa frase “Mi guardarono titubanti, mentre capelli dorati, controllò la veridicità della mia affermazione.”, “capelli dorati” è la ragazza?
    al prossimo

  6. Buongiorno Alberto
    Il titolo del tuo racconto mi aveva incuriosito, così avevo letto il tuo ibreve ncipit senza commentare.
    Il secondo capitolo è interessante e scorre molto bene; frasi corte dentro un testo denso (andare a capo lo potrebbe alleggerire)
    Vediamo dove ci vuoi portare… ho votato Cile.

  7. Ciao Cappy, incipit che lascia aperte parecchie porte e spiragli sullo sviluppo… Credo che in quella lettera ci siano le dimissioni, così che il protagonista possa partire da zero, a “scrivere” una nuova vita, dove tutto è votato alla passione e alla libertà.

    Spero di essermi spiegato 🙂

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