L’UOMO DEI NUMERI

Dove eravamo rimasti?

Lei tornerà? No, riuscirà a capire che la solitudine è meglio del dolore (50%)

Camminar volando...

Era una mattina di una stagione di mezzo.

Lei camminava.

Muovere le gambe, avanzare in una direzione le dava sollievo (pensieri sparsi: le succedeva una cosa strana quando iniziava ad incedere. Se fissava un punto entrava in una concentrazione simile a un’ipnosi, tale da farle staccare le gambe dal tronco e non farle avvertire la fatica. Iniziava lenta e raggiungeva una velocità che non le era propria. Spesso capitava di lasciar dietro chi era accanto senza volerlo).

Soffriva.

Non sopportava di portare ancora maschere.

Anche se doveva fingere di star bene le mancava molto udn.

Sentiva bolle d’aria nelle vene. Il vuoto pesava e le schiacciava il diaframma.

Senza respiro si muore, dunque camminare era l’unico modo di sapersi viva.

Fiato sospeso.

Ricordava le volte in cui udn la respingeva, in cui le manifestava l’insofferenza nel condividere se stesso e i suoi spazi.

Respiró.

Le tornó in mente quando l’aveva invece accolta, fatto spazio nei cassetti come nella sua vita togliendo di mezzo brasiliane altrui e dismettendo amiche di letto.

Molte domande si incanalavano in mente come auto in un tunnel.

La pressione sulle tempie schiacciava i punti interrogativi.

Insofferenza e sofferenza di udn succedevano da tempo, ma lei non voleva capire.

Ma udn era stato molto chiaro ora. 

Ma perché sentire il bisogno di stare con se e non con lei? Perché cercare la sua assenza e non il suo odore? 

Lei avrebbe vissuto con lui e in lui giorno e notte, lavoro e relax, fatica e ozio, rigore e oblio.

Era pronta a dividersi e condividersi molto di più di così. Casa, vita, figli, presente e presenza, futuro e progetti.

Fino alla fine.

Che udn preferisse l’unicità all’unione, la confondeva.

Non era offesa ma confusa (pensieri sparsi: lei aveva una calma interiore infinita. A volte riusciva a non avere reazioni visibili anche dopo aver ricevuto pesanti ingiurie. L’autocontrollo era la sua forza da sempre e finché la cabina di regia non avesse ceduto il passo all’arteriosclerosi, lo sarebbe stato)

Cosa poteva fare ora che le scivolava dalle mani la vita?

I piedi andavano per conto loro.

Decise di partire dalle sue certezze.

La sua era che udn era tutto. Ogni cosa.

Aveva pulito, medicato e incerottato il passato, lucidato il presente e posato le basi per il futuro. Era onnipotente.

Lo amava profondamente.

Avrebbe fatto qualunque cosa per lui.

Il resto delle considerazioni era superfluo.

L’aveva trattata male è vero.

Voleva ritrovare se stesso senza di lei è vero.

La lancinava questo è vero.

Ma se lo amava lo avrebbe accettato.

Lo decise.

Gli avrebbe restituito tutto ciò che di sé gli aveva preso anche se moriva dentro. Voleva che udn tornasse felice, intero, in pari.

Almeno lui.

Non voleva sentirsi un fardello. Per nessuno. Non poteva far altro.

I piedi volavano.

Pensava al tempo con udn. Era bello. Parlare, tacere, guardarlo, ascoltarlo, dormirci, far l’amore, camminare, andare in moto, programmare, risolvere i problemi, annusarlo, stargli accanto, discutere.

Avrebbe voluto levare la maschera ma a uno che vuole spazio come glielo dici che tu gli vivresti attaccata? Tu, i tuoi oggetti, i tuoi figli, i tuoi umori, i tuoi capelli bianchi, tutto? Non glielo dici. Taci, aspetti di star con lui ancora ed ancora, raccatti ciufoli di legno per terra e li metti vicini per illuderti di avere un tetto sulla testa.

I battiti le uscivano dalle orecchie.

Scrivere è più facile, pensò.

Si fermó e gli scrisse una lettera.

“Mio caro udn, ho quel solito nodo in gola di quando non ci sei.

Ti scrivo ciò che non so dire, sono timida sull’amore.

Il fatto è che io non so di cosa si nutra il tuo cuore, ma so che ti amo e che da allora sento la terra scapparmi da sotto.

Ti sento.

Tu sei un pezzo mio, di cuore, di testa, di rene, polmone e milza, di mani e di gambe

e anche di retto.

Di certo amarti non è un piatto caldo o una piega piana su un colletto.

Di certo non è un ti amo detto o guardato.

Di certo pure, non è un come stai davanti alla tv, non sono coccole e neppure silenzi parlati.

Non so io come si arrivi a nutrire te. Ma so che tu mi nutri anima e cervello.

Sei tutti i respiri, tutti quanti insieme. E se non ci sei l’aria non mi passa in gola.

Ti ho conosciuto, respirato, sudato fatica e sesso, caldo e lacrime. Se morissi oggi sarei felice di non essere morta invano.

Potrebbe passarmi dinuovo la morte sopra ma addosso avrei la coperta del tuo ardore che mi protegge e schiva i pesi peggiori.

Ti amerò ogni tempo, quelli belli e quelli no. Ogni giorno sono più permeabile a te, quello bianco e quello nero, quello mascherato e quello nudo.

Sei come un’onda d’urto, arriva e sbatte, fa male a tratti ma quando si ritrae lascia un vuoto, che deve colmare sbattendo una volta in più e un’altra ancora.

Tu mi dai vita e me ne togli se n’è troppa.

Dici che l’amore non esiste. Vero forse, perchè se esistesse sarebbe davvero grandissimo, imponente, maestoso, infinito,

complesso, completo e ingombrante,

da far paura.

Come te…”

Gliela lasciò.

Udn aveva cercato, creato la distanza.

Solo lui poteva eliminarla. 

Lei continuò a camminare.

Cosa sarebbe accaduto ora?

  • Ipotesi drammatica: lei non avrebbe retto al dolore, sarebbe sparita, forse si sarebbe data alla morte (0%)
    0
  • Ipotesi di mezzo: lui aveva un'altra dunque l'avrebbe cercata sempre meno (50%)
    50
  • Ipotesi sparsa romantica: lui si sarebbe avvicinato di più, lei lo avrebbe accolto (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

46 Commenti

  • Ciao. Come vedi ti ho trovata. Hai uno stile inconfondibile, tuo è solo tuo. Riesci ad entrare dentro i sentimenti dei tuoi personaggi, e non è da poco.
    Hai dentro tantissime cose da dire, mi sembra di percepire questo. Dovresti solo cercare di incanalarle.
    Ti seguo

  • Ben trovata Ally! Stile inconfondibile il tuo.
    Dirà di no.
    È il ritratto di un narciso…non dará se stesso, se non l’immagine di se che potrà servirgli. Almeno non si darà prima di aver dato filo da torcere! Sei solo al 4 capitolo…non é così?
    Ti seguo con curiosità

  • Lui sa che lei è troppo, che non sarà mai al suo livello, e questo per lui è motivo di fuga e di attrazione.
    Loro già si appartengono, lui deve solo avere il coraggio di arrendersi a questo. Ma vorrebbe dire non dirigere lui …

  • Ally!
    Sempre particolare il tuo stile.
    Ho votato per il diventare amici…in realtà manca la nozione dell’attrazione fra i protagonisti. Quindi un’evoluzione diversa dall’amore può essere interessante nel caso non si attraggano…

    Grazie! Continua cosi…

  • Ben trovata Ally! Aspettavo il prosieguo.
    Ok…si rivedono. Ma direi che è il caso di farli innamorare. No?
    La frase sul muro dall’ospedale è molto intrugante.

    Ti seguo con molta attenzione.
    Belli i pensieri sparsi.
    Scrivi!

  • È strano questo uomo dei numeri, tanto strano quanto maledettamente reale. Deve essere proprio uno di quegli uomini che non si innamora, per noia, per rivalsa o semplicemente uno di quelli che fa passare i suoi anni migliori senza costruire nulla.
    Mettere le mani avanti è sempre un sinonimo di disonestà, anche se lo si fa in maniera poetica, voto per il “solo sesso”

    • Grazie!
      Si. Da un capitano senza veliero ad uomo dei numeri senz’anima. Bella sfida……provo.
      Non ho idee di come procedere. Far impazzire lei forse è un modo…non so.
      Tagliare i ponti, non credo.
      Restare…scontato.
      Vedremo!

      Felice che mi leggi!

  • Buon anno Ally!
    Leggere quello che scrivi è come viverlo!
    Intriganti entrambi i personaggi. Lui è confuso dalla dolcezza della protagonista. E lei ha più paura di lui.
    Ho votato per lei che ama tacendo. Credo che tu abbia in serbo un colpo di scena…
    Seguo!

  • Ciao Ally ben tornata.
    Sempre interessanti i tuoi incipit, e ammetto che amo leggerli.
    Insomma, la tua protagonista mi sembra molto più intrigante del suo uomo dei numeri.
    Per cui, la curiosità è tanta.
    Ed avendomi già fatto mezza idea, voto per:
    lei lo aveva tradito.

    ps.- Sui tramonti marini abbiamo qualcosa in comune. 🙂
    Buon fine e inizio Anno nuovo.

    • Ciao Alex!
      Grazie di leggermi…si. beh…hai colto un aspetto chiave. La protagonista e l’uomo dei numeri hanno molto in comune.
      Sul se…e chi tradira chi…vedremo.
      Per il momento sto provando a delinearne i contorni.

      A prestissimo!
      Quasi all’alba del nuovo anno…
      Auguri!

    • Ciao Louise! Felice di ritrovarti a leggermi.
      Le tue parole mi daranno spunto:
      …”chi abita il mondo astratto dei numeri corre spesso il rischio di non vedere le cose concrete sotto il naso”…

      Verissime.
      Lui…udn…è un giovane d’età ma nobile nei sentimenti. Volevo accentuare questa sfumatura. Ci riproverò a brevissimo nel capitolo due.

      Grazie. Sei preziosa!

  • Un grande ritorno Ally! Bellissimo il tuo modo.
    Eheheh…uomo dei numeri…ok. Ci sta, mi piace. Ma che vuol dire? Lo spiegherai vero?
    Ho scelto di votare per l’uomo traditore. Un uomo non è mai confuso, neppure nei racconti, a meno che non sia innamorato perso. E la protagonista adultera farebbe troppo fiction.
    Chissà…ti seguo!

    • Ei! Grazie di seguirmi e di avermi spiegato la sua scelta.
      Vero…le donne non tradiscono gli altri…e gli uomini non tradiscono se stessi.
      Sulla confusione, bah…non so. Vedremo cosa scenderà nella mia penna…
      A prestissimo!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi